martedì 31 luglio 2012

Piccolo Birrificio Chiostro

Dell’ex Piccolo Birrificio (di Apricale) abbiamo parlato poco tempo fa, in questo post; senza indugi andiamo a stappare una bottiglia di “Chiostro”, una birra ad alta fermentazione, come recita l’etichetta, prodotta con lievito trappista ed assenzio. L’aspetto è impeccabile: bel color dorato, leggermente velato, con un cappello molto persistente di schiuma bianca, pannosa. Ottimo anche l’aroma, pronunciato e molto pulito: ci sono agrumi (arancio) e pesca, un bel bouquet di spezie da lievito con una leggera nota pepata, sentori di rabarbaro. Il gusto è però un po’ meno interessante dell’aroma: l’inizio è dolce, con note di pane, leggero diacetile (burro) ed una leggera speziatura dei lieviti che non riesce ad emergere per portarci in un ipotetico "territorio" trappista; finisce poco secca, con un finale corto, amaro di radice  La birra, vivacemente carbonata e dal corpo leggero,  è complessivamente abbastanza gradevole, ma manca di quella pulizia che aveva caratterizzato l’aroma.. Ci proponiamo di riprovarla alla prossima occasione. Formato: 33 cl., alc. 5%,  scad. 09/09/2012, prezzo 2.50 Euro.



lunedì 30 luglio 2012

Toccalmatto Grooving Hop


La stagionale estiva di Toccalmatto è una golden ale introdotta da una bella etichetta “esotica”, raffigurante un luppolo che balla davanti a sole, spiaggia , onde e palme. Gradazione alcolica modesta (vol. alc. 4.3%) per una birra che dispensa da subito i bei profumi derivanti dalla luppolatura con Nelson Sauvin (ma ci sono anche Perle ed Hallertau Mittelfruh): tanta frutta tropicale quindi, mango, ananas, melone, polpa di pompelmo rosa, e qualche leggero sentore di banana matura. Aroma dalla buona intensità, molto dolce, raffinato e molto pulito. La beverinità di questa birra è davvero splendida, facilitata da un corpo molto leggero e dal giusto livello di “acquosità” (watery) che la rende molto scorrevole senza mai sconfinare nello “sfuggente”. L’imbocco di pane è davvero solo accennato, e poi c’è subito un ritorno di dolce frutta tropicale; in bocca è molto gradevole e morbida, con una secchezza molto pronunciata che rinfresca ed asciuga il palato ad ogni sorso. Il finale è molto meno esotico, con un amaro lungo e persistente ricco di lemon grass e scorza di limone/lime, che la avvicina ad una classica golden ale inglese. Session beer molto ben fatta e profumata, ripercorre a ritroso il percorso dei coloni inglesi: per ¾ di bevuta siamo su di un’assolata spiaggia del continente Oceanico, l’ultimo tratto è un ritorno alle origini, un tributo alla madre patria. Grande pulizia, avremmo gradito forse un pelino di corpo in più. La bottiglia di Grooving Hop è già finita, ci rimane il rammarico di non averne un fusto in casa. Forrmato: 75 cl., alc. 4.3%, lotto 12027, scad. 14/05/2013, prezzo 8.00 Euro


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english summary:
A seasonal summer brew from Birrificio Toccalmatto (Fidenza, Italy), an exotic golden ale hopped with Nelson Sauvin which pours a hazy golden color with a creamy white head. The nose is a luscious mix of tropical fruits: mango, pineapple, melon, grapefruit, hints of banana. There’s more sweet tropical fruit in the taste, which is balanced by a clean citrusy bitterness (lime and lemon peel). Dry and clean, this is a great session beer with a very elegant aroma and an amazing drinkability. Another solid product from Toccalmatto Brewery which we definitely recommend you to check out.
In details:
Birrificio Toccalmatto, Fidenza (Parma), Italy.
Bottle: 75 cl., 4.3% ABV, batch 12027, BB 14/05/2013, price = 8.00 Euro

