martedì 4 aprile 2017

Ritual LAB / Eastside: Mango Split

Lo scorso febbraio ha visto l’uscita di una birra collaborativa tra due belle realtà della scena brassicola del Lazio che già ho ospitato sul blog in diverse occasioni. Parliamo di Ritual Lab (Formello) e  Eastside Brewing (Latina), entrambi partiti come beerfirm ma diventati birrifici nel 2015 con l’inaugurazione degli impianti di proprietà.
Se non erro per Eastside si tratta della prima birra collaborativa in assoluto con un birrificio: la  Berliner Weisse chiamata Badside (2016) era infatti nata assieme ai ragazzi di Brewing Bad. Ritual Lab aveva invece realizzato nel 2016 l’affumicata Mr. Peat  con il birrificio romano Rebel’s; collaborazione replicata poche settimane fa, questa volta in quel di Formello, per dare vita ad una Imperial Pils. 
L’idea alla quale pensano inizialmente Ritual Lab e Eastside è una India Pale Lager, ma il trend della IPA alla frutta e della cosiddette “Juicy IPA” ha alla fine la meglio. L’ispirazione viene in un certo senso dal  lavoro del birrificio svedese Brewski, apprezzato ospite nell’ultima edizione romana del festival Eurhop dell'ottobre 2016 dove si è anche tenuto un animato laboratorio sulle Juicy IPA.
Il mango (quaranta chili di purea per 25 ettolitri di birra) è il frutto utilizzato per caratterizzare una Double IPA la cui ricetta prevede anche lattosio (4%), fiocchi di avena e di frumento nel tentativo di rendere il mouthfeel morbido e cremoso. Mi dicono poi che alcuni "problemi" dovuti all'utilizzo della frutta hanno fatto sì che il risultato finale non fosse una Juicy IPA torbida e "fangosa" come era nelle intenzioni dei birrai ma "solamente" una Double IPA alla frutta.
Molto poco collaborativa è invece l'etichetta, 100% Ritual Lab: si tratta dell'opera Mangante realizzata da Robert Figlia, ormai fidato collaboratore del birrificio di Formello. Un mango sezionato o, capovolgendo l'etichetta, una delle teste dei manichini di Giorgio De Chirico? Il vernissage dell'opera Mango Split viene organizzato il 24 febbraio alle spine del  Ma Che Siete Venuti A Fa' di Roma. 

La birra.
Il suo colore è dorato e velato, mentre si forma una discreta testa di schiuma bianca abbastanza compatta e dalla buona persistenza. Il naso è pulito, ancora fresco e un bel cocktail di frutta tropicale dolce ed elegante dà il benvenuto a chi tiene il bicchiere tra le mani: mango, ananas, pompelmo e melone retato, con un bel equilibrio tra i vari elementi. Al palato la birra è morbida e gradevole, delicatamente carbonata: non percepisco tuttavia quella particolare o accentuata cremosità che avrebbero dovuto conferirgli il lattosio e l'avena. Poco male, perché la bevuta scorre ugualmente con grande facilità nonostante il contenuto alcolico "pericoloso" (8%). La base maltata, leggermente biscottata, sostiene l'impalcatura di una Double IPA che mette ovviamente la frutta in primo piano. L'utilizzo del mango è tuttavia molto discreto e rientra perfettamente nelle mie preferenze, dato che ammetto di non stravedere per le IPA alla frutta; il mango c'è ma è solo uno dei protagonisti, accanto all'ananas, alla frutta  tropicale e agli agrumi. Il gusto non è juicy ma è estremamente succoso, intenso ed elegante: ad un delicato amaro resinoso il compito di chiudere un percorso molto soddisfacente nel quale fa capolino anche un delicato tepore etilico.
Double IPA molto pulita e bilanciata con un uso molto intelligente della frutta: senza saperlo, difficile indovinare che il gusto di mango sia dato dall'utilizzo del vero frutto e non dai luppoli. E questo per me è un bonus. Una collaborazione molto ben riuscita, provatela ora prima che invecchi in barba  alla poco lungimirante data di scadenza posta a ben 18 mesi (!).
Formato: 33 cl., alc. 8%, L01, scad. 09/2018, prezzo indicativo 5.50-6.00 Euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

3 commenti:

  1. Mea culpa! La scadenza esatta doveva essere 9/17, mi scuso per l'errore in fase di etichettatura.
    Dipendente Ritual

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    1. Ok, ora mi torna! mi sembrava un po' generosa come scadenza :)

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