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domenica 27 luglio 2014

Hibu Mood

Sono ormai una quindicina le birre che compongono la gamma produttiva del birrificio Hibu di Bernareggio (MB), tra le quali, classificata come birra "di tutti i giorni" è entrata anche una imperial porter chiamata Mood. Etichetta alquanto differente dalle altre Hibu, solitamente abbastanza divertenti e poco "seriose"; il look di questa Mood è invece sobrio, con un ca ratiere tipografico che rimanda agli anni '70. La gradazione alcolica non è comunque eccessiva (7.5%) e ancora lontana dalle "bombe di catrame" tipiche dei paesi scandinavi; le miti temperature di questa estate fanno anche venire voglia di bere qualcos'altro che non sia la solita birra estiva leggera, dissetante e rinfrescante.
Bottiglia di Mood abbastanza "nervosa", con la schiuma che riempie copiosa il bicchiere e obbliga ad una lunga attesa prima di dissiparsi; alla fine è possibile comporre un bicchiere di birra color marrone scurissimo, quasi nera, con il suo cappello color nocciola di schiuma pannosa. Al naso, non particolarmente intenso, ci sono caffè in grani, cioccolato al latte, qualche sentore di mirtillo ma purtroppo anche qualche odore meno gradevole di plastica e di gomma bruciata.  La generosa schiuma si porta dietro la conseguenza di una carbonazione molto alta, eccessiva per una (robust) porter; il corpo è medio, con una consistenza oleosa. In bocca c'è una buona intensità di gusto, ma lo stesso non si può dire per quel che riguarda la pulizia e l'eleganza dei sapori. Il risultato è una sorta di amalgama un po' confuso di caffè, di tostature e di liquirizia, con un qualche lieve nota di gomma bruciata. L'alcool porta un leggero tepore, e questa Mood si riscatta parzialmente a fine corsa, lasciando un retrogusto finalmente pulito e gradevole di caffè, di tostature ed alcool.
Formato: 33 cl., alc. 7.5%, scad. 18/04/2015, pagata 3,90 Euro (food store, Italia).

venerdì 7 marzo 2014

Hibu Tony Solo

Viene alla luce lo scorso dicembre 2013, la prima birra barricata del birrificio Hibu di Cornaredo; il perchè del nome, Tony Solo, è presto svelato: "ognuno prima o poi ha avuto la fortuna di incontrare il proprio Tony Solo, uno di quei favolosi personaggi urbani capaci di calamitare l’ attenzione con un niente, tener banco per ore e andarsene lasciando scie di benevolenza. Non ci sono i grandi palcoscenici per lui, vive lontano dalle luci della ribalta, ma quando la sua strada incrocia la tua ti rendi conto di aver trovato una persona di valore, l’evidenza sul grigio, la rock star tra la via emilia e il west (cit.) Tony Solo è anticonformismo, verve, profondità, anima e rock n’ roll, perché ci sono personaggi che si vivono anche solo una volta ma sanno lasciare il segno".
La birra ha riposato per nove mesi in botti che hanno contenuto Amarone dell'Azienda Agricola Guerrieri Riccardi di Bardolino (Verona); successivamente la birra è maturata per altri sei mesi in bottiglia, prima di essere messa in commercio. Non sono riuscito a capire se in botte ci sia finita una delle birre "standard" di Hibu o se si tratti di una birra realizzata apposta per l'occasione; riuscitissima nel suo essere kitsch l'etichetta, la cui idea viene però fortemente penalizzata dalla stampa su etichetta trasparente.
Birra nel bicchiere, bel color oro carico, velato; la schiuma è molto fine e compatta, bianca e cremosa, ed ha una buona persistenza. Il naso apre con sentori di legno e di cantina, seguiti da una bella coesistenza di sfumature più dolci di vaniglia e cedro, frutta dolce (albicocca e pesca) ed aspra (uva). In bocca è caratterizzata da una carbonazione molto lieve ed un corpo medio-leggero; riesce ad essere watery, scorrevole e morbida al tempo stesso, senza mai risultare annacquata o sfuggente. Molto interessante il percorso del gusto, con un bell'equilibrio (come nell'aroma) di dolce e di aspro; note di crosta di pane, uva bianca, ed una leggera acidità (lattico) che trova il suo contrappeso nel dolce della pesca e dell'albicocca. Ritorna qualche sfumatura legnosa, con un evidente carattere vinoso che dona alla Tony Solo una discreta complessità e struttura, pur restando una birra abbastanza facile da bere, fresca e dissetante. Chiude secca e lievemente acidula, con un retrogusto fruttato e vinoso ed una punta di mandorla amara.  Una bella sorpresa e, senza dubbio, è la Hibu che più mi ha convinto tra le molte assaggiate; è pulita, profumata e, a dispetto della pacchiana (ed ironica etichetta - bravo il birrificio) si rivela essere una birra non priva di una certa eleganza e raffinatezza.
Formato: 50 cl., alc. 6.5%, lotto 2013, scad. 30/12/2015, pagata 10.00 Euro (stand birrificio, fiera).