domenica 29 luglio 2012

Scheyern Kloster-Weisse Hell

Risalgono al 1119 le prime notizie di un birrificio nel paese di Scheyern, in Baviera, una cinquantina di chilometri a nord di Monaco; la produzione era quella dei monaci della abbazia benedettina, ancora proprietari del marchio Klosterbrauerei Scheyern. Il birrificio nel paese ha avuto una vita un po' travagliata, ma ha definitivamente riaperto nel 2005; la produzione locale è affiancata da quella "in licenza" della Hansen Brau di Augusta, che ha prodotto la birre a marchio Klosterbrauerei dal 1995. Quella che gustiamo oggi è una Weisse Hell di colore dorato, praticamente limpido; c'è il classico generoso cappello di schiuma pannosa. Ottime impressioni al naso: forte, pulito, rivela netti sentori di banana acerba, mela verde, una diffusa speziatura donata dai lieviti con una nota pepata. Purtroppo in bocca si perde per strada; il gusto è molto dolce, e dopo un leggerissimo imbocco di cereali la strada è "a tutta banana", senza nessuna variazione. L'intensità latita, non ci sono spezie a movimentare un po' la bevuta che scivola via molto rapidamente in un finale corto e sfuggente, "bananoso", abboccato. Weizen che ci aveva davvero sorpreso con un bell'aroma intenso e gradevole, per poi drammaticamente calare alla distanza. E' leggera, non molto carbonata, disseta e si beve con grande facilità, raggiungendo la sufficienza e nulla più. Formato: 50 cl., alc. 5.2%, lotto 299, scad. 20/10/2012, prezzo 0.77 Euro.

venerdì 27 luglio 2012

Holts Fifth Sense

Ogni tanto anche la Grande Distribuzione riserva qualche sorpresa; è il caso di alcuni prodotti del birrificio inglese Joseph Holt, importate e distribuite dalla Dibevit che abbiamo trovato in un Conad-LeClerc, Si tratta di un birrificio con sede a Manchester e fondato nel 1849 da colui che gli ha dato il nome; la famiglia Holt ne è ancora proprietaria e controlla un centinaio di pub. Questa Fifth Sense è una Golden Ale da bel color oro, limpido; l’intensità dell’aroma è abbastanza scarsa, troviamo sentori di cereali e di agrumi, soprattutto arancio. In bocca è molto leggera, con una carbonazione molto moderata che la rende molto scorrevole in bocca ma non le dona certo vitalità. C’è un attacco quasi impercettibile di cereali, poi il gusto vira subito verso un aggrumato dolce che richiama l’aroma, bilanciato da un finale amaro, non molto lungo ma dalla discreta intensità, caratterizzato da lemon grass e scorza di lime/limone. Una decente session beer, sicuramente non memorabile ma comunque un discreto accompagnamento alle “chiacchere” ad pub, o ad un film alla tv, se la gustate a casa sul divano. Formato: 50 cl., alc. 4.3%, lotto 1215, scad. 03/11/2012, prezzo 3.45 Euro.

giovedì 26 luglio 2012

Birrificio Emiliano Zemiàn

Oggi torniamo a parlare del Birrificio Emiliano con una bottiglia di  Zemiàn, una belgian ale, che in etichetta raffigura un santo. Il riferimento, che forse qualcuno può erroneamente attribuire alla tradizione belga delle birre d'abbazia, è in realtà a San Geminiano, il patrono della città di Modena. Geminiano (in dialetto modenese "Zemiàn") visse tra il 312 ed il 397, ed è famoso per la leggenda agiografica che lo vide salvare la città di Modena dal passaggio di Attila. Il Re degli Unni, di passaggio dal Veneto e diretto a  Sud, era deciso a saccheggiare anche la città emiliana. San Geminiano fece allora calare una fittissima nebbia sulla città (un miracolo non troppo difficile da quelle parti, in verità) che impedì ad Attila di avvistarla.  La birra si presenta di colore oro, molto carico, quasi rame, con un generoso cappello di schiuma molto persistente e cremosa. Il naso è semplice e molto pulito: sentori di arancio, leggero miele d'acacia, una delicata speziatura infusa dai lieviti. Un po' meno bene in bocca: l'imbocco è di biscotto (al burro), seguito da un fruttato (arancio) sciropposo e da un amaro erbaceo, abbastanza leggero, a bilanciare. La pulizia c'è, ma quello che sostanzialmente manca, almeno in questa bottiglia, è l'amalgama tra gli elementi. Il dolce fruttato (sciropposo) procede parallelamente all'amaro che dovrebbe bilanciarlo, senza mai incontrarlo e "fondersi" con esso. Una presenza un po' troppo eccessiva di burro (diacetile) la rende anche poco secca, con il palato che rimane sempre appiccicoso. Birra dal corpo e dalla carbonazione media, con una giusta componente "watery" che la rende facile da bere. Discreta Belgian Ale, con ampi margini di miglioramento. Formato: 75 cl., alc. 6.7%. lotto e scadenza sconosciuti, prezzo 5.00 Euro.

