venerdì 28 ottobre 2016

CRAK - Hop Series: Citra, Mosaic IPA 12.SET.2016 & Amarillo, Citra, Columbus, Wolf Double IPA 26.SET.2016

Mancava sul blog da oltre un anno il birrificio padovano CR/AK, evoluzione della ex-beerfirm Olmo che ha aperto i battenti nel marzo 2015 a Campodarsego; lo fondano Anthony Pravato  ed il birrario Marco Ruffa (esperienze a Buxton e Brewfist). Sin dagli esordi CR/AK ha giustamente insistito molto sull’importanza di bere la birra fresca, ovvero giovane: data d’imbottigliamento sull’etichetta delle bottiglie e sui medaglioni dei fusti, shelf life iniziale di dodici mesi che è stata poi ridotta a sei.
In questa direzione va anche la Hop Series, birre prodotte occasionalmente con un diverso mix di luppoli selezionando “i migliori a disposizione”:  un’operazione che richiama l'intera produzione The Kernel, birrificio inglese che da sempre produce leggere variazioni della stessa IPA.  Oltre a data d’imbottigliamento e shelf-life a sei mesi, CRAK s’impegna a garantire la catena del freddo, ovvero a far sì  che la birra  “sia sempre refrigerata, da quando lascia il nostro birrificio fino alla vostra pinta”; benissimo il trasporto refrigerato, essenziale nei mesi estivi, più difficile fare in modo che i rivenditori mantengano sempre fusti e bottiglie in frigorifero. La Hop Series viene inaugurata a giugno 2015 con una Hoppy Saison ed è poi continuata con svariate declinazioni dello stile IPA (Session, Double). Molto pulite e minimali le etichette, con una grafica semplice ma efficace ad opera dello studio Dry Design, curatore della visual identity di CRAK sin dagli esordi.

La birra.
Due le Hop Series che mi sono capitate tra le mani. Partiamo dalla HS08, una IPA (6.5%) prodotta con Citra e Mosaic e imbottigliata il 12 settembre 2016. Dorata ed appena velata, regala un bella schiuma bianca fine e compatta dall'ottima persistenza e soprattutto un bel bouquet olfattivo, fresco, pulito, intenso, elegante: cedro, pompelmo, limone sono in prima fila incalzati da ananas, passion fruit, melone retato. Le poche bollicine e il corpo medio la rendono morbida e scorrevole, a voler essere pignoli potrebbe essere un pochino più leggera a livello di sensazione tattile. Al palato c'è quasi perfetta corrispondenza con l'aroma: la leggera base maltata (crackers, miele) supporta senza reclamare spazio la frutta tropicale e, in successione, gli agrumi che diventano protagonisti della bevuta fino al finale amaro, più erbaceo che resinoso a dire la verità, ben arricchito da note zesty e da un'inatteso ritorno di cereale. Molto pulita anche in bocca, la freschezza esalta la generosa luppolatura; le manca forse ancora un pelino di secchezza e soprattutto un po' di nerbo in più a fine corsa, dove l'intensità cala anziché premere sul pedale dell'acceleratore dell'amaro. IPA comunque ben fatta, pulita, alcool ben nascosto, un po' accomodante e indubbiamente molto piacevole da bere.

Alziamo l'asticella stappando la Double IPA Amarillo, Citra, Columbus, Wolf (8%), nata lo scorso 26 settembre. Il suo colore si colloca a metà strada tra il dorato ed il ramato: poco generosa e un po' grossolana è invece la schiuma, che si dissolve abbastanza rapidamente. L'aroma non è esplosivo ma elegante e molto pulito; pompelmo, arancia sanguinella, ananas e melone ne costituiscono la spina dorsale. La frutta è zuccherina e matura, dolce, ben valorizzata dalla freschezza. Come per la IPA, plaudo anche qui alla scelta del birraio di privilegiare malti chiari senza indulgere nel caramello, appena percepibile. Sono miele e biscotto a sostenere l'abbondante luppolatura che ripercorre il percorso aromatico con identica pulizia e freschezza; anche qui la chiusura amara (resina) non è particolarmente incisiva, sebbene sia enfatizzata da un discreto calore etilico che aiuta ad asciugare il dolce della birra. Anche qui, a fine corsa, compare a sorpresa una nota di cereale. La secchezza è buona, l'alcool non è nascosto alla maniera delle migliori DIPA della West Coast ma la bevibilità rimane comunque ottima: una DIPA bilanciata, ben fatta e, senza indulgere troppo nell'amaro, accomodante al palato come la sua sorella minore. Un bel passo avanti rispetto alla più caramellosa Double IPA della casa, la Perfect Circle.
Nel dettaglio: 
CRAK - HOP Series - Citra, Mosaic / 12.SET.2016, 33cl., alc. 6.5%, imbott. 12/09/2016, scad. 12/03/2017, prezzo indicativo 4.00/4.50 Euro (beershop)
CRAK - HOP Series - Amarillo, Citra, Columbus, Wolf / 26.SET.2016, 33 cl., alc. 8%, imbott. 26/09/2016, scad. 26/03/2017, prezzo indicativo 4.50/5.00 Euro (beershop).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

3 commenti:

  1. Al momento uno dei miglior 5 birrifici italiani, tutte le birre bevute mostrano un equilibrio perfetto

    RispondiElimina
  2. Mi piacerebbe molto leggere su queste pagine una recensione della birra che hanno fatto in collaborazione con il Birrificio Italiano, la Fresh is more, nella declinazione ale prodotta alla Cr/ak.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se la trovo volentieri, ma non l'ho ancora vista dalle mie parti

      Elimina