Del birrificio inglese Cheddar Ales abbiamo già parlato qualche settimana fa, e quindi passiamo subito all'assaggio di questa India Pale Ale chiamata Goat's Leap. E' stata prodotta per la prima volta nell'autunno del 2008, ed il nome deriva da una gola sul corso del fiume indiano Kaveri, vicino a Bangalore; la gola è conociuta localmente con il nome di "Mekedaatu" o, in inglese, "Goat's Leap", ("il salto della capra"). Secondo la leggenda Hindu, nel punto in cui il fiume passa attraverso questa stretta e profonda gola, il dio "Shiva", assunte le sembianze di una capra, saltellò da un lato all'altro della gola lasciando sulla roccia delle impronte a forma di zoccolo di capra. Il luogo è anche uno dei posto preferiti di Jem Ham, mastro birraio della Cheddar Ales che, ricordiamo, si trova vicino ad un'altra gola (la nota Cheddar Gorge in Inghilterra). E' prodotta con malti Maris Otter, Carapils e Crystal oltre a frumento maltato; i luppoli sono Challenger, Fuggle ed E.K. Goldings. E' di color ambrato/ramato, leggermente velato; si formano "due dita" di schiuma leggermente "sporca", fine e cremosa, dalla buona persistenza. L'aroma è abbastanza scarso, anche se pulito: riusciamo a trovare leggeri sentori di scorza d'agrumi e di biscotto. Quasi più malto che luppolo, scenario confermato anche al palato con un gusto che si apre con un generoso imbocco maltato, (biscotto e mandorla); l'amaro arriva in un secondo momento, ed è prevalentemente erbaceo, con qualche leggero accenno alla scorza del pompelmo. E' una IPA con un corpo mediamente più sostenuto di una classica IPA inglese, con una carbonazione che rimane abbastanza vivace grazie alla rifermentazione in bottiglia. Corretto il finale, con una bella secchezza ed un retrogusto amaro, erbaceo, persistente. Birra ancora godibile e senza particolari difetti, a pate una generale mancanza di freschezza dei luppoli che portano una predominanza di note vegetali piuttosto che fruttate; mancando però solamente qualche mese alla scadenza, non possiamo lamentarci più di tanto. Sarebbe da riproare, fresca, direttamente da un fusto al bancone di un pub. Formato: 50 cl., alc. 5.7%, scad. 31/07/2012, prezzo 2.22 Euro.
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martedì 8 maggio 2012
domenica 22 aprile 2012
Cheddar Ales Potholer
Nel Somerset inglese il paese di Cheddar oltre a dare il nome al famoso formaggio ospita anche una gola (Cheddar Gorge) che attira migliaia di visitatori ogni anno. Se siete da quelle parti, il consiglio è ovviamente di non perdere questa meta; potrete fare una bella camminata nel fondo della gola o sulle sue rocce, arrampicarvi su qualche parete e fare anche un po' di shopping nel ben fornito beershop West Country Ales. Potrete inoltre visitare la Cheddar Ales un microbirrificio fondato nel 2006 all'interno della fattoria Winchester, alla periferia del villaggio di Cheddar; i proprietari sono il birraio Jem Ham (ex-bancario ed ex-birraio presso altri birrifici) ed il socio John Magill. L'offerta brassicola comprende tre birre "annuali" e quattro stagionali, con assoluta propensione per gli stili tradizionali senza troppe concessioni alle ultime mode esotiche o estremizzanti; tutte le birre in bottiglia sono rifermentate. Questa Potholer ("lo speleologo", in inglese) è una classica golden ale, ed è stata la prima birra commercializzata dal birrificio. Viene brassata con malti Marris Otter e Crystal, frumento, luppoli Challenger, First Gold e Styrian Golding. Pinta che "trabocca" di tradizione: classico color dorato, appena velato, con il classico "dito" di schiuma, leggermente ocra e cremosa. L'aroma è delicato e pulito, elegante: scorza d'agrumi, pompelmo, e sentori più dolci di polpa d'arancio. Per una session beer dal contenuto alcolico modesto (4.5%) ha un bel corpo, medio, con chiare note di biscotto; corretta la carbonazione, e giustamente watery la consistenza; ottima la sensazione al palato. E' pungente, con un bell'amaro ricco di scorza d'agrume (pompelmo, lime) che s'intensifica nel corso della bevuta fino a culminare in un retrogusto non molto lungo ma abbastanza intenso, amaro e pulito. Molto secca, a tratti sfocia in un'astringenza un po' fastidiosa che però ripulisce bene il palato, rinfrescandolo e rendendolo subito desideroso di un altro sorso. Equilibrata e ben fatta, ci fa pensare ad un'assolata giornata di sole nella campagna inglese, le nuvole trasportate dal vento che si rispecchiano nella dissetante pinta. Ma ci fa pensare anche al fatto che in Italia abbiamo ormai quattrocento microbirrifici, ed a memoria fatichiamo a ricordare una birra italiana che sia così sfacciatamente inglese. Si accettano consigli. Nel frattempo, la nostra pinta di Potholer è evaporata. Formato: 50 cl., alc. 4.5%, scad. 30/06/2012, prezzo 2.53 Euro.
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