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sabato 7 gennaio 2017

A.D. 2016: un anno di UBAG

Anche quest'anno il primo post dell'anno nuovo è dedicato ad un breve riassunto di quello che si è appena concluso: è il momento di tirare le somme divertendosi con i numeri. 
Ricordo che queste "classifiche" non sono una lista di buoni e di cattivi e non vogliono tanto meno essere una guida alle migliori o alle peggiori birre del mondo: è semplicemente un riassunto del 2016 di Unabirralgiorno.  Ho assegnato alle birre un "voto"  (cosa che non troverete mai nei post quotidiani) solo per poter redigere queste graduatorie e ricordarmi le migliori bevute dell'anno.  Questo non è un concorso nel quale giudico l'appartenenza allo stile: se una birra è fuori stile ma è buonissima, riceverà comunque un'elevata valutazione. Il "voto" dato riguarda esclusivamente la bottiglia in questione, della quale riporto sempre lotto e/o scadenza; superfluo ribadire che l'elenco comprende solo le birre bevute nel corso del 2016. I grandi assenti lo sono semplicemente perché non li ho bevuti nell'anno che ci ha appena salutato.
Per vostra comodità ecco i link diretti alle statistiche degli anni 201520142013 e 2012.  

Cominciamo come al solito dai dati generali: sono state 327 le birre ospitate su blog nel 2016. Viene quindi superato il record del 2014 (309 birre), mentre l'anno scorso erano state 301; il numero è in parte spiegato da diversi post nei quali ho messo a confronto più birre, a volte anche sei alla volta. Confronti che influiscono anche sui litri effettivi di birra bevuta: sarebbero 138,27 (37,8 cl. al giorno) ma ovviamente quasi tutte le bottiglie di birre industriali messe a confronto tra di loro non sono state bevute per intero. I litri sarebbero dunque in aumento rispetto allo scorso anno (132,12) ma non raggiungono la vetta del 2012 (148,48 litri) nel quale ho evidentemente esagerato con il formato 75 cl. Per darvi un termine di paragone, ricordo che il paese europeo con il più alto consumo pro capite di birra (dato 2015) è sempre la Repubblica Ceca con 143 litri a testa, seguita da Germania (106), Austria (105), Polonia (98) e Lituania (92) l'Italia è ferma all'ultimo posto assieme alla Francia, con solo 31 litri a testa. Datevi da fare per farci guadagnare posizioni in classifica, io il mio contributo lo sto già dando! La media della percentuale alcolica in volume delle birre bevute è stata 7.1%, dato pressoché immutato dal 2012. 
Stili e categorie: le più presenti sul blog sono state le IPA, che ritornano al primo posto dopo essere state scalzate dalle SAISON nel 2015; ne ho bevute 59 (sei in più del 2013, anno record). Al secondo posto ci sono IMPERIAL STOUT/PORTER (36 birre) seguite da SAISON (32) e STOUT/PORTER (30).  L'Italia si conferma ancora una volta la nazione più bevuta con 78 birre (erano state 89 nel 2015) seguita da Stati Uniti (59), Germania (51) e Belgio (44).
Il costo medio al litro delle bevute 2016 è stato di Euro 12.09, dato praticamente invariato dal 2013: si tratta di un dato relativamente poco significativo in quanto generato da birre molto diverse tra di loro e acquistate in differenti luoghi e paesi. Ma moltiplicate 12,09 per 138 litri e avrete un'idea del conto finale per dodici mesi di una passione per nulla economica. 
Scendiamo al livello di singoli birrifici: Rittmayer è stato a sorpresa il più presente sul blog con otto birre, seguito da un manipolo di birrifici a quota cinque: Amarcord (e le numerose birre prodotte per i discount), Brasseria della Fonte, Buxton e Pöhjala. 

E veniamo ora alla parte più interessante: quali sono state le migliori birre bevute nel 2016? Eccole qui (cliccate sulle tabelle per una miglior visualizzazione):

Due birrifici piazzano due birre all'interno della Top 10 (che per accorpamento di punteggio diventa una "Top 12"): De Dolle, con due vintage sublimi, e la sorpresa Stigbergets, birrificio svedese da poco arrivato anche in Italia con IPA freschissime e davvero degne di nota. L'unico italiano presente è Loverbeer, garanzia di qualità: per trovarne altri (Extraomnes e la sorpresa Ritual Lab) bisogna allargare alla Top 27.  
Per quel che riguarda lo stile, tra le migliori 27 birre ci sono 6 "acide", 4 IPA, 3 saison e 2 imperial stout. 8% la gradazione alcolica media di queste birre, con un costo medio al litro di 19,69 Euro, decisamente superiore rispetto alla media e parzialmente giustificato dal passaggio in legno che molte di queste birre hanno effettuato. 

Se guardiamo esclusivamente all'interno dei nostri confini, ecco le 20 birre italiane bevute nel corso del 2016 che mi sono piaciute di più:

Sono Hammer  ed Extraomnes i protagonisti, con due birre a testa tra le prime nove. Noto con piacere la presenza di ben tre birre al di sotto della soglia di "sessionabilità" (4.5% ABV), a dimostrazione che - contrariamente a quanto di solito esprimono i siti di beer rating - non è necessario alzare l'asticella dell'alcool per impressionare il bevitore.  

