domenica 15 marzo 2015

De la Senne Saison du Meyboom

Il 9 agosto di ogni anno, alla vigilia di San Lorenzo, si celebra la più antica tradizione di Bruxelles: il Meyboom. Il suo rituale, che risale al 1308, prevede che alle 2 del pomeriggio da Rue de Marais parta la processione storica verso la Grand-Place con un giovane albero che è stato tagliato all'alba; il corteo ritorna poi all'incrocio tra  Rue des Sables e Rue de Marais dove, prima dello scoccare delle ore 17, dev'essere piantato "l'albero della gioia".
L'origine di questa tradizione è, come spesso accade, incerta: secondo una prima versione, celebra una vittoria di Bruxelles contro la nemica Lovanio in uno scontro del 1213. Secondo un'altra ricorderebbe il matrimonio avvenuto nello stesso anno tra un nobile di Lovanio ed una ragazza povera di Bruxelles; l'uomo aveva finanziato i festeggiamenti del giorno di San Lorenzo e la relativa piantagione di un albero. Un'ultima versione fa invece riferimento ad una "festa" post-matrimonio del 9 agosto in una locanda di Bruxelles: alcuni balordi arrivati da Lovanio stavano molestando i festeggiamenti e il risultato fu una grande rissa nella quale ebbero la meglio i "locali". Giovanni II di Brabante diede il privilegio a quelli di Bruxelles di piantare un albero tutti gli anni; tale privilegio sarebbe decaduto solo se la gente di Lovanio fosse stata in grado di impossessarsi dell'albero e di piantarlo a Lovanio entro le 5 del pomeriggio.
E ciò accadde davvero, nel 1974: fingendosi giornalisti, alcuni abitanti di Lovanio riuscirono a scoprire in anticipo quale albero sarebbe stato tagliato la mattina del 9 agosto. La notte precedente alla celebrazione andarono a tagliare l'albero e lo portarono via, lasciando sul ceppo di tronco rimasto un biglietto sarcastico. L'albero fu poi piantato prima delle cinque del pomeriggio nel Grote Markt di Lovanio. E quelli di Bruxelles? Non si arrabbiarono per nulla: tagliarono semplicemente un altro albero, e lo piantarono come avevano sempre fatto: ma da quell'anno, entrambe le città si vantano di avere il privilegio di piantare il "vero" Meyboom. 
A questa tradizione, tra l'altro riconosciuta dall'Unesco come "patrimonio orale e immateriale dell'umanità", anche la Brasserie de la Senne di Bruxelles dedica il proprio tributo con una saison; nella solita splendida etichetta disegnata da Jean Goovaerts ci sono appunto quattro uomini che con fatica cercano di issare un albero o, in questo caso, un fascio di luce sul quale trionfa il nome della birra.
Giallo paglierino, opalescente, forma una testa di bianchissima schiuma un po' grossolana ma dalla buona persistenza. L'aroma è pulito e con una leggera rusticità annuncia i fiori di campo e la paglia, una delicata speziatura ma soprattutto i profumi del mandarino, dell'arancio e del limone. In bocca è leggera e molto scattante, con una spiccata acquosità ed una vivacissima carbonatazione. Molto sottile la base maltata (crackers) di supporto ad un gusto ricco di scorza d'agrumi (limone, lime) ed affiancato dalla lieve dolcezza della polpa d'arancio. Anche in bocca c'è una nota rustica, piacevolmente ruvida, che ben interagisce con le bollicine e con la delicata speziatura donata dal lievito. Attenuatissima, chiude amara di scorza d'agrumi con qualche nota di erba appena tagliata. E' una saison "sessionabile" (4%), semplice, pulita e ben fatta che rischia però di confondersi un po' tra le tante birre "super zesty" che vanno abbastanza di moda. 
Si  beve davvero con la facilità dell'acqua e scompare dal bicchiere in pochissimi secondi; paradossalmente è proprio questo il suo punto debole, se così lo si può chiamare. Arriva e sparisce in pochi minuti senza quasi far avvertire la propria presenza; un pochino più di carattere/personalità l'aiuterebbe senz'altro a restare per qualche minuto in più nel bicchiere, lasciando un ricordo quasi indelebile di sé.  Rimane comunque una compagna ideale per dissetarsi e rinfrescarsi, grazie ad una bella acidità, nei giorni più caldi dell'anno.
Formato: 33 cl., alc. 4%, lotto 09/07/2014, scad. 09/07/2015, pagata 3.06 Euro.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

3 commenti:

  1. Bevuta questa sera per accompagnare una bella orata. Onestamente non l'ho trovata granchè, un po' scarica ed acquosa...c'è però da dire che la bottiglia era di giugno 2015, sicuramente non al massimo della forma...

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    1. De la Senne fa birre abbastanza luppolate, effettivamente sarebbe meglio berle fresche e vicino alla scadenza. La Schieve non l'ho mai provata, me la segno.

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  2. Ieri sera invece ho bevuto la Schieve Tabarnak, sempre di De la Senne...ottima belgian ale luppolata con Nelson Sauvin!
    Ho avuto esperienze abbastanza alterne con questo birrificio...

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