domenica 13 dicembre 2015

HOMEBREWED! Andrea Massaro - IPA #2

Protagonista di una nuova "puntata" di "Homebrewed!", la rubrica dedicata alle vostre produzioni casalinghe, è l'homebrewer Andrea Massaro, veneto di nascita ma attualmente residente in quel di Saronno. La sua passione per la homebrewing è abbastanza recente, estate 2014, contagiato da alcuni amici; dopo le prime cotte disastrose, ci è voluta un po' di tecnologia, ancora tanto studio ed il passaggio all'All Grain per iniziare a tirar fuori dalle pentole qualcosa d'interessante. Andrea produce cotte di dimensioni modeste (dieci litri circa) ma con un frequenza bimensile molto costante, sperimentando vari stili. 
Per sua stessa ammissione il suo vero amore brassicolo è il Belgio, che tuttavia non è esattamente quello più semplice da replicare tre le mura domestiche, soprattutto se si ha poca esperienza. In attesa di migliorare la sua Saison - stile prediletto anche dal sottoscritto - Andrea mi ha inviato una IPA, precisamente il suo secondo tentativo.  La ricetta predilige malti chiari (Pils e Pale Ale) con Monaco ed un pizzico di tostato solo per il colore; i luppolo scelti sono invece Galaxy, Citra e Mosaic.
Purtroppo il colore della fotografia non è esattamente fedele a quanto c'è nel bicchiere, ma in realtà il suo colore è oro carico velato, con riflessi arancio; la bianca schiuma è compatta, fine e cremosa, dalla buona persistenza.  Questa IPA ha circa un mese di "vita" e l'aroma è ancora piuttosto fresco e pungente, ma sopratutto pulito e elegante; agli agrumi (lievissimo pompelmo) la macedonia preferisce i frutti tropicali come passion fruit, papaya, mango, litchi, ananas maturo. La dolcezza dei frutti maturi non è assolutamente stucchevole grazie alla freschezza della birra; in sottofondo c'è qualche remoto ricordo di aghi di pino. 
Il "problema", se così si può definire, di un aroma così intenso ed invogliante è che crea delle aspettative che vanno poi mantenute al palato: e la birra un po' le delude, perché le prime sorsate evidenziano un drammatico calo dell'intensità dei sapori rispetto ai profumi. Una volta che il palato si è abituato, s'apprezza anche qui una buona pulizia che permette d'identificare le note di cereali e una punta di miele che anticipano di poco quelle di frutta tropicale già presenti nell'aroma; l'intensità, già non molto elevata, si spegne ancora un po' nel finale, dove si sente la mancanza di un amaro che chiuda "degnamente" il percorso di una IPA. Un po' deboli le note vegetali e leggermente "zesty", ed un ritorno di cereale che, nello stile, risulta troppo invadente. Descritta la birra, ecco le mie impressioni: bene, anzi benissimo l'aroma, con il suo "fruttatone" pulito ed elegante; fatto il naso, c'è da lavorare sull'intensità del gusto. Non ci sono difetti "off-flavors", segno che la fermentazione è andata bene: anche il gusto è pulito, si tratta solo di spingere con un po' di decisione sul pedale dell'acceleratore per riproporre la stessa intensità del dry-hopping anche al palato. Facile da dire, forse meno da fare.
Questa la  valutazione su scala BJCP:  33/50 (Aroma 9/12, Aspetto 3/3, Gusto 10/20, Mouthfeel 4/5, impressione generale 7/10).  
Ringrazio Andrea per avermi spedito e fatto assaggiare la sua birra, e vi do appuntamento alla prossima "puntata" di Homebrewed! E ricordate che la rubrica è aperta  a tutti i volenterosi homebrewers!  
Formato: 50 cl., alc. 5.8%, imbott. 30/10/2015.

2 commenti:

  1. Sarebbe interessante anche conoscere come queste persone si sono approcciate all'homebrewing, fornendo qualche consiglio a chi sta pensando di buttarsi in questa impresa casalinga.

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    1. buona idea, la porrò come domanda ai prossimi homebrewers!

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