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giovedì 23 aprile 2015

Oltrepó Castana

Con ormai oltre 900 soggetti operanti in Italia, secondo le cifre di Microbirrifici.org, sono sempre più frequenti i “debutti” sulle pagine del blog. 
Ecco quello del giovane Birrificio Oltrepò, attivo dalla primavera del 2014: il nome è una chiara indicazione della sua localizzazione (l'Oltrepò Pavese), anche se al momento si tratta ancora di una beerfirm. Il progetto è comunque di mettere in funzione un proprio impianto appena possibile, ed in questo senso sono già in atto i lavori di ristrutturazione di una vecchia officina meccanica nelle colline di Valverde. Un birrificio che non è ancora tale, ma che onestamente riporta in etichetta di produrre attualmente le birre presso il Birrificio Opera di Pavia. 
Titolare del progetto è Sergio Cristiani assieme a tre altri soci con l’aiuto, per quel che riguarda le ricette, dell’esperto birraio Maurizio Cancelli. In questo anno di vita sono state prodotte due birre:  “Oltre”, una Golden Ale “gateway beer” volutamente semplice e accessibile (soprattutto per chi non ha ancora incontrato la cosiddetta “birra artigianale”) e “Castana”, una birra al miele di castagno fornito da produttori locali dei boschi di Valverde. In arrivo c'è una saison al miele di tarassaco e pepe che sarà presentata in maggio.
La "Castana" ha ottenuto una sorprendente medaglia d’argento all'esordio nella categoria 25 (Birre al Miele) nell’ultima edizione di Birra dell’Anno, arrivando dietro all’Oasi del Birrificio Rurale e davanti alla Mielika di Baladin. Ed è proprio questa birra che il birrificio mi ha gentilmente invitato ad assaggiare. 
All’aspetto è di colore ambra scarico, tendente al ramato, opalescente, e forma un bel cappello di schiuma biancastra, compatta e cremosa, molto persistente. L’aroma è elegante e pulito, nettamente caratterizzato dal miele, accompagnato da sentori floreali e soprattutto da quelli di frutta tropicale e pesca nettarina portati dal dry-hopping di Galaxy. Al palato, almeno secondo il mio gusto, pecca un pochino di carbonazione ed una maggior quantità di bollicine le avrebbe dato maggior vivacità; la birra è scorrevole e facile da bere con una buona presenza al palato, morbida. Premetto di non essere un gran consumatore/amante di miele e raramente acquisto birre aromatizzate al miele: questa Castana però mi ha sorpreso per la sua freschezza, lontana da qualsiasi velleità dolciona ed appiccicosa che qualcuno potrebbe associare al miele.  Anzi, bevuta fresca (leggasi “a bassa temperatura“) si rivela dissetante e rinfrescante, con la base maltata di biscotto e lieve caramello a supporto del miele. Nonostante questo sia molto caratterizzante, la birra riesce comunque a mantenere un buon equilibrio con qualche richiamo di frutta tropicale, una lieve acidità che contribuisce a snellirla e un finale leggermente amaricante di frutta secca che si porta in dote anche una suggestione di castagna. Man mano che la birra s’avvicina alla temperatura ambiente si fa strada un morbido tepore etilico che ben si amalgama con il miele, regalando un retrogusto dolce che riscalda e soddisfa. La birra è pulita e ben fatta, con un accostamento molto riuscito tra miele e tropicale che, complice anche una bottiglia abbastanza giovane, funziona davvero bene. Una bella sorpresa e una medaglia d’argento a BdA 2015 meritata, per quel che valgono i concorsi nei quali spesso avvengono exploit estemporanei che poi non trovano seguito: al  Birrificio Oltrepò spetta quindi ora la parte più difficile, quella di confermarsi nel tempo. 
Un piccolo appunto devo però farlo: va bene che l'abito non fa il monaco, ma siamo nel 2015 e la grafica dell'etichetta mi ha riportato indietro nel tempo di un bel po' di anni. Un aspetto più curato e moderno sarebbe auspicabile: ammetto che non mi avrebbe mai convinto all'acquisto, vedendola sullo scaffale di un negozio, oltretutto con quel "birra doppio malto" in bella vista.  Ringrazio  il birrificio per avermi inviato la bottiglia da assaggiare.
 Formato: 75 cl., alc. 6.4%, lotto 149/2014, scad. 08/01/2016.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 23 ottobre 2013

Dogfish Head Midas Touch

Non sono molte le Dogfish Head che arrivano in Italia, visto che il birrificio americano già non riesce a soddisfare tutta la domanda domestica. Tutta via Sam Calagione, fondatore di Dogfish, è anche socio della Birreria che si trova all'interno della filiale di New York di Eataly. Grazie a questo canale preferenziale sono arrivate negli ultimi tempi in Italia un paio di bottiglie: la Indian Brown Ale e la Midas Touch. Per introdurre questa birra bisogna fare un lunghissimo salto indietro nel tempo, quando un re chiamato Mida (non quello delle leggenda) governava all'incirca 2700 anni da la Frigia, una regione dell'Anatolia centrale che oggi corrisponde indicativamente alla Turchia. La sua tomba, che fu scoperta nel 1950,  conteneva un numero impressionante di vasi (bicchieri) risalenti all'età del ferro. Una quarantina d'anni dopo il ritrovamento, l'archeologo americano Patrick McGovern dichiarò che i residui contenuti in quei vasi erano di bevande alcoliche: orzo, miele, uva. McGovern cercò un birrificio disponibile a ricreare una birra contenente quegli ingredienti da bere nel corso di una celebrazione di Mida. A Sam piace subito l'idea di produrre una birra che contenesse miele ed uva, ed ecco che la Mida's Touch - commercializzata per la prima volta a Marzo del 1999 - entra nella produzione stabile del birrificio del Delaware. Oltre ai giù citati miele ed uva (moscato), Calagione aggiunge lo zafferano.
Si presenta di colore oro carico, leggermente velato; la schiuma è un po' grossolana, di dimensioni modeste, biancastra e poco persistente. Aroma pulito, dolce, con spiccati sentori di miele d'acacia, zafferano, uva passa, leggera pesca. Rotonda ed avvolgente in bocca, dal corpo pieno e poco carbonata, si mantiene molto dolce con un bel carico di frutta candita, zucchero di canna, miele, biscotto al burro, uva passa ed albicocca sciroppata. Soprattutto quando raggiunge la temperatura ambiente è a tratti reminescente di un vino liquoroso; ha però un finale sorprendentemente secco, che ripulisce il palato del dolce evitando quindi l'effetto stucchevolezza. Chiude morbida, con un retrogusto etilico caldo ed armonioso, di frutta secca (albicocca ed uvetta). Molto pulita, si beve molto bene nonostante una gradazione alcolica importante (9%) ed è quasi naturale pensare ad un suo abbinamento con dei formaggi stagionati o piccanti. Calagione la consiglia inoltre (paragonandola ad un Sauternes) con piatti d'influenza asiatica, risotto, curry, pesce e tacchino al forno. Immancabile il suo contributo video. Palati amanti del dolce fatevi avanti, questa intensa e morbida birra è per voi. 
Formato: 35.5 cl., alc. 9%, IBU 12, lotto 29/06/2012, pagata 4.70 Euro (food store, Italia).

