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giovedì 13 novembre 2014

Amiata Bastarda Nera

L’appellativo “bastarda” scelto dal Birrificio Amiata non è tanto una scelta di marketing (pensate ad una Arrogant Bastard Ale) ma piuttosto un legame con il territorio circostante, una caratteristica che hanno tutte le birre del produttore di Arcidosso (Grosseto).  Bastarda Rossa è infatti una varietà di castagna del Monte Amiata  (che ha anche il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta) che ha dato il nome alla prima – ed alla più famosa – birra alle castagne prodotta da Amiata. Con il tempo la famiglia delle “bastarde amiatine” si è ampliata: è arrivata la Bastarda Doppia (40%  di farina di castagne anziché 20), la Vecchia Bastarda (invecchiata in barrique di vino), la Sour Bastarda (acida) e la Bastarda Tripla (15% di castagne arrostite). C’è infine la Bastarda nera con la sua variante Barrique: si tratta di una Imperial Stout prodotta con il 20% di farina di castagne, miele di castagno, fiocchi di frumento, malto ed una luppolatura di Hallertau Magnum, EK Goldings e Premiant.  Ma Bastarda Nera, se non erro,  è anche il modo informale con il quale viene chiamata un’altra varietà di castagna del Monte Amiata, il Cecio. E la birra? Si presenta di colore nero, impenetrabile alla luce; la schiuma è nocciola e “croccante, cremosa e fine, dalla buona persistenza. Al naso c’è un bell’equilibrio tra tutte le componenti, senza  che nessuna metta l’altra in disparte: si alternano caffè e tostature, vaniglia, liquirizia, fruit cake e rum; più in sottofondo qualche lieve sentore di mela  e di salsa di soia.  L'intensità non è ai massimi, ma c'è una buona pulizia.
Per quanto mi sforzi, non riesco però a trovare nessun profumo di castagne. La gradazione alcolica è importante (10.4%) ma la sua presenza, comunque avvertibile, non è mai prevaricante: ci sono tostature e liquirizia, caffè e cioccolato amaro. Il corpo è medio, la birra è oleosa, morbida e gradevole al palato, con poche bollicine. L’acidità del caffè pulisce bene la bocca a fine sorso, permettendo di godere l’intenso retrogusto amaro di tostature, dove finalmente si manifesta una nota di caldarrosta, lievemente bruciata. Tutto bene, quindi? Quasi,  perché anche al palato emerge col passare dei minuti una lieve nota salmastra e di salsa di soia che disturba un po’ la bevuta; la presenza delle castagne è parecchio defilata, deludendo un po’ le aspettative di chi legge in etichetta “imperial stout alle castagne” e si aspetta una caratterizzazione più marcata. La birra è comunque godibile ed intensa, pulita, adatta ad un rilassante dopocena invernale;  credo sia disponibile in bottiglia solo nel troppo generoso formato da 75 cl.: per il consumo individuale trentatrè sarebbero stati sufficienti. 
Formato: 75 cl., alc. 10,3%, IBU 30, lotto 564, scad. 28/03/2015, pagata 10,00 Euro (stand birrificio)      

lunedì 28 maggio 2012

Amiata Rye'ccomi

"Rye'ccomi", gioco di parole tra Rye (segale, in inglese) ed "rieccomi" che celebra il ritorno in Italia di Mike Murphy, birraio americano "espatriato" (come si auto definisce sul suo blog, Expat Brewer)  in Italia alla fine degli anni novanta. Nel 2003, quando la scena artigianale italiana era ancora un embrione, Mike era birraio alla Romebrewing che realizzava birre per il primo brewpub della capitale, lo Starbees. Tra una cotta e l'altra, dispensava consigli a tanti giovani appassionati homebrewer come Leonardo Di Vincenzo (Birra Del Borgo). Lasciata la nostra penisola, Mike diviene mastro birraio alla danese Gourmetbryggeriet senza però dimenticarsi di aiutare altri due giovani homebrewer locali:  Mikkel Borg Bjergsø (Mikkeller) e Christian Skovdal Andersen (prima Ølfabrikken, oggi Beer Here). Vi consigliamo di approfondire il profilo di Mike leggendo una bella intervista su Cronache di Birra del 2008 (a suo tempo non fu commentata da nessuno!) e un pittoresco profilo scritto da Manuele Colonna qualche mese fa. Mike ritorna in Italia, dicevamo, per collaborare con il birrificio Amiata dei fratelli Cerullo e realizzarre questa India Pale Ale brassata, tra l'alto, con fiocchi d'orzo e segale, luppoli "in dosi elevate" di Amarillo e Simcoe. All'aspetto è di colore arancio pallido, opaco; molto generosa la schiuma, leggermente "sporca", quasi pannosa e molto, molto persistente. Impressionante il naso, per pulizia, eleganza e freschezza, completamente dominato dagli agrumi; sentori netti e pungenti di scorza di pompelmo, limone e mandarino. Imbottigliata a metà marzo, si tratta di una birra con pochi mesi di vita alla spalle e quindi con i luppoli ancora al massimo del loro potenziale aromatico. E' una "spremuta" di agrumi anche in bocca, dove il gusto è subito contraddistinto dalla polpa (quindi più dolce) di pompelmo ed arancio; a bilanciare c'è l'amaro della scorza degli stessi frutti. IPA molto leggera, dalla grande beverinità, con una carbonazione molto sostenuta ed una secchezza marcata, molto rinfrescante e leggermente astringente.  C'è pompelmo, pompelmo ed ancora pompelmo al palato, fino ad un retrogusto amaro caratterizzato, ovviamente, dalla scorza di pompelmo e da note leggermente erbacee. Birra profumata e dissetante, dall'impressionane beverinità, sembra perfetta per la stagione estiva ormai alle porte. In un certo senso "estrema" e volutamente sbilanciata, può sembrare a qualcuno una "spremuta di pompelmo" ma, credeteci, è un gran bel bere. Formato: 33 cl., alc. 6.2%, 90 IBU, lotto AOB01-12 imbottigliato il 15/03/2012, scad. 15/12/2012, prezzo 4.50 Euro.


