lunedì 21 settembre 2015

Founders KBS (Kentucky Breakfast Stout)

Per raccontate la storia della Kentucky Breakfast Stout di Founders occorre ritornare per un attimo alla Breakfast Stout bevuta in questa occasione. Riassumo per i pigri: una birra nata quasi per caso, nel giorno in cui Dave Engbers, fondatore del birrificio assieme a Mike Stevens, assaggia un chicco di caffè ricoperto di cioccolato offertogli da un cliente mentre sorseggia la sua Founders Porter. L'abbinamento è ottimo, e da lì nacque l'idea di realizzare una Stout/Porter con l'utilizzo di caffè e cioccolato.
Più o meno nello stesso periodo (2002) a Mike Stevens viene l'idea di provare ad invecchiare la Breakfast Stout in una botte di Bourbon; una prassi alla quale siamo ormai abituati ma che a quel tempo era praticata soltanto da un paio di birrifici. "Chiamai gli uffici della Jack Daniel, gli dissi che avevo un birrificio nel Michigan e che volevo comprare alcune botti usate di bourbon per metterci dentro la birra. 'Cosa? - mi risposero sorpresi - che cosa vorresti farci?'.  Loro di solito le botti usate le buttavano via; andammo a prenderne un paio e le riempimmo con la Breakfast Stout"; sei mesi dopo iniziamo ad assaggiarla e ci rendemmo conto che avevamo creato qualcosa di importante".
La ricetta della Breakfast Stout viene modificata per "irrobustire" un po' la birra al fine di farle meglio reggere gli effetti del passaggio in botte; nasce così la Kentucky Breakfast Stout, una birra costosa, laboriosa e inizialmente di non facile collocazione in un mercato ancora piuttosto acerbo per questo tipo di prodotti. I distributori di Founders non sono molto propensi ad acquistare una birra che sarebbe stata venduta a 20 dollari per un 4 pack e le vendite effettivamente non decollano. La situazione cambia drasticamente a partire dal 2005, quando Founders la porta all'Extreme Beer Festival di Boston: chi l'assaggia se ne innamora, la notizia si diffonde rapidamente via internet ed i distributori iniziano a ricevere centinaia di richieste. 
La sua produzione limitata contribuisce a farne aumentare la fama ed anno dopo anno la Kentucky Breakfast Stout inizia a diventare una delle birre più ricercate negli Stati Uniti; nel 2009 il birrificio decide di modificarne il nome in KBS (l'ABV passa da 10 a 11.2%) per tutelarsi da eventuali azioni legali derivanti dal fatto che la parola "Kentucky" potesse ingannare i clienti facendo loro pensare che si trattasse di una birra prodotta in quello stato americano. Founders ne raddoppia o quasi ogni anno la quantità prodotta, arrivando ad acquistare nel 2014 circa 3500 barili  di bourbon usati (principalmente Heaven Hill) e diventando così uno dei maggiori produttori americani di birre passate in botte; lo spazio necessario allo stoccaggio viene individuato all'interno di una cava di gesso in disuso non lontana dal birrificio dove ogni anno, oltre alle KBS, riposano anche la Backwood Bastard,  la Curmudgeon Old Ale ed altre produzioni occasionali.
La KBS viene messa in vendita una volta l'anno, solitamente nel mese di marzo, attirando inevitabilmente centinaia di appassionati che cercano di acquistarne qualche cassa di birra per berla o per poterla scambiare via internet con altre birre "rare". Nel 2012 il numero degli accampati in tenda che sfidano il freddo di Grand Rapids  fuori dal birrificio dalla notte precedente raggiunge il numero di 1000 e alla Founders decidono di organizzare qualcosa di diverso. A partire dal 2013 la birra è acquistabile presso il birrificio solamente dopo aver comprato un biglietto via internet (5 dollari devoluti in beneficenza); senza biglietto potete anche evitare di mettervi in fila al freddo. In contemporanea viene organizzata la "KBS Week", che nel 2015 si è svolta nella settimana del 9-14 marzo; diversi bar e ristoranti di Grand Rapids hanno avuto a disposizione un fusto di KBS da aprire entro il 13 marzo, mentre il giorno 14 è avvenuta la festa "ufficiale" presso la taproom del birrificio. A partire dal 16 marzo la KBS è stata distribuita in tutto il Michigan e, a fine mese, a tutti gli altri distributori; tra questi va segnalato l'ottimo lavoro di Interbrau - distributore italiano di Founders - che è riuscito a portare qualche cartone di KBS anche in Italia.
KBS millesimo 2015, quindi: praticamente nera e impenetrabile alla luce, forma un cappello di schiuma di ottime dimensioni, se si considera la sua gradazione alcolica, cremosa e compatta, dall'ottima persistenza. Il naso è abbastanza complesso: bourbon, cioccolato al latte, vaniglia, caffè liquido e polvere di cacao, per un bouquet dolce che a tratti ricorda quasi un tiramisù liquido, mentre in sottofondo ci sono sentori di legno e liquirizia. Nel complesso l'aroma è intenso e pulito ma dall'eleganza migliorabile. Sontuosa con il suo corpo pieno le poche bollicine, avvolge morbidamente il palato pur mantenendo una consistenza discretamente oleosa che non obbliga a "masticarla". La componente etilica è decisamente in evidenza, soprattutto per i primi sorsi, con il bourbon che riscalda subito senza tuttavia arrivare a bruciare. Troviamo soprattutto caffè, cioccolato ed orzo tostato, mentre in secondo piano rimane il dolce della vaniglia e del cioccolato bianco a bilanciare la bevuta; l'acidità del caffè alleggerisce un po' il carico a fine corsa, concedendo qualche breve istante di pausa in preparazione allo splendido retrogusto, un lungo ed appagante abbraccio etilico ricco di bourbon, caffè, cioccolato ed un tocco di vaniglia.
Una imperial stout che rincuora e che si sorseggia con calma ed enorme soddisfazione, prenotandovi l'intera serata, dilatando il tempo per poi accompagnarvi direttamente verso le lenzuola. Piccola postilla dedicata  "all'hype": è giustificato?  La KBS è uno dei primi esempi di Imperial Stout barricata ed è ovviamente diventata una sorta di benchmark dello stile col quale confrontarsi; ma ad oltre dieci anni dalla sua nascita esistono sul mercato molte altre Imperial Stout a lei paragonabili o migliori che, sopratutto, si possono reperire con maggiore facilità. Personalmente non mi metterei in coda di notte al freddo per acquistarla, e non lo farei per nessuna birra al mondo:  ma visto che negli Stati Uniti il "geekismo" ci fa spesso vedere gente accampata di notte fuori dai negozi per i saldi, per acquistare telefoni in anteprima e quanto altro, allora anche in campo birrario questi comporamenti hanno il loro (non)senso.
Formato: 35.5 cl., alc. 11.2%, IBU 70, imbott. 11/02/2015, pagata 9.50 Euro (beershop, Italia)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