domenica 24 febbraio 2013

Barley BB9 2011

La passione per la birra contagia Nicola Perra a soli diciotto anni, a cominciare dalle bevute di quelle birre "strane" o inusuali che  a quel tempo offriva la birreria "Il Merlo" di Cagliari. Lentamente, la passione si trasforma in un percorso di sei anni di homebrewing che sfocia nell'apertura, nel 2006, del Birrificio Barley a Maracalagonis, ad una ventina di chilometri dal capoluogo sardo. Isidoro Mascia affianca Nicola nell'avventura che parte riscuotendo grandi successi di pubblico e di critica, culminati con il titolo di "Birraio dell'anno 2009". Non è un segreto che il birrificio abbia come target la ristorazione (di fascia medio-alta), proponendosi rigorosamente in bottiglia da 75 cl. come alternativa al vino. Ma il vino è anche il protagonista di tre birre disegnate da Nicola Perra che vedono l'utilizzo della sapa; di Cannonau (BB10), di Nasco (BB Evò) e di uva Malvasia (2%) per l'ultima nata di casa Barley, la BB9. Nel bicchiere arriva di color arancio opaco; la schiuma, fine e cremosa, è leggermente "sporca" ed ha una buona persistenza. L'aroma è elegantissimo e molto pulito: c'è una diffusa speziatura da lievito, con pepe in evidenza,  polpa d'arancio, pesca, frutti tropicali, uva bianca matura. Un'ottimo bouquet olfattivo che continua sugli stessi binari in bocca: c'è moltissima frutta a pasta gialla, uva, con una prima parte dolce che viene bilanciata da un seconda parte leggermente aspra e vinosa, molto rinfrescante e molto ripulente. Il finale è caratterizzato da una chiusura leggermente amara erbacea e di nocciolo di pesca, con un retrogusto pulitissimo vinoso, lievemente aspro. Molto morbida in bocca, ha un corpo medio ed una discreta carbonazione, ma soprattutto l'alcool (9%) nascosto in maniera superlativa. Questa BB9 si beve con grandissima pericolosità, è profumata, bilanciata e pulitissima sia al naso che al palato. Spettacolare birra da pasto o da bevuta in solitudine, con l'unico neo del prezzo un po' salato. Formato: 75 cl., alc. 9%, lotto 52-11, scad. 11/2014, prezzo 17.00 Euro (beershop, Italia).

giovedì 27 dicembre 2012

Free Lions Agreste Fidelis 2012

Anche il giovane (2011) birrificio laziale Free Lions, del quale abbiamo parlato più approfonditamente in questo post ha prodotto la sua birra per celebrare le festività natalizie. Introdotta dalla poco rassicurante etichetta disegnata da Sicioldr e vagamente ispirata alle inquietanti creature di Hieronymus Bosch ma anche di Pieter Bruegel, questa Agreste Fidelis si allontana volutamente dalle tradizionali birre natalizie d'ispirazione belga dolci e "candite". Il bouquet di spezie utilizzate è notevole (cannella, cardamomo, chiodi di garofano, coriandolo, ginepro, pepe rosa, zenzero) e spesso troppa carne al fuoco (o in un bicchiere) non produce un risultato molto convincente; ma si dall'aroma appare chiaro che la situazione è invece sotto controllo con una bella apertura vegetale, quasi balsamica, ricca di piante officinali e spezie: salvia, ginepro, chiodi di garofano, coriandolo e - ci sembra - rosmarino. Naso molto singolare, se pensiamo ad una birra Natalizia, ma pulito. Ci convince un po' meno in bocca, con un corpo sorprendentemente leggero (per un ABV di 8.2%) ed una base maltata che fatica ad affermarsi, lasciando subito la scena ad un amaro erbaceo che richiama quasi in toto l'aroma. La carbonazione molto contenuta e la consistenza quasi watery la rendono molto facile da bere ma il risultato di questa facilità di "entrata" è molto poco warming (riscaldante) per chi la beve in Dicembre. Chiude con un amaro deciso ed un po' pepato dove spiccano note di ginepro e di zenzero; birra di color ambrato carico, con dei bei riflessi rubini, con una piccola "testa" di schiuma beige, fine e cremosa. Più pulita al naso che al palato, è una natalizia amara, piuttosto coraggiosa ed atipica, senza evidenti difetti, la cui piacevolezza probabilmente dipenderà dal gusto personale di chi la incontra. Formato: 33 cl., alc. 8.2%,  scad. 0701/2014, prezzo 5.00 Euro (15.15 €/litro).

lunedì 24 dicembre 2012

Troll Stella di Natale 2011

Natale poco fortunato per la "Stella" del Birrificio Troll; una birra che ha un anno di cantina alle spalle, ma che apre le danze con una preoccupante assenza di aroma, se si eccettua una lieve componente etilica. Poco di buono anche in bocca; si presenta con un corpo quasi assente, carbonazione piatta, ed una consistenza leggermente oleosa. Birra molto "slegata", con l'alcool da una parte e qualche remota reminescenza di frutta (uvetta e prugne) dall'altra; molta poca pulizia, astringenza, note di cartone bagnato completano il quadretto di una bottiglia sfortunata, molto difficile da descrivere causa mancanza di polizia ma, ahinoi, ancora più difficile da bere. Formato: 75 cl., alc. 10.5%, lotto 51/11, scad. 04/2013, prezzo 8.90 Euro.

