lunedì 12 febbraio 2018

Founders CBS (Canadian Breakfast Stout) 2017

Proseguiamo questa breve rassegna su birra e sciroppo d’acero con una bottiglia che sino a pochi anni fa sarebbe stata una “balena bianca”, termine col quale i beergeeks identificano le birre più difficili da trovare. Parliamo della CBS – Canadian Breakfast Stout del birrificio Founders (Michigan, USA), avvistata per l’ultima volta in bottiglia nel lontano 2011 e poi, in pochissimi fusti, anche nel 2014 e nel 2015.   
La CBS è una variante della KBS – Kentucky Breakfast Stout, a sua volta versione “potenziata” della Breakfast Stout, imperial stout prodotta con caffè e fave di cioccolato: per avere maggiori dettagli su queste due birre vi rimando alle specifiche pagine del blog. La CBS nasce nel 2009 quando Founders entra in possesso di alcuni botti usate di bourbon che più di recente avevano ospitato dello sciroppo d’acero: il birrificio le riempie con la stessa imperial stout base della KBS e il risultato è sorprendente. Per assaggiare i pochi fusti prodotti dovevate recarvi presso la taproom del birrificio, ma ciò non aveva impedito alla CBS di scalare le classifiche del beer-rating posizionandosi nella Top 5 delle migliori birre al mondo secondo Beer-Advocate, facendo compagnia alla sorella KBS. E’ solo nell’ottobre 2011 che la CBS “esce” dalle mura di Grand Rapids e viene imbottigliata nell’ambito della “backstage series”:  quantità molto limitate di bottiglie da 75 cl. nelle quali sono messe in vendita birre stagionali/sperimentali precedentemente disponibili solo alle spine del birrificio. Da allora la CBS è rimasta per molti anni un’irraggiungibile chimera per moltissimi appassionati: potevate berla solo intercettando uno dei pochi fusti messi in vendita negli anni successivi o reperendo qualche bottiglia del 2011 tramite scambio o mercato secondario.  La KBS, regolarmente prodotta una volta all’anno, ha invece continuato ad essere in cima alla lista dei desideri dei beergeeks americani che, ogni anno all’inizio di marzo, sfidavano il freddo del Michigan accampandosi in tenda fuori dal birrificio la notte prima della messa in vendita delle bottiglie.  
Nel 2014 Founders ha annunciato la propria partnership con il birrificio industriale spagnolo Mahou San Miguel, vendendo il 30% delle proprie quote societarie e cessando di fatto di essere considerato un birrificio artigianale, secondo le linee guida della Brewers Association americana. L’investimento ha consentito a Founders di procedere con il suo piano di espansione da 40 milioni di dollari volto a raggiungere a breve termine il milione di ettolitri l’anno: 550.000 quelli prodotti nel 2017, 733.000 l’obiettivo fissato per il 2018. Anche il programma degli invecchiamenti in botte, oggi chiamato “Barrel-Aged Series” ha subito un enorme potenziamento con l’acquisto di migliaia di botti usate che oggi riposano all'interno di una cava di gesso in disuso non lontana dal birrificio; la produzione della KBS è stata raddoppiata anno dopo anno e nel 2015 la KBS è arrivata anche in Europa; oggi senza grossi sforzi potete trovare nei beershop europei ancora delle bottiglie del 2016 e 2017.  
Il mercato della craft beer è in costante evoluzione, la moda cambia rapidamente e molti altri attori sono entrati in scena sullo stesso palcoscenico, quelle delle Imperial Stout invecchiate in botti di bourbon. La KBS ha inevitabilmente perduto moto di quell’hype che prima era anche dovuto alla sua scarsa reperibilità:  i grandi numeri non sempre vanno a braccetto con la qualità e – dicono – la KBS oggi non è più il capolavoro di una volta, pur restando comunque un’ottima birra che si trova ancora ai primi posti delle frivole classifiche di beer-rating:  tredicesima miglior imperial stout al mondo, diciassettesima miglior birra al mondo
E la CBS, che nel beer-rating batte di poche posizioni la KBS, perderà anche lei parte del suo fascino? Probabilmente sì, anche per il solo fatto che lo scorso novembre Founders ne ha annunciato il ritorno su grande scala rinunciando al fascino della rarità: bottiglie da 75 cl. disponibili dal primo dicembre in tutti i 46 stati americani dove il birrificio distribuisce e, da gennaio, anche in Europa nel più pratico formato da 35.5 cl. Ma dal 2011 ad oggi sono anche cambiati i palati dei bevitori e, soprattutto, sono arrivati molti altri concorrenti a rimpiazzarla per quel che riguarda l’hype: un processo inevitabile quando un birrificio cresce di dimensioni. Sette anni fa non vi erano al mondo molte imperial stout prodotte con caffè, cioccolato e sciroppo d’acero e la CBS faceva scuola. Oggi è “solo” una  delle tante e, per quel che mi riguarda, è molto meglio così: riesco a bere una birra che sarebbe stata per me inaccessibile.