mercoledì 25 luglio 2012

Evil Twin Ron And The Beast

Il nostro primo incontro con il birrificio “zingaro” danese Evil Twin  non è stato dei migliori (si trattava della Cat Piss); ricordiamo brevemente che Evil Twin è Jeppe Jarnit-Bjergsø, fratello (gemello?) di Mikkeller. L’etichetta parla di una birra collaborativa, tra Ron e la “bestia” Ryan,  ovvero Ron Jeffries del birrificio americano Jolly Pumpkin e Ryan Witter-Merithew, collaboratore stabile di Jeppe.  Si tratta di una Saison che ricalca una precedente collaborazione chiamata Ryan & The Bunny Beaster; “depurata”  dell’utilizzo di brettanomiceti; è stata prodotta presso gli impianti della Fanø Bryghus, sulla omonima isola. E sveliamo subito le carte, questa è davvero una signora Saison, dall’aroma leggermente acidulo che regala dei bei sentori di banana e di spezie, con il pepe in evidenza. Dissipatasi la schiuma, è il turno degli agrumi (arancio), a comporre un bouquet estremamente pulito ed elegante. Ottime sensazioni anche in bocca; il corpo è medio, ma la consistenza “watery” la rende molto scorrevole e la decisa carbonazione vivacizza la bevuta esaltando la speziatura. Leggero imbocco di crosta di pane, e poi tanta frutta, soprattutto agrumi, ma anche pesca gialla. Una leggera acidità rinfrescante caratterizza tutto il percorso, bilanciando la dolcezza del gusto. Molto secca, vira verso l’amaro solamente all’ultimo secondo, in un finale erbaceo (a la Poperinge, se ci passate la semplificazione) non molto intenso ma dalla lunga persistenza. Profumata e pulita, ben fatta, alcool splendidamente nascosto, gusto intenso, facilità di beva. C’è tutto quello che serve, non bisogna aggiungere altro; se vi capita a tiro, provatela.  Formato: 50 cl., alc. 7%, lotto 08/03/2012, scad. 12/2014, prezzo 7.00 Euro.

lunedì 23 luglio 2012

Poretti Non filtrata 7 luppoli Summer Cascade

Su questo blog abbiamo raramente ospitato dei prodotti “industriali”, ma la curiosità ci ha spinto ad acquistare una bottiglia di Birra Poretti, storico marchio italiano fondato nel 1877 da Angelo Poretti ma dal 1982 di proprietà del gruppo Carlsberg. La birra in questione c’interessa in quanto rappresenta forse un altro tentativo, da parte di un gruppo industriale, di entrare dalla porta di servizio del mondo della “birra artigianale”. Il discorso non riguarda solamente la “non filtrazione” sbandierata in etichetta ma anche l’inclusione, nel nome del prodotto, della parola “cascade”, una nota varietà di luppolo Americano. Siamo sicuri che la totalità dei consumatori abituali di birra industriale ne ignori il significato; probabilmente noterà solamente l’assonanza con la parola italiana “cascata”, e forse percepirà che si tratta di una birra estiva particolarmente rinfrescante?  Eppure c’è qualcosa che non ci convince completamente in questa strategia di Marketing. Chi conosce il cascade quasi sicuramente è un appassionato di birra (artigianale) che conosce anche il marchio “Poretti” e quindi difficilmente acquisterà la bottiglia, se non “una tantum”, per curiosità, come nel nostro caso. Ma c’è un “però”. La bottiglia in questione gode della distribuzione Eataly, si trova quindi almeno teoricamente tra le eccellenze alimentari italiane ed ecco che il suo target potrebbe essere chi si interessa e s'avvicina alla birra di qualità; oppure il “birrofilo” estero, che non consce il marchio Poretti. Il prezzo (1.80 € per trentatrè centilitri) la rende poco concorrenziale nei supermercati; basterà questa ridotta fascia di potenziali clienti a decretare il successo di questa Poretti Summer Cascade ai 7 Luppoli, sei dei quali non sono nominati ? Ma passiamo all’assaggio. Il colore è dorato, molto, troppo limpido per tenere fede alla promessa di“non filtrazione”; forse è più appropriato parlare di microfiltrazione ? Ad ogni modo, la bottiglia presenta comunque del sedimento sul fondo. La schiuma è molto persistente, cremosa e bianca. Cerchiamo il cascade nell’aroma, ed effettivamente tra sentori di cereali ed erbacei c’è un leggero aggrumato, dolce, caratteristico del luppolo americano; il naso è abbastanza elegante e pulito, anche se non molto pronunciato. Purtroppo le “novità” si fermano qui; in bocca questa birra non si discosta molto da una qualsiasi lager industriale: pochissimo corpo, carbonazione vivace e molta acqua. Stilisticamente dovrebbe invece essere una “Vienna”; il gusto è caratterizzato dal malto, ma l’intensità è davvero scarsa. C’è biscotto e un discreto livello di diacetile che la rende poco secca e molto poco “estiva”, con l’alcool che si avverte ben più dei “gradi” dichiarati (4.8%). Se i “sette luppoli” vi facevano pensare ad un lungo finale molto amaro, potete restare tranquilli, perché siamo sempre nei parametri rassicuranti di un prodotto industriale. L’amaro c’è, erbaceo, ma molto moderato, accompagnato da qualche altra nota di burro. Ci siamo volutamente limitati ad una descrizione organolettica del prodotto e non aggiungiamo altro, visto che preferiamo spendere i soldi in birra piuttosto che in avvocati. Formato: 33 cl., alc- 4.8%, lotto J12095N, scad. 07/2013, prezzo 1.80 Euro.

