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martedì 20 febbraio 2018

Lettonia: Valmiermuiža Tumšais Filtrets & Bauskas Tumšais Premium

Lettonia, paese a me completamente sconosciuto per quel che riguarda la birra: la mia esperienza è limitata a due birre Labietis assaggiate qualche mese fa. Ritorniamo nella repubblica baltica e precisamente nel villaggio di Valmiermuizas, dove si trova il birrificio Valmiermuiža. La società  è di proprietà del fondo d’investimento SIA Valmiermuižas ieguldījumu, a sua volta controllato dall’azienda Aigars Ruņģis (60%), dalla società austriaca Alcor  GmbH (16%) e dal fondo d’investimento austriaco ILAG - Industrieliegenschaftenvervaltungs AG (24%) che hanno investito nel progetto 2,4 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a conquistare l’1% del mercato lettone. 
Valmieras Alus è stata fondata nel 2005 ma il birrificio è entrato in funzione solamente nell’autunno del 2008:  nel 2011 aveva prodotto 821.947 litri di birra conquistando lo 0.5% del mercato domestico; il 2017 si è chiuso con un fatturato di 3,98 milioni di euro. A Valmiermuizas, in una sorta di castello, potete visitare gli impianti produttivi (guida in lettone, russo e inglese), acquistare bottiglie e mangiare nel ristorante; la “vetrina” vera e propria si trova tuttavia a Riga alla “Beer Ambassy” (A. Briāna iela 9a, Valdemāra pasāža) dove non c’è produzione ma potrete ugualmente fare acquisti e abbinare cibo alle birre Valmiermuiža e a quelle di altri piccoli produttori lettoni.  La gamma “classica” si compone di Amber Lager e Dark Lager, una birra al frumento estiva ed una bock invernale: ci sono poi alcune etichette stagionali, distillati, cocktail a base di birra e bevande analcoliche.

Le birre.
Valmiermuiža Tumšais Filtrets è una dark lager prodotta con malti Pilsner, Monaco e Caramel Dark; i luppoli sono Hallertauer Nugget e Hallertauer Mittelfrüh. Si presenta di un bel color ebano con un impeccabile cappello di schiuma cremosa e compatta, dall'ottima persistenza. Al naso non c'è molta intensità e neppure la fragranza è di casa: c'è invece una buona pulizia che permette d'apprezzare profumi di pane nero e biscotto, caramello, qualche nota fruttata che ricorda uvetta e prugna, forse ciliegia. Il percorso prosegue con assolta precisione al palato, con la stessa modesta intensità e assenza di fragranza: è tuttavia una birra priva di difetti e tutto sommato gradevole che svolge il suo compito con un profilo moderatamente dolce che viene poi bilanciato dal quasi impercettibile amaro terroso e tostato finale. Considerata la gradazione alcolica (5.8%) si poteva pretendere un po' di più su quell'intensità dei sapori che viene invece minata da qualche cedimento acquoso. La bevuta è facile e scorrevole, con poche bollicine. La sufficienza è ampiamente guadagnata ma nel bicchiere non ci sono grosse emozioni.

Passiamo ora a Bauskas Alus, operativo dal 1981 a Bauska:  Il birrificio è ancora indipendente e vanta di annoverare tra le sue file il più esperto ed anziano birraio lettone ancora in attività, Kārlis Zālītis. Oggi ha 85 anni e, visto che il sito ufficiale di Bauskas ancora lo nomina, immagino sia ancora vivo e operativo: il suo segreto, dice, è che non beve birra e nessun altro alcolico
Gli impianti sono visitabili e le sette birre a bassa fermentazione prodotte sono affiancate da succhi di frutta e  kvass e bevande analcoliche a base di malto (Veselība e Porteris) due ricette sviluppate negli anni ’60 proprio da Zālītis. Bauskas dovrebbe avere una quota di mercato domestica del 5%, ottenuta soprattutto grazie a due birre: la lager Bauskas Gaisais e la dark lager Bauskas Tumsais, nata nel 1982. Visto che non ho trovato altre informazioni rilevanti su Bauskas, procedo all'assaggio.
Anche il suo aspetto è impeccabile e la livrea è più chiara rispetto alla Valmiermuiža. L'aroma propone pane nero e caramello, qualche nota biscottata e metallica, prugna e uvetta: la fragranza non è di casa, l'intensità è invece accettabile. Rispetto alla sua conterranea la sensazione palatale mi sembra migliore: non ci sono cedimenti acquosi e questa Tumšais Premium scorre rapida senza mai dar la sensazione di scivolare  via. Neppure il gusto fa dell'intensità il suo punto di forza: il canovaccio è sempre lo stesso (caramello/pane nero/uvetta e prugna) per una bevuta dolce che viene poi bilanciata da una rapida nota amaricante finale di pane tostato. Non c'è fragranza e la dolcezza caramellata appare un po' artificiosa: nel complesso è una dark lager bilanciata che si guadagna la sufficienza e che si beve con la stessa facilità con la quale si fa dimenticare. Sebbene si tratti ancora di un birrificio indipendente, quello che finisce nel bicchiere non mi sembra troppo distante dall'anonimato di una delle tante birre industriali.