7 commenti:

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    1. ne ho in cantina qualche esemplare...appena la temperatura va sotto i 25°C ne stappo una. non sapevo la storia stile prodotti apple...

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    2. scalda parecchio ma passando il tempo tende a perdere il caffè col quale è stata prodotta. almeno una cerca di berla "fresca".

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  3. Anche io credo ci sia troppo hype, ma questa è una birra diversa. Se non ho male interpretato hanno raddoppiato la produzione nel giro di un anno, andando a risparmiare sul malto. Credo che il batch del 2015 sia per forza di cose un filo peggiore dei precedenti. Ma resta una birra meravigliosa, complessità unica, sin dal primo sorso bourbon, suggestioni di vaniglia, caffè e cioccolata ti avvolgono e la birra , facendola scorrere senza mai diventare pesante. Nel corso della bevuta la KBS rimane forte senza mai diventare eccessiva. Ed è questo il suo pregio maggiore. Per quanto magari lhype possa non essere giustificato, sarebbe eccezionale trovare in Italia produttori capaci di fare birre del genere. Visto che, normali o ripassate in botte, le IRS nostrane sono a dir poco imbarazzanti. Con punte di assurdità, sparse qua e là.

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    1. Personalmente non ho trovato informazioni su eventuali “risparmi” nella ricetta; è comunque certo che ne hanno prodotta una quantità molto maggiore rispetto al 2014, possibile che la qualità ne abbia un po’ risentito. Non ho assaggiato le precedenti e non posso fare confronti; concordo con te che rimane un’ottima, grandissima birra.
      Ed è indiscutibilmente un pezzo di storia della craft beer americana. Negli USA la confezione da 4 bottiglie viene venduta a $20 (prezzo retail), ovvero siamo su 14 dollari al litro che è un ottimo rapporto qualità/prezzo. Altre imperial stout simili passate in botte viaggiano con un prezzo/litro doppio (mi vengono in mente le Eclipse di Fifty Fifty o le IRS di Dechutes, Firestone Walker o 3F).

      Sull’argomento IRS italiane sono d’accordissimo con te, purtroppo abbiamo ancora molta strada da fare.

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    2. Per quella che è la mia esperienza, a parte una decina di birrifici ottimi, con uno che è eccellente , ci sono solo prodotti banali in Italia. Non faccio nomi perché non credo sia il caso, ma si conoscono. E non migliorerà mai la situazione finché non esisterà alcun criterio per discernere una birra Buona da una cattiva se non quello basato sulle amicizie ed il tornaconto personale. Sparando poi melma addosso a Mikkeller. Provasse a fare loro la Beer Geek brunch weasel.. ed il discorso non è solo riferito alle IRS. Che le bevessero loro, piuttosto rimango a fermentare tra una cassa di arabier ed una di Orval. Sulla KBS, se ne hai un'altra bottiglia attendi un paio di anni. Svanisce il caffè ma diventa una birra impressionante. L'unica che le preferisco rimane la speedway stout.
      Però, in America comprendo pure che il fenomeno sia più radicale e quasi isterico. E c'è una scelta impressionante. Tra la Parabola, La Darkness, la Black thursday hunahpu's , la schiera di Topplin Goliath... hanno eccellenze inarrivabili.

      Ma l'italia non è così lontana diceva qualcuno.

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