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martedì 19 novembre 2013

La Féodale de la Roche Brune

La Roche-en-Ardenne è un grazioso paese del Lussemburgo belga,  nonchè una delle mete turistiche più gettonate della regione vallona. Attraversata dal fiume Ourthe e circondata da una grande area boschiva, è d'interesse anche per i birrofili per la presenza di alcuni discreti locali dove bere ed alcuni negozi dove acquistare birra, formaggi e il tipico prosciutto affumicato. A soli 20 chilometri si trova l'eclettico birrificio Fantôme, e se cercate un posto dove acquistare le birre di Dany Prignon, La Roche-en-Ardenne potrebbe essere la destinazione giusta, anche se non certa. Il negozio più fornito di birre è La Cave du Venitien, situato sulla strada principale che attraversa tutto il paese; nel 2004 i proprietari del negozio decidono di farsi produrre dalla Brasserie Saint-Monon alcune birre chiamate La Feodale de la Roche; s'inizia con una Ambrée, che però viene presto rinominata Blonde - ci dicono - per facilitarne la diffusione visto che la maggior parte dei clienti non nota la differenza di colore tra "ambrato scarico" e "dorato carico". Due anni dopo segue una Brune. Il nome scelto è ovviamente un omaggio al castello - in buono stato di conservazione - che guarda dall'alto di una collina tutto il paese.
Andiamo dunque a stappare questa bottiglia di La Féodale de la Roche Brune, acquistata proprio nel negozio che la fa produrre; è di color marrone chiaro (o tonaca di frate, come si dice di solito) con un cappello di schiuma fine e cremosa, color beige chiaro, poco persistente. Naso dominato da esteri con netti sentori di mela verde; più in secondo piano frutta secca, uvetta, prugne, spezie ed una leggera nota di amaretto. L'aroma è forte anche se non brilla particolarmente per la finezza. In bocca pare subito un po' slegata; nonostante il discreto livello di alcool (7.5%), è una birra spiccatamente watery e con un corpo solo medio-leggero. Il gusto vede il ritorno di prugna ed uvetta, una leggera nota di cioccolato, ma nel complesso c'è poca pulizia e molta confusione, in un insieme gradevole (bevibile) che però risulta difficile da comprendere nei singoli elementi. La bevuta è dolce, con una chiusura molto secca, sul filo dell'astringente, ed una leggerissima nota amaricante terrosa proprio a fine corsa. Retrogusto abbastanza corto e privo di sorprese, in birra un po' troppo leggera e debole di corpo che risulta poco pulita e slegata, non appagante.
Formato: 33 cl., alc. 7.5%, scad. 07/2016, pagata 1.50 Euro (beershop, Belgio).

venerdì 22 febbraio 2013

Saison de Mai

Ritorniamo dopo un mesetto circa alla Brasserie Saint-Monon per assaggiare questa Saison de Mai, una birra la cui ricetta prevede l'utilizzo di asperula odorata, un'erba molto comune che cresce nel sottobosco (400-1600 metri d'altitudine). Nel bicchiere è di colore arancio opaco con venatura ramate; la schiuma è un po' grossolana, ma è cremosa ed ha una discreta persistenza. Il naso, abbastanza semplice e pulito, si presenta con sentori di spezie, soprattutto pepe, arancio, con un leggero tocco rustico lievemente acidulo. Lo scenario non muta di molto al palato; l'imbocco è dolce e maltato (biscotto), seguono note di polpa d'arancio, ed un finale amaricante erbaceo e di scorza di agrumi. L'alcool (8.3%) è nascosto in maniera sontuosa, ed una leggera acidità la rende una birra facilissima da bere, dissetante e quasi rinfrescante. Molto pulita anche in bocca, accenna un velo di timidezza nel finale dove lascia un ricordo/retrogusto abbastanza corto, leggermente erbaceo, poco intenso. Di una secchezza non esemplare, il palato rimane a fine corsa leggermente appiccicoso ma rimane comunque una buona saison molto facile da bere e senza fronzoli che rispetta i dettami dello stile nato in Vallonia: una meritata pausa dissetante e corroborante dopo ore di lavoro nei campi, con quel leggero tocco "rustico" che non dovrebbe mai mancare. Formato: 75 cl., alc. 8.3%, scad. 29/11/2013, prezzo 3.87 Euro (supermercato, Belgio).

lunedì 28 gennaio 2013

Saint-Monon Cuvée Ermesinde

La Brasserie Saint-Monon si trova nella frazione di Ambly (Nassogne), una decina di chilometri ad est di Rochefort; viene fondata nel 1996 dal  giovane Pierre Jacob, figlio di agricoltori; il birrificio ha infatti sede in una porzione della casa di campagna  dei genitori. Saint Monon era un monaco scozzese arrivato nel settimo secolo a Rochefort per evangelizzare la regione di Nassogne. Questa belgian strong ale chiamata Cuvée Ermesinde venne in origine prodotta per Arel Bières di Arlon;  non trovando ora nessun indicazione sull'etichetta, supponiamo che sia entrata stabilmente a far parte delle produzione Saint-Monon. Di colore ambrato, velato, ha una testa di schiuma ocra, cremosa ma non molto persistente. Al naso c'è un bel bouquet che include spezie (soprattutto pepe in evidenza), agrumi, sentori floreali (geranio ?) ed erbacee (salvia, forse timo?). L'ingresso in bocca è di caramello, cui seguono spezie ed agrumi (arancio); il corpo è leggero, la carbonazione media. Il percorso vira poi verso l'amaro, con un finale molto timido erbaceo con una nota che ricorda il curaçao; birra che parte con un aroma convincente, nasconde bene l'alcool (8%) per tutta la bevuta, ma ha un calo improvviso proprio in vista del traguardo, dileguandosi invece che lasciare un bel (persistente) ricordo di sé. Leggero diacetile in bocca. Formato: 75 cl., alc. 8%, lotto non riportato, scad. 19/11/2013, prezzo 3.77 Euro (supermercato, Belgio).