Nel dettaglio:
Valmiermuiža Tumšais Filtrets, 50 cl., alc. 5.8%, IBU 23, lotto B2 IM, scad. 14/04/2018
Bauskas Tumšais Premium, 50 cl., alc. 5,5% Latvia, lotto 98-1520, scad. 03/01/2018

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 15 febbraio 2016

Giesinger Dunkel

A Monaco ritorno sempre a bere con piacere le birre di Giesinger Bräu, del quale vi avevo già parlato in questa occasione. Validissima alternativa alle sei “sorelle” industriali che monopolizzano la capitale della Baviera, il microbirrificio fondato nel 2007 da Steffen Marx in un garage è stato una ventata di novità in una città dove era dal 1889 che non aprivano nuovi produttori.  Gli ettolitri prodotti sono cresciuti dai 750 del 2007 ai 1000 del 2011 e un’operazione di crowdfunding ha poi consentito a Giesinger di spostarsi nel 2014 dall’angusto garage al poco distante edificio di Martin-Luther-Stasse 2 del quartiere sud-orientale di Giesing. Cucina e immancabile Biergarten rappresentano il necessario completamento ai nuovi impianti produttivi, con un potenziale di 12.000 hl/anno che al momento ne sfrutta circa 5.000; oggi Giesinger  impiega circa 30 dipendenti, in sala cottura vi è il birraio Simon Rossmann e le loro birre, oltre che alle spine della “Bräustüberl” le potete trovare in sempre più numerosi locali e negozi di Monaco.  L’operazione di crowdfunding è ancora attiva: al vostro capitale verrà riconosciuto un tasso d’interesse dell’8% annuo che vi verrà pagato per i prossimi dieci anni non in contanti ma in “gettoni” spendibili per l’acquisto di birra, pasti e prodotti alimentari presso birrificio, ristorante ed annesso “spaccio agricolo”. Dopo Maibock, Zwickel, AltbierBaltic Porter e Weizenbock, è il turno di una classica Dunkel la cui ricetta indica malti Monaco e Cara Dark, luppoli Hallertauer Tradition e  Saphir per una densità iniziale 12,5 Plato, un contenuto alcolico del 5% e 15 IBU. 
All’aspetto risulta di colore mogano con riflessi ambrati, con un cappello di schiuma beige chiaro compatto e cremoso, dalla lunga persistenza. L’aroma nella sua scarsa intensità risulta comunque pulito con i profumi del pane nero e di cereali, qualche nota di ciliegia e caramello. Al palato è garantita la massima scorrevolezza con un corpo leggero e poche bollicine: non ci sono intoppi di nessun tipo, la sua velocità è pari a quella dell'acqua. Il gusto ospita il caramello, il biscotto e il pane nero, quest'ultimo lievemente tostato: i malti sono fragranti, ogni tanto fa capolino un accenno di prugna e di ciliegia. La bevuta risulta molto bilanciata, con una discreta intensità che regge quasi sino in fondo dove però la birra si spegne un pochino, dando l'impressione di scivolare un po' troppo nell'acquoso e risultando incapace di lasciare un memorabile ricordo di sé. Discreta Dunkel, ma per una birra che deve competere con la potenza di fuoco delle sei sorelle di Monaco mi sarei aspettato un po più di carattere. 
Formato: 50 cl., alc. 5.3%, IBU 15, lotto B, scad. 03/2016, 1.68 Euro (beershop, Germania).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 17 giugno 2015

