domenica 28 febbraio 2016

De Molen Tsarina Esra Imperial Porter

Mi appresto con sollievo a stappare l'ultima birra di De Molen rimasta in cantina, birrificio olandese che negli ultimi anni mi ha dato più problemi che soddisfazioni. Riassumo giusto per la cronaca; Rasputin 2012, imperial stout trasformatasi in una versione acida, con la sorella - strana ma bevibile - invecchiata in botti di Bourbon. Preciso che l'aggettivo "bevibile" ad una birra che costa 20 Euro al litro è tutt'altro che  un complimento. C'è poi stato il minestrone di verdure della Heen & Weer 2014  e la noia mortale della Hemel & Aarde, questa per lo meno - diamogliene atto - esente da difetti.
Il perché mi risulti ormai impossibile trovare una De Molen decente rimane a me poco chiaro; il cambio d'impianto è avvenuto nel 2011, c'è stato tutto il tempo necessario per fare i dovuti assestamenti. Procede tutto bene nella linea d'imbottigliamento? La costanza qualitativa è purtroppo una chimera per questo  birrificio, con il risultato che acquistare una bottiglia equivale a giocare dei numeri al lotto: quante probabilità avrò di bere un'ottima birra? 
Eppure, su Ratebeer e gli altri siti di beer-rating continuano a fioccare le cinque stellette ed i punteggi centenari anche se, lo so, questi siti hanno la stessa affidabilità delle previsioni meteorologiche. Allora sarò soltanto sfortunato io, e la riprova è questa bottiglia dell'imperial porter Tsarina Esra, "nata" il 17 novembre 2014 e che ottiene (stesso lotto) recensioni molto positive sui siti sopra citati. La sua ricetta indica malti Pils, Monaco, Chocolate e Caramello, frumento maltato ed una luppolatura di Sladek e Premiant. 
L'inizio non è molto incoraggiante, a partire dalla silente apertura del tappo cui fa seguito un aspetto piuttosto bruttino: quasi nera, invece della schiuma si forma un ammasso di grossolane bolle biancastre. L'aroma è tuttavia ancora peggio: carne e salsa di soia dominano, lasciando solo scorgere un sottofondo piuttosto etilico di frutta sotto spirito (uvetta?).  Al palato risulta quasi piatta, con un corpo medio ma totalmente priva di quella pienezza e morbidezza che una imperial porter/stout da 11 gradi dovrebbe avere. Il gusto è piuttosto confuso e difficile da comprendere: in uno scenario piuttosto etilico, ricco di carne e salsa di soia, s'intravede qualche remota traccia di caffè, di orzo tostato, forse caramello bruciato. L'amaro di luppolo e  tostature e viene affiancato anche da quello della plastica/gomma bruciata, per una lieve astinenza finale nella quale emerge anche una leggera nota torbata. A dire il vero migliore un pochino dopo diversi minuti nel bicchiere, ma finirla rimane un'impresa disperata e la maggior parte del liquido trova la sua collocazione ideale nel lavandino: l'unico conforto, nel mio caso, è di non aver altre De Molen in cantina.
Formato: 33 cl., alc. 11%, IBU 93, lotto 17/11/2014, scad. 17/11/2039, 6.00 Euro (beershop, Italia).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

7 commenti:

  1. Che tristezza...io avendo letto le tue recensioni mi sono sempre guardato bene dal comprare una de molen! 😃

    RispondiElimina
  2. Io sinceramente mi chiedo come si faccia a mettere in commercio certi lotti...mi è capitato anche con birre italiane...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh.. ma è difficile buttare tutto. costa!
      a volte i problemi o le infezioni si manifestano dopo un po' di tempo, quando le birre sono già in giro.
      altre volte ci possono essere problemi proprio in fondo alla catena produttiva, ovvero all'imbottigliatrice. basta ad esempio un tappo ogni tanto che non chiude come dovrebbe e la birra si ossida. su De Molen ho un po' questa impressione... vedo (alcune) bottiglie dello stesso lotto produttivo buone e molte altre disastrose. il perché a me capitino sempre queste... è un mistero.

      Elimina
  3. Vero che costa...ma se io compro 3 bottiglie di un birrificio e 2 sono palesemente rovinate (non poco buone) a me girano parecchio e mi sento anche preso un po' per i fondelli! Sono convinto che alcuni lotti fallati vengano messi in commercio con consapevolezza e questo per me non é tollerabile!
    Aggiungo anche che con i birrifici belgi ho avuto pochissimi problemi del genere...con le italiane non posso dire altrettanto!

    RispondiElimina
  4. Scrivo ora dopo aver assaggiato almeno 3/4 prodotti di De Molen ma avendone ancora un altro paio in cantina pronti da assaggiare...bene groot & sterk, Rasputin oscena con carne e salsa di soia come unici compagni di bevuta, questa Tsarina andata abbastanza bene una volta che si è scaldata un pochino, sprigionando un leggero affumicato, tostature e sentori di frutta scura...Insomma l'incostanza fa parte del loro marchio, peccato visto a volte gli ottimi risultati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' finito sulla mia lista nera. Troppo incostante ormai, troppo alto il rischio di prendere della fregature spesso a prezzo salato.
      Con tutto quello che arriva ormai in Italia, non vedo il motivo di insistere su un birrificio che non fa più le birre che faceva una volta.

      Elimina
  5. Purtroppo non posso che essere d'accordo, visto la vasta scelta non conviene, ad oggi, rischiare di pagare una birra 20 euro al litro per poi farla bere al lavandino.

    RispondiElimina