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sabato 12 aprile 2014

Barley BB10° 2010

E' "l'ammiraglia" del birrificio sardo Barley, guidato dal birraio Nicola Perra; BB10°, ovvero Birrificio Barley e 10 gradi alcolici, per un barley wine che vine prodotto con l'utlizzo di una piccola percentuale (2%) di sapa (mosto cotto) d'uva Cannonau. Segnalo per dovere di cronaca le altre produzioni del birrificio sardo che vedono l'utilizzo di mosto di vino: la BBevò, con sapa da uve Nasco e la BB9  (eccola qui) , con uve Malvasia.
E' lo stesso Nicola Perra a raccontare la genesi della BB10° in un interessante articolo del 2008 di Fermento Birra: i primi esperimenti partono nel 2003, con sapa da uva Nuragu che però non soddisfa completamente il birraio, alla ricerca di un profilo aromatico che ben s'accompagnasse con la birra che aveva in mente. Proprio per questo (aroma) la sapa da Cannonau viene aggiunta a fine bollitura, e le bottiglie riposano per almeno sei mesi prima di essere messe in commercio. Così spiega Nicola Perra la scelta di questo "ingrediente": "è un prodotto tipico che noi utilizziamo per aromatizzare ad esempio il pane durante le festività, quello che noi chiamiamo il pan di sapa. Una volta era lo zucchero dei poveri, si otteneva dalla bollitura del mosto di uve di scarto, non raccolte durante la vendemmia. La nostra sapa è molto ristretta e necessita di una cottura lenta che comporta una riduzione del volume di quasi un quinto. Quando diventa densa come il miele allora è pronta per essere aromatizzata con la scorza di arancia amara.  Io poi ottengo la sapa con il mosto del vino del contadino, che utilizza uve più mature perché vuole un vino ancora più corposo."

Riserva (vendemmia) 2010, commercializzata nel 2011, per una bottiglia che ha quindi riposato in cantina all'incirca tre anni. All'aspetto si presenta di color tonaca di frate, opaco, con riflessi ambrati; la schiuma è sorprendentemente generosa, ancora abbastanza fine e cremosa, se si considerano sia la gradazione alcolica che "l'età" della birra. Al naso uvetta, datteri e prugna, mela cotta, zucchero candito, caramello; c'è anche una lieve presenza di sentori di cuoio, ed un discreto carattere di vino liquoroso. Il corpo è "soltanto" medio; pochissime le bollicine, consistenza oleosa, birra avvolgente ed abbastanza morbida che mantiene però un discreto livello di scorrevolezza. Non si tratta certo di una birra che va bevuta a grande velocità, ma che va sorseggiata ed assaporata lentamente, nonostante l'alcool sia molto ben nascosto. Il gusto è dolce e ricalca l'aroma; leggermente ossidata e liquorosa, offre un percorso molto raffinato che si snoda tra prugna, uvetta e frutti di bosco, qualche nota di cioccolato e liquirizia. L'inizio marcatamente dolce è magistralmente bilanciato da lievissime note aspre di amarena, da una leggera acidità ma soprattutto da un bellissimo finale tannico; il palato è asciutto, e si può assaporare un lungo retrogusto di vino liquoroso, caldo e morbido, che lascia completamente soddisfatti.
Il (lungo) ed elaborato processo produttivo si riflette purtroppo sul prezzo di una grande birra che non può certamente essere bevuta con grande frequenza, ma che meriterebbe l'acquisto di un cartone all'anno da mettere in cantina per assaporarne l'evoluzione del corso del tempo. Può essere una straordinaria compagna da dopocena o, come consiglia Kuaska nelle note di etichetta, per "accompagnare al meglio il rinomato bollito misto alla piemontese, contrastare un sapido pecorino e al momento del dessert accrescere il piacere del cioccolato e di dolci alla ricotta".
Formato: 75 cl., alc. 10%, lotto 06-11,  scad. 03/2016, pagata 17.00 Euro (beershop, Italia).