martedì 24 dicembre 2013

Hibu Trhibu

Bottiglia numero tre per il birrificio Hibu di Bernareggio, che avevamo incontrato per la prima volta giusto un anno fa, nel periodo delle festività natalizie. Facciamo una breve sosta dalle dolce e sostanzioso birre natalizie solleticando un po' il palato con l'amaro del luppolo. L'occasione viene con la IPA del birrificio, chiamata Trhibu, un bel gioco di parole che rimanda al nome del birrificio stesso, agli IBU (International Bitterness Units) tanto cari per gli amanti dell'amaro ed alle immagini tribali dell'etichetta.  Purtroppo non è riportato né in etichetta né sul sito del birrificio il mix di luppoli utilizzati per questa Thribu. Leggermente velata nel bicchiere, è di color oro antico con una bella testa di schiuma bianca, compatta e fine, dalla buona persistenza. Al naso rivela un bouquet vario ed interessante, che però non brilla di freschezza e che quindi risulta meno fine ed elegante di quanto potrebbe essere: un territorio molto familiare per gli amanti delle IPA, fatto di frutta tropicale (mango, passion fruit), pompelmo, arancia (marmellata, anziché frutta fresca); più in secondo piano sentori erbacei, di resina e, sorpresa, di lampone. Anche in bocca la mancanza di freschezza si fa purtroppo sentire, spostando la bevuta più verso il dolce che sull'amaro. 
L'ingresso di biscotto e caramello è seguito da note fruttate molto dolci (quasi candite) di mango e di melone, marmellata d'arancia. Il corpo è medio, la consistenza è abbastanza watery/leggera ma è una IPA che non scorre a grande velocità; la bevuta è un po' pesante, il finale non è molto secco, non c'è un taglio amaro che ripulisce la bocca ma solo qualche timida nota di scorza di pompelmo, vegetale e lievemente resinosa. C'è una buona pulizia ed intensità nel gusto, ma questa bottiglia di Trhibu viene a mancare proprio nel momento del bisogno (d'amaro); discreta, rimane nel bicchiere più a lungo del dovuto a causa di una mancanza di freschezza che la rende poco vivace e poco snella. Andrebbe ovviamente riprovata in condizioni migliori, ma come al solito su questo blog ci limitiamo alla descrizione specifica della bottiglia acquistata (e pagata).
Formato: 33 cl., alc. 6.9%, scad. 01/06/2015, pagata 3.90 Euro (foodstore, Italia).

martedì 5 febbraio 2013

Hibu VaiTrà

Secondo assaggio di Hibu, giovane birrificio brianzolo che abbiamo incontrato per la prima volta ad inizio anno con la propria birra Natalizia. VaiTrà è invece il nome dato alla American Pale Ale. E' di un bell'ambrato carico, velato, con un ampio "cappello" di schiuma color ocra, fine, cremosa, discretamente persistente. Il naso non è molto pronunciato ma c'è un buon livello di finezza; si apre con leggeri sentori di aghi di pino, tanto pompelmo, un po' di frutta tropicale dolce. Al palato c'è l'atteso ingresso di caramello, ma è poi il pompelmo (frutta e scorza) a prendere il controllo della situazione. Il corpo, medio, la rende meno leggera del previsto e la bevuta è un po' appesantita da una leggera presenza invasivi dei lieviti che ne sporcano un po' il gusto. Ha comunque una buona morbidezza al palato, con una consistenza watery che viene in soccorso alla "beverinità". Gusto tutto giocato tra caramello e pompelmo, con un finale di scorza di agrumi (pompelmo, ma soprattutto lime) e vegetale. American Pale Ale che rispetta i canoni stabiliti del protocollo ma che, come per la precedente birra di Natale, difetta un po' di personalità e, nel caso di questa bottiglia in particolare, di una pulizia non proprio impeccabile (lieviti). Birrificio di recente apertura, c'è tutto il tempo per lavorare ancora sul prodotto, comunque già di buon livello. Formato: 33 cl., alc. 6.3%, scad. 04/07/2013, prezzo 3.00 Euro (stand birrificio).

martedì 8 gennaio 2013

Hibu Natale

Inauguriamo l'anno con un birrificio che incontriamo per la prima volta; si tratta del brianzolo Hibu, con sede a Bernareggio. Dietro al nome scelto ci sono il birraio Raimondo Cetani, Gianluca Boretta (commerciale) e "Rox" (sul quale non abbiamo trovato ulteriori informazioni); attivo dal 2007, il birrificio è comunque il punto di arrivo di un percorso decennale iniziato come al solito da un appassionato homebrewing. Sei le birre al momento prodotte, tutte ad alta fermentazione, quasi equamente divise tra rimandi a Belgio, Inghilterra e Stati Uniti. Approfittiamo del periodo dell'anno per assaggiare la produzione natalizia del birrificio, chiamata semplicemente Natale e dichiaratamente ispirata alle birre natalizie belghe anche se la ricetta prevede due ingredienti abbastanza insoliti per la nazione a cui ci si vuole ispirare: zucca e fave di Tonka. All'aspetto è di color ambra/rame, velato; la schiuma che si forma non è molto ampia, è cremosa ed ha una persistenza modesta. Il naso è pulito ed apre con sentori dolci di miele d'acacia, frutta candita, buccia d'arancia ed una leggera speziatura da lievito. Il percorso continua con buona corrispondenza in bocca: caramello, frutta candita, miele, leggere note di zucca. Il gusto è dolce ma è ben bilanciato da una sterzata finale che porta un po' d'amaro (radici, frutta secca, mandorla) e da un bel taglio finale secco ripulente. Lascia un po' insoddisfatti il retrogusto, che porta una nota amaricante di frutta secca ma che ha una persistenza abbastanza breve.  Birra profumata e pulita che nasconde molto bene l'alcool facendosi bere moto facilmente ma sacrificando un po' quel "warming", quella sensazione di calore che vorremmo trovare in una birra invernale e/o natalizia. La bottiglia finisce molto velocemente, e se ciò sarebbe normalmente un pregio assoluto, in questo periodo dell'anno l'assenza di una calda nota etilica ci è sembrata una mancanza da colmare. I presupposti sono molto positivi, speriamo quindi in una edizione 2013 un po' meno timida che sappia riscaldarci maggiormente. Formato: 75 cl., alc. 7.7%, scad. 03/12/2013, prezzo 10.00 Euro.