giovedì 15 ottobre 2015

Smuttynose Baltic Porter


Nel 1998 l’americana Smuttynose Brewing Co. (Portsmouth, New Hampshire) lancia la propria serie delle “Big Beers”, ovvero birre occasionali prodotte in piccole serie nel classico formato “bomber”  e spesso dall’elevato tenore alcolico. Il birrificio fondato nel 1993 da  Peter Egelston, aggiunge alla gamma una Baltic Porter, che viene commercializzata per la prima volta nel 2008 e costituisce di fatto “un’evoluzione” della Winter Porter e della Robust Porter prodotte in precedenza. L’occasione è anche buona per tornare ad utilizzare la bella etichetta realizzata da Joanne Francis e raffigurante il Padre Tempo che prende per mano un fanciullo, presente un tempo sulle bottiglia delle due porter citate; etichetta che oggi potrebbe avere qualche problema almeno per quel che riguarda la distribuzione proprio nello stato del New Hampshire, dopo che lo scorso giugno è stata approvata una legge che vieta la presenza di bambini sulle etichette di bevande alcoliche. 
La prima versione della ricetta include malti Pilsner, Munich, CaraHell, Dark Crystal 120, Carastan 35, Chocolate Malt e  Black Malt, con il luppolo Magnum in bollitura ed il Liberty per aroma, ABV 8.7%. 
Nel 2010 la ricetta viene leggermente modificata: malti  Cargill 2-Row, Munich 20L, Weyermann Carahell, Crisp C-120, Baird’s Carastan, Crisp Chocolate e Crisp Black,  un solo luppolo (Sterling) e lievito Old Bavarian Lager di White Labs, lo stesso che Smuttynose utilizza anche per la propria Portsmouth Lager. La Baltic Porter ottiene un grande apprezzamento, che nel divertissement del Beer-Rating si traduce in un punteggio di  94/100 su BeerAdvocate e di 100/100 su Ratebeer, dove figura come la terza miglior Baltic Poter al mondo, dietro  (sic) a Imperator Balticki dei polacchi di Pinta  e alla Baltic Porter di The Duck-Rabbit (USA) che non ho ancora avuto la fortuna di poter assaggiare. 
Sacrosanta quindi la decisione di Smuttynose di non limitare questa birra ai volumi ridotti della “Big Beer Series” ma di renderla disponibile tutto l’anno nel pratico formato da 12 once (35.5 cl.); l’edizione 2015 arriva sugli scaffali dei beershop americani a febbraio e, dopo qualche mese, anche qui in Italia. 9% ABV, malti North American 2-Row, Munich 10L, Caramunich, Carahell, Carafa II DH, luppolo Sterling e lievito Old Bavarian Lager. 

Già versandola nel bicchiere si riesce quasi a gustarne con gli occhi l'opulenza: un oleoso liquido praticamente nero ed  impenetrabile alla luce che forma una modesta schiuma di colore cappuccino, cremosa ma un po’ grossolana e dalla discreta persistenza.  Molto ricco l’aroma, spiccatamente dolce, colmo di prugna disidratata, frutti di bosco (mirtilli, ribes nero, more), uvetta, pane nero e biscotto, orzo tostato, fruit cake: delicatissima la presenza dell'alcool che regala  eleganti note di frutta sotto spirito e, interagendo con la ricchezza dei malti, qualche suggestione di Pan di Spagna imbevuto di liquore. Rimangono in secondo piano anche il cioccolato al latte e di caffè. 
Il gusto altro non è che la fotocopia dell'aroma, di ugual intensità e pulizia; un percorso dolce ed elegante nel quale s'incontrano di nuovo il pane nero, il biscotto inzuppato di liquore, il fruit cake, la prugna disidratata, l'uvetta ed il mirtillo sotto spirito, lievi note di liquirizia e di caffè, prima del finale leggermente amaro di cioccolato e di note terrose. E' una birra molto ben bilanciata, con un lieve acidità e con un morbido calore etilico ea stemperarne la manifesta dolcezza; il mouthfeel è molto morbido, leggermente cremoso, con poche bollicine e un corpo medio che agevola la scorrevolezza di una birra dal tenore alcolico comunque importante ma dosato con perfetta maestria e perfettamente integrato con la ricchezza dei malti.  A voi scegliere se sorseggiata in tutta tranquillità o se aumentare il ritmo, senza però dimenticarvi di prendervi tutto il tempo necessario per assaporare il sontuoso retrogusto di fruit cake, frutta sotto spirito e una punta di cenere/tabacco Una birra che fa serata, e tra le migliori bevute nel 2015.

Formato: 35.5 cl., alc. 9%. IBU 40, imbott. 01/2015, pagata 4.50 Euro (beershop, Italia).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

4 commenti:

  1. Sorprendentemente d'accordo. Anche se abbiamo sentito sapori totalmente differenti.

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    1. davvero totalmente differenti?
      tipo? la cosa è interessante.

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    2. Nessuna suggestione di liquore, un leggero tocco d'anice a tratti, e soprattutto c'era parecchia vaniglia. D'accordo con la frutta disidrata, c'era anche una componente amare, soprattutto centralmente, mica male. Penso all'orzo, caffè torrefazione. Spoi direi che il dolce ritorna, non finisce, non chiude amara né secca, avevo di nuovo la bocca invasa dalla vaniglia. Ma forse sbaglio io, anche se di solito mi fido di me ;)

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  2. Io ragazzi non so come fate a distinguere così bene certi sapori...davvero vi ammiro!

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