lunedì 6 giugno 2016

Innis & Gunn: Toasted Oak IPA & Oak Aged Beer Rum Finish

Oggi andiamo in Scozia per parlare di  Innis & Gunn, un marchio che strizza l’occhio al mondo “craft/artigianale” ma che ha in realtà spalle piuttosto grosse;  viene fondato nel 2003 da Dougal Sharp, figlio di quel Russell Sharp che nel 1987 riportò in vita la Caledonian Brewing Company, originariamente fondata nel 1869. Nel 2004 la Caledonian venne poi acquistata dalla Scottish & Newcastle a sua volta comprata nel 2008 per 7.8 bilioni di sterline da Heineken e Carlsberg, che si sono spartiti tra di loro il portfolio dei marchi. 
Secondo quanto riporta il sito di Innis & Gunn, la nascita del marchio avvenne per pura casualità: la distilleria scozzese William Grant & Sons voleva sperimentare l’invecchiamento del whisky in cask  precedentemente utilizzati per la maturazione di birra. Dopo diversi tentativi poco soddisfacenti, Dougal Sharp fu contattato per realizzare (presso la Caledonian, suppongo) una birra appositamente progettata per questo scopo: passare circa trenta giorni in casks di legno che vengono poi svuotati e riempiti di whisky. Il risultato di questo  “Ale Cask Whisky”  fu piuttosto soddisfacente, ma altrettanto lo fu la birra maturata in legno. Il brand Innis & Gunn nacque nell’agosto 2003 proprio per produrre birre maturate in legno da una partnership tra Dougal Sharp e William Grant, che nel 2008 lasciò al primo anche la propria quota societaria. 
Nonostante Innis & Gunn faccia leva sulla propria dimensione “craft”, le birre sono attualmente prodotte presso gli impianti della Wellpark  Brewery, fondata nel 1740 da Hugh and Robert Tennent e di proprietà dal 2009 del C&C Group, uno dei principali produttori e distributori di bevande nel Regno Unito, che lo aveva rilevato (assieme ai marchi Tennent’s e Caledonian) dalla AB-InBev. Tra i marchi più noti posseduti dal C&C Group ci sono anche i sidri Magners, Gaymers e Bulmers. Il fatto che le birre di Inns & Gunn promuovano il concetto di “craft” ma siano appaltate presso impianti industriali (Tennent’s e  Belhaven/Greene King)   ha suscitato diverse perplessità che Dougal Sharp sta cercando di dissipare: il primo passo necessario è quello di trasformare la beerfirm in birrificio, e per accorciare le tempistiche lo scorso aprile ha annunciato l’acquisizione del birrificio Inveralmond di Perthsfire per 3.1 milioni di sterline raccolte mediante un crowfunding chiamato “BeerBonds”: in questo modo sarà possibile produrre circa 100.000 ettolitri/anno.

Le birre.
Dalla gamma Innis & Gunn ecco due referenze disponibili anche in Italia sugli scaffali della grande distribuzione. Partiamo dalla Toasted Oak IPA (5.6%), la cui versione in bottiglia è filtrata e pastorizzata, contrariamente alle occasionali versioni in cask. L’etichetta parla di “un’abbondante luppolatura effettuata per ben tre volte nel corso della produzione”;  la birra matura poi per 41 giorni assieme a chips di rovere tostati. E' limpidamente dorata e forma una bella testa di schiuma bianca, fine e cremosa, dalla buona persistenza. L'aroma svolge il compito senza troppo impegno, con pulizia ma intensità alquanto bassa: note floreali, di agrumi e un tocco di miele. Anche al palato non è certo l'intensità la caratteristica principale di questa birra: la base maltata è leggera (pane, crackers, miele) ed accompagna le delicate note d'agrumi che ricordano tuttavia più la marmellata che il frutto fresco. L'amaro è abbastanza leggero, in bilico tra il terroso e la scorza d'agrumi; le carbonazione piuttosto bassa abbinata al suo corpo medio-leggero la rende molto scorrevole. Il suo potere dissetante è un po' limitato da una secchezza non ottimale, con una patina dolce, leggera ma percepibile che non abbandona mai il palato; non metterei la mano sul fuoco, ma mi sembra anche ci sia una lievissimo diacetile. Del legno invece, per quanto mi sforzi di cercarlo, nessuna traccia. Una stiracchiata sufficienza forse la porta a casa, è bevibile ma alla fondamentale domanda "la ricompreresti?" risponderei di no. 
Passiamo alla Innis & Gunn Rum Finish (6.8%) , tecnicamente una English Strong Ale pastorizzata, filtrata e maturata per 57 giorni assieme a chips di rovere americano precedentemente imbevuti di rum. Niente  da dire sull'aspetto, forse solo inquietantemente limpido: è un ambrato carico acceso di intense sfumature rossastre, mentre la schiuma, cremosa e dalla buona persistenza, vira verso l'ocra. Il naso è molto più intenso rispetto alla IPA, e ovviamente molto più dolce; c'è una leggera speziatura che accompagna la ciliegia sciroppata,  toffee e caramello, pane nero, prugna e una lieve presenza di legno. Benché pulito l'insieme sembra un po' artificioso, sopratutto nella componente fruttata/sciropposa. La sensazione palatale è pressoché identica a quella della sua sorella "chiara" e nel caso di una Strong Ale personalmente sento la mancanza di una maggiore struttura. Il gusto ripercorre passo dopo passo l'aroma, riproponendo ciliegia e prugna, pane nero, toffee,  caramello e riproponendo anche quella sensazione artificiosa. L'alcool è piuttosto ben nascosto, sollevando timidamente la testa solo nel retrogusto dolce di (sciroppo di) frutta sotto spirito; la bevuta parte e finisce dolce, con solamente l'amaro necessario (pane tostato) a bilanciarla. Nel complesso mi sembra comunque leggermente meglio della IPA, anche se di fragranza e di emozioni non vi è ovviamente nessuna traccia.
Nel dettaglio:
Toasted Oak IPA, 33 cl., alc. 5.6%, lotto 6012, scad. 01/2017, 1.79 Euro (supermercato, Italia)
Oak Aged Beer Rum Finish, 33 cl., alc. 6.8%, lotto 5343, scad. 12/2016,  1.79 Euro (supermercato, Italia)

NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

2 commenti:

  1. Potrei sapere in quale catena di supermercato italiano si trova? Io l'ho bevuta in Scozia e vorrei ritrovarla anche qui.
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io l'ho vista alla Coop e in qualche Conad. Ma dipende molto dall'assortimento che hanno i singoli punti vendita.

      Elimina