mercoledì 13 aprile 2016

Canediguerra / Anspach & Hobday: English IPA

Che India Pale Ale sia stato lo stile che ha maggiormente caratterizzato la Craft Beer Revolution è un dato di fatto innegabile: le interpretazioni americane di questo stile (che visse il suo momento di gloria in Inghilterra nella  metà del diciannovesimo secolo per poi quasi scomparire a partire dalla metà del secolo successivo) sono state negli ultimi dieci anni a loro volta re-interpretate in Europa e in ogni altro paese attraversato dai fermenti della cosiddetta birra artigianale. I luppoli americani sono  i protagonisti della scena e quando bevete oggi una India Pale Ale  si tratta nove volte su dieci di una American IPA.  
Le English IPA sono sopravvissute al rischio estinzione ma non godono di grossa salute neppure nella loro madrepatria: i numerosi microbirrifici inglesi che stanno partecipando alla Craft Beer Revolution britannica offrono (quasi?) esclusivamente American IPA. 
Tra questi protagonisti c’è anche Anspach & Hobday, birrificio attivo a Londra da marzo 2014 nel "beer mile" di Bermondsey dove a poca distanza l’uno dall’altro trovate Kernel, Partizan, Brew by Numbers, Fourpure e sicuramente ne sto dimenticando qualcuno. Jack Hobday e Paul Anspach sono amici dai  tempi dell’asilo e, oltre ad essere musicisti, hanno in comune la passione per l’homebrewing poi trasformata in una professione grazie ad un finanziamento su Kickstarter.
A gennaio 2016  Paul Anspach  si reca ad Alessandria per realizzare una birra assieme al birraio Allo Gatti del Birrificio Canediguerra; onore al coraggio dei birrai che decidono di produrre proprio una English IPA andando controcorrente rispetto alla moda imperante dei luppoli americani. La birra viene poi presentata alla fine di febbraio durante il Beer Attraction di Rimini; Jack Hobday, l’importatore italiano del birrificio londinese ed Alessio Gatti presentano poi la birra nel corso di serate a tema che vengono organizzate in alcuni locali italiani. Non sono molte le English IPA realizzate in Italia: mi viene in mente un’altra collaborazione, la Suburbia nata dall’incontro tra Toccalmatto e Birra Perugia, e la Titty Twister di Tre Pupazzi. Sicuramente ce ne sono altre, e se vi vengono in mente fatemelo sapere nei commenti, grazie.

La birra.
Malto Maris Otter, luppoli Fuggle e Challenger per una birra che si presenta dorata e velata nel bicchiere; ottima la persistenza della schiuma bianca, cremosa e molto compatta. L'intensità dei profumi è abbastanza modesta ma qui non sono previsti quei livello ai quali i dry-hopping delle American IPA ci hanno ormai abituato: ci sono profumi floreali, terrosi, un tocco di marmellata d'arancia. Ottima la sensazione palatale con l'alcool (6%) molto ben nascosto, corpo medio e una carbonazione abbastanza contenuta. Il gusto apre con lievi note biscottate subito incalzate dall'amaro terroso e vegetale dei luppoli inglesi; l'unica concessione fruttata ricorda di nuovo la marmellata d'agrumi, raggiungendo una corrispondenza quasi perfetta con l'aroma. L'amaro è intenso, elegante e molto pulito, con un effetto a tratti quasi rinfrescante portato da qualche accenno che mi ha ricordato la menta. Scordatevi le ruffianerie tropicali e le smancerie tipiche dei luppoli americani o pacifici: qui siamo in Inghilterra, con una English IPA semplice ma sincera, molto ben eseguita e molto pulita che forse non otterrà un grande successo tra le "teste di luppolo" ma che consiglio a tutti di assaggiare anche solo per la semplice curiosità di provare una fedele interpretazione di uno stile inglese che ormai è sempre più difficile da incontrare.
Formato: 33 cl., alc. 6%, IBU 60, lotto 160470, scad. 15/02/2017, 4.50 Euro (beershop, Italia).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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