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venerdì 11 settembre 2020

Bierol The Padawan

Del birrificio austriaco Bierol vi avevo già parlato in questa occasioneBierol, ovvero Bier and Tyrol, birra e tirolo; la regione dell’Austria non è certamente una destinazione ricercata dagli appassionati di birra artigianale, ma anche qui qualcosa sta lentamente cambiando. Ad Innsbruck i due locali del Tribaun rappresentano una bella oasi nel deserto e a Schwoich, settanta chilometri più a nord, vicino ai monti del Kaiser, è attivo dal 2014 il microbirrificio Bierol fondato da Christoph Bichler e Maximilian Karner. In realtà il padre di Bichler possedeva dal 2004 un impianto da 10 ettolitri nella stesso edificio rurale con annessa una piccola locanda-ristorante, lo Stöfflbräu: produceva le classiche helles  e weizen che la gente si aspettava di trovare. La morte improvvisa del suo birraio e un sostituto non all’altezza provocarono la chiusura del business. Il figlio Christoph non era molto interessato a proseguire l’attività del padre e si era dedicato a studiare legge; nel corso di una vacanza negli Stati Uniti assaggia però alcune IPA che cambiano completamente la sua concezione di birra.
Al ritorno trasmette il suo entusiasmo all’amico Maximilian Karner convincendolo ad andare a Monaco di Baviera ad un festival di birra artigianale per fargli assaggiare qualcosa di simile a quello che aveva bevuto in America. Dopo quell’esperienza i due amici si trovano d'accordo: perché non provare a rimettere in funzione l’impianto da 10 ettolitri del padre di Christoph che giace inutilizzato da nove anni? Nessuno dei due ha mai fatto la birra ma c’è il vecchio Bichler ad aiutarli a muovere i primi passi, ci sono i libri e c’è internet. Nel 2014 nasce Bierol alla quale si unisce  Marko Nikolic, commerciale e beer sommelier: la prima birra prodotta è una Lager ambrata con dry-hopping di Cascade chiamata Number One seguita dalla Mountain (Double) Pale Ale che risulterà essere la birra più votata dal pubblico del primo Craft Bier Festival di Vienna.  Da allora Bierol in quasi sei anni d’attività ha già realizzato 166 diverse etichette.  Potete assaggiarle direttamente alla fonte presso la Taproom & Restaurant che si trova adiacente agli impianti ed è gestita da Caroline Bichler, sorella di Christoph; otto spine affiancate dalla cucina dello chef Thomas Moser, coerente con le birre moderne che Bierol produce: non aspettatevi di mangiare Schnitzel, Gröstl e Kaiserschmarrn.  Qualche mese fa Maximilian Karner ha abbandonato il birrificio. 

La birra.
Gli appassionati di Star Wars avranno già rizzato le orecchie ma alla Bierol giurano che il nome scelto per questa loro  American Pale Ale non è assolutamente ispirato alla famosa saga.  Padawan non è colui che ha iniziato un addestramento sotto la guida di un Maestro Jedi ma semplicemente una “Pale Ale Doing Alright Without A Name”, ovvero una Pale Ale che sta bene anche senza nome. Il curioso acronimo fu scelto nel 2014 nel corso di un sondaggio online col quale il birrificio chiedeva suggerimenti per una Pale Ale ancora priva di nome.  La sua ricetta prevede malti Pilsner, Carahell, frumento, fiocchi d’avena e luppoli Mosaic e Citra a guidare le danze.  
Il suo colore ricorda quello  di un succo di frutta: la schiuma risente un po’ di questo voler essere contemporaneo e non è molto compatta. Sorvolando sull’estetica, c’è un bell’aroma, fresco e pulito, ricco di litchi, mango, ananas, arancio e pompelmo; in secondo piano profumi floreali e leggermente vegetali/resinosi. Un ottimo biglietto da visita.  L’avena le dona una bella morbidezza al palato che è tuttavia un po’ disturbata da un eccesso di bollicine, in questa bottiglia. Bierol la definisce “una birra per l’estate” e non posso che confermare: molto fruttata ma priva di inutili esagerazioni, prosegue il suo percorso tra agrumi e frutta tropicale in maniera un po’ meno definita rispetto all’aroma, caratteristica alla quale queste birre sottoposte a generosi DDH (Double Dry Hopping) ci hanno ormai abituato. La bevuta non è affatto deludente, tutt’altro: bella intensità, ottima secchezza, un finale amaro piuttosto delicato e corto che si sviluppa tra vegetale e resina senza mai grattare in gola. Ci vuole più tempo a descriverla che a berla. Dopo El Patron, un’altra ottima birra da Bierol: Padawan è una Pale Ale moderna e alla moda ma realizzata raziocinio e intelligenza. Ottima bevibilità, livello alto: siete in Tirolo e vi siete stancati di bere helles e weizen? Bierol è la risposta alla vostra domanda. 
Formato 33 cl., alc. 5.6%, IBU 45, lotto 706707, scad, 21/01/2021, prezzo indicativo 4,00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questo esemplare e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio

domenica 20 gennaio 2019

Bierol El Patrón (Prototype Single Hop Mosaic)

