Visualizzazione post con etichetta Brasseria Alpina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brasseria Alpina. Mostra tutti i post

lunedì 7 aprile 2014

Brasseria Alpina D'or Dublé

Secondo appunatamento con la Brasseria Alpina di San Germano Chisone (Torino). Dopo la Gran Truc bevuta qualche mese fa, una birra abbastanza semplice che può senz'altro favorevolmente impressionare il palato di chi, abituato alle lager industriali, si avvicina alla cosiddetta "birra artigianale", è il momento della D'or Dublé, una birra molto più sofisticata, di quelle capaci di far esclamare, ad un palato ancora assopito dai (non) sapori industriali, frasi come "ma questa è una birra"?
La base di partenza è effettivamente una birra, credo dovrebbe trattarsi di una Strong Ale d'ispirazione belga, che viene poi messa ad invecchiare per 20 mesi in botti di rovere che hanno ospitato Barbaresco di Gaja.
Si presenta di colore ambrato scarico, con delle belle sfumature dorate e ramate; la schiuma, biancastra, è fine e cremosa ma non molto persistente. Al naso c'è un bouquet abbastanza complesso che offre sentori di caramello, miele, zucchero candito ed evidenti tracce del passaggio in barrique: sentori legnosi, di cedro candito, vaniglia ed uva. In bocca ci sono poche bollicine, corpo medio ed una consistenza più oleosa che acquosa. 
Il gusto appare all'inizio un po' confuso, con un dualismo birra-vino abbastanza irrisolto, quasi due elementi che tendono a respingersi: da un lato i malti (caramello e miele) che sono predominanti a birra fresca, mentre man mano che la  temperatura si alza la "birra" tende quasi a scomparire per lasciare il terreno ad un vino dolce da dessert. Il risultato, abbastanza zuccherino, sorprende anche chi è familiare con le birre prodotte con mosto d'uva (Loverbeer, Montegioco); qui ovviamente non c'è utilizzo di mosto, la pulizia non è esemplare ma la lunga permanenza in botti di vino ha comunque donato alla birra un carattere nettamente vinoso, dove l'alcool (8.5%) è assolutamente impercettibile e questa D'or Dublé si beve con buona facilità. Il finale è leggermente acidulo e quasi rinfrescante, con una leggera nota amaricante di mandorla. Devo dire che dopo diverse centinaia di birre ospitate su queste pagine è forse per la prima volta che mi trovo in difficoltà nel farmi un'opinione su quello che ho appena bevuto: se il parametro è solamente quello del gusto, della gradevolezza, la D'or Dublé è  una "birra" piacevole, che - una volta prese le misure - si beve con gusto. Se vogliamo invece andare oltre il gusto, mi sembra invece una birra barricata nella quale il vino si è quasi "bevuto" la birra, o forse la base di partenza (ossia la birra) non era quella più appropriata. Non è una birra che porta in dote delle gradevoli sfumature donate dai mesi passati nella botte,  ma piuttosto una birra che il passaggio in botte ha pesantemente modificato, sbilanciato, quasi annullato; l'aroma offre ancora un buon compromesso, ma in bocca la deriva vinosa è evidente ed un po' fuori controllo. Il risultato, ripeto, è abbastanza atipico e tuttavia gradevole, per chi scrive. A voi la scelta della prova, e la possibilità di farvi la vostra opinione. 
Formato: 50 cl., alc. 8.5%, IBU 20, lotto 001, scad. 31/12/2014, pagata 8.00 Euro (stand birrificio).

martedì 4 febbraio 2014

Brasseria Alpina Gran Truc

Debutta sul blog anche la Brasseria Alpina, un microbirrificio artigianale di  San Germano Chisone (Torino); fondato nel 2010 da Max Mallardi e Roberto Di Paola, che hanno trasformato la loro passione per la birra e per l’homebrewing in un’attività. Per il logo del birrificio è stato scelto un rospo (“babi”, nel dialetto della zona) che è anche parte dello stemma del paese di San Germano. La produzione si compone di una gamma di birre più “classiche” (il trittico chiara-rossa-bianca), chiamate Boheme:  sebbene il nome sia un chiaro indizio per gli appassionati, si tratta di birre ad alta fermentazione. Accanto a queste vi sono anche birre che utilizzano materie prime reperite in loco, come genepi, timo Serpillo e mele piemontesi, argalissia (di Pramollo), lampone (della Val Chisone)  ed alcune affinate in botti di vino.  La gamma delle birre prodotte mi sembra comunque essere in costante evoluzione, visto che sul sito del birrificio non compare la Gran Truc che andiamo a stappare; il nome credo sia ovviamente ispirato all’omonima montagna (2366 m.) che si trova tra tra la Val Pellice e la Val Chisone.  Con pochissime informazioni a disposizione, mi devo basare sulla poco affascinante ma corretta (ai termini di legge) definizione in etichetta: Birra Doppio Malto Rossa, “extra luppolatura”; qualcuno su Ratebeer l’ha inopportunamente incasellata come “barley wine”, ma si tratta piuttosto di una Amber Ale dalla discreta gradazione alcolica (7%).  
Molto bella alla vista, di color ambrato carico con intense sfumature rossastre; la schiuma è beige chiaro, molto fine e compatta, ed ha una buona persistenza. Il naso non è particolarmente intenso, ma c’è comunque un discreto bouquet olfattivo composto da sentori di agrumi, caramello e, più lievi, di frutti rossi; la pulizia non è impeccabile, e l’aroma risulta un po’ troppo “lievitoso”. Il percorso prosegue senza deviazioni anche in bocca: l’ingresso è dolce di caramello, toffe, biscotto al burro, c’è qualche nota di polpa d’agrumi ed un finale amaro, abbastanza intenso, tra l’erbaceo e la mandorla amara.  Sebbene  la pulizia (anche in bocca) non sia esemplare, c’è comunque una buona intensità che ben si abbina ad una consistenza “watery” quanto basta per renderla scorrevole; il risultato è che la Gran Truc si lascia bere con buona facilità nonostante l’ABV non sia proprio da session beer.  Non credo sia rifermentata in bottiglia (non ci sono tracce di lievito sul fondo),  corpo e carbonazione sono medi. Ha un buon equilibrio complessivo, ma mi sembra ancora un po’ timida di carattere: se per il neofita della “birra artigianale” può risultare un’ottima birra d’accesso a prodotti di gran lunga superiori alle classiche birre industriali,  rischia di non restare invece particolarmente impressa nel palato del “birrofilo” che ha ormai un ampio ventaglio di opportunità al quale attingere. 
Formato: 75 cl., alc. 7%, lotto GT 1A, scad. 31/12/2014