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english summary: 
Collaboration brew between Italian brewery Birra Amiata and American “expatriate” brewer Mike Murphy who’s now living in Europe since a decade. “Rye’ccomi” is a word play with English “rye” and Italian “rieccomi” (which means “here I am again”, celebrating Mike’s return to Italy). Hopped with huge amount of Simcoe and Amarillo, pours a hazy pale orange color with a rocky, long lasting and slightly off-white head. The nose is really impressive: sharp and clean citrus, zest, especially grapefruit, tangerine and lemon. There’re possibly even more citrus in the taste, both sweet pulp and bitter zest. With a light body and a lively carbonation, this IPA has a great drinkability with a dry finish and a bitter zesty aftertaste. A real thirst-quenching treat, a perfect drink for the summer. Not exactly balanced, if you like grapefruit juice you should really check this one out.
In details: 
Birra Amiata, Arcidosso, Grosseto (Tuscany) (www.birra-amiata.it )
Bottle: 33 cl., 6,2% ABV, 90 IBUs, batch AOB01-12, bottled on 15/March/2012, BB 15/12/2012m price 4.50 Euro
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sabato 28 gennaio 2012

Birra del Buttero Maremmamara

Esordisce se non erriamo nel 2011 la gamma della “Birre del Buttero”, un progetto realizzato dal Birrificio Amiata e “dedicato” alla vicina Maremma toscana. Nuovi prodotti coerenti con la storia del birrificio che sin dalla nascita ha sviluppato delle birre caratterizzate da saldi legami con il territorio dove opera, il Monte Amiata appunto. Le birre del Buttero sono al momento quattro; la Marsilia è “dedicata” alla costa maremmana, e prevede l’utilizzo di sale marino; la Macchiaiola utilizza il miele della macchia mediterranea maremmana; la Marronbona si sviluppa invece tra pianura (frumento, orzo) e montagna (castagne). Noi abbiamo invece degustato la Maremmamara, brassata con un infuso di erbe che comprende menta, rosmarino, tarassaco, malva, ginepro rosso e genziana con l’intento di rievocare i profumi della macchia maremmana. Nel bicchiere è di color ambrato molto carico, opaco. La schiuma è leggermente ocra, fine e cremosa, molto persistente. Naso ricco di sentori erbacei vegetali, che danno forma ad un bouquet aromatico molto complesso dove risulta difficile identificare i singoli elementi, probabilmente anche a causa della nostra mancanza di conoscenza di alcune delle erbe utilizzate. Avvertiamo anche un leggerissimo sentore acetico che sembra emergere quando la birra si scalda. Leggero imbocco di malto biscotto, al palato, seguito da note erbecee amare dovute principalmente all’utilizzo, in ricetta, di luppoli americani; a tratti, in modo molto leggero, avvertiamo note di ginepro e rosmarino che movimentano piacevolmente la bevuta. Abbastanza morbida in bocca, sostenuta da un corpo medio ma con una consistenza “watery” che la rende molto beverina. Buona secchezza, con un retrogusto che è continuazione del percorso amaro ed erbaceo intrapreso arricchito da una nota terrosa donata dalla genziana. Interessante variazione di una bitter/ale, caratterizzata da un amaro molto particolare ed interessante che esce dagli “standard” classici ai quali siamo abituati. Il risultato è convincente: birra che si lascia bere molto facilmente, e che vale senz’altro la pena provare. Formato: 75 cl., alc. 7%, lotto 306, scad. 12/09/2012, prezzo 7.00 Euro.

