mercoledì 10 maggio 2017

Dieu du Ciel Grande Noirceur

Nella storia canadese con La Grande Noirceur (il grande buio) ci si riferisce a quel periodo dal 1945 al 1960 in cui il Quebec era in mano ad un governo cattolico e conservatore capitanato da Maurice Duplessis.  Il leader si oppose a quel processo di centralizzazione che si stava sviluppando in Canada difendendo l’autonomia amministrativa e fiscale del Quebec; promosse lo sviluppo delle zone rurali e delle attività agricole in opposizione alla modernizzazione delle grandi città che si stava diffondendo nel resto del Canada; usò il pugno di ferro con la maggior parte dei sindacati, emanò la Paddock Law con la quale chiunque era sospettato di propaganda comunista poteva essere incarcerato. Il grande buio portò un rallentamento dello sviluppo economico e culturale, creò una società controllata dall’oscurantismo della chiesa cattolica e dominata dalla corruzione di un governo che nascondeva quanto più possibile alla popolazione. 
Ma allo stesso tempo Duplessis creò più di 100.000 posti di lavoro, portò l’elettricità nelle zone più rurali del Quebec e adottò la bandiera fiordaliso che ancora oggi rappresenta lo stato canadese. Alla sua morte, avvenuta nel settembre del 1959, fece seguito il periodo della Quiet Revolution ad opera del governo liberale guidato da Jean Lesage: il governo sostituì la chiesa cattolica nella gestione delle strutture sanitarie e scolastiche, promuovendo massicci investimenti nelle infrastrutture grazie alla creazione di nuove imprese pubbliche. 

La birra.
Il birrificio canadese Dieu du Ciel, del quale vi avevo parlato dettagliatamente in questa occasione, dedica alla Grande Noirceur – ovviamente – una imperial stout sulla cui bella etichetta, disegnata come sempre da Yannick Brosseau, capeggia l’inquietante ritratto di Maurice Duplessis impegnato a “sottomettere” il popolo del Quebec.  La birra fa parte della gamma “Momentum”  che comprende una serie di dodici birre prodotte per un mese all’anno; questa imperial stout vide per la prima volta la luce a marzo del 2004, mentre la bottiglia in questione è stata commercializzata lo scorso novembre 2016. 
Nera, ancora più del buio, forma una bella testa di schiuma cremosa e compatta, dalla buona persistenza.  Tostature, caffè e qualche nota di cioccolato fondente vanno a formare un aroma che non sorprende né per intensità che per eleganza, pur mostrando un buon livello di pulizia. Di ben altra pasta si rivela invece la bevuta: Grande Noirceur è un’imperial stout dura che insiste senza tregua sul torrefatto che è solo parzialmente bilanciato dal sottofondo di caramello; caffè, liquirizia e qualche accenno di cioccolato accompagnano le intense tostature, il cui amaro viene ulteriormente amplificato dalle note resinose dei luppoli che non lasciano nessuno spiraglio di luce. Il tutto è sostenuto da un buon tenore alcolico che si fa sentire riscaldando ogni sorsata; annoto poche bollicine, un corpo tra il medio ed il pieno ed una morbidezza/cremosità un po’ timida donata dall’utilizzo d'avena. 
Imperial Stout nera nel nome, nel colore e nella sostanza, ben fatta, pulita, potente e destinata a chi ama queste interpretazioni dello stile, ovvero birre come la Yeti di Great Divide; se invece preferite imperial stout più bilanciate Dieu du Ciel ha pronta per voi la splendida Péché Mortel.

Formatro: 34,1 cl.l alc. 9%, imbott. 13/10/2016, prezzo indicativo 5,00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

1 commento:

  1. Bevuta alla spina circa 10 giorni fa. Concordo con te che si tratta di una birra molto "dura", nella quale personalmente ho trovato una forte nota di "sbruciacchiato". Mi è piaciuta abbastanza, ma preferisco la loro ottima "Peché mortel" nelle sue varie declinazioni...

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