venerdì 1 luglio 2016

Bevog Who Cares Editions Lumberjack IPA

Secondo appuntamento con il birrificio austriaco Bevog, incontrato un po' di tempo fa con la koelsch luppolata chiamata Deetz. Bevog si trova in Austria ma "batte" bandiera slovena; stanco delle lungaggini burocratiche della madrepatria, il fondatore Vasja Golar ha attraversato il fiume Mura per lasciare la nativa Gornja Radgona e fondare il proprio birrificio in territorio austriaco a  Bad Radkersburg, a soli tre chilometri da casa. Bevog è stato fondato nel 2013 e nel 2014 il popolo di Ratebeer lo ha eletto tra i tre nuovi migliori birrifici al mondo confermandolo anche per il 2015 come miglior birrificio austriaco. 
Da qualche mese Bevog ha affiancato alle bottiglie anche le lattine; in questo formato che va ora tanto di moda è disponibile anche la linea sperimentale chiamata "Who Cares  Editions". Da quanto ho capito si tratterebbe di qualcosa simile ai prototipi di BrewDog: produzioni occasionali con le quali viene poi richiesto il feedback dei bevitori al fine di valutarne l'entrata in produzione stabile. Sono già una dozzina le birre realizzate, incluse quattro single-hop IPA con luppoli sperimentali, IPA, Double IPA, una paio di Session IPA, una Smoked Pils e un paio di Stout.

La birra.
Debutta come esperimento nel 2015 "la IPA del taglialegna", Lumberjack IPA, ed è poi stata replicata in lattina anche quest'anno: non sono stati rivelati i luppoli utilizzati. Sulla lattina è stata poi applicata l'etichetta, un'ottima opzione per chi le colleziona.
Il suo colore ricorda quello delle IPA West Coast: tra il dorato e l'arancio, velato ma brillante e luminoso, con un bel cappello di schiuma bianca, fine e cremosa, dall'ottima persistenza. L'aroma risulta ancora abbastanza fresco e regala un bouquet elegante nel quale trovano posto pompelmo, ananas e mango, con aghi di pino in secondo piano; la pulizia è buona, anche se non è il cocktail di frutta più accattivante che mi sia mai capitato d'annusare. Decisamente più convincente il gusto, nel quale l'abbondante luppolatura è sorretta da una base maltata leggermente biscottata a supporto di un ricco fruttato che richiama di nuovo il mango, l'ananas e il pompelmo; l'amaro sale progressivamente di livello sino a divenire assoluto protagonista del finale, con pungenti note resinose ed una lieve speziatura. Bene la sensazione palatale, morbida e con poche bollicine, con l'alcool (6%) molto ben nascosto a consentire una notevole facilità di bevuta: una IPA davvero gradevole e molto ben fatta, secca e pulita, che si congeda con un lungo retrogusto amaro, intenso quanto basta da non saturare mai il palato e mantenere un ritmo di bevuta piuttosto elevato.
Formato: 33 cl., alc. 6.03%, scad. 15/01/2017, 4.00 Euro (beershop, Italia).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

2 commenti:

  1. Ciao, potresti gentilmente divulgare il beershop il cui è stata acquistata questa birra? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, qui:
      https://m.facebook.com/wildhops.rubiera/

      Elimina