sabato 24 ottobre 2015

DALLA CANTINA: Struise Pannepot 2009

Inauguro oggi un nuovo appuntamento, chiamato "dalla cantina" e dedicato al "vintage", a birre invecchiate che hanno passato qualche anno in cantina, a volte forse anche più del dovuto. Non è certo un segreto che la birra nove volte su dieci vada bevuta fresca, ma ci sono delle eccezioni ovvero birre che invece possono sopportare qualche o diversi anni d'invecchiamento, sviluppando gradevoli profumi e sapori. A voi scegliere se andare sul sicuro e mettere in cantina quelle birre già note per il loro potenziale "vintage", oppure rischiare con qualche altra bottiglia meno nota e sperare nella sorte.
La prima birra ad essere riesumata dalla cantina è quasi una certezza, la Pannepot del birrificio De Struise, che era già apparsa sul blog nella sua versione Grand Reserva, e nella variante chiamata Pannepeut. Si tratta di una massiccia Strong Dark Ale la cui storia la trovate descritta in maniera impeccabile qui: prodotta da Carlo Grootaert  e Urbain Coutteau per la prima volta nel 2005, la Pannepot prende il suo nome dalla tipica barca che i pescatori di De Panne utilizzavano ogni giorno per navigare il freddo Mare del Nord nei primi anni del '900. A casa, le loro mogli, producevano una birra scura e la conservavano in cantina dentro a piccole botti, dalle quali veniva  "prelevata per essere versata in contenitori di acciaio fatti precedentemente arroventare sul fuoco.  Questa birra senza nome, piatta, arricchita a volte con tuorli d’uova e irrobustita dall’uso non morigerato di zucchero di canna, una volta che entrava in contatto con le pareti arroventate del contenitore di acciaio si caramellizava quasi all’istante, assumendo una caratterizzazione “spessa” e una consistenza altrettanto pronunciata. Perfetta per riscaldare i corpi e lo spirito dei marinai agghiacciati dall’inclemenza del Mare del Nord.". Con la Pannepot gli Struise omaggiano De Panne, quello che un tempo era un piccolo borgo di pescatori vicino al confine francese e oggi, dune escluse, è purtroppo soltanto una delle tante località balneari sulla costa belga caratterizzata da infinite schiere di anonimi condomini rivolti su di una grande spiaggia sabbiosa.
Pannepot anno 2009, Strong Dark Ale che si dice essere speziata con coriandolo, timo, cannella, e buccia d’arancia dolce; a quel tempo gli Struise erano solo una beerfirm e veniva prodotta presso gli impianti della Deca di Woesten. 
Si veste di color marrone scurissimo, illuminato solamente da qualche riflesso ambrato; la schiuma beige non è particolarmente generosa ma rimane cremosa e compatta, anche se la sua persistenza è piuttosto limitata. L'aroma è ancora molto intenso e ricco di pane nero, prugna disidratata, uvetta e datteri, frutti di bosco, caramello, melassa e zucchero candito. I quasi 6 anni passati in cantina hanno provocato una lieve ossidazione che regala delle belle note di vino liquoroso, di porto; sono invece fortunatamente piuttosto lievi le caratteristiche negative, ovvero l'odore di cartone bagnato. La corrispondenza tra gusto e aroma è pressoché totale: la Pannepot restituisce anche al palato le note dolci di porto e di vino liquoroso, l'uvetta sotto spirito e la prugna disidratata, il caramello, i frutti di bosco. La presenza etilica è importante ma non va mai oltre il dovuto, consentendo di sorseggiare la birra in tutta tranquillità senza nessuno sforzo. Il corpo è ovviamente meno denso rispetto ad una bottiglia giovane, oscillando tra il medio ed il pieno, con poche bollicine; la sensazione palatale è comunque ottima, una birra molto morbida che scende avvolgendo il palato, ancora potente. Non c'è molta complessità (le spezie sono ovviamente già svanite) ma rimangono pulizia e tanta sostanza: pochi elementi sono sufficienti a garantire una bevuta ricca di soddisfazioni, impreziosita dalle note liquorose. Ancora lievi e del tutto "sopportabili" le conseguenza negative dell'ossidazione, come quella nota di cartone bagnato a fine bevuta che viene comunque subito assorbita dall'alcool, fondamentale anche nel bilanciare la dolcezza della birra. Mettetela nel bicchiere e gustatevela some se fosse un porto o un liquore per riscaldarvi in una serata d'autunno o d'inverno.
Resta da rispondere alla domanda che bisognerebbe porsi dopo aver aperto ogni "vintage": vale la pena aspettare sei anni per berla?  La risposta è "ni": personalmente non amo le Strong Dark Ales belghe molto giovani, e preferisco sempre aspettare un po' prima di berle. La Pannepot è già ottima  e "perfetta" dopo 2-3 anni dall'imbottigliamento, avendo già smussato le irrequietezze della gioventù; mancano ancora le note liquorose dovute all'ossidazione, ma è una birra così intensa e così piena di sapori che non ne sentirete la mancanza. E' una birra che regge comunque bene il tempo, e che potrebbe restare in cantina tranquillamente per qualche altro anno senza che l'ossidazione le doni più difetti che pregi.
Formato: 33 cl., alc. 10%, lotto D, scad. 30/09/2015.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

1 commento:

  1. birra fantastica, che preferisco sempre bere con minimo un anno di cantina

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