venerdì 12 maggio 2017

Extraomnes: Gist & Zang Tumb Tumb

Luppoli e frutta hanno caratterizzato una buona parte della produzione Extraomnes: i primi sono protagonisti, oltre che nelle splendide Blond, Zest e Hopbloem, anche della serie Hond.erd: Brewer’s Gold, Citra e Adha 529 quelle transitate sul blog. La frutta ha invece dato forma alla Bloed (ciliegia), alla Z (albicocca), alla Guld (mango) e alla Mad Peach (pesca). 
Il lievito non è stato messo direttamente sotto i riflettori, pur svolgendo il suo fondamentale lavoro, sino allo scorso anno quando sono arrivate due birre “esplicitamente” dedicate al lievito, valorizzandolo al massimo senza che altri elementi (come appunto dry-hopping o frutta) possano metterlo in secondo piano. 

La birra Gist, ovvero “lievito” in fiammingo, viene annunciata a marzo 2016: una belgian ale leggera (4.5%) che utilizza un mix di lieviti tra i quali figura anche il Saccharomyces "bruxellensis" Trois e che viene così descritta: “chiudete gli occhi e... se non venite immediatamente trasportati su una spiaggia della Costa d'Avorio, per l'ananas che vi colpirà alla base del naso, vi sembrerà di essere seduti al tavolino di un café mentre passa il gruppo della Gand-Wevelgem, con tutto il suo afrore in scia”.  
Birra imbottigliata il 04 marzo 2016 e che si presenta nel bicchiere dorata e velata, con minuscole particelle di lievito che ne sporcano un po’ la livrea, nonostante la cautela usata nel versarla; la cremosa schiuma biancastra non è particolarmente generosa ed ha una discreta persistenza. Purtroppo in lei non ritrovo nessuna delle caratteristiche descritte sopra: aroma e gusto sono caratterizzate da una presenza fenolica piuttosto invadente e sgradevole:  gomma e plastica bruciata rendono la bevuta quasi impossibile. In sottofondo un accenno dolce che richiama il miele, mentre la chiusura è piuttosto astringente e sgraziatamente amara. Bottiglia “sfortunata” nella quale purtroppo il lievito è sì protagonista ma in senso negativo. 

Debutta invece a giugno 2016 la “specialty ale” Zang Tumb Tumb che continua idealmente il percorso inziato con la Gist aumentando però la gradazione alcolica al 7.5%; anche qui è protagonista un mix di  lieviti che dovrebbe includere il Saccharomyces "bruxellensis" Trois. Il singolare nome riprende il poemetto del futurista Filippo Tommaso Marinetti ispirato all'assedio di Adrianopoli durante la guerra bulgaro-turca e pubblicato nella primavera del 1914. Zang Tumb Tumb sono le “parole in libertà” della copertina, ma il vero titolo dell’opera è in realtà Zang Tumb Tuuum. Con questo “libro d’artista” inizia quella rivoluzione tipografica che ebbe tra i precursori proprio il movimento futurista italiano. Queste le parole di Marinetti sul libro: “con questo volume di parole in libertà che equivale come intensità a 2500 pagine di Flaubert, ho sorpassato tutti e tutto, ho rinnovato integralmente la visione del mondo, sono giunto per primo nei domini inesplorati dell’arte. I pensatori da sanatorio, i critici da diligenza e da portantina e tutti gl’impotenti incollati ai buchi delle serrature negheranno queste mie osservazioni. Tanto meglio. La gioia di disprezzarli una volta di più lubrifica il mio genio, che ha la forma di uno stantuffo”. 
E queste le parole di Extraomnes sulla birra: "Oro brillante. Fragolina di bosco e ananas dominano lo sfacciato fruttato futurista. Anche in bocca una sola parola...Aardbeien (fragola)!."  Il suo colore è dorato carico e forma nel bicchiere una cremosa e compatta testa di schiuma biancastra dalla buona persistenza. Al naso non avverto né la fragola né l’ananas che dovrebbero esserci ma un sottofondo maltato (miele, biscotto) sul quale emerge una leggera ma spiacevole nota di solvente. Poche bollicine, buona scorrevolezza per una bevuta nella quale tuttavia gli esteri fruttati sono assolutamente assenti e che evidenza solamente i malti: la chiusura è di un amaro di modesta intensità ne quale convivono note terrose e di frutta secca. Anche qui fa capolino una leggera astringenza: pur risultando bevibile, è tuttavia una bottiglia che mi sembra ben lontana da quello che questa birra dovrebbe essere.
Due "incidenti" di percorso per un birrificio che mi ha abituato ad elevati standard di qualità e ad un'ottima costanza produttiva: peccato.

Nel dettaglio:
Gist, 33 cl., alc. 4.5%, lotto 064 16, scad. 30/09/2017, prezzo indicativo 4.00 euro (beershop)
Zang Tumb Tumb, alc. 7.5%, lotto 159 16, scad. 30/06/2018, prezzo indicativo 4.50 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

2 commenti:

  1. Mah...io sinceramente ne ho avuti diversi di "incidenti di percorso gravi" con questo birrificio...il mio parere é che alcuni lotti andrebbero cestinati invece che messi in commercio...la birra sanno farla e buona, ma certe schifezze non andrebbero commercializzate.

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    1. grossi problemi io non ne ho mai avuti, a parte una saison, una tripel e queste due. ma calcola che di zest e blond ne bevo parecchie nel corso di ogni estate. sempre tutte ok.

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