mercoledì 18 maggio 2016

Buxton Rain Shadow

Arriva a marzo 2014 la massiccia imperial stout Rain Shadow di Buxton, birrificio del Derbyshire, alle porte del Peak District National Park,  fondato da Geoff Quinn nel 2009 e che vede attualmente in sala cottura il birraio  Colin Stronge,  ex Marble di Manchester e Black Isle (Scozia). 
La Rain Shadow ha avuto una gestazione di circa otto mesi nel 2013 sino ad arrivare alla sua versione definitiva; si tratta di una delle birre più alcoliche di Buxton e probabilmente una versione potenziata della Stronge Extra Stout (7.4%) la prima birra realizzata dal birraio Colin Stronge al suo arrivo a Buxton.  La sua prima versione toccava un ABV di 11.8%, superato solo dalla Sede Vacante (12%), un’altra imperial stout di Buxton; l’ABV è stato poi abbassato  al 10% per l’edizione 2015.

La birra.
La sua imponenza si manifesta già al momento di versarla nel bicchiere: splendidamente nera, densa come olio motore, con una bella testa di schiuma color cappuccino fine, compatta e cremosa, dall’ottima persistenza.  A posteriori posso dire che non è l’aroma la caratteristica principale di questa birra: i profumi sono intensi  ma non c’è quella complessità e quella profondità che t’aspetteresti di trovare in una birra così importante. Un po’ di caffè e di tostature,  un tocco di cioccolato e di fruit cake: il tutto viene avvolto ed annaffiato da una decisa componente etilica che si fa sentire anche a diversi centimetri di distanza dal bicchiere. 
La sensazione palatale corrisponde invece perfettamente al suo aspetto: il corpo è pieno, la consistenza oleosa con una patina morbida e quasi setosa in superficie; poche bollicine per una bevuta avvolgente che accarezza l’intera cavità orale riscaldandola a più riprese.  Il gusto ripropone un percorso liquoroso nel quale trovano posto di nuovo caffè, tostature, cioccolato e fruit cake, con un velo di caramello dolce in sottofondo: la birra è potente, l’alcool è sempre presente a riscaldare obbligando ad un tranquillo sorseggiare che tuttavia non richiede particolari sforzi. Il finale regala qualche attimo di pausa per il palato grazie all’acidità dei malti scuri e alla luppolatura che aggiunge qualche nota amara resinosa prima dell’inevitabile retrogusto etilico, morbido, lungo e caldo che viene di nuovo accompagnato da caffè, cioccolato e tostature. 
Tanta roba in una birra che fa da sola serata, un'intensa compagna da dopocena capace di riscaldarvi in ogni centimetro del corpo: il livello di pulizia è molto buono, l’eleganza potrebbe essere migliore e viene un po’ messa in disparte dall’opulenza. Imperial Stout molto buona ma - almeno questa bottiglia 2014 - non al punto da risultare memorabile e non al livello delle migliori grandi Imperial Stout europee. Si fa invece ricordare, ahimè,  per il prezzo.
Formato: 33 cl., alc. 11.8%, imbott. 09/03/2014, scad. 09/03/2024, 8.00 Euro (beershop, Italia)

NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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