Detto del meglio, passiamo anche rapidamente in rassegna quello che mi è piaciuto di meno

Come vedete è un monologo di birre industriali; i prodotti "artigianali" presenti (LX - Portogallo, Giesinger e Camba - Germania, Deb's e Gambolò - Italia) sono finiti tra i "cattivi" a causa di bottiglie infette o difettate. Ma visto che i soldi utilizzati per comprarle erano buoni, mi sembrava comunque doveroso includerle tra le cattive. Mi rivolgo sopratutto a Deb's: tutte e due le birre che ho bevuto sono finite nel lavandino: qui c'è da lavorare parecchio. 

Diamo un rapido sguardo anche alle birre più care bevute nel 2016: il dato va preso con le molle, visto che gli acquisti vengono fatti in luoghi e in paesi diversi, non sempre nella stessa tipologia di rivenditore (pensate alla differenza tra beershop, supermercato e bar):

Sette birre su nove sono barricate, a giustifica parziale del prezzo premium. Sono escluse solo la collaborazione Buxton/Omnipollo, con la beerfirm svedese che non è affatto a buon mercato, e la massiccia Wee Heavy di AleSmith, importata dagli USA. Sono state comunque tutte ottime bevute, ad eccezione della deludente PX di Hopperbrau che ho trovato in una bottiglia con molti problemi.

All'estremo opposto (birre più economiche), dominano le birre industriali e quelle del discount; in alternativa c'è sempre la Germania, dove in loco potete trovare birre dall'ottimo rapporto qualità/prezzo:

Per terminare eccovi una rapida carrellata dei "migliori" per le principali categorie bevute, la lista potrebbe esservi utile se dovete fare qualche acquisto. La classificazione di riferimento è sempre quella stabilita da Ratebeer:

- miglior AMERICAN PALE ALE (su 19 bevute nel 2016) Toppling Goliath PseudoSue (45/50)
- miglior BALTIC PORTER (5): Gigantic Saboteur Baltic Porter (39/50)
- miglior BELGIAN ALE (5): Le Trou du Diable Albert 3 (43/50)
- miglior BELGIAN STRONG ALE (19): De Dolle Stille Nacht Special Reserva 2005 (46/50)
- miglior BLACK IPA (4): Pöhjala Pesakond Black Forest IPA  (41/50)
- miglior DOPPELBOCK (3): Weissenoher Bonator (40/50)
- miglior DOUBLE IPA (9): Hammer Killer Queen (42/50)
- miglior IMPERIAL STOUT/PORTER (36): Deschutes The Abyss 2013 (46/50)
- miglior INDIA PALE ALE (59): Amazing Haze IPA e West Coast IPA di Stigbergets (44/50)
- miglior PILSNER (5): Birrificio Italiano Delia (42/50)
- miglior QUADRUPEL (5):  Achel Extra Bruin  (41/50)
- miglior SAISON (32): LoverBeer Saison De L'Ouvrier Cardosa 2015 (44/50)
- miglior STOUT/PORTER (30): Anspach & Hobday The Porter (43/50)
- miglior TRIPEL (5): Unibroue La Fin du Monde (43/50)
- miglior SCOTCH ALE (5): AleSmith Wee Heavy Scotch Ale (42/50)
- miglior SOUR/WILD/ACIDA (16): Russian River Consecration (48/50)
- miglior WEIZENBOCK (5): Schneider Weisse Tap 5 Meine Hopfen-Weisse (41/50)

Ecco tutto il 2016 in un comodo file PDF:

I miei consigli per gli acquisti? 
- oltre i 45 punti: capolavori, birre da bere almeno una volta nella vita
- da 40 a 44 punti: grandi birre, da cercare e comprare assolutamente
- da 35 a 39 punti: birre ottime/molto buone, comprare se vi capitano a tiro
- meno di 35 punti: birre buone o discrete, ma non uscirei di casa a cercarle
- meno di 24 punti: bottiglie che ho trovato con evidenti problemi o che proprio non mi sono piaciute

Stanchi dei numeri? Non preoccupatevi, tra qualche giorno si riparte per un nuovo anno di birra!