mercoledì 18 luglio 2012

BraufactuM Darkon

Ammettiamolo, molti appassionati di birra “artigianale”, soprattutto i più giovani,  non riescono a trattenere lo sbadiglio quando pensano alla Germania ed alle sua birre: Bamberga e la Franconia generano un po’ di entusiasmo, ma la vastissima distesa di helles, bock, weizen e pils prodotte in Germania spesso provoca ben pochi sussulti emotivi a palati ormai (giusto o sbagliato che sia) abituati ai luppoli neozelandesi, agli IBU quasi centenari o alle imperial stout brassata con caffè pregiato.  Ma - per fortuna -  ci sono ancora dei "classici" capaci di emozionare, come questa Darkon, una schwarzbier prodotta dalla BraufactuM, che non è esattamente un birrificio ma una “beerfirma” che sta cercando di introdurre qualche novità – a caro prezzo – nel assopito mercato tedesco. Accanto alle novità vi sono anche birre classiche, e molto ben fatte, come questa. Colore impeccabile, marrone scurissimo con riflessi rossastri, schiuma beige molto persistente e cremosa. Eleganza e pulizia al naso: oltre agli attesi sentori di pane nero di segale, ci sono cioccolato al latte e raffinate tostature. Ma il meglio deve ancora venire: contrariamente alla maggioranza delle produzioni tedesche che hanno una consistenza molto acquosa per favorire la facilità di bevuta, questa Darkon risulta invece molto cremosa e morbida; scarsamente carbonata, ha un corpo da medio a leggero ed un gusto che ha piena corrispondenza con l’aroma. Chiude con un finale moderatamente amaro di tostature, cioccolato ed una leggera terrosità. I trentatré centilitri finiscono davvero troppo in fretta; splendida schwarzbier, semplice, pulita, ricca di gusto. Formato: 33 cl., alc. 5.4%, scad. 31/03/2013, prezzo: 3.99 Euro.

martedì 17 luglio 2012

Troll IPA

Situato all’estremità del Piemonte, a pochi chilometri dal confine francese e dal Parco delle Alpi Marittime, il Birrificio/Brew Pub Troll esiste dal 1983 ma è solamente dal 2003 che gli esperimenti da homebrewing si trasformano in un’attività commerciale; a gestire il microbirrificio ci sono  Alberto Canavese, Andrea Bertola e Daniele Meinero. La maggior parte delle birre Troll è caratterizzata dall’utilizzo di materie prime (spezie ed erbe) strettamente legate al territorio circostante, ed una delle poche eccezioni è rappresentata da questa India Pale Ale, una produzione stagionale ispirata dalla tradizione classica del Regno Unito, per la quale la ricetta prevede solamente acqua, malto d’orzo, luppolo, zucchero e lievito. Il biglietto da visita è uno splendido colore ambrato carico, velato, con un “cappello” molto persistente di schiuma leggermente “sporca”, cremosa e dalla trama fine. L’aroma è elegante anche se non molto pronunciato: sono gli agrumi a dominare (arancio e pompelmo), regalando sia sentori dolci di polpa che di scorza. Percepiamo anche qualche leggera nota di lampone maturo, per un bouquet molto gradevole nel complesso; peccato che ogni tanto faccia capolino qualche leggerissima nota metallica. In bocca esordisce con delle fragranti note di biscotto, leggero caramello e poi dolce polpa d’agrumi a richiamare l’aroma; la seconda parte della bevuta vira in territorio amaro, ricco di scorza di pompelmo. E’ una birra caratterizzata da una grande secchezza, a tratti leggermente astringente, ma morbida, beverina e ben fatta;  anche in bocca fa capolino qualche leggera note metallica. Dalla consistenza oleaosa e dal corpo medio, ha una carbonazione contenuta e si congeda con un finale amaro-ma-non-troppo di scorza di pomopelmo e limone. Lontana dalle iperluppolature resinose o esotiche, questa IPA di Troll ci porta invece nella tranquilla campagna inglese regalandoci una bevuta piena di gusto anche se in una bottiglia non esente da qualche difettuccio. Formato: 75 cl., alc. 6%, lotto 66/11, scad. 06/2013, prezzo 9.80 Euro.

