mercoledì 16 aprile 2014

De Dolle Lichtervelds Blond

La Lichtervelds Blond è una birra che il birrificio belga De Dolle di Kris Herteeler dedica a Karel Van De Poele, un ingegnere elettronico nato a Lichetervelde (Fiandre) il 27 Aprile 1846; dopo essersi trasferito con i genitori (il padre era ebanista) prima a Burges e nel 1864 in Francia, a Lille. Appassionato di elettronica, è però "costretto" a studiare di notte perché di giorno cerca di assecondare il desiderio del padre che lo vuole intento a lavorare con il legno. Nel 1869 contro la volontà dei genitori decide di emigrare negli Stati Uniti, e si stabilisce a Detroit; la fervente industria automobilistica ed il supporto di una cospicua comunità fiamminga lo convincono a restare. Trova occupazione con il legno, dove rispolvera le sue capacità di falegname e costruisce diversi arredi per una chiesa, senza però smettere di sperimentare con l'elettricità, la sua vera passione. Nel 1875 riuscì ad installare una sorta di illuminazione natalizia nella chiesa dello Spirito Santo di Detroit; è un prototipo di lampadina ad arco, sviluppata qualche anno prima di quella ad incandescenza poi brevettata da Thomas Edison. Nel 1881 fonda la Van de Poele Electric Light Company, produttrice di alternatori e di generatori elettrici che si mette in competizione proprio con  Edison. Tra gli oltre 200 brevetti depositati da Van De Poele, il più famoso è quello del "trolley pole" ovvero una sorta di asta/palo di legno o metallo (non trovo il nome in italiano) che serve a trasferire l'energia ad una vettura da un cavo elettrico sovrastante. Muore a Lynn (Massachusetts) il 18 Marzo 1892. 
Ma a Lichtervelde si celebra ogni due anni (pari), in settembre, la Folklorefeesten; è proprio per questo evento, che dichiara Els, moglie di Kris Herteeler che De Dolle produce la Lichtervelds Blond; l'80% della produzione verrebbe infatti mandata a Lichtervelde, mentre il restante viene messo in vendita solo al birrificio e, come spesso accade, qualche cartone finisce inevitabilmente in qualche beershop. Le date coincidono, visto che il tappo riporta una data d'imbottigliamento che risale all'agosto del 2012, quindi un mese prima del sopracitato festival. La apro quindi colpevolmente con oltre un anno di ritardo, quando forse sarebbe invece più opportuno aspettare ormai l'edizione 2014.
Perfetta nel bicchiere, di un affascinante color oro antico velato con riflessi ramati; la schiuma è biancastra, "croccante", fine e compatta, cremosa e molto persistente. L'aroma è decisamente dolce e zuccherino, quasi di "pasticceria", con una lieve speziatura e soprattutto sentori di miele, cedro ed arancia canditi, uva bianca, pera; è molto pulito, ed ancora molto forte. Al palato ti aspetteresti uno scenario più o meno simile, ma la conferma dura solo per pochi secondi: l'inizio è effettivamente dolce di canditi, ma c'è subito una lieve acidità ad abbassarne il livello e un finale secco, con una nota amara tra l'erbaceo ed il terroso; affiorano anche accenni di uva e di mela. Il corpo è medio, la birra - come molte altre di De Dolle - tende a nascondere molto subdolamente la gradazione alcolica (9%) e a risultare molto facile da bere. La carbonazione è vivace, i lieviti movimentano piacevolmente la bevuta che finisce quasi secca; non vorrei scomodare un ardito paragone con qualche spumante (di buona struttura), ma è una sensazione che (a me) viene mentre si beve questa Lichtervelds. La bevuta procede con pericolosa velocità, per una birra che si dimostra molto funzionale ad alzare il livello etilico del festival per il quale viene appositamente prodotta. A proposito di "etilico", ce n'è subdolamente davvero poca traccia se si esclude un tiepido warming nel retrogusto. Che le danze abbiano inizio, allora.
Formato: 33 cl., alc. 9%, lotto 08/2012, scad. 08/2014, pagata 4.47 Euro (beershop, Belgio).

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