martedì 5 gennaio 2016

A.D. 2015: un anno di UBAG

L'anno nuovo 2016 inizia come consuetudine con uno sguardo retrospettivo su quello appena concluso; una veloce rassegna di quanto bevuto divertendosi un po' a giocare con i numeri. 
Al solito, devo iniziare con alcune precisazioni: queste "classifiche" non sono una lista di buoni e di cattivi e non vogliono tanto meno essere una guida alle migliori o alle peggiori birre del mondo. Mi tocca assegnare un "voto" alle birre (cosa che non troverete mai nei post quotidiani) solo per comporre le graduatorie e per ricordare la piacevolezza di una bevuta. Questo non è un concorso nel quale si giudica l'appartenenza allo stile: se una birra è fuori stile ma è buonissima, riceverà comunque un'elevata valutazione. Il "voto" dato riguarda esclusivamente la bottiglia in questione, della quale riporto sempre lotto e/o scadenza; superfluo ribadire che l'elenco comprende solo le birre bevute nel corso del 2015; quelle che mancano, le "grandi assenti", non sono state semplicemente bevute. Per vostra comodità ecco i link diretti alle statistiche degli anni 2014, 2013 e 2012
Iniziamo con qualche dato generale: 301 le birre passate per il blog nell'anno appena concluso, un numero simile a quello del 2014 (309) e sempre superiore alle 269 del 2013. Si tratta di 132,12 litri di birra ossia 36 cl. al giorno (nel 2013 erano stati 139,58 litri). Per darvi un termine di paragone, ricordo che il paese europeo con il più alto consumo pro capite di birra (dato 2013) è la Repubblica Ceca con 144 litri a testa, seguita da Germania (107), Austria (106) e Polonia (96); l'Italia rimane agli ultimi posti con circa 29 litri a testa. Datevi da fare, dunque: io sto già contribuendo abbastanza.  La media della percentuale alcolica in volume delle birre bevute è stata 7.2%, quasi uguale al 2014 (7.3%) e agli anni precedenti (7%). 
Stili e categorie: per il primo anno le IPA non sono al primo posto in quanto birre più bevute nel corso del 2015. Sono state scalzate dalla vetta dalle SAISON: ne ho bevute 43 (nel 2014 erano state 24), delle quali 15 prodotte da birrifici belgi e 14 da americani. Le INDIA PALE ALE (33 birre, erano 53 nel 2014) condividono il secondo posto con le IMPERIAL STOUT (33). Ricordo che utilizzo la classificazione di Ratebeer: il sito mantiene la differenza tra STOUT e PORTER, cosa che non mi trova d'accordo ma tant'è. Se alle 33 Imperial Stout aggiungiamo le 4 IMPERIAL PORTER, il secondo posto (37 birre) spetterebbe a loro. Seguono BELGIAN STRONG ALE (26) e BELGIAN ALE (16). 
L'Italia come sempre si mantiene la nazione più rappresentata, nonostante l'endemico problema del prezzo: 89 quelle bevute (111 nel 2014, -20%); al secondo posto sale il Belgio con 58 birre (33 nel 2014, +76%), terzi gli Stati Uniti con 40 (vs 52). Il costo medio al litro delle bevute 2015 è stato di Euro 12.39, quasi invariato rispetto a quello degli ultimi due anni: si tratta di un dato relativamente poco significativo in quanto generato da birre molto diverse tra di loro e acquistate in differenti luoghi e paesi. Ma moltiplicate 12,39 per 132 litri e avrete il conto finale per dodici mesi di una passione per nulla economica. 
Scendiamo al livello di singoli birrifici: Amager (Danimarca) e Buxton sono passati ben 8 volte ciascuno sul blog, incalzati da Toccalmatto e Stillwater (USA) a quota 7; seguono Extraomnes e Doctor Brew (Polonia) a 6 e Birra Perugia a 5. 
E veniamo ora alla parte più interessante: quali sono state le migliori birre bevute nel 2015? Eccole qui (cliccate sulle tabelle per una miglior visualizzazione).

Nessun birrificio piazza più di una birra nella Top 10, ma la Top 20 (che per accorpamento di punteggio diventa una "Top 28") include due birre a testa di Amager, De Dolle, De Struise e Prairie. Sono dunque questi i "migliori" birrifici del 2015.  Protagonisti assoluti gli Stati Uniti: delle 40 birre bevute nel 2015, ben 6 entrano tra le migliori 10 e 11 birre nella Top 28. L'Italia si ferma a 4 tra le migliori 28, con il "primo" posto della Xyauyù di Baladin; il Belgio ne piazza 2 nella Top 10 e ben 8 nella Top 28. 
Per quel che riguarda lo stile, tra le migliori 28 birre ci sono 7 Imperial Stout/Porter, 6 Saison e 5 "acide". 8.9% la gradazione alcolica media, decisamente superiore rispetto alla media: un numero che conferma quanto espresso dai vari siti di Beer-rating, dove le birre che ottengono punteggio più elevato sono spesso anche le "più alcoliche". 19,15 Euro il costo medio al litro, parzialmente giustificato dall'affinamento in legno" che ha caratterizzato ben 7 delle prime 11 birre. 
Se guardiamo esclusivamente all'interno dei nostri confini, ecco le 20 birre italiane bevute nel corso del 2015 che mi sono piaciute di più:
E' ancora Extraomnes, come nel 2014, il protagonista: 4 (su 6 in totale) le birre piazzate nella Top 20, seguito da Toccalmatto a 3 (su 7) e quindi Menaresta (en plein, 2 su 2!) e Birrificio del Ducato. Da notare anche l'exploit di due birrifici appena "nati" (Hammer e Canediguerra) ma già annoverati tra le migliori sorprese dell'anno. 7,4% l'ABV medio delle dieci migliori birre italiane del 2015 e  un prezzo medio al litro di 19.76 Euro, ma solo 3 birre nella Top 10 hanno avuto un "passaggio in legno".
Detto del meglio, passiamo anche rapidamente in rassegna quello che mi è piaciuto di meno:



Come vedete è un monologo di birre industriali; gli unici prodotti "artigianali" presenti (Toccalmatto, Mad Hatter e l'ungherese Horizont) sono finiti tra i "cattivi" a causa della cosiddetta  "bottiglia sfortunata". 
Diamo un rapido sguardo anche alle birre "più care" bevute nel 2015: il dato è questa volta significativo dato che le prime cinque birre, tutte barricate, sono state da me acquistate nel loro paese di origine.


All'estremo opposto, discount e industriali escluse, c'è il solito monopolio tedesco tra le birre più economiche.


