mercoledì 6 febbraio 2013

Gulden Draak

Le birre "scure" sono storicamente sempre state la specialità del birrificio belga Van Steenberge; non sorprende quindi che a metà degli anni '90, quando il birrificio decise di concentrarsi sull'esportazioni all'estero, la strong ale Gulden Draak fu scelta come "apripista". Una decisione che fu ripagata dal giudizio datole nel 1998 dall'American  Culinary Institute: miglior birra al mondo. Ma il "Dragone d'oro" è soprattutto quella scultura che domina la torre centrale (91 metri d'altezza) della chiesa Sint Niklaas di Gent, nelle Fiandre. Ha la forma di una nave vichinga, con la prua stilizzata a forma di testa di drago; la scultura fu in origine donata nel 1111 dal re di Norvegia Sigrid Magnusson all'imperatore di Costantinopoli e destinata alla sommità della cupola della basilica di Santa Sofia. Un secolo dopo, nel corso della quarta crociata, Baldovino IX, Conte delle Fiandre, durante il saccheggio della odierna Istanbul riportò la statua in Belgio, nel suo piccolo paese natale di Biervliet. Ma i vicini cittadini di Bruges, invidiosi del fatto che un paese così piccolo avesse una statua così bella, se la portarono a casa alla prima occasione (leggi "conflitto"). Gent non fu da meno, ed approfittò della battaglia di Beverhout contro Brugge del 1382 per sottrarre il dragone d'oro ai rivali e collocarlo, in bella vista, in cima alla cattedrale della loro città. La Gulden Draak da bere arriva invece in un'insolita bottiglia plastificata di bianco; fu prodotta per la prima volta all'inizio degli anni '80. E' di colore marrone scuro, con intensi riflessi rosso rubino visibili in controluce; la schiuma, molto persistente e cremosa, è beige chiaro. L'aroma sprigiona profumi di pane nero, melassa, fruit cake, zucchero di canna, frutta candita e spezie. Ha un imbocco meno "massiccio" del previsto (ABV 10,5%), con un corpo medio ed una carbonazione molto sostenuta che tuttavia non le preclude una buona morbidezza palatale. C'è toffee, liquirizia, spezie, ma soprattutto molta frutta (prugne e datteri), con un inizio di bevuta dolce che è bilanciato da una seconda parte più aspra, ricca di note di prugna acerba. E' preludio ad un finale secco e ripulente, seguito da un retrogusto abboccato, morbido, caldo ed etilico (frutta e liquirizia). Strong Ale molto solida con l'alcool nascosto in maniera esemplare; decisamente meglio in bocca che al naso, si rivela una bevuta appagante, ben equilibrata e molto "sostanziosa". Formato: 33 cl.,  alc. 10.5%, scad. 20/10/2013.

4 commenti:

  1. Quanti ricordi... Pensa che la Gulden Draak era la Birra preferita da mia moglie, qundo ancora eravamo appena fidanzati ed io, alle prime armi con Birre di un certo spessore, approcciavo una Youngers che di lì a poco sarebbe stata ritirata dal commercio italiano, e la ancor più apprezzata (ed ancora diffusa, anche se assai precipitata in qualità) Grimbergen, che a me piaceva, soprattutto, nella variante scura. La Gulden, però, forse a causa della sua eccessiva alcolicità, non mi entusiasmava, e pur avendone bevute, se non ricordo male, almeno un paio, non la ricordo; tuttavia questa è una lacuna facilmente colmabile in quanto la Birra in questione è piuttosto diffusa.
    Su FB (gruppo solito)ho recensito un'altra belga robusta, anche se bionda ambrata: la Lucifer. La conosci?
    Altra novità: True-Faux, un'altra belga (manco a farlo apposta!) che ho trovato in un iper vicino casa, tuttavia non l'ho ancora comprata ed assaggiata, ma passandomi per le mani ho notato che è importata da Interbrau. Prossima tappa, appena possibile: Birra!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. fino ad ora non mi era mai capitata di assaggiarla la Gulden. La Lucifer devo averla bevuta molti anni fa, onestamente non me la ricordo proprio. La True-Faux la vedo sempre anch'io al supermercato, la produce Du Bocq per Interbrau. Non mi sono ancora attentato a comprarla... se la provi fammi sapere com'è.

      Elimina
  2. Ne ho una in contina, regalatami il giorno del compleanno. Purtroppo non ho un buon rapporto con le birre ad elevato tenore alcolico, ma everne letto sul tuo post mi ha messo voglia. Prossimamente sulle nostre papille! =D

    RispondiElimina
  3. preferisco più la Gulden che la bucanier

    RispondiElimina