lunedì 21 dicembre 2015

Samuel Smiths Winter Welcome Ale

E’ la birra che dà il benvenuto all’inverno nello Yorkshire: Winter Welcome Ale, rispettosa della tradizione inglese come tutte le produzioni Samuel Smith.  È il più antico birrificio di Tadcaster e di tutta questa regione settentrionale dell'Inghilterra, fondato nel 1758  dalla famiglia Hartley e rilevato poi nel 1847 da John Smith, figlio del ricco macellaio Samuel Smith (senior), che passò poi le redini a Samuel Smith (junior) nel 1886. Non è cambiato molto da allora: la famiglia Smith è ancora proprietaria, l'acqua proviene sempre dal pozzo (26 metri) scavato nel 1758, il lievito proviene dallo stesso ceppo utilizzato senza sosta dal 1900 e le birre fermentano ancora in grandi vasche rettangolari formati da blocchi di ardesia. 
La proposta natalizia di Samuel Smith è in verità “buona” per tutti i mesi più freddi dell’anno: si tratta di una “winter warmer”,  una birra appena un po’ più robusta ed alcolica rispetto “alla norma”, ma non aspettatevi fuochi d'artificio;  non vengono utilizzate spezie (caratteristica comune in molte “birre di Natale”) ed è forse anche questo un segno di rispetto verso la tradizione: un tempo le spezie erano pregiate e costose, difficile pensare ad un loro utilizzo nella birra, per lo meno quella destinata al “popolo”. 
La Winter Welcome Ale di Samuel Smith arriva ogni anno con un etichetta diversa e millesimata: 6% l’ABV, un ricco parterre di malti ed una luppolatura tradizionale di Fuggle ed  East Kent Golding. Versione pastorizzata, come tutte le bottiglie di Sam Smith, di un luminoso color ambrato con venature che vanno dal ramato all’oro antico; si formano “due dita” di schiuma biancastra, compatta e cremosa, dalla buona persistenza. L’aroma, dall’intensità alquanto discreta, è pulito e presenta eleganti profumi di biscotto, toffee, miele e un interessante mix di  frutta secca nel quale s’avvertono noci e nocciole, anacardi, forse arachidi.  
Bene la sensazione palatale: corpo medio, poche bollicine e una gratificante morbidezza per una birra che si colloca, per quel che riguarda l’alcool, nei valori bassi dello spettro (5.5 - 8%) identificato dal BJCP per la categoria delle English Strong Ales. Il gusto ripercorre stessi passi dell’aroma, ma con minore fragranza e finezza: ritornano biscotto, crosta di pane, miele e il carattere “nutty” che richiama di nuovo la frutta secca; la bevuta si mantiene dolce per essere poi bilanciata da un finale nel quale l’amaro erbaceo e terroso è più in evidenza del previsto. Nonostante il birrificio l’immagini come una birra da “contemplare” davanti al caminetto, la facilità di bevuta è molto elevata e l’alcool dispensa solo un leggerissimo tepore nel retrogusto, comunque insufficiente a riscaldare corpo e spirito, a meno che  - e bisogna sempre tenere a mente la tradizione, quando si parla di Samuel Smith – non siate abituati ad accompagnare le vostre serate a ritmo di session beers come Bitter, Special Bitter e Mild.
Formato:  55 cl., alc. 6%, lotto 15196, scad. 08/2016, pagata 5.30 Euro (beershop, Italia).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

1 commento:

  1. L'ho appena bevuta e mi trovo molto d'accordo con la tua descrizione, anche se non so darne una descrizione così particolareggiata! Mi è è piaciuta.

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