giovedì 25 ottobre 2012

Bad Attitude Hipster

Nasce nel Settembre del 2010 la nuova birra del birrificio svizzero Bad Attitude; si chiama Hipster e rappresenta “la prima volta” in bottiglia di un birrificio che sino ad allora aveva scelto esclusivamente di distribuire i propri prodotti in fusto e lattina. Per questa "piccola" rivoluzione viene scelto un formato di bottiglia singolare, molto leggero e quindi ecologico, che si ispira alla “stubby”,  la bottiglia nazionale canadese usata tra  il1 1961 ed  il 1984, in un periodo dove la concorrenza dei prodotti americani era relativamente debole e la legislazione canadese permetteva ai birrifici canadesi di vendere le proprie bitte solamente all’interno della propria provincia. Lo scenario cambiò profondamente negli anni ’80, con la caduta del divieto di vendita “interprovinciale” e, soprattutto, con la conquista del mercato canadese da parte della Miller, venduta nella classica bottiglia dal collo “lungo” alla quale siamo oggi abituati. Ben presto anche i birrifici canadesi adottarono questo formato e la stubby andò in pensione. Torniamo alla Hipster, che Bad Attitude definisce un “pilsner wine” ovvero, provando ad interpretare, non una “normale”  imperial pilsner perché la ricetta prevede l’utilizzo di spezie (coriandolo) che sono ovviamente escluse dallo stile di riferimento. Si tratta anche della prima birra biologica di Bad Attitude, visto che malto d’orzo, zucchero, coriandolo e luppoli (Perle e Mittelfrucht) provengono da agricoltura biologica. All’aspetto è di color oro carico, quasi limpido; la schiuma, bianca, fine e cremosa, è molto persistente. L’aroma, molto forte, presenta sentori floreali (camomilla) ma un dominio quasi assoluto di miele d’acacia; la speziatura (coriandolo) è molto leggera. C’è buona pulizia. Il gusto si rivela essere molto meno intenso (e meno pulito) dell’aroma; note di pane, ritorno di miele, con un amaro erbaceo a bilanciare ed a portare in dote un bel taglio finale secco. Il retrogusto, amaro erbaceo, è di buona intensità. A dispetto di una gradazione alcolica abbastanza sostenuta (7.6%), il corpo di questa Hipster è quasi leggero; la carbonazione abbastanza vivace e la consistenza quasi watery la rendono molto facile da bere. Ci sfugge però il significato di “pilsner wine"; si tratta indubbiamente di una versione “sostenuta” di una pilsner, ma l’alcool è così ben nascosto da far pensare quasi ad una “strong lager” che ad una qualsiasi forma di vino. Questa Hipster parte bene, con un aroma molto ricco, quasi opulento, carico di miele (anche se manca  l’eleganza delle migliori pils), mentre si perde per strada in bocca scivolando un po’ nell’anonimato con un gusto semplice ma privo di quella meticolosa pulizia che un’interpretazione di una pils dovrebbe comunque avere. Non male, ma neppure da ricordare, con la scusante di una bottiglia vicina alla data di scadenza. Formato: 33 cl., alc. 7.62%, IBU 27.5, scad. 29/11/2012, prezzo 2.50 Euro.

martedì 31 luglio 2012

Piccolo Birrificio Chiostro

Dell’ex Piccolo Birrificio (di Apricale) abbiamo parlato poco tempo fa, in questo post; senza indugi andiamo a stappare una bottiglia di “Chiostro”, una birra ad alta fermentazione, come recita l’etichetta, prodotta con lievito trappista ed assenzio. L’aspetto è impeccabile: bel color dorato, leggermente velato, con un cappello molto persistente di schiuma bianca, pannosa. Ottimo anche l’aroma, pronunciato e molto pulito: ci sono agrumi (arancio) e pesca, un bel bouquet di spezie da lievito con una leggera nota pepata, sentori di rabarbaro. Il gusto è però un po’ meno interessante dell’aroma: l’inizio è dolce, con note di pane, leggero diacetile (burro) ed una leggera speziatura dei lieviti che non riesce ad emergere per portarci in un ipotetico "territorio" trappista; finisce poco secca, con un finale corto, amaro di radice  La birra, vivacemente carbonata e dal corpo leggero,  è complessivamente abbastanza gradevole, ma manca di quella pulizia che aveva caratterizzato l’aroma.. Ci proponiamo di riprovarla alla prossima occasione. Formato: 33 cl., alc. 5%,  scad. 09/09/2012, prezzo 2.50 Euro.



lunedì 11 giugno 2012

Mostodolce Martellina

Probabilmente la birra di maggior “successo” del brewpub Mostodolce, la “Martellina” viene descritta come una Belgian Ale  prodotta con l’utilizzo del miele di castagno della Val Bisenzio. Ha già ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali, come quello di Miss Pasturana 2011, un secondo posto a Birra dell’Anno 2011 nella categoria “birre al Miele” ed  il primo posto nella stessa categoria a Birra dell’Anno 2012. Bella l'etichetta di questa bottiglia, un'illustrazione con dedica proveniente dal sito Quaz-art.it. Dichiariamo da subito di non amare particolarmente le birre al miele e, in questa Martellina, di miele ce n'è davvero tanto.  Nel bicchiere è di color ambra/rame velato, con una schiuma di modesta quantità ma di buona qualità: bianca, fine, cremosa, persistente. Il miele guida le danze da subito caratterizzando completamente l'aroma; è molto pulito e pronunciato, lasciando a contorno qualche lieve sentore floreale. Presenza massiccia di miele anche in bocca, con un gusto che ovviamente tende deciso al dolce; in disparte c'è qualche nota di caramello e di arancia amara che cerca di portare un po' di equilibrio. E' una birra che si lascia bere molto bene grazie ad un corpo leggero e ad una consistenza watery, peccato che in questa bottiglia la carbonazione sia molto bassa; qualche bollicina in più avrebbe probabilmente contribuito ad attenuare la grande presenza di miele. C'è però un'ottima secchezza ed a fine bevuta il palato è sempre pulito, con una breve nota amara leggermente terrosa a chiudere; l'alcool (7.3%) è davvero impercettibile. L'unico limite alla bevuta in grande quantità è la caratterizzazione al miele davvero spinta; dopo un bicchiere, il palato è già saturo e inizia a rivolgersi altrove. Ma quello che abbiamo apprezzato maggiormente in questa Martellina è la grande pulizia; di rado ci è capitato di incontrare una birra al miele con un profilo così distintamente percepibile. Dedicata senza dubbio a quelli che amano lo stile (ed il miele), per i quali diventerà una compagna imprescindibile; agli altri potrà piacere o non piacere, ma vale senz'altro la pena assaggiarla.
Formato: 75 cl., alc. 7.3%, lotto 2412, scad. 25/08/2012, prezzo 8.00 Euro.