Molte birre sono state acquistate direttamente in Germania; si può accusare finchè si vuole la tradizione tedesce di essere "noiosa", ma quando con due euro puoi bere - ad esempio - un litro di Andechser Doppelbock è una festa per il palato e per il portafoglio. Mi sto ovviamente riferendo al prezzo in bottiglia per acquisto in supermercati o altri negozi tedeschi: bere una birra tedesca alla spina in un pub italiano non rappresenterà un analogo sollievo per il vostro portafoglio.

L’ultima “classifica” è, come di consueto, quella (inutile) delle birre più alcoliche bevute:



Per terminare eccovi una rapida carrellata dei "migliori" per le principali categorie bevute, la lista potrebbe esservi utile se dovete fare qualche acquisto. La classificazione di riferimento, ripeto, è sempre quella stabilita da Ratebeer.

- miglior AMBER/RED ALE (su 4 bevute nel 2015): American Red Ale di Birra Perugia (punteggio 39/50)
- miglior AMERICAN PALE ALE (10): Re hop Fresh Hop di Toccalmatto (40/50)
- miglior BALTIC PORTER (5): Smuttynose Baltic Porter (44/50)
- miglior BELGIAN ALE (16): St Bernardus Extra 4 e Saints Devotion di Lost Abbey  (42/50)
- miglior BELGIAN STRONG ALE (26): Rochefort Trappistes 8 (2012) e De Dolle Arabier (43/50)
- miglior DOPPELBOCK (5): Andechser Doppelbock Dunkel (39/50)
- miglior HELLES/KELLER/ZWICKL (4): Mahrs Bräu Kellerbier Ungespundet Hefetrüb (41/50)
- miglior DOUBLE IPA (11): Shadow Pictures - Skyggebilleder, di Amager/Grassroots (41/50)
- miglior IMPERIAL STOUT/PORTER (37): Firestone Walker Parabola 2014 (46/50)
- miglior INDIA PALE ALE (33): Amager Batch 1000 e Todd The Axe Man di Amager/Surly (43/50)
- miglior PILSNER (9): La Grìgna di Lariano e Wąsosz Polka Pils (35/50)
- miglior QUADRUPEL (7):  Extraomnes Chien Andalou e Struise Pannepot 2009 (43/50)
- miglior SAISON (44): Saison Dupont Cuvée Dry Hopping 2015 (45/50)
- miglior STOUT/PORTER (19): Left Hand Milk Stout Nitro (43/50)
- miglior TRIPEL (6): Dulle Teve di De Dolle (43/50)
- miglior SCOTCH ALE (3): Birra Perugia Ila Scotch Ale (39/50)
- miglior SOUR/WILD/ACIDA (16):  Lost Abbey Cuvee de Tomme 2011, LoverBeer D'uvaBeer 2011 e Russian River Temptation (45/50)

I miei consigli per gli acquisti?
- oltre i 45 punti: capolavori, birre da bere almeno una volta nella vita
- da 40 a 44 punti: grandi birre, da cercare e comprare assolutamente
- da 35 a 39 punti: birre ottime/molto buone, comprare se vi capitano a tiro
- meno di 35 punti: birre buone o discrete, ma non uscirei di casa a cercarle
- meno di 24 punti: bottiglie che ho trovato con evidenti problemi o che proprio non mi sono piaciute

Ecco tutto il 2015 in un comodo file PDF:
ORDINATA PER PUNTEGGIO DECRESCENTE
ORDINATA PER BIRRIFICIO
ORDINATA PER STILE
-  ORDINATA PER NAZIONE

Stanchi dei numeri? Non preoccupatevi, tra qualche giorno si riparte per un nuovo anno di birra!

mercoledì 7 gennaio 2015

A.D. 2014: un anno di UBAG

Da un paio d'anni è diventata una simpatica consuetudine iniziare il nuovo anno del blog ripassando velocemente in rassegna quanto è stato bevuto in quello appena terminato divertendosi un po' a giocare con i numeri. Per comodità, riporto qui i link ai precedenti riassunti del 2012 e del 2013.      
Doveroso iniziare sempre con alcune precisazioni: queste "classifiche" non sono una lista di buoni e di cattivi e non vogliono tanto meno essere una guida alle migliori o alle peggiori birre del mondo. Mi tocca assegnare un "voto" alle birre (cosa che non trovate mai nei post che vengono pubblicati quasi quotidianamente) solo per comporre le graduatorie e per ricordare la piacevolezza di una bevuta. Questo non è un concorso, io non sono un giudice e non giudico l'appartenenza allo stile: se una birra è fuori stile ma è buonissima, riceverà comunque un'elevata valutazione. Il "voto" dato riguarda esclusivamente la bottiglia in questione, della quale riporto sempre lotto e/o scadenza; se una birra manca nella graduatoria, è semplicemente perché non l’ho bevuta nel corso del 2014.  

