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mercoledì 14 gennaio 2015

Theresianer Birra d'Inverno 2014

Birra Natalizia,  o Birra d’Inverno, anche per Theresianer, birrificio che vi ho presentato in questa occasione.  Come ogni anno, arriva in un’elegante bottiglia serigrafata sempre diversa con tappo in sughero, contenuta all’interno di una scatola di cartone: l’edizione 2014 raffigura un paesaggio innevato ed un simpatico pupazzo di neve. 
Si presenta di color ambrato molto carico, ai confini del marrone, con piacevoli sfumature rossastre; la schiuma, beige chiaro, è fine e cremosa ed ha una buona persistenza. L’aroma non è particolarmente intenso, ma denota una buona pulizia: il bouquet dei profumi si compone di frutta secca, toffee, prugna ed amaretto, con una lievissima speziatura donata dal lievito. Il gusto procede nella stessa direzione senza cambiamenti: la birra è gradevole e morbida in bocca, con poche bollicine ed un corpo medio. Toffee e biscotto, prugna ed uvetta, qualche nota di liquirizia con un finale leggermente amaricante di frutta secca, in una bevuta prevalentemente dolce dove l'alcool (9%) è molto ben nascosto regalando un lieve ma gradevole calore etilico. Lascia un delicato retrogusto, dolce, di frutta sotto spirito.
La natalizia (o invernale) di Theresianer si porta dietro buona parte delle caratteristiche delle altre tre birre assaggiate in precedenza: corretta, ben fatta, pulita, priva di difetti e facile da bere ma, nonostante l'elegante abito che la veste, un po' carente di personalità. La bevuta è comunque gradevole, anche se non particolarmente emozionante o coinvolgente; azzeccato l'abbinamento con il cioccolato fondente.
Il curato packaging la identifica come una birra per le occasione “speciali” o "da regalo", ma probabilmente incide un po’ troppo sul rapporto qualità prezzo; sul sito del birrificio viene venduta a 13.00 Euro, indicativamente il doppio del costo (italiano) di numerose birre natalizie belghe che vengono solitamente stappate nel periodo natalizio.
Un ringraziamento al birrificio per avermi inviato la bottiglia da assaggiare.
Formato: 75 cl., alc. 9%, scad. 05/2015.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

giovedì 6 novembre 2014

Theresianer Wit

Ultimo appuntamento con Theresianer, storico birrificio di Trieste il cui marchio rivive oggi nella produzione che avviene però  a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. Dopo la IPA e la Pils, è la volta della Wit,  Diversi sono i riconoscimenti ottenuti in alcuni (particolari) concorsi:  oro all’International Beer Challenge 2012 e tre argenti consecutivi (2011, 2012, 2013) al World Beer Championship di Chicago.
Una Wit/blanche che viene prodotta senza utilizzare nessuna spezia, secondo le informazioni riportate in etichetta; l'orzo ed il frumento arrivano dalla Baviera, il luppolo dovrebbe essere lo Spalt Spalter.
Il colore è oro opaco, con una testa di schiuma bianca compatta e cremosa, molto persistente. Il naso non brilla d’intensità ma è pulito e regala gli attesi profumi di cereali, fiori bianchi, banana e arancia, qualche lieve sentore di pera e di coriandolo; gli stessi elementi ritornano in bocca, senza eccezione alcuna, per una wit dal corpo leggero che risulta scorrevole e facile da bere ma che difetta un po’ nelle bollicine. 
Il risultato è una birra agile e semplice, che disseta e rinfresca con una lievissima acidità ed una buona intensità e pulizia, evitando la “piaga” dell’acquosità che spesso affligge questo stile brassicolo: finisce lievemente amara di curaçao. 
Anche per questa Wit vale un po’ il discorso fatto per le altre due Theresianer bevute: sono tutte pulite e ben fatte ma un po’ timide di carattere, mirando a far sentire a proprio agio il palato del bevitore "medio" piuttosto che di sorprenderlo o di condurlo in territori meno rassicuranti. Abbastanza evidente che il target siano quindi soprattutto i tavoli dei ristoranti, ed ecco quindi gli abbinamenti consigliati dal produttore: zuppe di verdura, torte salate a base di verdure cotte, piatti di pesce di acqua dolce (per esempio trota, luccio), insalate. Ringrazio anche questa volta il birrificio per avermi inviato la bottiglia da assaggiare.
Formato: 75 cl., alc. 5.1%, IBU 15, lotto 14225 1313, scad. 12/05/2015.