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english summary:
“Mostodolce” is one of the oldest microbreweries in the Italian region of Tuscany, founded in year 2003. Headbrewer is Ms. Francesca Torri, and you can taste their beers either at their pub in hometown Prato or at the location in Florence.  "Martellina" is described as a belgian ale brewed with chestnut honey. And there's really plenty of honey in this bottle.  It pours a cloudy amber color with a small creamy white head. The nose is completely dominated by honey with just a fainting flowery note. If you did not get enough, there's more honey in the taste, with some caramel and bitter orange peel. The finish is surprisingly dry, with a earthy bitter aftertaste. We rarely met a beer with such a massive use of honey. The result is a easily drinkable sweet beer balanced by a good amount of dryness. Both aroma and taste are exceptionally clean, so that any honey lower can become istantly a fan of this beer. For all the others, perhaps a sampler is enough.
In details:
Birrificio Mostdolce, Prato, Italy ( http://www.mostodolce.it/ )   
Bottle: 75 cl., 7.3% ABV,  batch 2412, BB 25/aug/2012, price 8.00 Euro.

lunedì 21 maggio 2012

Rocca Dei Conti Tarì Qirat

Rocca Dei Conti è una nuova realtà brassicola siciliana sorta nel Gennaio 2010 nei dintorni di Modica, la famosa città del cioccolato. Viene fondato da Luca Modica, Paola e Irene Leocata, Fabio Blanco, che dopo alcuni anni di sperimentazione casalinga si lanciano nella coraggiosa avventura. La gamma di birre (sei, al momento) viene chiamata "Tarì", come l'antica moneta coniata dagli arabi durante la loro dominazione in Sicilia.  Di derivazione araba anche il nome della loro birra che maggiormente s'ispira al territorio; "Quirat" era infatto il nome arabo del "carato", ovvero il seme della carruba che veniva utilizzato come unità di misura per i metalli preziosi; Quirat era anche un  sottomultiplo del dirham, una moneta d'argento comune nel mondo islamico durante il medioevo. La carruba non contribuisce solamente a spiegare l'origine del nome, ma entra anche in gioco come ingrediente nella produzione di questa birra. Non si tratta quindi di una "banale" birra al cioccolato, come ci si potrebbe attendere, ma una più interessante birra alla carruba. Di colore nero, la schiuma beige esce copiosa dalla bottiglia e costringe ad una lunga attesa prima di poter rabboccare il bicchiere con un quantitativo sufficiente di birra. Aroma fine ed abbastanza pulito, sprigiona sentori di cioccolato al latte, caffè, liquirizia e tostature. Il grande ammontare di schiuma è ovviamente preludio ad uno carbonazione molto elevata che fa un po’ a pugni con la buona cremosità della Tarì Qirat che viene un po’ rilegata in secondo piano; il corpo è medio. Il gusto è un po’ meno pulito dell’aroma, e ci sembra un po’ confuso; la carruba regala note assimilabili al cacao, c’è ancora liquirizia ma anche un po' troppi lieviti. Molto secca, chiude lasciando un retrogusto amaro che ripropone cacao, tostature e liquirizia. Nonostante la carbonazione eccessiva, che ne ha parzialmente penalizzato la percezione dei sapori, è una birra interessante che con i doverosi aggiustamenti sembra avere buone potenzialità. Da riprovare in versione meno “gassata”. Formato: 37,5 cl., alc. 6.5%, lotto 2386, scad. 12/2012, prezzo 5.00 Euro.

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English summary:
"Rocca dei Conti" is a microbrewery located in Modica, in Sicily. Headed by two ex-homebrewers who are trying to bring the italian craft beer revolution also in this faraway island where the beer market is dominated by industrial lagers. Modica is (worldwide) well known for its excellent chocolate, and "Qirat"  is an ale brewed with carob (a local product), black color with a huge frothy tanned head. The elegant nose delivers milk chocolate, coffee, licorice and roasted malts. The underneath creamy texture is somehow spoiled by the excessive carbonation; in the taste cocoa, licorice and yeast. The finish is very dry, with a bitter aftertaste which has notes of cocoa, roasted malt and licorice. Overall this is an interesting brew which we could not enjoy properly because of a very high carbonation.
In details:  

Birrificio Rocca dei Conti, Modica (Sicily), Italy  ( www.roccadeiconti.com )Bottle: 37.5 cl., 6.5% ABV, batch 2386, BBE 12/2012, price 5.00 €.

giovedì 17 maggio 2012

Salinae

Se c’è qualcosa che non manca certo in Italia è la valorizzazione di (quasi) qualsiasi prodotto del territorio. Non potevano certo farsi sfuggire l’occasione la Romagna e la città di Cervia che, oltre ad essere famosa per spiagge ed ombrelloni, sorge in prossimità di una salina dove si lavora il sale dal secolo IX. Negli ultimi anni il sale di Cervia ha attraversato un percorso di valorizzazione enogastronomica che probabilmente vede la sua sublimazione nella "mattonella dello Chef".  Poteva la birra (artiginale) restare esclusa da tutto questo? Ovviamente no, ed ecco che la ditta Mister Drink di Cervia commissiona al birrificio La Cotta di Pesaro (Azienda Agricola Colleverde) questa "Salinae".  Il binomio sale-birra fa ovviamente pensare subito allo stile "Gose", che però è una birra principalmente di frumento, marcatamente acidula,  che derivava la sua "salinità" direttamente dalle caratteristiche dell'acqua utilizzata. Per brassare la Salinae sono invece stati utilizzati solamente malti d'orzo ed un'imprecisata quantità di sale dolce di Cervia. L'intenzione è ovviamente di fare una birra molto più "appetibile" anche ad un consumatore poco esperto ed occasionale che senz'altro avrebbe trovato qualche difficoltà ad ingerire più di un sorso di un bicchiere di Gose. Anche il colore non si discosta molto da quello di una classica "bionda" italica; oro pallido, velato, con un cappello di schiuma bianca e cremosa. L'aroma è poco pronunciato ma elegante e pulito: sentori dolci di arancia, miele e floreali. Tutto procede nella norma anche in bocca, con un corpo prevedibilmente leggero ed un corretta acquosità a garantire una facile bevuta; c'è un leggero richiamo all'aroma di frutta (arancio), crosta di pane, amaro erbaceo a bilanciare. Ma visto che la birra si chiama Salinae, anche il bevitore occasionale si mette inevitabilmente alla ricerca del sale, con tutte le suggestioni che ne possono derivare. Effettivamente cercandolo si trova, ma dobbiamo dire che la caratterizzazione è davvero molto modesta anche se collocata negli spazi "giusti"; c'è infatti una leggerissima sapidità nel finale, in quei pochi brevissimi istanti di vuoto che anticipano il retrogusto amaro, riproponendosi anche in modo molto discreto nel retrogusto erbaceo stesso. Peccato che in bocca ci sia anche un po' di diacetile/burro, senz'altro una maggiore secchezza avrebbe aiutato il "salato" a "venire fuori" in modo più pulito e convincente. Discreta birra, che in una sola parola definiremmo "rassicurante": non si discosta più di tanto dall'idea di una "bionda nazionale" e sembra fatta apposta per essere argomento di conversazione nelle grandi tavolate delle osterie romagnole: "ma tu, ce lo senti il sale" ? Molto bella invece l'etichetta alla quale la foto non rende giustizia: ci sono infatti in rilevo dei piccoli "puntini" bianchi che mimano il sale. Formato: 75 cl., alc. 4,5%, scad. 30/05/2013, prezzo (ristorante) 13.00 Euro.