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English summary;
located at the south-west edge of the region of Piedmont, a few miles away the French territory, brewpub Troll started in 2003 and it is managed by Alberto Canavese, Andrea Bertola and Daniele Meinero. Whereas most of their production is known for the use of local grown spices and herbs, their India Pale Ale is just a classical tribute to the British tradition, brewerd only with malt, yeast, sugar and hops. It pours a beautiful deep amber color with a long lasting creamy white-head. The nose is citrusy (sweet pulp and peel) with some light metallic notes. This medium bodied and low carbonated IPA delivers biscuty malt, caramel and sweet citrus before the bitter zesty and grapefruity finish. Mouthfeel is very dry but smooth, with a light astringency and some metallic notes. Beside this, it is a easily drinkable, clean and tasty IPA.
In details:
Birrificio Troll, Vernante (Cuneo), Piedmont.( http://www.birratroll.it/ )
Bottle: 75 cl., 6% ABV, batch 66/11, BBE 06/2013, price 9.80 Euro.

lunedì 16 luglio 2012

Sudwerk Pacific Pioneer

Per avere qualche informazione più dettagliata sul microbirrificio svizzero Sudwerk vi rimandiamo a questo post, mentre noi passiamo invece a stappare senza esitazione questa bottiglia di Pacific Pioneer, una porter, produzione stagionale disponibile solamente da Ottobre a Marzo, che viene brassata con sette diversi tipi di malto e con luppoli della West Coast.  Il birrificio Sudwerk si trova poco distante da Zurigo, ma è stato fondato dall'americano Gerry Farrel che ha dedicato tutte le birre al suo paese di origine. I "pionieri del pacifico" in questione sono Meriwether Lewis e William Clark, i primi statunitensi che raggiunsero partendo da Pittsbourgh la costa ad ovest via terra. Inviati nel 1804 dal presidente Jefferson, raggiunsero dopo due anni il lato opposto del continente americano affrontando centinaia di diverse tribù di indigeni e realizzando una fondamentale mappatura della giovane ad ancora relativamente inesplorata America settentrionale. Per chi volesse approfondire, ecco l'immancabile pagina di Wikipedia. Questa Pacific Pioneer è di color ebano, scurissimo, quasi nero; la schiuma è beige, ha buona persistenza e finezza, è cremosa. Il naso è complesso e molto pulito; si distinguono sentori di cioccolato amaro, caffè, leggera vaniglia e mirtillo. Le impressioni molto positive sono confermate in bocca, dove questa porter si presenta con un'ottima morbidezza, consistenza oleosa e carbonazione bassa; il corpo è medio. Il gusto è intenso e pulito; la tostatura dei malti è molto elegante, con caffè e cioccolato amaro che caratterizzano il resto della bevuta senza nessuna deviazione. Finisce con un bel taglio secco, che prepara al lungo retrogusto amaro ricco di raffinate tostature e caffè. Una Porter davvero molto convincente e ben fatta; molto beverina e pulita, ricca di gusto. Se la trovate (in Svizzera la gamma Sudwerk è distribuita anche nei supermercati Coop), non fatevela scappare. Non pervenuto - o volutamente non rilevante - l'apporto dei luppoli americani; perchè sbandierarli in etichetta, allora ? Ma si tratta di una gran bella birra, e non ci sembra il caso di spaccare il capello in quattro. Formato: 50 cl., alc. 6%, scad. 05/10/2012, prezzo 3.55 Euro.