Visualizzazione post con etichetta Manerba Brewery. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Manerba Brewery. Mostra tutti i post

venerdì 23 maggio 2014

Manerba La Rocca

Quarto appuntamento con il birrificio bresciano Manerba, ramo brassicolo della famiglia Avanzi, già produttori di olio e di vino e guidato, in sala cottura, da Alfredo Riva e Riccardo Redaelli. L’occasione è per assaggiare una tripel, la cui ricetta prevede malti pils, carapils e carahell, un ceppo autoctono di lievito belga ed una luppolatura di Hallertauer Tradition, Hallertauer Saphir, Hallertauer Spalter Select, Cascade e Centennial. Il nome è ovviamente una dedica alla famosa Rocca di Manerba del Garda, paese dove il birrificio ha sede ed il cui sito archeologico - un suggestivo sperone roccioso che s'affaccia sulla parte meridionale del lago - fa parte del patrimonio Unesco.
La Rocca, in questo caso la birra, nel bicchiere é del tipico color arancio, velato, e forma un generoso cappello di schiuma bianca, compatta e cremosa, dalla trama fine e dalla buona persistenza. Al naso c'è buona intensità e pulizia, con note di arancio e cedro, albicocca, frutta candita, una lieve speziatura (coriandolo), curaçao e zucchero candito. In bocca rivela un corpo medio, una carbonazione (media) un po' sottotono rispetto a quello che ci si aspetterebbe da una tripel, ed una consistenza morbida ed oleosa. 
C'è un bell'equilibrio fatto di note di biscotto e di frutti a pasta gialla (pesca e albicocca), cedro candito, polpa d'arancia e qualche accenno di miele; il percorso gustativo, che in pratica ripropone quello aromatico, chiude con una leggera amaricatura (scorza d'arancia) ed una corretta secchezza che ripulisce il palato dal dolce. L'alcool (7.3%) è molto ben nascosto ma paradossalmente quello che forse manca un po' in questa tripel è proprio un lieve tepore etilico, che irrobustirebbe la bevuta, levandole di dosso un po' di timidezza; dettagli a parte, questa La Rocca risulta pulita, equilibrata e ben fatta. Ottimo, come per tutte le Manerba, il rapporto qualità prezzo. Rimane solo da togliere il refuso in etichetta, ossia "Tripple Belga": se a qualcuno del birrificio capita di leggere queste righe, vi prego, fate qualcosa. Chiamatela alla francese (Triple), chiamatela alla fiamminga (Tripel), ma Tripple proprio no; e, già che ci siete, che ne dite di mettere anche la data d'imbottigliamento ?
Formato: 75 cl., alc. 7.3%, IBU 28, scad. 23/01/2015, pagata 5.80 Euro (punto vendita del birrificio).

giovedì 27 marzo 2014

Manerba Hop’n’Roll


Viene “rinominata" Hop’n’roll ad aprile 2013, l’American Pale Ale del  birrificio bresciano Manerba. La ricetta prevede luppoli provenienti dalla Willamette e della Yakima Valley, in particolare Chinook, Columbus, Amarillo e Simcoe; anche il ceppo di lievito è americano (propagato poi  in Italia)  mentre i malti sono invece inglesi: Pale Ale, Cara Vienna, Melanoidin, Cara Monaco e Crystal.   Nel bicchiere arriva un po’ troppo esuberante, con la schiuma che riempie quasi completamente la pinta ed obbliga ad una discreta attesa per poter rabboccare; il colore è ambrato scarico, riflessi ramati, velato.  La testa di schiuma è bianca e pannosa, molto persistente. La bottiglia ha probabilmente già diversi mesi sulle spalle (scadenza 08/2014) ma l’aroma è ancora abbastanza fresco e  gradevole; ci sono sentori di mandarino, arancio, con qualche lieve sfumatura floreale e di pesca. In bocca è molto, troppo carbonata e le bollicine in eccesso disturbano sia la bevuta che la percezione del gusto, altrimenti pulito e dalla buona intensità:  base maltata di biscotto e lieve caramello, con un bel profilo fruttato di agrumi (arancio) e di pesca. Elegante è anche il finale, amaro, dove convivono note erbacee e di scorza di agrumi. La bottiglia in questione s’inizia a gustare però con soddisfazione solo dopo diversi minuti, quanto la carbonazione si è un po’ attenuata e la Hop’n’Roll scorre con la velocità e la leggerezza che fa parte del suo DNA. In estate, dopo una giornata di sole passata sulle rive del Lago di Garda, il birrificio Manerba offre un’ampia gamma di basse fermentazioni d’ispirazione tedesca da bere in grande quantità; questa American Pale Ale rappresenta una valida alternativa dissetante (ad alta fermentazione), agrumata e profumata,  ben fatta e bilanciata, da bere in eguali (grandi) quantità. Il birrificio la consiglia in abbinamento a secondi piatti saporiti, carne al forno e alla brace, salumi e formaggi stagionati. 
Formato: 50 cl., alc. 5%, scad. 10/08/2014.