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english summary
Not properly a german “Gose”, this beer called “Salinae” is brew adding some salt in the wort. The salt is extracted from the old and famous salt pan (IX century) located in Cervia, on the busy Adriatic Sea coast; the brand “Saline di Cervia” (Cervia Salt Pan) is now offering a complete range of gourmet products related to salt, and beer makes no exception. Brewed by “La Cotta”, a microbrewery in the city of Pesaro, pours a hazy pale golden color with a creamy white head. The aroma delivers light sweet orange, honey and flowers. This is a pretty easy going beer with a thin body and a watery texture; taste is bready malt with hints of orange and grassy hops to balance. But, with a beer names “Salinae”, you’re obviously invited to find out some salty quality. Indeed there’s a light saltiness in the finish and in the grassy bitter aftertaste; unfortunately taste is spoiled by some diacetyle and taste perception is not as clean as it should be.  
In details: 
Birrificio La Cotta, Pesato, Italy (
link )
Bottle: 75 cl., 4.5% ABV, BBE 05/2013, price 13.00 Euro (restaurant)

domenica 29 gennaio 2012

Bad Attitude Rudolph

Bad Attitude è il nuovo progetto brassicolo intrapreso nel 2010 da Lorenzo Bottoni; conclusa l’esperienza come birraio al Piccolo Birrificio d’Apricale, Lorenzo adotta lo pseudonimo di “Marcos” ed inizia la produzione presso gli stabilimenti del Birrificio Ticinese a Stabio, in Svizzera. Il birrificio sin dalla nascita punta molto sulla comunicazione via Internet, con un blog, un sito molto curato e pieno di riferimenti alla musica rock, che spesso ispira anche i nomi delle birre stesse. Tra le altre iniziative intraprese da Bad Attitude, vanno segnalate la prima birra “artigianale” in lattina Svizzera (la “Kurt”, ovviamente ispirata alla figura di Mr. Cobain) ed il progetto “Collettivo Birra” che potete approfondire sulla pagina ufficiale. Attualmente l’offerta di Bad Attitude si compone di sette birre, incluse anche alcune stagionali come questa Rudolph, una produzione invernale. Il sito segnala anche che parte del ricavato delle vendite di questa birra verranno devolute all’associazione Piazza Grande di Bologna. Si tratta di un “winter warmer” speziato con ginepro, zenzero e cannella. All’aspetto è di color rame, opaco; la schiuma, leggermente ocra, è abbastanza fine e cremosa, molto persistente. Naso poco pronunciato, dove emerge una leggera speziatura nella quale riconosciamo sentori di cannella e zenzero; appena aperta percepiamo anche qualche leggera nota di solvente che però fortunatamente scompare lasciando riposare la birra nel bicchiere. In bocca la troviamo abbastanza morbida, sostenuta da un corpo medio e da una carbonazione molto vivace. C’è una solida base di malto biscotto, caramello, una leggera speziatura che “pungola” il palato seguita da note amare abbastanza particolari dove i luppoli s’intrecciano probabilmente con le spezie. L’alcool è ben nascosto, e la birra si lascia bere molto facilmente; lascia il palato un po’ appiccicoso, prima di congedarsi con un retrogusto maltato appena etilico, non molto lungo. Un discreto “winter warmer”, che scalda ma non troppo, e che ha il merito di utilizzare le spezie per caratterizzare piacevolmente in modo equilibrato la birra senza lasciarsi prendere troppo la mano. Formato: 33 cl., alc. 8.3%, scad. 26/11/2012, prezzo 2.50 Euro.




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english summary:
Brewery: Bad Attitude, brewed at Birrificio Ticinese, Stabio, Switzerland.
Appearance: cloudy copper color with a long lasting creamy off-white head. Aroma: hints of cinnamon and ginger. A very light hint of solvent is quickly disappearing as soon as the beer rests into the glass. Mouthfeel: medium body, oily texture, lively carbonation. Taste: biscuit malt, spices, bitter grassy hops. ABV well hidden; kind of sticky to the palate, malty aftertaste, slightly warm and alcoholic. Overall: a spiced winter warmer with a good balance and drinkability. Nothing outstanding, yet a pleasant drink. Bottle: 33 cl., 8.3% ABV, BB 26/Nov/2012, price 2.50 Euro.

sabato 28 gennaio 2012

Birra del Buttero Maremmamara

Esordisce se non erriamo nel 2011 la gamma della “Birre del Buttero”, un progetto realizzato dal Birrificio Amiata e “dedicato” alla vicina Maremma toscana. Nuovi prodotti coerenti con la storia del birrificio che sin dalla nascita ha sviluppato delle birre caratterizzate da saldi legami con il territorio dove opera, il Monte Amiata appunto. Le birre del Buttero sono al momento quattro; la Marsilia è “dedicata” alla costa maremmana, e prevede l’utilizzo di sale marino; la Macchiaiola utilizza il miele della macchia mediterranea maremmana; la Marronbona si sviluppa invece tra pianura (frumento, orzo) e montagna (castagne). Noi abbiamo invece degustato la Maremmamara, brassata con un infuso di erbe che comprende menta, rosmarino, tarassaco, malva, ginepro rosso e genziana con l’intento di rievocare i profumi della macchia maremmana. Nel bicchiere è di color ambrato molto carico, opaco. La schiuma è leggermente ocra, fine e cremosa, molto persistente. Naso ricco di sentori erbacei vegetali, che danno forma ad un bouquet aromatico molto complesso dove risulta difficile identificare i singoli elementi, probabilmente anche a causa della nostra mancanza di conoscenza di alcune delle erbe utilizzate. Avvertiamo anche un leggerissimo sentore acetico che sembra emergere quando la birra si scalda. Leggero imbocco di malto biscotto, al palato, seguito da note erbecee amare dovute principalmente all’utilizzo, in ricetta, di luppoli americani; a tratti, in modo molto leggero, avvertiamo note di ginepro e rosmarino che movimentano piacevolmente la bevuta. Abbastanza morbida in bocca, sostenuta da un corpo medio ma con una consistenza “watery” che la rende molto beverina. Buona secchezza, con un retrogusto che è continuazione del percorso amaro ed erbaceo intrapreso arricchito da una nota terrosa donata dalla genziana. Interessante variazione di una bitter/ale, caratterizzata da un amaro molto particolare ed interessante che esce dagli “standard” classici ai quali siamo abituati. Il risultato è convincente: birra che si lascia bere molto facilmente, e che vale senz’altro la pena provare. Formato: 75 cl., alc. 7%, lotto 306, scad. 12/09/2012, prezzo 7.00 Euro.