Bierol, ovvero Bier and Tyrol, birra e tirolo; la regione dell’Austria non è certamente nota per essere una destinazione ricercata dagli appassionati di birra artigianale, ma anche la sua tranquillità si sta lentamente agitando. Ad Innsbruck i due locali del Tribaun rappresentano una bella oasi nel deserto e a Schwoich, settanta chilometri più a nord, vicino ai monti del Kaiser, è attivo dal 2014 il microbirrificio Bierol fondato da Christoph Bichler e Maximilian Karner. 
In realtà il padre di Bichler possedeva dal 2004 un impianto da 10 ettolitri nella stesso edificio rurale con annessa una piccola locanda-ristorante, lo Stöfflbräu: produceva le classiche helles  e weizen che la gente si aspettava di trovare. La morte improvvisa del suo birraio e un sostituto non all’altezza provocarono la chiusura del business. Il figlio Christoph non era molto interessato a proseguire l’attività del padre e si era dedicato a studiare legge; nel corso di una vacanza negli Stati Uniti assaggia però alcune IPA che cambiano completamente la sua concezione di birra. Al ritorno trasmette il suo entusiasmo all’amico Maximilian Karner convincendolo ad andare a Monaco di Baviera ad un festival di birra artigianale per fargli assaggiare qualcosa di simile a quello che aveva bevuto in America. Dopo quell’esperienza i due amici si trovano d'accordo: perché non provare a rimettere in funzione l’impianto da 10 ettolitri del padre di Christoph che giace inutilizzato da nove anni? Nessuno dei due ha mai fatto la birra ma c’è il vecchio Bichler ad aiutarli a muovere i primi passi, ci sono i libri e c’è internet. Nel 2014 nasce Bierol alla quale si unisce  Marko Nikolic, commerciale e beer sommelier: la prima birra prodotta è una Lager ambrata con dry-hopping di Cascade chiamata Number One seguita dalla Mountain (Double) Pale Ale che risulterà essere la birra più votata dal pubblico del primo Craft Bier Festival di Vienna. Arrivano anche la Padawan (Pale Ale Doing Alright Without A Name, con luppolo Mosaic) e la Going Hazel Nuts Porter, prodotta con nocciole tostate.
Potete assaggiare direttamente alla fonte le birre presso la locanda Stöfflhof che si trova adiacente agli impianti ed è gestita da Caroline Bichler, sorella di Christoph; musica e classica cucina tirolese affiancate da otto spine dalle quali però non sgorgano le classiche birre tirolesi.

La birra.
El Patron non è più un nome particolarmente originale per una birra, basta scorrere il database di Untappd o Ratebeer per rendersene conto, anche se forse non tutte fanno riferimento al defunto Pablo Emilio Escobar Gaviria, il più famoso narcotrafficante di tutti i tempi.  Alla Bierol non lasciano dubbi e ne mettono il ritratto direttamente in etichetta. La El Patrón di Bierol (8.5%) è una Double IPA prodotta per la prima volta nel maggio del 2017, evoluzione (ovvero ancora più luppolo) della prima Double IPA prodotta a Schwoich chiamata El Presidente. Ne esistono anche un paio di varianti “prototipali” prodotte con un solo luppolo: Citra e Mosaic, ed è quest’ultima che andiamo ad assaggiare. 
Il suo colore si colloca tra il dorato e l’arancio pallido ed è piuttosto velato; la schiuma è cremosa e compatta, con un’ottima ritenzione. Al naso emergono freschi profumi di cedro, pompelmo e arancia, floreali, mango e frutta tropicale; intensità e pulizia sono ad un livello piuttosto buono, manca forse un po’ di definizione. Al palato è morbida e scorre con pericolosa facilità, rispettosa della tradizione austriaca: pane, miele, mango, pesca e dolci agrumi formano una bevuta fruttata che non scivola verso gli estremismi del Juicy. La chiusura è secca e c'è un amaro resinoso, di buona intensità ma breve durata, a ripulire perfettamente il palato; l'alcool esce solo a fine corsa, rinforzando l'amaro e riscaldando il retrogusto. Ammetto di essere partito abbastanza prevenuto a causa di molte IPA austriache bevute in passato, timide e poche convincenti, ma che bella sorpresa questa  El Patron! Pulita, intensa, bilanciata, ancora abbastanza fresca: pensate ad una DIPA della West Coast con un bel carattere fruttato e "moderno". Per quel che mi riguarda non sfigura assolutamente con nessuna delle migliori rappresentanti europee di categoria. 
Formato 33 cl., ala. 8.2%, lotto 22.10.2018, scad. 22.04.2019.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.