Weltenburger Kloster Barock Dunkel

Il monastero benedettino di Weltenburg, la più antica abbazia della Baviera, fu fondato attorno al 600 da monaci di S. Colombano e si trova all'imbocco delle romantiche gole del Danubio, nel comune di Kelheim, a metà strada tra Ingolstadt e Ratisbona. Gli edifici vennero ampliati nell'anno 1000 e completamente rinnovati, nella forma attuale, intorno alla  prima metà del diciottesimo secolo.
In questo suggestivo scenario che vede scorrere il Danubio proprio alle spalle del monastero, a partire dal 1050 si hanno notizie dell'esistenza di un birrificio che si gioca il primato di essere il più antico al mondo ancora in attività con quello di Weihenstephan, del 1040; ma la "battaglia" è ancora aperta, perché in un necrologio del 1035 si parlerebbe della "morte del birraio" proprio in quel di Weltenburg. Dall'undicesimo secolo ad oggi la produzione di birra si è fermata solamente durante il periodo della secolarizzazione (1803-1846). 
L'offerta brassicola è ovviamente quella della tradizione bavarese, senza nessuna eccezione: helles, weizen, bock, dunkel, pils e qualche festbier. Le birre che riportano in etichetta il nome Weltenburger Kloster sono prodotte al monastero, mentre le altre presso gli impianti della Brauerei Bischofshof di Ratisbona.
Il birrificio annuncia la propria Barock Dunkel come la più antica birra scura del mondo; difficile dire se questo sia vero, ma poco importa. Meglio versarla nel bicchiere.
L'aspetto è molto invitante: ambrato carico limpido, con intensi riflessi rossastri ed un compatto cappello di cremosa schiuma ocra, dalla buona persistenza.
Aroma "accademico", con i sentori di pane nero/pumpernickel, ciliegia, caramello, mela. Tradizione tedesca perfettamente rispettata in bocca, per garantire la massima facilità di bevuta: corpo leggero, poche bollicine, consistenza acquosa che non preclude ad una buona presenza palatale. In bocca ritornano il pane nero, il caramello, e qualche accenno di ciliegia: il dolce viene perfettamente bilanciato a fine corsa da un leggero amaro terroso con qualche ricordo di pane tostato. Ci sono solo una lieve astringenza ed una piccola nota metallica a disturbare un po' l'armonia. Poche emozioni nel bicchiere ma tanta funzionalità: questa Barock Dunkel è una birra onesta e tranquillamente sessionabile dalla buona intensità, che svolge il suo lavoro senza imporre la sua presenza, dissetando ed accompagnando chicchere, risate, riflessioni.
Formato: 50 cl., alc. 4.7%, lotto non leggibile, scad. 31/12/2015.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 11 giugno 2014