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english summary:
Brewery: Birrificio Amiata, Arcidosso, Grosseto, Italy. Style: special ale brewed with herbs.
Appearance: hazy dark amber color with a creamy off-white head. Aroma: complex, herbal and grassy. Mouthfeel: medium body, watery texture, medium carbonation. Taste: biscuit malt followed by a herbal complexity in which we can get some light hints of rosemary and juniper. Dry mouthfeel, bitter herbal and earthy (gentian) aftertaste. Overall: this is a special ale brewed with typical herbs (Mint, rosemary, mallow, juniper, gentian) from Tuscany region of Maremma. The result is a kind of bitter ale with an interesting an unusual herbal character. Interesting, well worth a try. Bottle: 75 cl., 7% ABV, batch 306, BB 12/Sept/2012, price 7.00 Euro

venerdì 28 ottobre 2011

Baladin Birra Lurisia 8

Gamma di birre prodotta dal birrificio Baladin per il noto marchio di acqua minerale; la sorgente poi denominata Santa Barbara venne scoperta per caso, nel 1910, da un minatore che mentre si trovava al lavoro nella grotta del Nivolano colpì accidentalmente una vena surgiva. I minatori utilizzarono da subito l'acqua per dissetarsi e per pulire le proprie piaghe, accorgendosi che si rimarginavano in tempi molto rapidi. Questo fenomeno "miracoloso" (così riporta il sito ufficiale Lurisia) venne anche studiato da medici e chimici che effettivamente attestarono le qualità benefiche e medicamentose dell'acqua. Quali siano, esattamente, non ci è dato saperlo. Il passo successivo più ovvio è quello dello sfruttamente della sorgente per un complesso termale, che puntualmente viene infatti inaugurato nel 1940. La stessa acqua viene utilizzata anche per la produzione delle birre Lurisia, tutte denominate con dei semplici numeri a ricordare le grandi birre trappiste belghe. Per questa "8" viene anche utilizzata la radice di genziana. All'aspetto è di un nebuloso color ambra; la schiuma, modesta, è ocra e molto poco persistente, anche se rimane sempre un pizzo nel bicchiere. Il naso è vinoso, leggermente aspro, con sentori di frutti di bosco rossi (soprattutto ribes, ma anche lampone), lieviti ed una leggera "terrosità". Decisa virata al palato, con un imbocco dolce ricco di caramello, zucchero, biscotto e frutta secca; una calda nota di frutta sotto spirito accompagna tutta la bevuta, sino al finale abboccato, caratterizzato da una nota terrosa amaricante. Il corpo è medio, e nel retrogusto c'è un bel ritorno di frutta sotto spirito a riscaldare. Una birra ben fatta ed abbastanza complessa, dalla buona bevibilità ma che abbiamo però trovato in una bottiglia troppo poco carbonata che la ha probabilmente tolto un po' di vitalità. Formato: 33 cl., alc. 7.2%, lotto 142/100, scad. 04/2012, prezzo 3.50 Euro.

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english summary: .
Brewery: Birrificio Baladin, Piozzo (Cuneo) Italy
Appearance: cloudy amber with a small diminishing creamy off-white head. Aroma: light sour and wine-like nose with red berries, yeast, some earthiness. Mouthfeel: medium body, low carbonation, oily texture. Taste: rich and sweet malty caramel, brown sugar, biscuit and dried fruits. Smooth and warm to the palate with a gentle alcoholic note. Bittersweet aftertaste, with some earthy bitterness and a fruity (raisins) alcoholic touch. Overall: beer brewed with gentian root. A good Belgian strong ale, complex yet well drinkable. Alcohol is well hidden. A bottle lacking in carbonation. Bottle: 33 cl., 7.2% ABV, batch 142/100, BBE 04/2012, 3.50 Euro.

lunedì 30 maggio 2011

Il Forteto Rubra

Prodotta da Rhyton Birra Artigianale per l’Azienda Agricola Il Forteto. Se la “Vernata” ci aveva favorevolmente impressionato, lo stesso non possiamo dire della Rubra, brassata anch'essa con coriandolo e scorza d’arancia. Birra “spenta”, che forse ha sofferto un anno di cantina nonostante una data di scadenza ancora lontana ad Ottobre 2012. Di colore ambrato/ramato opalescente, non proprio invitante. La schiuma è ocra, cremosa con scarsa persistenza. La schiuma regala qualche sentore floreale; una volta svanita, restano caramello e un po’ di malto tostato. In bocca il corpo leggero, bassa carbonatazione e una sensazione decisamente “watery” al palato non l’aiutano più di tanto a sollevarsi. Il gusto non è pulitissimo, ma convivono comunque caramello, malto tostato, e note amare erbacee. A fine corsa si perde un po’ nell’acqua, lasciando un retrogusto amaro erbaceo dove finalmente affiora qualche remota nota di coriandolo. Bottiglia “svenuta”, difficile da giudicare. Formato 75 c.l, alc. 5.3%, lotto 101208, scad. 10/2012.
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english summary:
Rhyton Birra Artigianale, Prato, Italy.
Special ale brewed with orange peel and coriander. Murky copper color with a creamy off-white head quickly collapsing. The nose has flowers, caramel and roasted malt. With a light body, watery texture and a very low carbonation, “Rubra” isn’t exactly a treat for the palate. Taste is not very clean mixture of caramel, roasted malt and grassy bitterness. Watery finish with a grassy bitter aftertaste with a hint of coriander. This bottle has been in our cellar for about 1 year, and in spite of a best before date October 2012 this isn’t exactly a beer to age. A fainting bottle, difficult to judge properly. 75 cl., ABV 5.3%, batch 101208.

