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lunedì 17 febbraio 2014

Manerba Cinghios

Torniamo a parlare della Manerba Brewery, il ramo “brassicolo” della azienda Avanzi, produttrice di olio e di vino sulla riva occidentale del lago di Garda.  E’ in particolare Alessandro Avanzi, appassionato di birra, a creare il brewpub con annesso ristorante che s’affaccia, dal 1999, sulla strada statale che da Desenzano raggiunge Salò. La produzione ha fatto un netto passo in avanti con l’arrivo del birraio Alfredo Riva (esperienze in Germania ed Inghilterra), affiancato oggi anche da Riccardo Redaelli. Quasi un percorso obbligato, per chi si è fatto le ossa in Germania, misurarsi con le Weizenbock, versioni più alcoliche  delle classiche (Hefe)Weizen, da bere soprattutto nei mesi meno caldi dell'anno;  Manerba ne produce una già da un po’di tempo, disponibile al brewpub, ma è solo dallo scorso Luglio che la (Dunkel) Weizenbock prende un nome (Cinghios) e viene anche imbottigliata. E’ di colore marrone con riflessi ambrati, velata; la schiuma è esuberante, pannosa, color ocra, e forma il consistente cappello tipico delle Hefeweizen. L’aroma offre i classici sentori di banana matura, una delicata speziatura e, man mano che la birra si scalda, una lieve presenza di caramello e, mi sembra, anche di cenere.  Semplicità, con pulizia ed intensità. Il percorso prosegue al palato senza grosse variazioni: banana e caramello, qualche lieve nota di agrumi, frutta secca, ed un interessante finale nel quale emerge una leggera nota di cioccolato. 
Merito di questa Cinghios è di allontanare subito il rischio di stucchevolezza (banana matura + caramello) che purtroppo affligge molte  Weizenbock o Dunkelweizen; non è certamente una birra amara, ma piuttosto ben bilanciata dall’acidità del frumento, che la rende dissetante e molto scorrevole, e da un bel finale secco.  La banana (amore e odio di molti birrofili) è molto più presente al naso che in bocca, dove c’è invece un bell’assortimento di caramello, frutta secca, banana e cioccolato al latte ed un retrogusto con un timido warming etilico. Corpo leggero, poche bollicine, si beve con grande  facilità, nonostante l’etichetta la descriva come una birra “piena, calda, avvolgente”:  è proprio sul fronte dell’intensità che secondo me si poteva osare di più e che la birra ne esce leggermente ridimensionata.  Questa Cinghios, dal livello già ampiamente soddisfacente, potrebbe diventare (con le dovute differenze),  una sorta di  Aventinus (Schneider) italiana e riscaldare davvero le fredde serata d’inverno, se solo acquistasse un po’ più di coraggio e di vigore. Formato: 50 cl., alc. 6.3%, scad. 22/10/2014

mercoledì 4 aprile 2012

Kuchlbauer Alte Liebe

"Alte Liebe", il "vecchio amore" è il nome della dunkelweizen prodotta dal birrificio zum Kuchlbauer di Abensberg (Baviera). Etichetta un po' kitsch, con due putti ben nutriti che rimandano alla pittura italiana del cinquecento. Si presenta di color ambrato, torbido, con un cappello di schiuma non molto persistente ma abbastanza fine, ocra. Il naso è ricco di banana (molto) matura, in secondo piano leggeri sentori di chiodi di garofano, caramello, con una sottile nota acidula donata dal frumento. Assoluta coerenza in bocca, con tanta banana e caramello, un po' di spezie, una leggera acidità molto rinfrescante ma non molto ripulente; a fine bevuta la bocca rimane sempre un po' "impastata". Leggera di corpo e mediamente carbonata, si lascia ovviamente bere molto facilmente e si congeda con altrettanta rapidità, lasciando un retrogusto leggermente dolce di banana. Birra sufficiente ma con un predominio pressochè totale di banana, che tende a coprire ogni altro elemento rendendola poco bilanciata. Sinceramente non ci ha proprio entusiasmato; a sua discolpa la permenenza per qualche mese in cantina che non le ha certamente giovato. Formato: 50 cl., alc. 5.2%, lotto 5, scad. 05/2012, prezzo 0.87 Euro.