Weiherer Urstöffla


La famiglia Kundmüller fonda nel 1835 il birrificio che porta il suo nome a Weiher, piccolo villaggio ad una decina di chilometri da Bamberga, in Franconia. Per chi sta pensando di includerlo nel suo itinerario di beer-hunting a Bamberga e dintorni, Weiher non è servito dal trasporto pubblico. L'autobus più vicino vi lascerà a Viereth, ad un paio di chilometri di distanza; quindi dotatevi di automobile o, magari, noleggiate una bicicletta e fatevi un bel "beer & bike" nei dintorni di Bamberga con una sosta defaticante alla tipica Gasthaus di Kundmüller: cucina sostanziosa, immancabile beergarten per cogliere qualsiasi sprazzo di sole ed aerea giochi per i bimbi più piccoli. Nel caso avvertiste la stanchezza, la Gasthaus offre 35 posti letto ed un appartamento. Il birrificio rimane assolutamente di gestione familiare, con Roland Kundmüller nelle vesti di birraio ed Ossi Kundmüller (management). In oltre centocinquant'anni di storia si è mantenuto fedele alla tradizione, con pochissime concessioni all'innovazione, eccezion fatta per una IPA ed una Bock invecchiata in botti di Bourbon. Meglio così, aggiungo io, perché meritereste di essere fustigati in piazza se vi recate sino a Bamberga per ordinare una IPA. C'è stata anche l'introduzione di una linea "biologica", della quale fanno parte una dunkel (Urstöffla) ed una Keller-Pils.
Weiherer Urstöffla è splendida nel bicchiere, di colore ambrato carico con intensi riflessi rossastri, praticamente limpida; da manuale anche la schiuma, compatta, cremosa e fine, biancastra, dalla buona persistenza. Il naso sorprende per pulizia e soprattutto per intensità: il bouquet dei malti è davvero notevole, si va dal pane nero ai cereali, dalla crosta di pane bianco alla mollica, sesamo, caramello e qualche lieve nota di ciliegia sciroppata. I primi sorsi risultano addirittura sottotono, se paragonati alla ricchezza della aroma; ma una volta che il palato si è abituato, questa Urstöffla regala un soddisfacente percorso coerente con i suoi profumi: pane nero, pane tostato e caramello, una lieve traccia di burro e metallica, poche bollicine, un corpo leggero ma una gradevole sensazione palatale, scorrevole ma non sfuggente. Finisce con una leggera amaricatura, con sfumature tostate e terrose, ed un lievissimo carattere legnoso. Rimane una bella dunkel, pulita e gustosa, bilanciatissima, che appaga nella sua facilità di bevuta.
Formato: 50 cl., alc. 5%, scad. 13/09/2014, pagata 1.40 Euro (beershop, Germania).

sabato 10 marzo 2012

Amboss 5 Amber

Non abbiamo trovato molte informazioni sul birrificio Amboss di Zurigo; pare che dietro al progetto ci siano alcuni ex-homebrewer (tra i quali immaginiamo Mischa Gubler, dello staff citato sul sito) che inizialmente (1991) producevano le proprie birre in un piccolo locale sotto le arcate di un viadotto di Zurigo. Dal 2003 la produzione viene invece affidata ad altri birrifici (attualmente c'è in essere un contratto con la Baar) visto che gli impianti di proprietà non possono garantire il soddisfacimento di tutta la richiesta. Quello che vi consigliamo è di visitare il sito internet ( amboss.ch/bier/ ) al cospetto del quale impallidiscono tutti i siti dei birrifici artigianali italiani. Godetevi lo spettacolo, cliccando sui nomi delle birre, e siate pazienti (soprattutto i maschietti) nell'attendere anche qualche sorpresa "fetish" dalla "lussuriosa" Zurigo. Tornando alla birra in questione, Ratebeer classifica questa "Amber 5" come una amber ale, anche se noi abbiamo più di un dubbio sul fatto che si tratti di un'alta fermentazione. Ad ogni modo, l'aspetto è invitante: ambrato, leggermente velato; schiuma ocra, fine e cremosa, molto persistente. L'aroma è abbastanza leggero: caramello, toffee, malto tostato. Leggerezza anche al palato, e non solo per quel che riguarda corpo, carbonazione e consistenza. Il gusto è alquanto scarso, un po' di cereali, toffee, leggero diacetile (burro) e una puntina d'amaro erbaceo a fine corsa. Lascia la bocca un po' "appiccicosa", con un timido e breve retrogusto amaricante. Nulla di che entusiasmarsi; una sorta di "dunkel" facile e beverina, ma con molto poco carattere, almeno in questa bottiglia. Ritorniamo a gustarci il sito. Formato: 33 cl., alc. 5%, scad. 30/04/2012, prezzo 2.15 Euro.