domenica 22 maggio 2011

Aosta 50 Ale

In etichetta viene presentata come una "birra celebrativa (..) dolce al naso con profumo molto intenso di agrumi (..) amaro deciso e persistente a contrasto della morbidezza dei malti". E' prodotta con malto d'orzo, di frumento e di segale, scorza d'agrumi, luppoli, lieviti. Si presenta di colore giallo chiaro, velato, con un cappello di schiuma bianca, fine e cremosa, persistente. Al naso fortissimi sentori di agrumi, che caratterizzeranno questa birra da cima a fondo. Troviamo sia la componente amara (scorza) che quella dolce (polpa): pompelmo, cedro, mandarino. In bocca è leggera, con una carbonatazione media. Gli agrumi s’impadroniscono anche del gusto, senza che vi sia sostanzialmente nulla a contrastarli. Il risultato è una birra estremamente caratterizzata ma troppo sbilanciata verso questo territorio; la base di malto è impercettibile, i luppoli non donano nessun apporto “vegetale”, il fumento non è pervenuto e la sensazione è di avere in mano un cocktail a base di cedro, pompelmo e lime. Finisce secca, con i luppoli che finalmente si affacciano timidi nel retrogusto portando un po’ di amaro, però nuovamente al gusto di scorza d’agrume. In bocca è pulita, ma l’impressione è che al birraio sia sfuggita la mano nell'uso delle scorze d'agrumi. Formato 75 cl., alc. 5.4%, lotto 02/10, scad. 12/2011, prezzo 9 €.

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english summary:
Birrificio Aosta, Aosta, Italy.
“Special” beer brewed adding also wheat, rye and citrus peel. Cloudy pale yellow color with a creamy white head. Aroma is a real citrus punch; huge amound of sweet pulp and bitter peel from grapefruit, tangerine and citron. Taste is also dominated by citrus, but unfortunately there’s nothing else to balance. Nor hops neither wheat are delivering any inputs to flavor. A quite unbalanced brew which sometimes looks like a low-alcoholic cocktail made with lime, citron and grapefruit. Finish is dry, mouthfeel is light and watery. Eventually some bitterness comes in the end, but again it’s a citrus zest bitterness. 75 cl. bottle, ABV 5.4%, batch 02/10, bb. 12/2011, 9 €.

venerdì 15 aprile 2011

Birra Del Borgo Inbranata

Preceduta da un insolito divertissement su alcuni forum e blog italiani, dove la sua creazione fu dapprima attribuita a Teo Musso (Baladin) salvo poi scoprire che Inbranata è una nuova produzione di Birra del Borgo. “Nata” appunto a Bra (Cuneo, il luogo che aveva portato tutti fuori strada) dall'idea di diverse persone che abbiamo cercato di collocare: Dino Borri (Eataly), Nicola Farinetti (Slowfood), Fulvio e Fausto Marino (Mulino Marino, già collaboratori di Birra del Borgo per Enkir), Alberto Paruzzo (Edizioni Paruzzo?) e ovviamente, il birraio Leonardo Di Vincenzo. E’ in vendita solamente da Eataly nel formato da 33 cl. ed il suo “lancio” è stato sostenuto da una importante campagna pubblicitaria con sito internet dedicato. Prodotta con circa il 30% di grano Senatore Cappelli, si presenta nel bicchiere di un bel colore oro velato, la schiuma è cremosa, bianca e persistente. Al naso sentori floreali, erbacei, un po’ di malto e lieviti. Il corpo è da medio a leggero, con una carbonatazione abbastanza elevata. In bocca il gusto è poco pulito, con un’eccessiva invadenza di lieviti che lo “sporcano”; emerge solo qualche nota erbacea ed un po’ di alcool. Il finale è un po’ acquoso, breve retrogusto un po’ erbaceo ed amaro. Una birra in-bra-nata di nome, ma purtroppo anche imbranata di fatto; forse una bottiglia sfortunata, che onestamente non regge il confronto con le produzioni stesse di Birra del Borgo. Se l’idea, come da pubblicità, era quella di creare una birra “dissetante e semplice, ma ottima ed estremamente gratificante (..) ben fatta, buona, nata per essere bevuta”, beh… non c’era già la perfetta ReAle per questo scopo ? Formato 33 cl., alc. 6.4%, lotto LS 133 10, scad. 12/2012, 2.80 €.

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english summary:
Birra Del Borgo, Italy.
Nice hazy golden color with a creamy white head. Flowery nose with some malt and yeast. Medium-light bodied and quite carbonated. Taste is not very clean and very yeasty. There’s just some grassy bitterness and light alcohol. Watery finish, grassy bitter aftertaste. A very mediocre brew which can not stand to other
Birra Del Borgo excellent productions. 33 cl., ABV 6.4%, batch LS 133 10, bb 12/2012, price 2.80 €.

martedì 29 marzo 2011

Mor Braz Ambree La Bière du Grand Large

Brasserie Mor Braz (Grande Mare, in bretone), nei dintorni di Vannes, Bretagna. Scarse notizie reperibili, come per la maggior parte dei microbirrifici francesi. Il sito internet riportato sull'etichetta non è esattamente quello del birrificio (morbraz.com - provare per credere). Piuttosto, andate qui. La Bière du Grand Large si caratterizza per essere prodotta con estratti di acqua marina, opportunamente (?) desalinizzata. Di colore arancio pallido, nebuloso, con un bel cappello di schiuma bianca, fine e cremosa, persistente. Il birrificio descrive l'aroma come "rievocante l'acqua marina, su un sfondo di puro malto"; quello che noi percepiamo sono dei leggeri sentori floreali provenienti dalla schiuma, fruttati (arancio), spezie (coriandolo, zenzero) e lieviti. Molto esile di corpo, con una gasatura abbastanza elevata. Il gusto è invece davvero scarso e poco pulito; il malto è appena percepibile, sporcato da un'eccessivo volume di lieviti e un generale livello di salinità marina che la rende decisamente poco piacevole. Alla fine il sale risulta essere l'unico gusto che risalta. Ancora lieviti ed un leggero amaro erbaceo a fine corsa. L'esperimento di una "birra marina" potrebbe anche avere un senso, a patto che anche tutti gli altri elementi siano ben definiti e puliti. In questo caso, il risultato è solamente quello di un torbido mare piatto. Da dimenticare, velocemente. Qualche sito internet italiano la consiglia come "ottimo" abbinamento alle ostriche trovando forse affinità con la salinità marina delle ostriche di qualità non eccelsa. Provate invece le "vere" ostriche bretoni, dolci e succose, e non vi verrà in mente di abbinarci questa birra. Bottiglia da 33 cl. parzialmente lavandinata, alc. 6%, lotto LB 351, scad. 01/2012, 2.40 €.