Inizio come sempre con qualche dato generale: anno "record" di bevute, con 309 birre; nel 2013 erano state 269 e nel 2012 furono 293. In termini più concreti, si tratta di 139,58 litri ovvero 38 cl. al giorno. La media della percentuale alcolica in volume delle birre bevute è stata di 7.3% leggermente più elevata di quella degli anni scorsi (7.0%).  
Ancora una volta (terzo anno di fila) è la categoria delle INDIA PALE ALE quella ad essere stata maggiormente ospitata nel corso dell'anno appena conclusosi: 53 volte contro le 30 del 2013 e le 41 del 2012. Al secondo posto BELGIAN STRONG ALE (31 birre),  IMPERIAL STOUT (26) e SAISON (24). Giocando in casa, l’Italia si conferma di nuovo la nazione più rappresentata con ben 111 birre, ovvero una su tre; seguono gli Stati Uniti con 52, e la grande tradizione europea: Belgio (33), Inghilterra (29), Germania (28). Dominio Italia anche nella classifica "birrifici": quelli ospitati più volte sono stati Menaresta, Settimo, Toccalmatto, Brewfist ed Extraomnes, cinque volte ognuno (senza considerare eventuali collaborazioni). Tra gli stranieri, si posiziona in alto To Øl, onnipresente sullo scaffali dei beershop italiani, con cinque birre; devo anche menzionare quattro volte sia Fantome che l'americano Firestone Walker.  

Passiamo alle graduatorie, partendo da quella più interessante.
Quali sono le birre bevute nel 2014 che mi sono piaciute di più? Eccole qui (cliccate sulla tabella per una miglior visualizzazione).        





















Ex-equo al primo posto (45/50) tre americane ed una belga: le prime sono purtroppo abbastanza difficili (se non impossibili) da reperire in Italia, mentre la Saison d'Epeautre la potete trovare o far ordinare dal vostro beershop di fiducia. Un gradino più sotto due grandi classici belgi, Orval (2014, non 2010 come riportato in tabella) e Saison Dupont, due birre che si trovano facilmente senza doversi svenare: per bere davvero bene, basta davvero poco: smettere di correre dietro all’ennesima novità e andare sul sicuro.
Segnalo l'ottimo risultato di Buxton, con birre di ottima qualità che sono arrivate in Italia ancora freschissime: la freschezza è sempre uno dei fattori determinanti nella piacevolezza di una bevuta, ed ecco che il birrificio inglese piazza due birre ai primi posti di questa divertente classifica.
Di queste "migliori" 24 birre, dieci sono americane, quattro belghe ed italiane, tre canadesi, due inglesi ed una norvegese.  Ci sono ben sei Saison, che non nascondo essere il mio stile brassicolo preferito, tre Imperial Stout e tre Belgian Strong Ales. Ma se guardiamo i produttori (il dato include anche le beer-firm), è l'italiana Extraomnes a piazzare ben tre birre in questi primi ventiquattro posti.
Non posso quindi che proclamare "birrificio dell'anno" per il blog Una Birra Al Giorno la creatura di Luigi "Schigi" D'Amelio, oltretutto già vincitore nel 2013 del titolo di Birraio dell'Anno.


Se guardiamo esclusivamente all'interno dei nostri confini, ecco le sedici birre bevute nel corso del 2014 che mi sono piaciute di più:    



Detto del "trionfo" di Extraomnes (tre birre nei primi quattro posti), va segnalato l'ottimo debutto di Vento Forte, giovanissimo birrificio laziale che infila due birre in questa "Top 16", entrambe valorizzate dall'averle bevute freschissime. Non fa molto clamore invece la presenza degli ottimi birrifici Barley (secondo posto) e LoverBeer (due birre nelle prime sedici): le loro produzioni non proprio a buon mercato (siamo oltre i 20 Euro/litro) sono tuttavia delle belle soddisfazione che ci si può concedere ogni tanto. Menzione anche per il birrificio veneto Birrone, con uno stile (Schwarzbier) che non bevo spesso e che non è molto popolare, e per la session beer Hop Art 03 del Birrificio Rurale. Benissimo anche Birra Del Borgo, con una IPA collaborativa che sono riuscito a bere molto fresca, e una più impegnativa (e costosa!) Equilibrista.  

Ma diamo anche uno sguardo veloce alle birre che mi sono piaciute di meno:  


Non sorprende che l'ultimo posto sia occupata da una birra industriale, a pari merito con una ben più costosa IPA artigianale francese, un paese dove sta prendendo piede una "craft beer revolution" che si porta dietro gli inevitabili alti e bassi di birrifici attivi da pochi anni. L'Italia è comunque ben rappresentata: a parte il caso Elav, presente con quella che si potrebbe definire una "bottiglia sfortunata" (che denota però una costanza produttiva non eccellente), nel nostro paese sono ormai presenti oltre 800 soggetti che commercializzano birra, producendola o facendosela produrre. Non tutti partono solo quando hanno raggiunto un livello di qualità elevato: spesso ci si butta in questa avventura con poca esperienza e, nei primi anni, si paga il dazio della giovine età e degli inevitabili errori.
Trovate ormai la cosiddetta "birra artigianale" quasi ovunque, e purtroppo sempre a prezzi alti: diventa quindi indispensabile saper scegliere, indirizzando il proprio portafoglio verso la qualità e non verso la novità. Io stesso qualche anno fa cercavo di assaggiare qualsiasi cosa "nuova", ma i produttori in Italia erano meno della metà di quelli odierni: oggi difficilmente acquisto una birra di un produttore a me sconosciuto senza prima cercarne qualche informazione o qualche riscontro positivo.  