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english summary:
Brewery: Amboss, Zürich, Switzerland, brewed at Baar, Switzerland.
Style: dunkel ?
Appearance: slightly hazy amber color with a creamy off-white head. Aroma: very light caramel, toffee, roasted malt. Mouthfeel: light body, moderate carbonation, watery texture. Taste: mainly malty, with toffee, light butter, cereals, slightly roasted. The finish is shyly hoppy and kind of sticky (diacetyl). Overall: am easily drinkable sort of dunkel (or “Amber ale”, according to Ratebeer) which lacks in character. Not really exciting. Bottle: 33 cl., 5% ABV, BBE 04/2012, price 2.15 Euro.

martedì 20 luglio 2010

Augustiner Dunkel

Bel colore ambrato carico e limpido con riflessi rosso rubino. Schiuma beige, pannosa, poco persistente. Aroma poco pronunciato, malto tostato, leggero caramello, sentori erbacei e legnosi. Corpo watery con bassa carbonatazione. In bocca malto tostato, sentori erbacei e di frutta (prugne mature). Ha un retrogusto corto, leggermente amarognolo dove ritornano note di tostatura. Dunkel forse un po’ troppo acquosa, si lascia bere bene e rinfresca le calde serate estive. Comunque piacevole. Bottiglia da 50 cl., ABV 5.6%

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english summary:
Beautiful clear amber color with shades of ruby red. Beige creamy head quickly collapsing. Light aroma with roasted malt, caramel, grass and some wood. Watery body with low carbonation. Taste is roasted malt, grass and fruit (plums). Short aftertaste, slightly bitter with roasted malt notes. This
dunkel is a bit too watery, but highly drinkable and quite refreshing during this hot summer evenings. Pleasant stuff. 50 cl. bottle, ABV = 5.6%

giovedì 8 aprile 2010

Svijanská Kněžna 13°

Dunkel ceca dall’atipico – per lo stile - colore ebano scuro, quasi nero impenetrabile, molto bello. Forma una schiuma beige fine e cremosa molto persistente. Il naso è scarso, appena pronunciato con sentori di malto tostato e caramello, dolce. Il corpo è leggero, bassa carbonatazione. Al gusto si rivela davvero molto interessante: malto tostato, sentori di cioccolato e spezie, mantenendosi sempre dolce. Finale tostato che vira invece sull’amaro, per equilibrare il tutto, con leggere note pepate che avvolgono calde il palato e sorprendono positivamente. Con gradazione alcolica 5.2%, è una dunkel che “scalda” la bocca ma che si beve molto bene, quindi perfetta per i mesi meno caldi dell’anno. L’etichetta inneggia al “Beer of Czech Republic 2009” e anche il nostro pollice è verso l’alto. Ottima variazione allo stile tedesco, che fa riflettere su come potrebbe evolversi il panorama produttivo di questi paesi (ufficialmente, come la Germania, e non) ancora ligi al Reinheitsgebot (editto di purezza). Degustata in bottiglia da 50 cl.

Sito: www.pivovarsvijany.cz

sabato 6 marzo 2010

Maisacher Räuber Kneißl Export Dunkel

Mathias Kneißl potrebbe considerarsi la versione tedesca di Robin Hood o di Jesse James: un fuorilegge (ghigliottinato nel 1902 a 26 anni) che però godeva dell’ammirazione della società. Le sue gesta (rapine, inseguimenti, taglie) nella regione della Baviera compresa tra Monaco ed Augusta, sono state celebrate nei libri, nelle canzoni popolari, in un un film e - ovviamente visto che siamo in Germania – con una birra prodotta dalla Brauerei Maisach. Si narra che in poco tempo Kneißl divenne il terrore della Baviera; tuttavia, col passare del tempo le sue fughe miracolose dalla polizia vennero ammirate dal popolo bavarese che, vivendo ancora sotto una dittatura monarchica, non vedeva di buon occhio la polizia ed inizio a proteggerlo ed a nasconderlo alle ricerche della polizia. La taglia sulla testa di Kneißl arrivò sino a 1000 marchi d’oro (il reddito medio di un contadino, a quel tempo, era di 5 marchi d’oro al mese) e fu solamente grazie al tradimento della cugina di Kneißl Mathilde Danner. che la polizia riuscì ad incastrarlo. La sua cattura avvenne nei dintorni di Maisach, dove ha sede la Brauerei Maisach. Costretto a cinque mesi di ospedale per le percosse subite, ricevette fiori e proposte di matrimonio da innamorate. Fu condannato a morte e ghigliottinato ad Augusta nel 1902. Sull’etichetta della birra appare oggi la frase: “Räuber Kneißl: g'jagd...g'suacht...g'fund'n (il ladro Kneißl: ricercato...cacciato...trovato).