Terza ed ultima Birra Olmo che andiamo a degustare, dopo la Amber Owl e White Rabbit. Già il nome, Guerrilla IPA, è un'anteprima di quello che il bevitore può trovare nel bicchiere, concetto rafforzato dalla scritta "subversive IPA" riportata in etichetta. Vi rimandiamo direttamente alla relativa pagina sul sito della beer firm se volete approfondire. Noi ci concentriamo invece sul liquido, che riempe il bicchiere di un bel color ambra con riflessi ramati; la schiuma, che ha una buona persistenza, è leggermente "sporca", fine e cremosa. Il naso si mostra meno "aggressivo" delle premesse; non c'è nessuna esplosione di luppolo, ma piuttosto un aroma pulito ma un po' "monocorde" dominato dal pompelmo. C'è qualche altra leggerissima sfumatura di agrumi (arancio, forse mandarino) e di erbaceo. Anche in bocca l'attacco è abbastanza "docile"; base di malto (caramello) seguita da note di pompelmo, con una ottima pulizia. La bevuta cambia poi improvvisamente, con un ingresso abbastanza "rude" dell'amaro, con decise note resinose e vegetali che enfatizzano anche la percezione alcolica. Un vero e proprio "calcio" di amaro che va a caratterizzare anche il retrogusto, intenso ed abbastanza lungo. Una seconda parte (immaginiamo) volutamente "rude" ed un po' grezza, che viene a spezzare quell'equilibrio pulito che aveva caratterizzato la prima parte della bevuta. La bevibilità ne risulta un pochino compromessa, per una IPA dal corpo medio e moderatamente carbonata, (forse) volutamente sbilanciata e che sembra (forse) voler un po' ammiccare alla "moda" della "dammi la più amara che c'hai", spingendo forte all'ultimo istante sul pedale dell'acceleratore, piuttosto che continuare su un percorso bilanciato e raffinato. Formato: 33 cl., alc. 5.9%, scad. 15/01/2014, pagata: 3.50 Euro (food store, Italia).
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sabato 4 maggio 2013
sabato 13 aprile 2013
Birra Olmo Amber Owl
Ritorniamo a parlare di Birra Olmo, dopo la White Rabbit assaggiata in questa occasione. Oggi è la volta della Amber Owl, che la (solita) bella etichetta ci annuncia essere una Amber Strong Ale; il colore è effettivamente ambrato, velato, e forma una bel cappello di schiuma fine e cremosa, leggermente ocra e molto persistente. Il naso non è molto pulito; ci accoglie una presenza un po’ troppo invadente di lievito, che mette in secondo piano sentori di marmellata d’arancia e frutta/esteri. Le cose vanno meglio in bocca, dove c’è più pulizia ed una progressione ben identificabile: si parte con leggere note di biscotto e caramello, per poi passare subito alla frutta, con un po’ di tropicale e soprattutto polpa di pompelmo. Fin qui il gusto rimane abbastanza dolce, ma ecco una ondata luppolata amara, intensa, che porta note terrose e di scorza di pompelmo. Il finale lascia al centro della lingua un retrogusto dolce di agrumi, leggermente sciropposo, mentre ai lati un amaro molto persistente e abbastanza intenso. L’alcool (8.2%) è nascosto molto bene e questa Amber Owl si beve con buona facilità. Non brilla però per armonia, equilibrio e “rotondità”, come amber ale ci aspettavamo un profilo di malto un po’ più in evidenza ma la bevuta, che parte abbastanza tranquilla (e fruttata) viene invasa da un’ondata amara un po’ fuori controllo, che sembra un po’ patire (o voler seguire) la moda delle luppolature “pesanti”. Nel complesso ci ha convinto meno della precedente White Rabbit; ma se siete affetti da dipendenza da luppolo, forse questa birra potrebbe fare per voi. Formato: 33 cl., alc. 8.2%, lotto 55, scad. 11/2013, prezzo 2.50 Euro (stand birrificio).
sabato 2 marzo 2013
Birra Olmo White Rabbit
Oggi parliamo di una Beer Firm, ovvero un produttore senza impianti, una realtà che si sta diffondendo sempre di più sulla nostra penisola negli ultimi tempi. Il marchio Birra Olmo ha sede a Arsego di S. Giorgio delle Pertiche (Padova) ed è in attività dal 2012. Davvero molto curata la grafica delle etichette, con logo del birrificio e relativi “ingranaggi” in leggero rilievo lucido. La gamma attualmente comprende una strong ale (Amber Owl), una blonde (Butterfly), una stout (Soul) ed una (Double) Blanche, questa White Rabbit. Tipico color giallo paglierino opalescente, schiuma bianca, quasi pannosa, dalla buona persistenza. L’aroma è molto pronunciato: scorza d’arancio, coriandolo, pepe, sentori di cereali e, quando la birra si scalda, un leggero sulfureo. L’ABV (6%) superiore alla media che generalmente s’incontra in questo identifica appunto la “double blanche” ; imbocco di cereali, poi molto arancio (polpa e scorza), con un finale speziato di coriandolo, cereali e leggermente amaro (scorza arancio, curaçao). Il corpo forse è un po’ troppo leggero per una “double”, la carbonazione alta, e c’è una grande facilità di bevuta grazie ad una consistenza watery. In bocca c’è meno intensità dell’aroma, ma una maggiore pulizia. Comunque una blanche abbastanza soddisfacente, vivace, secca, con una leggera acidità piacevolmente rinfrescante. Formato: 33 cl., alc. 6%, lotto 54, scad. 11/2013, prezzo 2.50 Euro (stand birrificio).
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