Continuiamo a parlare di soldi ? Sì, perché la cosiddetta birra "artigianale" costa molto, soprattutto in Italia: nel 2014 il costo medio di ogni bevuta è stato di 5.43 Euro, leggermente inferiore all'anno scorso (5.85 €). Il costo medio al litro del 2014 è stato di 12,01 Euro, praticamente identico al 2013 (12,23 €). Moltiplicate 5 euro per 300 volte e avrete il "conto finale": molto diverso sarebbe l'esborso per un appassionato belga, tedesco o anche americano, soprattutto per quel che riguarda le birre "quotidiane" prodotte nel proprio paese. Se all'estero è possibile bere bene a 3 euro al litro, in Italia nella migliore delle ipotesi (e siete molto fortunati!) la cifra va raddoppiata: e sto parlando di birre da bere tutti i giorni: le birre "speciali" hanno un costo elevato anche all'estero, ma non credo che nessuno di voi beva quotidianamente una imperial stout passata in botti di bourbon.
Ogni volta che vado all'estero strabuzzo gli occhi nel vedere le birre italiane vendute allo stesso prezzo (se non più basso) che in Italia; in Germania riesci ad acquistare una birra belga da 33 cl. a meno di due Euro, e una inglese da 50 cl. a meno di 3 Euro. In Italia ci sono più tasse, più balzelli e burocrazia, ma possibile (supermercati a parte) che non si trovi (quasi) nessuna bottiglia belga da 33 cl. al di sotto dei 3 Euro e (quasi) nessuna bottiglia inglese da 50 cl. al di sotto dei 5 Euro?  E’ sempre colpa dello Stato e delle tasse?  O il sistema dei prezzi italiani si è ormai tarato sui 10/12/15 Euro al litro, per le birre di fascia "bassa", semplici, qualunque sia la loro provenienza e qualunque sia il loro costo all'origine ?  

Detto questo, ecco le bevute più esose dell'anno scorso:


Tre birre scandinave nella Top Ten, tutte acquistate da me in Norvegia, paese dove vige un regime di tassazione sugli alcolici particolarmente severo. Non la scegliete come meta per vacanze dichiaratamente "birrarie": i costi sono quasi insostenibili, e troverete molte di quelle birre in Italia ad un prezzo inferiore. Molto ben rappresentati anche gli Stati Uniti, con cinque birre su dieci: due Lost Abbey barricate a oltre 35 Euro/litro (prezzo USA), un'Almanac anch'essa barricata ed altre due esose importazioni italiane (Brash e Jester King).
Per rifarvi gli occhi, ed il portafogli, prendete la macchina e guidate in direzione nord, oltrepassando le alpi:



Monopolio tedesco per le birre meno care, alcune anche di ottimo livello, con l'unica eccezione dell'americana Lagunitas, un birrificio che in California ha davvero un eccezionale rapporto qualità-prezzo e che va ad equilibrare le esose produzioni barricate di Lost Abbey.    

L’ultima “classifica” è, come di consueto, quella delle birre più alcoliche bevute:



Per terminare eccovi una rapida carrellata dei "migliori" per le principali categorie bevute, la lista potrebbe esservi utile se dovete fare qualche acquisto. La classificazione è sempre quella stabilita da Ratebeer, nel bene o nel male.

- miglior AMBER ALE (su 6 birre bevute nell'anno): Reset di Birrificio Rurale (35/50)
- miglior AMERICAN PALE ALE (15): Cascade di Vento Forte (43/50)
- miglior BELGIAN ALE (17):  Orval (44/50)
- miglior BELGIAN STRONG ALE (31):  Kerst Reserva 2011 di Extraomnes (44/50)
- miglior BLACK IPA (10): Imperial Black di Buxton (44/50)
- miglior DOPPELBOCK (4): Aecht Schlenkerla Eiche di Brauerei Heller (41/50)
- miglior DOUBLE IPA (18): Wyoming Sheep Ranch di Buxton e Hoparillo di Knee Deep (43/50)
- miglior GOLDEN ALE (9): Taras Runa di De la Senne/Montegioco e Brand X di Crouch Vale (42/50)
- miglior IMPERIAL STOUT/PORTER (31): Speedway Stout di Alesmith (45/50)
- miglior INDIA PALE ALE (53): Moralitè di Dieu Du Ciel/The Alchemist (44/50)
- miglior SAISON (24): Saison Brett 2014 di Boulevard (45/50)
- miglior STOUT/PORTER (19): Aphrodisiaque di Dieu du Ciel (43/50)
- miglior TRIPEL (7 birre): Quis Hoc di Birrificio Settimo (40/50).
- miglior SOUR/WILD/ACIDA (4): Farmers Reserve Citrus di Almanac (43/50)

Prima di lasciarvi - come ogni anno - i link alle liste complete, un semplicissimo consiglio per orientarvi in un ipotetico acquisto:
- oltre i 35 punti: birre che vale proprio la pena di comprare, se le trovate.
- meno di 24 punti: birre che ho trovato con grossi problemi o che, se a posto, proprio non mi sono piaciute e che personalmente non ricomprerei.