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english summary:
Brewery: Birrificio Amiata, Arcidosso, Grosseto, Italy. Style: special ale brewed with herbs.
Appearance: hazy dark amber color with a creamy off-white head. Aroma: complex, herbal and grassy. Mouthfeel: medium body, watery texture, medium carbonation. Taste: biscuit malt followed by a herbal complexity in which we can get some light hints of rosemary and juniper. Dry mouthfeel, bitter herbal and earthy (gentian) aftertaste. Overall: this is a special ale brewed with typical herbs (Mint, rosemary, mallow, juniper, gentian) from Tuscany region of Maremma. The result is a kind of bitter ale with an interesting an unusual herbal character. Interesting, well worth a try. Bottle: 75 cl., 7% ABV, batch 306, BB 12/Sept/2012, price 7.00 Euro

sabato 30 aprile 2011

Amiata Contessa

Si presenta di colore oro pallido, leggermente velato. L'ampia schiuma è bianca, fine, cremosa e molto persistente. Al naso spiccano dolci sentori fruttati di mango, polpa d'agrumi, frutti tropicali e miele. Corpo e carbonatazione medi. In bocca troviamo corrispondenza con l'aroma; l'attacco è dolce e molto fruttato ma ben bilanciato da una luppolatura erbacea morbida. Il gusto è molto pulito; finisce secca, lasciando un retrogusto amaro e non aggressivo dove troviamo note di scorza di pompelmo. Un American Pale Ale ben fatta (si guadagna le cinque stelle nella Guida alle Birre D'Italia 2011) che sorprende soprattutto per l'impressionante beverinità nonostante una gradazione alcolica del 7.2%. Brassata con luppoli chinook, cascade ed amarillo. Equilibrata, profumata, pulita e gustosa: ha tutto quello che serve. Formato 75 cl., alc. 7.2%, IBU = 45, lotto 244C, scad. 08/2012, prezzo 8€.

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english summary:
Very nice American Pale Ale from Italian microbrewery Birra Amiata. Slightly hazy pale golden color with a long lasting creamy white head. Sweet fruity aroma with mango, citrus pulp, tropical fruits and honey. Taste is very clean and pretty much fruity and sweet at first, but well balanced by smooth grassy hops. Medium bodied, dry finish and nice bitter aftertaste with a grapefruit note. Impressively drinkable with a 7.2% ABV. Clean and tasty brew, thumbs up. 75 cl. bottle, 7.2% ABV, 45 IBUs, batch 244C, bb. 08/2012, 8€.

mercoledì 13 ottobre 2010

Amiata La Biscara

India Pale Ale prodotta da Birra Amiata per Turatello, un prodotto quindi destinato alla grande distribuzione con un prezzo contenuto (abbiamo pagato la bottiglia d a 75 cl. 5.90 €). Colore oro, velato, forma un ampio cappello di schiuma, bianca, fine e cremosa, molto persistente. Naso non molto pronunciato ma ben luppolato con note resinose e di agrumi. Corpo da leggero a medio, media carbonatazione. Acquosa al palato; gusto ben luppolato (pino) ed amaro con una gradevole nota agrumata (mandarino). Finale secco, seguito da un retrogusto non molto lungo e un po’ sfuggente, comunque luppolato e resinoso. Una IPA discreta, parecchio beverina, che accelera un po’ troppo a fine corsa; sostanzialmente un buon rapporto qualità prezzo.
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english summary:
Hazy golden color with a huge creamy and long lasting white head. Hoppy nose with resin and citrus. Body is from light to medium with low carbonation. Watery to the palate, flavor is well hoppy (pine) and bitter with a nice mandarin note. Dry finish with a short and thin bitter hoppy (resin) aftertaste. A fairly nice IPA, with good drinkability; we wished it only had a longer aftertaste. Good value for money… compared to Italian craft beer usual pri
ces (75 cl., 5.90 €).

sabato 21 agosto 2010

Amiata Bastarda Rossa

Le birre alla castagna sembrano incontrare il favore dei birrari (visto che in numerosi le producono) eppure non ci hanno mai fatto impazzire. Ad ogni modo, difficile giudicare questa Bastarda Rossa del Birrificio Amiata in quanto palesemente infetta. E non è un caso isolato, come abbiamo letto in diversi commenti recuperati in internet.
Ambrata scura, con riflessi rame; schiuma ocra, cremosa con buona persistenza. Al naso malto tostato, lieviti, leggeri sentori di castagna e note fruttate. Corpo da medio a leggero, bassa carbonatazione. Fin qui (quasi) tutto bene; al palato solamente lieviti, sentori vinosi ed un'astringenza ed un'acidità decisamente fastidiosa. Retrogusto erbaceo, amaricante, ma ormai la festa è finita. Il lavandino ringrazia per la bottiglia da 75 cl., ABV 6.6%.

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english summary:
Chestnut beer clearly infected from Birrificio Amiata. Pours an amber color with a off-white creamy head. On the nose, roasted malt, yeast, notes of chestnuts and fruits. Body from light to medium, low carbonation. Taste is tarty, lots of yeast, notes of red wine, lots of unwanted and unpleasant astringency and acidity. Hoppy aftertaste, but it's too late.. 75 cl. wasted bottle, ABV 6.6%.