La birra.
Dopo la lunga ma doverosa introduzione, ricapitoliamo: imperial stout prodotta con caffè Sumatra, fave di cacao e invecchiata all’incirca dodici mesi in botti di bourbon che hanno ospitato sciroppo d’acero della BLiS Gourmet, Michigan. Tra le due aziende c’è un intenso scambio di botti, visto che la BLis utilizza i barili esausti della KBS di Founders per produrre alcune salse e sciroppi: secondo alcune voci i barili di Bourbon Maple Syrup usati per produrre la CBS sarebbero proprio quelli vuoti di KBS che la BLis aveva ricevuto un anno prima da Founders, riempendoli di sciroppo d’acero e, dopo averli “svuotati”, restituendoli al mittente. Chi ha tuttavia assaggiato il Bourbon Maple Syrup di 
BLis assicura di non aver sentito la presenza del caffè e della cioccolata della KBS. 
Nel bicchiere si presenta quasi nera e sormontata da un impressionante cappello di schiuma cremosa e compatta, dall’ottima persistenza. Al naso arrivano subito i tipici profumi di caffè Sumatra usato da Founders, gli stessi che troverete nella Breakfast Stout, KBS  e soprattutto nella Sumatra Mountain, per intenderci; cioccolato fondente e bourbon completano un bouquet caldo e avvolgente, pulito ed elegante, impreziosito da note di legno, cocco tostato e da una lieve presenza zuccherina di sciroppo d’acero. La sensazione palatale è morbida, quasi una carezza delicata se si considera la sua gradazione alcolica (11.7%): l’avena le dona una morbidezza setosa, con una viscosità piuttosto bassa che ne facilita il sorseggiare. Il gusto è molto ben bilanciato tra la ricchezza del caffè e del cioccolato fondente, al cui amaro risponde la dolcezza del bourbon e dello sciroppo d’acero: il consiglio è di lasciarla riscaldare molto e di avere pazienza, se volete che quest’ultimo ingrediente sia maggiormente percepibile. L’alcool riscalda ogni sorso con decisione ma non va mai oltre il dovuto, la bevuta è quasi “mansueta” per ¾  per poi esplodere in un intenso finale di bourbon, caffè/tostature e un amaro al quale contribuiscono anche i luppoli. 
Il risultato? Una imperial stout massiccia e potente ma non difficile da bere, pulita ed elegante: versatela nel bicchiere e sorseggiatela con tutta calma, lasciandola "aprire" e riscaldarsi per bene. Grande birra che regala più di una emozione lasciando completamente soddisfatti: se amate le imperial stout, fate in modo di trovarla e di assaggiarla, è arrivata anche in Europa ed in Italia proprio in queste settimane.
Formato 35.5 cl., alc. 11.7%, imbott. 27/10/2017, prezzo indicativo 10,00 Euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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