lunedì 6 ottobre 2014

Theresianer Premium Pils

Il secondo appuntamento con Theresianer  - Antica Birreria di Trieste 1766, presentatovi in questa occasione, è quello con la  Premium Pils. Ringrazio anche questa volta il birrificio per avermi inviato una bottiglia da assaggiare. Lo stile di riferimento è quello delle pils boeme, ed una ricetta che prevede malto Pilsener e luppoli "nobili" di provenienza boema (Saaz e Tettnang). 
Nel bicchiere si presenta di colore dorato, velato, con una solida "testa" di schiuma, compatta e cremosa, abbastanza fine, dalla buona persistenza. L'aroma è pulito e ancora abbastanza fresco, regalando dei gradevoli sentori di cereali e di mollica di pane, con qualche sfumatura floreale, di miele e di fieno. In sottofondo mi sembra anche di avvertire una leggerissima presenza di agrumi. Il gusto mantiene una corrispondenza pressoché perfetta, riproponendo pane, cereali e miele; la birra è leggera e gradevolmente carbonata, risultando molto scorrevole senza mai essere acquosa. Il finale è invece un po' timido, non c'è quella chiusura amara, delicatamente speziata ed erbacea di luppoli nobili, 
ripulente e dissetante, che ti aspetteresti da una pils da manuale.
Bene la pulizia, ancora di buon livello la fragranza: la birra è fatta bene, godibile e si beve con piacere, ma vale un po' il discorso fatto sulla India Pale Ale assaggiata qualche giorno fa, seppur in quantità minore. L'impressione è di una birra pensata per accontentare la maggior parte dei palati, quelli "assuefatti" al gusto delle birre industriali, che prediligono il dolce e che "temono" l'amaro: chiariamo, la differenza con un blando prodotto industriale c'è ed è evidente, ma si poteva/doveva osare di più per dare maggior personalità ad una birra che rientra in uno stile (al contrario delle IPA) tutto sommato abbastanza accessibile anche per tutti.
Formato: 75 cl., alc. 5%, lotto 14216 1132, scad. 03/05/2015.

