venerdì 30 ottobre 2015

L'Artigianale del discount: Cask 65 Bruna & Arcana Red Ale

Di tanto in tanto mi piace ritornare sull’argomento “la birra artigianale al discount”, due concetti teoricamente contrapposti;  “birra artigianale” è stata infatti "inventata" con in mente target ambiziosi: ristorazione, esperienze gourmet, enoteche, eleganti bottiglie da 75 cl. che inizialmente ricordavano quelle del vino o dello champagne, prezzi elevati (anche per) caratterizzare e posizionare un prodotto in fascia “premium”. Solo in tempi più recenti, dopo lo scarso successo nell’ambito della ristorazione, la “birra artigianale” ha preferito rivolgersi ai suoi canali “tradizionali”, ovvero la birreria, il pub, il bar e il beershop, rimpiazzando o almeno affiancando il formato 75 con quello da 33. I prezzi non sono diminuiti, ma questa è un’altra storia. 
E’ curioso come un prodotto come la  “birra artigianale”  sia pian piano entrato anche nelle cerchie dei supermercati “discount”, dove difficilmente i prodotti “premium” trovano collocazione e dove la gente si reca soprattutto per comprare “quello che costa poco”. Ma è allora possibile trovare una “birra artigianale italiana”  (e sottolineo “italiana”, perché in altri paesi il problema non si pone) che sia buona e che costi poco?  Al momento la risposta sembrerebbe essere più no che sì: queste sono almeno state le mie impressioni derivanti da questo e questo assaggio.   Facciamo oggi un terzo tentativo con due birre che ho di recente avvistato per la prima volta sugli scaffali del discount. 
La prima è la Arcana Red Ale, commissionata dalla Target 2000 di Riccione e, sebbene non sia indicato in etichetta, prodotta dal birrificio Amarcord di Apecchio (PU): una “rossa” che va ad accompagnare la già esistente “bionda” Golden Ale, assaggiata lo scorso anno. Piuttosto bella nel bicchiere, ambrata, velata con venature ramate; la schiuma ocra è compatta e cremosa, con un’ottima persistenza. L’ idillio dura però poco: al naso un discreto diacetile e qualche sentore metallico mettono un po’ in ombra i sentori di toffee e di frutta secca (o “nutty", per dirla all’anglosassone). C’è quasi una suggestione di ciliegia e, quando la birra si scalda, di mela.  La pulizia non brilla neppure al gusto, ma nel complesso l’inizio della bevuta è accettabile, riproponendo biscotto, toffee, frutta secca e anche un lieve diacetile; abbastanza sgraziata è invece la chiusura, con un amaro tra il terroso e l’erbaceo poco elegante, leggermente astringente e lievemente bruciacchiato (gomma).  Indubbiamente un po’ migliore della sua sorella “bionda” , è un’ambrata dal vago carattere inglese non certo memorabile ma neppure imbevibile; l’avessi trovata al bancone del bar/pub a 5 Euro mi sarei probabilmente inca**ato,  ma la bottiglia di mezzo litro a  1,79 Euro  fa socchiudere gli occhi sui difetti e può essere un’opzione per bere qualcosa che ha un po’ più gusto di una blanda industriale senza dover arrivare ai soliti prezzi della “birra artigianale” italiana. In due parole, “quasi sufficiente”.
Più arduo il compito che deve affrontare la birra Cask 65 Bruna, prodotta dal birrificio cuneese Della Granda  per la linea “Mastri Birrai Italiani”  de “La Cantinetta” di un altro noto discount italiano: qui si entra in territorio Belga, dove il lievito è più che mai protagonista. Sorvolerei sulle trionfanti note descrittive del volantino pubblicitario (“Viaggio fra sapori autentici, tra tradizione ed innovazione, alla scoperta delle birre dei migliori Mastri Birrai Italiani” con “l’obiettivo di presentare una birra genuina e di altissima qualità, ad un costo contenuto rispetto ad altre dalle medesime caratteristiche”) per passare subito alla sostanza , non prima di ricordare i luppoli utilizzati: Spalter Select, Saaz, Magnum.  
Anche per questa birra il meglio arriva dagli occhi: ambrata e velata, bei riflessi rossastri e ramati, schiuma ocra, cremosa e compatta ma poco persistente. L'aroma è quasi inesistente, ma quel poco che c'è è dominato dall'acetaldeide (mela verde) e, impegnandosi, si può scorgere qualche sentore zuccherino e di caramello. Le cose vanno solo un pochino meglio al palato, ma non c'è nulla di cui essere contenti: biscotto, caramello, mela e pera vanno a comporre un gusto poco pulito, poco intenso che si rivela essere una sorta di amalgama di elementi privi di qualsiasi eleganza e fragranza. La chiusura di mandorla amara e nocciolo di pesca è piuttosto leggera, la birra slegata e un po' tropo watery, un pelino astringente, dove anche nel gusto c'è un po' troppa mela a far capolino; il retrogusto è piuttosto corto e la Cask 65 si congeda molto rapidamente con caramello e un lieve tepore etilico. Birra alquanto modesta che, onestamente, ho fatto piuttosto fatica a finire; alla fondamentale domanda "la ricompreresti?" la mia risposta sarebbe senz'altro di no. E questo a prescindere dal prezzo che, solo lui, mi riporta idealmente in un qualche supermercato belga. Si conclude anche questa terza puntata del "viaggio" tra le artigianali dei discount senza grosse lodi e con tanta mediocrità che sembra voler dire: volete bere bene? Lasciate perdere il discount.
Nel dettaglio:
Arcana Red Ale, formato 50 cl., alc. 6.7%, lotto 2091501, scad. 28/10/2016, pagata 1.79 Euro (3.58/litro)
Cask 65 Bruna, formato 75 cl., alc. 6.5%, lotto 4153/4, scad. 08/2017, pagata 3.49 Euro (4.65/litro)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

2 commenti:

  1. Hai già provate le due IPA in bottigliette da 33 vendute da Lidl e prodotte dalla solita Amarcord?
    Forse "le migliori" tra le birre al discount.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, qui:
      http://unabirralgiorno.blogspot.it/2014/06/lartigianale-del-discount-arcana-golden.html

      Elimina