lunedì 17 febbraio 2014

Manerba Cinghios

Torniamo a parlare della Manerba Brewery, il ramo “brassicolo” della azienda Avanzi, produttrice di olio e di vino sulla riva occidentale del lago di Garda.  E’ in particolare Alessandro Avanzi, appassionato di birra, a creare il brewpub con annesso ristorante che s’affaccia, dal 1999, sulla strada statale che da Desenzano raggiunge Salò. La produzione ha fatto un netto passo in avanti con l’arrivo del birraio Alfredo Riva (esperienze in Germania ed Inghilterra), affiancato oggi anche da Riccardo Redaelli. Quasi un percorso obbligato, per chi si è fatto le ossa in Germania, misurarsi con le Weizenbock, versioni più alcoliche  delle classiche (Hefe)Weizen, da bere soprattutto nei mesi meno caldi dell'anno;  Manerba ne produce una già da un po’di tempo, disponibile al brewpub, ma è solo dallo scorso Luglio che la (Dunkel) Weizenbock prende un nome (Cinghios) e viene anche imbottigliata. E’ di colore marrone con riflessi ambrati, velata; la schiuma è esuberante, pannosa, color ocra, e forma il consistente cappello tipico delle Hefeweizen. L’aroma offre i classici sentori di banana matura, una delicata speziatura e, man mano che la birra si scalda, una lieve presenza di caramello e, mi sembra, anche di cenere.  Semplicità, con pulizia ed intensità. Il percorso prosegue al palato senza grosse variazioni: banana e caramello, qualche lieve nota di agrumi, frutta secca, ed un interessante finale nel quale emerge una leggera nota di cioccolato. 
Merito di questa Cinghios è di allontanare subito il rischio di stucchevolezza (banana matura + caramello) che purtroppo affligge molte  Weizenbock o Dunkelweizen; non è certamente una birra amara, ma piuttosto ben bilanciata dall’acidità del frumento, che la rende dissetante e molto scorrevole, e da un bel finale secco.  La banana (amore e odio di molti birrofili) è molto più presente al naso che in bocca, dove c’è invece un bell’assortimento di caramello, frutta secca, banana e cioccolato al latte ed un retrogusto con un timido warming etilico. Corpo leggero, poche bollicine, si beve con grande  facilità, nonostante l’etichetta la descriva come una birra “piena, calda, avvolgente”:  è proprio sul fronte dell’intensità che secondo me si poteva osare di più e che la birra ne esce leggermente ridimensionata.  Questa Cinghios, dal livello già ampiamente soddisfacente, potrebbe diventare (con le dovute differenze),  una sorta di  Aventinus (Schneider) italiana e riscaldare davvero le fredde serata d’inverno, se solo acquistasse un po’ più di coraggio e di vigore. Formato: 50 cl., alc. 6.3%, scad. 22/10/2014

