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martedì 13 gennaio 2015

Riegele BierManufaktur Noctus 100

Del birrificio di Augusta/Augsburg  Riegele vi avevo già brevemente parlato in questa occasione, stappando la  “classica “ doppelbock Speziator. Da un po’ di tempo, accanto alla linea di birre tradizionali, Riegele ha commercializzato una serie di cosiddette “birre gourmet” o, per utilizzare il termine tedesco, Brauspezialtitäten; sono arrivate IPA, Porter, Imperial Stout ed altri stili anglosassoni che, fino a qualche anno fa,  quasi nessun birrificio tedesco si sarebbe mai sognato di produrre. Merito (o colpa, a seconda dei punti di vista) della svolta di Riegele è di Sebastian Priller, discendente di quel Sebastian Riegele che nel 1889 acquistò la fabbrica di birra un tempo chiamata Zum Goldenen Roß. 
Dopo gli studi in Economia Aziendale e Management ed una quadriennale esperienza all’estero in una delle tante società di consulenza, nel 2006 Sebastien ha  deciso di tornare in Germania ad occuparsi dell’azienda di famiglia non prima di diplomarsi Beer Sommelier  ottenendo nel 2009 il secondo e nel 2011 il primo posto nel concorso (a me sinora sconosciuto) di Beer Sommelier World Championship. 
Al comando della Riegele, Priller ha dovuto inevitabilmente fare i conti con un mercato domestico ormai cronicamente in calo di volumi:  la sua convinzione è che questo sia un dato di fatto inevitabile,  e vista l’impossibilità a spingere i consumatori a bere di più, diventa piuttosto necessario farli bere “meglio”.  Il che significa birre “speciali”, vendute a prezzi più elevati, che garantiscono al birrificio margini di guadagno più elevati in grado di compensare il calo dei volumi delle birre “tradizionali”. Assieme al birraio Frank Müller, Sebastian Priller lancia così sul mercato una nuova serie di birre che comprende la pilsner Amaris 50, la Weizenbock August 8, la Strong Ale Dulcis 12, la porter Robustus 6, la APA Simcoe 3 e la imperial stout Noctus 100. La missione è quella di convincere ad esempio un consumatore tedesco a bere la nuova Ator 20 (7-8 Euro al litro) piuttosto della Speziator, la storica Doppelbock di Riegele che di Euro al litro ne costa solo tre.  Molto più curata la parte grafica delle etichette rispetto a quelle classiche:  c’è la firma di Sebastian Priller-Riegele, intento ad annusare un calice di birra, mentre sul retro degli intuitivi simboli permettono di capire quello che c’è nella bottiglia: colore, corpo, aroma ed intensità dell’amaro. 
La Noctus 100 viene prodotta con malti Steffi, Caramunich, Pale Chocolate e Dark Chocolate, malto di frumento, orzo tostato e luppoli Mandarina ed Hallertauer Opal. Completamente nera nel bicchiere, forma un bel cappello di schiuma beige fine e cremosa, dalla buona persistenza. Il naso è però tutt’altro che invitante: c’è una leggera presenza di pane nero, leggermente tostato, di mela verde, con un sottofondo etilico. Poca roba. In bocca arriva abbastanza slegata, con una consistenza sorprendentemente leggera/acquosa per una birra dal contenuto alcolico (10%) importante. Le bollicine sono poche, il corpo è medio ed il gusto, dopo un inizio non particolarmente intenso fatto di pane tostato e di caffè, scivola un po’ nel salmastro della salsa di soia. Non resta che registrare una leggera astringenza finale, ed un retrogusto abbastanza corto dove un tiepido calore etilico viene purtroppo di nuovo accompagnato da una leggera presenza di salsa di soia. 
Bottiglia con evidenti problemi e bevuta poco soddisfacente:  meglio affidarsi alle “certezze” delle classica produzione Riegele,  che alla cosiddetta innovazione contrappone un’impeccabile costanza qualitativa. 
Formato:  66 cl., alc. 10%, scad. 13/11/2015, pagata 5.70 Euro (beershop, Germania).   

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio      

giovedì 9 ottobre 2014

Riegele Speziator

La storia del birrificio più grande di Augusta (o Augsburg, come preferisco chiamarla) risale al 1386, quando viene fondato il Zum Goldenen Roß (il cavallo d'oro) che nel 1889 viene acquistato da Sebastian Riegele; il cavallo fa ancora parte del logo della Riegele, ma la produzione si è spostata negli edifici, inaugurati nel 1911, poco distanti dalla stazione ferroviaria. Ancora nelle mani (quinta generazione) dei discendenti di Sebastian Riegele, è oggi guidata da  un altro Sebastian, che di cognome fa Priller.
Praticamente adiacente al birrificio troverete anche la Riegele Wirtshaus, dove poter mangiare, bere e, nei mesi più caldi dell'anno, godere dell'immancabile biergarten. Il birrificio è visitabile con un tour che dura circa due ore, inclusa merenda e degustazione, al prezzo attuale di 14,50€ a persona. Riegele offre anche corsi per la produzione di birra, della durata di otto ore,  che per la cifra di 149.00 Euro. Infine, Riegele è anche un hotel, nel centro di Augusta.
Il birrificio bavarese è stato tra i primi, nella propria regione, a lanciare uno sguardo sul segmento della cosiddetta "birra artigianale"; accanto alle classiche birre prodotte secondo la tradizione tedesca, ha infatti lanciato qualche anno fa la linea Riegele BierManufaktur, con la quale propone produzioni in stile belga ed anglosassone: IPA, strong ale, imperial stout, con gli immancabili invecchiamenti in botte. Su una di queste birre torneremo tra un po' di tempo, per il momento restiamo su una classica doppelbock.
L'apparenza è perfettamente classica: nome che finisce in "-ator", come vuole lo tradizione delle Doppelbock, e doppio caprone (bock) raffigurato in etichetta. Questa Speziator si presenta di color tonaca di frate, marrone molto scuro, con dei limpidi riflessi color mogano; la schiuma beige è croccante e cremosa, con una buona persistenza. Al naso sentori di pane nero, prugna secca, ciliegia sciroppata, toffee, frutti di bosco, uvetta. Un benvenuto semplice ma pulito ed abbastanza elegante, ed aspettative che non vengono deluse in bocca: poche bollicine, corpo medio, morbida e facile da bere. Il gusto ripropone pane nero, prugna ed uvetta, con note di liquirizia e caramello; nel finale l'alcool regala un lieve tepore di frutta sotto spirito, e c'è pure una leggerissima nota di cioccolato. La bevuta è dolce ma molto ben bilanciata, con la pulizia ed il rigore che ti aspetti di trovare in una classica birra tedesca; il prezzo da pagare è quello di una doppelbock molto ben fatta, "precisa" ma un po' fredda  e che, pur riscaldandoti, ti regala una piacevole e soddisfacente bevuta ma un po' avara di emozioni. Al prezzo di vendita in Germania, è comunque una piccola manna.
Formato: 50 cl., alc. 7.5%, lotto 1513, scad. 06/11/2015, pagata 1.58 Euro (beershop, Germania).