sabato 3 marzo 2012

Stadlbräu Oberhaching Kybier

Le note di etichetta la descrivono come „una specialità completamente nuova: brassata come un Altbier, luppolata come una pils, fermentata come una Weißbier”. Ma i frequentatori del birrificio/brewpub con imprescindibile “biergarten” Stadlbräu di Oberhaching, una quindicina di chilometri fuori Monaco, la chiamano la “Guinness bavarese” (sic), secondo quanto racconto il mastro birrario e proprietario Robert Prinz. L’aspetto non è esattamente quello di una stout, comunque: ambrato carico, quasi marrone, opalescente; schiuma fine e pannosa, molto persistente. Naso quasi assente, a fatica riusciamo a cogliere qualche sentore di toffee e di tostatura. La struttura è quella tipicamente bavarese; corpo leggero, media carbonatazione, una texture acquosa per garantire sempre una grande facilità di bevuta. C’è sostanziale corrispondenza con l’aroma; caramello, malto tostato, una nota amaricante erbacea a chiudere il cerchio. Leggermente astringente, lascia un retrogusto corto amaro, terroso e leggermente tostato. Potrebbe assomigliare ad una dunkelweizen (e Ratebeer la classifica come tale) ma l'apporto del frumento, almeno in questa bottiglia, è davvero impercettibile. Se ne va molto rapidamente, senza però lasciare un gran ricordo di sè con un aroma ed un gusto che non spiccano; senz'altro penalizzata dalla versione in bottiglia, peraltro prossima alla scadenza, che la grande distribuzione non ha forse trattato con i guanti. Per provarla "al top", non resta che imboccare l'autostrada del Brennero e dirigersi a nord. Formato: 50 cl., alc. 5.3%, lotto "D", scad. 04/2012, prezzo 0.93 Euro.

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english summary:
Brewery: Stadlbräu Oberhaching, Oberhaching, Bavaria, Germany
Style: dunkelweizen
Appearance: hazy red brown color with a creamy and lasting off-white head. Aroma: very light toffee, roasted malt. Mouthfeel: light body, medium carbonation, watery texture. Taste: caramel, roasted malt, grassy hoppy bitterness. Very dry with a light astringency. Short earthy and roasted bitter aftertaste. Overall: according to the brewery description, this beer is “brewed as an Altbier, hoppy as a pils, fermented as a Weizen” or, as the brewpub customers call it, “the bavarian Guinness”. Quite not anything like that. Quite similar the dunkelweizen-style, yet we did not find any wheat character in it. Very drinkable – as most of Bavarian beers – but not very tasteful, at least in this bottle. 50 cl., 5.3% ABV, batch “D”, BBE 04/2012, price 0.93 Euro.

domenica 7 marzo 2010

Mylius-Erichsen Hvede Nioghalvfjerdsfjorden

Il Mylius-Erichsen Bryghus è un micro birrificio che ha sede a Ringkøbing, piccolo paese dello Jutland danese sull’omonimo – e famoso – fiordo. Il nome del birrificio è in onore di Ludvig Mylius-Erichsen, famoso scienziato, scrittore e giornalista che capeggiò la spedizione danese nella ancora inesplorata zona orientale della Groenlandia. Partirono nel 1906 con 6.000 bottiglie di birra al seguito e non ci è dato di sapere quante bottiglie erano rimaste ancora chiuse prima della loro sfortunata morte avvenuta nell’autunno del 1907. Abbiamo anche avuto il piacere di pranzare in questo birrificio, situato appena al di fuori dell’isola pedonale, in una grazioso edificio del 1900. Gli impianti produttivi si trovano nel seminterrato.