lunedì 25 novembre 2013

Barley Duenna

Fondato a Maracalagonis (Cagliari) nel 2006 dal birraio Nicola Perra e dal socio Isidoro Mascia, il birrificio sardo Barley è senza dubbio tra i produttori brassicoli più interessanti del nostro paese; relativamente poche (se confrontata con la media di molti altri) le birre prodotte in sette anni di vita, una decina circa.  Ecco dunque che una nuova birra viene accolta con un entusiasmo molto maggiore rispetto a quelle di altri produttori che magari sfornano una decina di novità all’anno; si tratta di una “American Saison”, che esce a Giugno 2013 e viene chiamata Duenna, una parola che in dialetto cagliaritano significa “fantasma”, come poi l’etichetta suggerisce. Per tutti i birrofili l’accostamento delle parole “Saison” e “Fantasma” non può non far pensare al birrificio belga Fantome guidato dall’estroso Dany Prignon; il rimando è solamente nel nome, perché non ci sono molte affinità tra le pulitissime ed eleganti birre disegnate da Nicola Perra e le imprevedibili (a volte sublimi, altre imbevibili) creazioni di Prignon. Saison che vede l’utilizzo di un malto neutro per permettere ai luppoli utilizzati di emergere al massimo del loro splendore: due luppoli europei, due americani ed un tocco del neozelandese Nelson Sauvin.
Aspetto perfettamente da Saison, con un colore arancio (leggermente chiaro e velato), ed un generoso cappello, molto compatto, di schiuma bianca e molto persistente, pannosa. L'aroma non è particolarmente forte ma pulitissimo e molto elegante: agrumi (mandarino ed arancio), leggeri sentori di frutta tropicale (soprattutto mango), pepe e qualche sentore erbaceo. Molto gradevole in bocca, corpo medio, morbida e non molto carbonata; si continua per la strada dell'aroma, senza grosse deviazioni e con una bevuta che procede all'insegna dell'equilibrio, della pulizia e della finezza. Se la giocano frutta esotica ed agrumi, ben sorretti dalla base maltata, con un finale amaro corto ma intenso: note erbacee, una leggera pepatura, ed un ritorno di frutta gialla. Ben lontana da estremismi e fuochi artificiali, la Duenna è una birra molto facile da bere che tuttavia invita il bevitore a sorseggiare, piuttosto che a trangugiare, per farsi apprezzare in tutte le sfaccettature; molto ben costruita, rivela un'attenzione quasi maniacale ai dettagli che la rende molto dissetante d'estate ma anche una ottima birra da pasto per tutto l'anno. Se proprio dobbiamo trovarle un difetto, è quello che accomuna un po' tutte le produzioni Barley: la loro reperibilità non è così facile come molti altri birrifici, ed il prezzo - pur supportato da un'ottima qualità - è nella fascia alta.
Formato: 75 cl., alc. 6.5%, lotto 35-13, scad. 08/2014, pagata 10.30 Euro (beershop, Italia).

domenica 24 febbraio 2013

Barley BB9 2011

La passione per la birra contagia Nicola Perra a soli diciotto anni, a cominciare dalle bevute di quelle birre "strane" o inusuali che  a quel tempo offriva la birreria "Il Merlo" di Cagliari. Lentamente, la passione si trasforma in un percorso di sei anni di homebrewing che sfocia nell'apertura, nel 2006, del Birrificio Barley a Maracalagonis, ad una ventina di chilometri dal capoluogo sardo. Isidoro Mascia affianca Nicola nell'avventura che parte riscuotendo grandi successi di pubblico e di critica, culminati con il titolo di "Birraio dell'anno 2009". Non è un segreto che il birrificio abbia come target la ristorazione (di fascia medio-alta), proponendosi rigorosamente in bottiglia da 75 cl. come alternativa al vino. Ma il vino è anche il protagonista di tre birre disegnate da Nicola Perra che vedono l'utilizzo della sapa; di Cannonau (BB10), di Nasco (BB Evò) e di uva Malvasia (2%) per l'ultima nata di casa Barley, la BB9. Nel bicchiere arriva di color arancio opaco; la schiuma, fine e cremosa, è leggermente "sporca" ed ha una buona persistenza. L'aroma è elegantissimo e molto pulito: c'è una diffusa speziatura da lievito, con pepe in evidenza,  polpa d'arancio, pesca, frutti tropicali, uva bianca matura. Un'ottimo bouquet olfattivo che continua sugli stessi binari in bocca: c'è moltissima frutta a pasta gialla, uva, con una prima parte dolce che viene bilanciata da un seconda parte leggermente aspra e vinosa, molto rinfrescante e molto ripulente. Il finale è caratterizzato da una chiusura leggermente amara erbacea e di nocciolo di pesca, con un retrogusto pulitissimo vinoso, lievemente aspro. Molto morbida in bocca, ha un corpo medio ed una discreta carbonazione, ma soprattutto l'alcool (9%) nascosto in maniera superlativa. Questa BB9 si beve con grandissima pericolosità, è profumata, bilanciata e pulitissima sia al naso che al palato. Spettacolare birra da pasto o da bevuta in solitudine, con l'unico neo del prezzo un po' salato. Formato: 75 cl., alc. 9%, lotto 52-11, scad. 11/2014, prezzo 17.00 Euro (beershop, Italia).