Ecco tutto il 2014 in lista:
-  ORDINATA PER PUNTEGGIO DECRESCENTE
-  ORDINATA PER BIRRIFICIO
-  ORDINATA PER STILE


Stanchi di tutti questi numeri?  Da domani si ricomincia a bere, dando il via al 2015 di Una Birra Al Giorno!

martedì 7 gennaio 2014

A.D. 2013


Dopo il primo esperimento, ritorna anche quest’anno il post che cerca di riassumere l’anno di bevute appena concluso, per ricapitolare in modo schematico le birre passate in rassegna e divertirci un po’ con i numeri.  
Doverosa precisazione, prima di iniziare: queste “classifiche” sono solamente un veloce riepilogo di quanto bevuto (e pagato di tasca propria) nel corso del 2013; non è una lista dei buoni e dei cattivi, non è una guida alle migliori/peggiori birre del mondo o d’Italia.  Il “voto” dato si riferisce solamente a quella particolare bottiglia assaggiata in quella particolare occasione, nel bene o nel male (o “bottiglia fortunata/sfortunata”, come va di moda dire); se cercate una birra in particolare e non la trovate elencata, è semplicemente perché non è stata bevuta nel corso del 2013.   
Iniziamo da qualche dato generale. Nel 2013 sono state stappate 269 bottiglie (nel 2012 erano state 293), per un totale di 126,62 litri bevuti, ovvero 34,6 cl. al giorno, in piena coerenza con il nome del blog. La media della percentuale alcolica in volume delle birre bevute è stata di 7,0%, praticamente la stessa del 2012.   Il costo medio di ogni “bevuta” è stato di 5,85 Euro  per un prezzo medio, al litro, di 12.23 €; questa informazione ha una rilevanza relativa, visto che i prezzi d’acquisto vanno dallo spaccio del birrificio al supermercato, dal beershop al prezzo ci somministrazione al tavolo (ristorante/pub),dall’Italia all’estero. Nel 2012, comunque, il prezzo medio al litro era stato di 9,23 €, purtroppo con un bell’aumento del 33%; puntualizzo che ovviamente il dato non si riferisce al costo delle birre acquistate nel corso del 2013 ma a quelle bevute, che sono state anche acquistate negli anni precedenti.   
Passiamo agli stili;  anche nel 2013 la categoria più bevuta (secondo la classificazione di Ratebeer, nel bene e nel male) è stata ancora quelle della INDIA PALE ALE (30 birre, nel 2102 erano state 41) seguita a breve distanza da AMERICAN PALE ALE (26) e SAISON (26), poi BELGIAN STRONG ALE (23) ed IMPERIAL STOUT (21). L’Italia si è confermata la nazione maggiormente “bevuta” (96, nel 2012 erano state 109), seguita da Inghilterra (44), Belgio (43) e Norvegia (25, risultato delle vacanze estive); la Top 5 viene chiusa dalla Danimarca, a quota 11.  Tra i produttori (birrifici e beer firm), per quantità di birre bevute nel 2012 vince Nøgne Ø (9 bottiglie), seguito a pari merito da Birrificio Del Ducato, Mikkeller e To Øl (5).   

Ora la parte più interessante, ovvero le birre bevute nel corso del 2013 che ci sono piaciute di più. Ai primi 4 posti, a parità di punteggio, ci sono 35 birre (cliccate sulla tabella per una miglior visualizzazione):






















Al primo posto quello che potremmo definire un classico senza tempo, una Rochefort 10 del 2010 splendidamente invecchiata, sontuosa. Da segnalare Nøgne Ø, che piazza ben quattro birre nei primi posti (ma forse le bevute in vacanza ottengono dei punteggi un po' più generosi del dovuto, influenzati dal piacere del viaggio), seguito da Struise, Mikkeller, The Kernel ed Extraomnes con due a testa. Tra i nomi poco noti, mi permetto di evidenziare gli exploit degli inglesi di By The Horns, con una splendida Porter, e l’italiano White Dog con una Golden Ale freschissima e riuscitissima. 
La Top 35 per nazione viene però vinta dal Belgio, con 8 birre, seguita da Italia (7) ed Inghilterra (6). Solamente 21 le birre Americane bevute nel 2013 (nel 2012 erano state 48) ma ben cinque di queste si trovano nei primi posti.   

Concentrandoci solamente sul nostro paese, ecco “la Top 20” (che per accorpamento di punteggio diventa una “Top 22”) delle birre che ci sono piaciute di più tra quelle bevute nel 2013:

Baladin, Barley e l’exploit White Dog al primo posto, seppur con minimo scarto rispetto a chi li segue; ma se guardiamo al numero di birre presenti in questa Top 22, è Extraomnes a farla da padrone piazzandone ben quattro, seguito da Ducato, Barley, Montegioco, Foglie d’Erba e Revelation Cat (che tuttavia ha gli impianti in Inghilterra) con due a testa.

Anche quest’anno, ecco qualche classifica meno seriosa.   

Le dieci birre più alcoliche bevute:




Le bevute più esose (prezzo al litro, escludendo quelle bevute “al tavolo”): 












E quelle meno care, dove la Germania ha tradizionalmente una forte presenza. Si fa valere anche il Lussemburgo, grazie al basso regime di tassazione, dove vi consiglio caldamente di acquistare, se ci passate, sia birre locali che belghe. Segnalo infine l’ottimo rapporto qualità prezzo della Forst Sixtus Doppelbock, che però non ha nei supermercati italiani la stessa reperibilità di altre birre Forst meno interessanti.








Per chi fosse interessato alla lista completa, la trovate qui:

-    ORDINATA PER STILE (secondo la classificazione di RATEBEER, non vogliatecene male)   

E dopo tutto questo snocciolamento di numeri, è quasi ora di stappare la prima bottiglia del 2014.

lunedì 7 gennaio 2013

A.D. 2012

Fine Anno/Inizio Anno:  periodo di bilanci, riflessioni, statistiche.

