sabato 26 gennaio 2013

Buskers Devochka

Torniamo ad incontrare i Buskers, progetto "itinerante", secondo la loro propria definizione, che abbiamo presentato in questa occasione. Questa volta la collaborazione è con Extraomnes, situato nella provincia (belga) di Marnate (Va); va da sé che una bottiglia uscita dalle porte di Marnate si porti dietro forti legami con la tradizione brassicola belga; ma il nome Devochka è prima di tutto un omaggio allo Stanley Kubrick di Arancia Meccanica. Nel personale linguaggio dei drughi kubrickiani, "devochka" significa "ragazza"; molto bella la surreale etichetta (cane volante a due teste e tentacoli), realizzata da Felideus. Per la ricetta sono stati impiegati malti Pils e Cara, lievito Trappist e, tra i luppoli utilizzati, c'è l'E.K. Goldings per l'amaro ed il Centennial in dry hopping. All'aspetto è di color oro carico, velato; la schiuma, generosa, è leggermente "sporca", cremosa e molto persistente. L'aroma è molto pulito ed elegante: agrumi (arancio e mandarino), pesca bianca, ci sembra anche d'intercettare qualche sentore di frutti di bosco rossi (fragola e lampone?), spezie. La carbonazione abbastanza contenuta ci sorprende un po'; per il resto è una birra dal corpo medio che ha una buona morbidezza in bocca. Il gusto ci sembra più muscoloso e meno raffinato dell'aroma: leggera entrata di biscotto, seguita da un fruttato dolce e sciropposo molto intenso (arancio e pesca gialla), caramello; "a rimorchio" arriva un amaro deciso, erbaceo e pepato, a punzecchiare la bocca venendo un po' in soccorso di una carbonazione bassa. Bella chiusura secca, a ripulire completamente il palato, seguito da un retrogusto che ricalca l'amaro descritto in precedenza. L'alcool (8.8%) è molto ben nascosto, portando un leggero tepore etilico solo a fine corsa. Si tratta di una belgian strong ale molto luppolata ("let there be hop", recita in un angolo l'etichetta) che, giusto per dare un'idea a chi fosse interessato a provarla, si potrebbe vagamente accomunare alla Chouffe Houblon, alla Urthel Hop-It o alla Troubadour Magma. Formato: 33 cl., alc. 8.8%, lotto 168 12, scad. 01/2014,  prezzo 4.30 Euro (beershop, Italia).

3 commenti:

  1. Appena bevuta. Birra molto buona e molto ben fatta, anche se ultimamente ho perso un po' il feeling con le luppolature massicce come quella di questa birra. Qualche mese fa bevvi l'imperial zest e, se non ricordo male, non era troppo differente da questa...confermi o sto vaneggiando?

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    1. io le trovo abbastanza diverse :)
      a parte la beviibilità "killer" dell'imperial zest, superiore a questa... come il nome (Zest) suggerisce gli agrumi nella imperial zest sono molto più evidenti.
      Se non erro cambia anche il lievito usato: Trappist per Devochka, Saison per la Zest.

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  2. Hai sicuramente ragione tu...la prossima volta le prendo entrambe così me le bevo a pochi giorni una dall'altra...dopo mesi è difficile fare un paragone valido, oppure devo solamente affinare i miei sensi! :-)

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