mercoledì 10 ottobre 2012

Manerba Rebuffone

Manerba è un tranquillo paese sulla sponda occidentale del Lago di Garda, una meta turistica particolarmente apprezzata dai turisti tedeschi che scendono soprattutto dalla Baviera per godere del clima mite e degli ottimi prodotti (olio d’oliva e vino) che il territorio offre. Ma i tedeschi sono (soprattutto) grandi bevitori di birra, e così l’idea di aprire un brewpub in loco, con un ampio “biergarten”, tanto caro ai tedeschi, utilizzabile per oltre sei mesi l’anno, è talmente azzeccata da risultare quasi banale. Ma non è stata (solo) questa la motivazione che ha spinto nel 1999 la famiglia Avanzi, già produttrice di olio e di vino, a gettare le fondamenti della Manerba Brewery, una bella struttura (legno e vetro, con impianti a vista) che s’affaccia non sul lago ma sulla strada statale 572 che da Desenzano porta sino a Salò. Fu soprattutto la passione per la birra a spingere Alessandro Avanzi ad investire in un progetto con impianto da 20 ettolitri in un periodo ben lontano dal sospetto “boom” ( o dalla bolla?) odierno della birra artigianale; oggi è il figlio Francesco a gestire il birrificio. Ci era capitato di assaggiare le loro birre molti anni fa, trovandole non particolarmente convincenti; dopo un naturale periodo di assestamento, nel quale si sono alternati diversi birrai, Manerba Brewery sembra aver intrapreso la strada giusta (leggasi qualità e soprattutto costanza produttiva) con l’arrivo del birraio Alfredo Riva, nel curriculum diverse esperienze maturate in Inghilterra e Germania. Viene decisamente migliorata soprattutto la produzione in bottiglia, introducendo un secondo processo di fermentazione che garantisce al prodotto la giusta stabilità e ne allunga la “shelf life; crescono i volumi, e da Maggio ad affiancare Alfredo è arrivato anche Riccardo Redaelli, ex-birraio al Babb di Brescia. La produzione attuale del birrificio è di circa 250 mila litri all’anno; un quarto destinato al consumo nel brewpub, dove si prediligono soprattutto birre “tedesche” da grande consumo come Helles, Weizen o Bock. Il resto della capacità produttive riguarda le bottiglie ed altri marchi che Manerba produce per conto terzi. Abbiamo assaggiato la Rebuffone, una dubbel belga la cui ricetta prevede malti pils, vienna, Melanoidinico, Caramello 50, Monaco, Caramonaco, Chocolate e, Black; i luppoli sono Saaz, Spalt Spalter e Styrian Goldings. E’ di un invitante color marrone rossastro, con un cappello di schiuma beige, cremosa, dalla buona persistenza. Al naso troviamo soprattutto esteri, frutta sotto spirito, uvetta e prugne, più in sottofondo una delicata speziatura dei lieviti, cacao, leggera vaniglia. In bocca sorprende per un’ottima morbidezza, abbinata ad un corpo leggero e ad una bassa carbonazione; la sensazione al palato è molto piacevole, con una sostanziale corrispondenza con l’aroma. Uvetta, prugne, pane nero, tostature e spezie, con una leggera nota alcolica che garbatamente riscalda la bevuta. Ci convince anche il finale secco, che ripulisce bene il palato e fa emergere un retrogusto abbastanza persistente, abboccato e caldo, di frutta sotto spirito con una piacevole nota di cacao. Una buona dubbel che abbina una discreta complessità ed intensità di gusto ad una grande facilità di bevuta; c’è già un buon livello di pulizia in bocca, e con qualche aggiustamento potrebbe diventare davvero ottima. Formato: 75 cl., alc. 6%, IBU 24, scad. 01/03/2013, prezzo: 6.45 Euro.


__________________
english summary:
Brewery: Manerba Brewery, Italy.
Style: abbey dubbel
A deep brown reddish beer with a creamy beige head. The aroma brings dark fruits, raisins, plums, yeast spices, cocoa, with hints of vanilla. Clean, with a fair level of complexity. Very smooth, almost creamy mouthfeel, with light body and low carbonation. The taste is pretty much alike aroma, with dark fruits, dark bread, roasted malts and spices. A warm alcoholic touch is always present and leads to a fruity fiish, with hints of cocoa bitterness. A nice Belgian dubbel-style beer with a clean taste and easily drinkable. Bottle: 75 cl., 6% ABV, 24 IBUs, BBE 03/2013, price 6.45 Euro