Nei post non siamo soliti dare “voti” alle birre che beviamo, ma questa volta abbiamo voluto un po’ tirare le somme dell’anno appena concluso, ricapitolare in modo schematico quello che di meglio abbiamo bevuto nel corso del 2012 e divertirci con un po’ di numeri. 
Iniziamo con qualche dato generale.  Per la cronaca, sono state “stappate” 293 birre, per un totale di 148,48 litri bevuti; sono “solamente”  40 centilitri al giorno, sostanzialmente in piena coerenza con il nome di questo blog (una birra – da 33 – al giorno). La media della percentuale alcolica in volume delle birre bevute è stata di 7,1%, non esattamente da “session drinking”, insomma. Il costo medio di ogni “bevuta” è stato di 4.74 Euro  per un prezzo medio, al litro, di 9.23 €; questa informazione ha una rilevanza relativa, visto che i prezzi d’acquisto vanno dallo spaccio del birrificio al supermercato, dal beershop al prezzo ci somministrazione al tavolo (ristorante/pub),dall’Italia all’Estero.

Passiamo agli stili; la categoria più bevuta è stata di gran lunga quella delle IPA (41 birre), complice la nostra vacanza estiva nella West Coast USA. Seguono le le BELGIAN STRONG ALE (28),  le DOUBLE IPA (18), le APA (15) e le BLOND/GOLDEN ALE (16).  Con 109 birre l’Italia è stata la nazione maggiormente bevuta; seguono gli USA (48), la Germania (40), l’Inghilterra (35) e la Svizzera (27). Chiaramente la stratificazione per nazioni riflette quello che abbiamo in cantina, principalmente proveniente da acquisti effettuati nei paesi in cui ci siamo recati; questa puntualizzazione giusto per spiegare la mancanza del Belgio, che comunque segue la Svizzera con (solo) 20 birre. Se fossimo andati in vacanza in Belgio, il panorama sarebbe profondamente cambiato.
Tra i birrifici, per quantità di birre bevute nel 2012 vince il Dada (11 birre), seguito da Toccalmatto (8), Birrificio Ticinese/Bad Attitude (8), Stone (USA – 6 birre) e il marchio tedesco BraufactuM (6). Qui domina il  “drink local”, con due birrifici (quasi) vicino casa che hanno sede nella nostra  Emilia Romagna.

Passiamo ora alla parte (forse) più interessante, ovvero: quali sono state le birre bevute nel 2012 che ci sono piaciute di più?
Prima di passarle in rassegna, è necessario precisare che non abbiamo assolutamente l’ambizione di voler stillare una classifica di merito assoluta.  Abbiamo bevuto le birre una sola volta, e nel bene e nel male il nostro “giudizio“ si è basato solamente su quella bottiglia, fortunata o sfortunata che fosse.  Ecco quindi la “Top 25” (Top 24, per accorpamento di punteggio), con i voti espressi in cinquantesimi.  “Classifica” assolutamente influenzata (e dominata) dalla nostra vacanza estiva sulla West Coast USA; le IPA/DIPA bevute fresche, direttamente “alla fonte”, hanno lasciato il segno sull’anno appena trascorso.





Se mettiamo per un attimo da parte le americane, che oltretutto (e purtroppo) per la stragrande maggioranza non sono reperibili in Italia, la Top 25 (che diventa una “Top 28”, per accorpamento di punteggi)i, sarebbe la seguente:


Da quanto ne sappiamo tutte queste birre (escluso Bristol Beer Factory,  forse Moor Fusion e Trois Dames) sono reperibili in Italia e quindi speriamo che questa lista possa essere per qualcuno un utile suggerimento d'acquisto.

Concentrandoci solamente sul nostro paese, ecco le birre che ci sono piaciute di più tra quelle bevute nel 2012:
























Ma possiamo divertirci a stillare qualche altra classifica meno "seriosa" :

Le birre più alcoliche bevute:













Le 10 birre più esose (prezzo al litro, escludendo quelle bevute “al tavolo”):















E le 10 birre meno care, dove non c’è stata “partita” e la Germania (acquisto in supermercati tedeschi) ha dominato in lungo ed in largo:















Per chi fosse interessato alla lista completa, la trovate qui:

-    ORDINATA PER STILE (secondo la classificazione di RATEBEER, non vogliatecene male)

Siccome siamo (quasi) in periodo di par condicio, ci piacerebbe sapere quali sono state le migliori birre da voi bevute, i consigli per gli acquisti sono sempre benvenuti.

Teniamo a precisare ancora una volta che queste "classifiche" sono solamente un riepilogo schematico delle impressioni di quanto abbiamo bevuto (e pagato di tasca nostra) nel corso del 2012. Siccome c'è molta permalosità nel mondo (dei produttori) di birra artigianale italiana, sappiate che non abbiamo voluto fare una lista dei buoni e dei cattivi. Non siamo così superbi da credere che ci siano così tanti birrai che leggono questo umile blog amatoriale, ma nel caso qualcuno si sentisse offeso per l'assenza di una qualsiasi delle sue birre, beh l'unico motivo è semplicemente perché non l'abbiamo bevuta nel 2012. Se invece qualche produttore non fosse d'accordo con la "votazione" ricevuta, saremo ben felici di riprovare la birra in una bottiglia più "fortunata" (come si usa dire).

E dopo tutto questo snocciolamento di numeri, ci è venuta sete;  andiamo allora stappare le prima bottiglia del 2013.