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english summary:
From Brittany Brasserie Mor Braz. La Bière du Grand Large is brewed with salt water extracts. Cloudy pale orange color with a lasting and creamy white head. Flowery aroma with fruity (orange), spices (coriander, ginger) and yeasts. Very light bodied with high carbonation. Taste is light and unclean. Barely malty, too much yeast and, yes, salt. Eventually salt is the only clean thing of this brew. More yeasts and some grassy bitterness in the aftertaste. A bad beer. 33 cl. bottle, 6% ABV, batch LB 351, bb 01/2012, 2.40 €. soo

martedì 1 febbraio 2011

Birra del Borgo Keto Reporter

Lo diciamo subito, ci ha deluso questa Keto Reporter (una RePorter alla quale vengono aggiunte foglie di tabacco Kentucky Toscano) di Birra del Borgo. Alla vista tutto bene, la pinta si colora di ebano scuro con una bella schiuma nocciola, cremosa e persistente. Il naso è davvero scarso, appena percettibile, dove avvertiamo solamente lieviti ed una leggera tostatura di malti. In bocca è comunque molto morbida ed avvolgente, grazie ad un corpo sostenuto (considerata la modesta gradazione alcolica) e ad una bassa gasatura. Anche il gusto non è molto evidente, e le diverse sfumature si distinguono a fatica: caffè, malti tostati, con l’affumicatura e i sentori di tabacco che arrivano solamente a fine corsa. Nel complesso è una bottiglia comunque bevibile e priva di difetti, ma riesce solamente a rendere una vaga idea di una birra che, “al meglio”, sembra avere un notevole potenziale. Ci aspettavamo una fuligginosa porter ancora più "intossicata" dall'infusione del tabacco, invece ci siamo trovati davanti una creatura assolutamente innocua. Gradevole ma avara al naso ed in bocca. Bottiglia da 75 cl., lotto produzione 013/2010, scadenza 02/2012. ABV 5.2%, 9.50 €.
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english summary:
This beer from italian Birra del Borgo is basically their standard porter (called Reporter) with “Kentucky” tobacco leaves from Tuscany added. Nice very dark brown color with a hazel creamy head. Light aroma of yeast and roasted malts in the nose. Very smooth texture and medium bodied for a modest ABV (5.2%) brew. Taste is (again) light: coffee, roasted malt, with a hint of smoke and tobacco in the finish. Overall a pleasant brew, but with light aroma and taste. Should taste a better bottle to fully enjoy this beer’s potential. 75 cl., 9.50 €

domenica 16 gennaio 2011

Lion Nicolas Riserva

Poche informazioni reperibili in Internet sul micro birrificio genovese Lion, attivo dal 2001 a Sestri Levante, con spostamento degli impianti prima a Leivi (2005) e nel capoluogo ligure nel 2007. Sei birre in gamma (così recita la loro brochure) tra alte e basse fermentazioni; Nicolas Riserva (ignoriamo a cosa si riferisca la seconda parte del nome, se non a distinguerlo dalla "normale" Nicolas ?) è una ale belga aromatizzata con cardamomo. Di un bel colore ambra carico, velato; schiuma bianca, cremosa e fine, buona persistenza. Aroma molto pronunciato e speziato, quasi balsamico, con il cardamomo che la fa da indiscusso padrone; malto e note erbacee in sottofondo. Molto leggera al palato, con un gusto sin da subito amaro dove cardamomo e luppoli interagiscono con il risultato di una birra al gusto di segale e qualche sentore di terra. Gusto di malto praticamente assente in una birra fortemente speziata e (volutamente?) sbilanciata. Finisce troppo rapidamente con un po' di amaro e - di nuovo - cardamomo che cercano di non annegare in un piccolo acquitrino. Un punto in meno per il "la cruda genovese" in bella mostra sull'etichetta. Bottiglia da 33 cl., ABV 5%, 3 € direttamente allo stand del birrificio.

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english summary:
Belgian ale with cardamom brewed by italian craft Birrificio Lion. Deep amber color with a creamy white head. Stong spiced aroma of cardamom, some grass and malt in the background. Light bodied. Bitter taste with cardmom and grass, makes it similar to a rye beer. The taste of malt is basically absent in a very (deliberately?) unbalanced beer. Very watery finish with some bitterness and cardamom amongst the waters.. 33 cl. bottle, 5% ABV, 3 €.

giovedì 13 gennaio 2011

Hoppin Frog Frosted Frog Christmas Ale

Birra natalizia della Hoppin Frog Brewery (Akron, Ohio) senza dubbio molto distante dai "parametri" europei. E' prodotta con cannella, zenzero e noce moscata, e queste spezie la caratterizzano nella sua totalità. Di colore ambrato, scuro, opalescente. La schiuma è ocra, abbastanza grossolana, e sparisce rapidamente senza lasciare nessun pizzo. Vivace esplosione di spezie al naso con, come da etichetta, zenzero, cannella, (molta) noce moscata e sentori di frutta sotto spirito. Il corpo è medio, la carbonatazione medio-alta. Al gusto predominano malto e caramello, con la speziatura che viene - fortunatamente - rilegata in secondo piano; rimane una birra molto dolce (gli IBU sono solo 12) che viene comunque equilibrata da una luppolatura resinosa leggermente percettibile a fine corsa. Una birra a suo modo unica e riuscita, con una generosa speziatura tenuta in (precario) equilibrio da malti e luppoli. Si apprezza ancora meglio se abbinata a dolci natalizi tipicamente nord europei nei quali zenzero e cannella sono spesso utilizzati. Molto "natalizia", nel senso che - almeno per noi - è "digeribile" giusto una volta l'anno. Degustata in bottiglia da 65 cl., ABV 8.6%, 13 €.

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english summary:
Very spiced Christmas brew from Hoppin Frog Brewery (Ohio). Pours a muddy dark amber color with a small and quickly collapsing off-white head. Cinammon, ginger, (lots of) nutmeg and some fruits in the nose. Medium bodied with medium-high carbonation. Taste is of malt and caramel, with obviously spices (ginger, cinnamon and nutmeg). A quite sweet brew (12 IBUs) with lots of spices which are beautifully balanced by malts and hops (resin). Quite unique and well done, but we would not drink this one more than once per year. Can match pretty well with spiced Christmas cakes. 22 fl. oz. bottle, 8.6% ABV, 13 €.