lunedì 11 aprile 2016

Hoppin’ Frog DORIS The Destroyer

Potrebbe sembrare il nome di una gentile creatura femminile: Doris o Doride significa “donna dei Dori”, tribù greca che occupava il Peloponneso ed il cui termine è collegato al personaggio di Doro;  nella mitologia greca Doride era la madre delle Nereidi, le ninfe che vivevano nel mare. Ma in questo caso D.O.R.I.S. altro non è che un acronimo per Double Otmeal Russian Imperial Stout: si tratta di una massiccia imperial stout all’avena prodotta dal birrificio Hoppin' Frog,  creatura del birraio  Fred Karm e attivo dal 2006 in quel di Akron, Ohio; qui il suo breve profilo storico. 
“DORIS la distruttrice” è una versione ulteriormente potenziata di un’altra imperial stout di Hoppin Frog, “BORIS The Crusher”, la cui versione invecchiata in botti di Whiskey era transitata un po’ di tempo fa su queste pagine. Se Boris “schiaccia”, con il suo carico da 9.4% ABV, Doris “distrugge” spingendosi sino a 10.5%; le due birre ottengono grande successo stazionando stabilmente in cima alle classifiche dei vari siti di beer-rating da molti anni.
E l’idea di Fred Karm sarebbe di produrne ancora più potenti, ma la legislazione dell’Ohio impone un limite massimo del 12% sul contenuto alcolico in percentuale per le birre prodotte o bevute all’interno dei confini dello stato. E’ da qualche anno che Karm ed altri produttori della Ohio Craft Brewers Association  si stanno battendo affinché questa barriera sia alzata al 18% o allo stesso valore (21%) concesso al vino; a fine 2015 le cose sembravano andare nella direzione giusta ma sono sorti alcuni problemi che potrebbero far scadere le tempistiche per l’approvazione della proposta di modifica di legge; se ciò avvenisse, bisognerebbe ricominciare tutto da capo. In particolare c'è l'obiezione sollevata dalla multinazionale MillerCoors (con stabilimenti produttivi a Cincinnati, proprio in Ohio) i quali sostengono che alzando il limite alcolico si creerebbe confusione nei consumatori che potrebbero non più associare il termine “birra” con quello di una “bevanda leggera per chi vuole bere con moderazione”.

La birra.
“Enjoy the darkness” recita l’etichetta ed in effetti il versare questa DORIS The Destroyer nel bicchiere spalanca le porte delle tenebre. Si tratta di un denso liquido nero che ricorda l’olio motore, e altrettanto scura e minacciosa è la generosa schiuma che si forma, cremosa ma a dire il vero rapida nello scomporsi e comunque dotata di una discreta persistenza. E proprio dalla schiuma emerge l’abbondante luppolatura utilizzata per produrre questa potente imperial stout: agrumi e resina danno il benvenuto per poi lasciare il posto alle intense tostature, al cioccolato fondente, al caffè, all’uvetta e al fruit cake, il tutto avvolto da una netta nota etilica. L’intensità riesce ad essere davvero notevole senza precludere un ottimo livello di eleganza e pulizia. La sensazione palatale è del tipo “ferro e piuma”: corpo pieno, poche bollicine, consistenza viscosa e densa ma c’è una patina superficiale morbida all'avena, quasi setosa, che accarezza il palato e ne agevola di molto lo scorrimento.  La bevuta risulta molto meno minacciosa e distruttiva di quello che il nome potrebbe far pensare: è una gran bella Imperial Stout questa, lussureggiante, ricca di caffè e ancora più ricca di eleganti tostature, bilanciate da un tappeto dolce di melassa e di cookie al cioccolato, liquirizia, fruit cake, frutta sotto spirito. La bevuta è inizialmente piuttosto dolce per poi venir bilanciata dall'amaro delle tostature e dalla generosa luppolatura che, oltre a ripulire il palato con le sue note resinose, apre anche a qualche spiraglio fruttato di agrumi. Finale quasi edonistico, nel quale convivono cacao amaro, caffè, tostature, cenere e una calda, lunga scia di frutta sotto spirito. L'alcool è molto ben gestito, facendosi sentire senza mai andare oltre le righe; detto dell'intensità, non resta che sottolineare l'elevato livello di pulizia per una birra complessa ma non complicata e assolutamente soddisfacente: è lei la protagonista indiscussa del vostro dopocena. Se la vedete su qualche scaffale di beershop, portatevela a casa, non ne resterete delusi: una birra che è "tante cose", ma sopratutto "belle cose".  
Formato: 65 cl., alc. 10.5%, IBU 70, lotto e scadenza non riportate.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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