domenica 28 settembre 2014

Theresianer India Pale Ale

La storia di Theresianer inizia nel 1766, quando in un borgo di Trieste chiamato "Borgo Teresiano", un certo signor Lenz ottenne la licenza di inaugurare una birreria sotto l'Impero Austro-Ungarico della Regina Maria Teresa d'Asburgo. 
Da quell'anno bisogna fare subito un salto temporale di oltre duecento anni per arrivare sino ai giorni nostri, esattamente nel 2000, quando il marchio diviene di proprietà di Martino Zanetti, titolare del marchio di caffè Hausbrandt Trieste 1892.  Curiosamente, entrambi i marchi continuano a fare riferimento alla città in cui sono nati nonostante, per entrambi, la produzione avvenga a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. Non sono riuscito a reperire nessun'altra informazione sulla storia di Theresianer: non sappiamo che cosa sia successo alla "birreria" originale, non sappiamo se in questi due secoli la produzione sia continuata o no a Trieste, per mano di qualche altro proprietario, e quando si sia interrotta. Un piccolo "mistero" al quale non si fa nessun riferimento sul (curatissimo) sito del birrificio, pur rivendicando la data di nascita del 1766.  Mi lascia abbastanza sorpreso il fatto che sul sito dell'associazione birrofila triestina, che si propone di "salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni, in particolar modo relativamente al territorio della provincia di Trieste ma pure delle vecchie birrerie regionali" Theresianer non sia mai menzionata. Per chi volesse quindi avere qualche altra informazione, non mi resta che indirizzarvi a questo bell'articolo - recentissimo - del blog di Berebirra.
Possiamo considerare Theresianer come il più piccolo birrificio industriale italiano, con una produzione annua (2013) di 28.000 ettolitri come segnala l'ultimo report di Beverfood, che si differenzia tuttavia da tutti gli altri per la diversificazione dei prodotti: a fianco delle classiche Lager, Pils e Bock, ci sono Wit, Strong Ale, Pale Ale, India Pale Ale, Vienna, birra invernale/natalizia ed una Coffee Stout che immagino sfrutti la collaborazione con l'altro marchio di casa, Hausbrandt. Non si parla quindi al semplice bevitore che chiede "una chiara o una rossa", ma ci si vuole rivolgere ad un consumatore che abbia un minimo livello di conoscenza. Anche il target della distribuzione, che potete trovare nella sezione "Theresianer nel mondo" del sito ufficiale, non è quello del bar di periferia ma soprattutto del ristorante di qualità/stellato, offrendo stili diversi al servizio degli abbinamenti gastronomici.
Detto questo, ricevo con sorpresa dall'ufficio stampa di Theresianer un mini kit d'assaggio, che comprende tre bottiglie: Pils, Wit, IPA. Partiamo proprio da quest'ultima: la bottiglia mi arriva accompagnata da un foglio che ne illustra la storia (ripetendo - purtroppo - il mito delle IPA inventate per essere esportate nelle colonie indiane) e le caratteristiche, riportando qualche nota gustativa e suggerendo alcuni abbinamenti gastronomici. Mi sento però di fare un piccolo appunto: se si vuole scendere nel dettaglio e specificare le tipologie degli ingredienti usati, sarebbe opportuno farlo nel modo giusto. Bene indicare la provenienza dell'orzo (Franconia), ma la tipologia di malto "ale" non mi dice granché se non, immagino io, che sono stati utilizzati malti chiari. Idem per i luppoli: Hallertau non identifica un luppolo in particolare ma piuttosto una regione tedesca dove si coltiva (tanto) luppolo (nobile). Qual è quello che è stato usato? Parliamo di Hallertauer Mittelfrüh, Hallertauer Gold, Hallertauer  Magnum, Hallertauer Tradition? E per l'altro luppolo utilizzato, descritto come "Stiria", si tratta forse di Styrian Golding? 
Birra nel bicchiere, il colore è ambrato scarico, opaco; il bianco cappello di schiuma che si forma ha una buona persistenza, ha trama fine ed è cremoso. Al naso, non particolarmente pronunciato e discretamente pulito, emergono sentori di frutta secca, caramello e biscotto, una lieve pepatura da luppolo nobile e, più in sottofondo, marmellata d'arancia ed  una leggerissima terrosità.  Oggi quando si parla di IPA si indicano genericamente le American IPA, che hanno ormai (purtroppo) quasi definitivamente portato alla scomparsa di quelle "originali" inglesi; l'abbondante dry-hopping al quale siamo ormai abituati ci potrebbe far restar delusi dai profumi di questa Theresianer: c'è tuttavia una buona pulizia e, se ancora vi ricordate una classica IPA inglese (ormai sempre più difficile da trovare), lo scenario vi sarà piacevolmente familiare e gradevole. In bocca rivela un corpo tra il medio ed il leggero, con poche bollicine: la sensazione al palato è molto gradevole, la birra è scorrevole e facile da bere senza mai risultare acquosa. Il gusto è molto pulito, con una solida base di malto (biscotto, caramello e quel "nutty" inglese quasi intraducibile) e una lieve presenza di agrumi; non ci sono fuochi artificiali ma tanto equilibrio ed una chiusura quasi delicata di note erbacee, terrose e di mandorla amara, con una lieve nota pepata che ci riporta al punto di partenza, l'aroma. Il risultato ottenuto con materie prime non inglesi è proprio quello di ricordare a grandi linee una IPA inglese. Theresianer IPA è una birra delicatamente amara che può risultare facilmente accessibile anche ad un palato meno "esperto": è pulita e ben fatta, corretta, gradevole. A chi invece ha un palato "evoluto" (se mi passate il termine) la bevuta risulterà ugualmente piacevole ma non susciterà particolari sussulti o emozioni.
Formato: 75 cl., alc. 5.8%, IBU 45, lotto 14213 1247, scad. 30/04/2015.