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lunedì 29 maggio 2017

Meantime London Pale Ale

15 luglio 2015: è questa la data in cui viene dato l’annuncio dell’acquisto del birrificio londinese Meantime da parte della multinazionale SAB Miller. Le cifre dell’accordo non vengono inizialmente rivelate e le discussioni sul web sono come al solito animate dalle rassicurazioni da parte del birrificio che “nulla cambierà”, che “non si tratta di una vendita ma di una partnership”. Alcune voci parlavano di una cifra che oscillava tra i 30 e i 50 milioni di sterline, ma a luglio 2016 venne rivelato che in realtà SAB Miller pagò ben 120 milioni per acquistare un birrificio che nel 2014 aveva generato un utile di 1,5 milioni a fronte di un fatturato di circa 17 milioni. 
Congratulazioni ad Alastair Hook che nel 1999 aveva fondato la Meantime Brewing Company a Charlton (Londra) racimolando 500.000 sterline da famigliari ed amici; nel 2007 aveva raccolto un altro mezzo milione per installare una moderna linea d’imbottigliamento e nel 2010 con altri due milioni  200.000 sterline aveva inaugurato la nuova sede di Greenwich che avrebbe permesso di produrre sino a 100.000 ettolitri l’anno. Nel 2011 l’ex direttore generale della SAB Miller inglese Nick Miller aveva affiancato Hook nella gestione di una società che cresceva anno dopo anno arrivando a toccare gli 80.000 ettolitri del 2014. L’arrivo di Miller non è casuale e, come racconta Martyn Cornell, Meantime stava già da allora pensando “in grande”, si trattava solamente di scegliere il "come": crowd-funding, banche, investitori privati o grande multinazionale?  Miller non ci ha messo molto a riallacciare i ponti con il suo vecchio datore di lavoro rendendo così economicamente felice quella sessantina d’azionisti che la Meantime l’avevano vista nascere dal nulla. 
Si fa tuttavia presto a dire “niente cambierà” e “partnership”: quando qualcuno spende centinaia di milioni per acquistarti e il tuo birrificio diventa semplicemente un marchio in un vasto portafoglio. Non c’è romanticismo, è solo business e chi ti ha comprato dispone di te come meglio crede: due mesi dopo la cessione alla Meantime furono costretti ad ammettere che “occasionalmente” alcuni lotti della London Lager erano stati mescolati con altri lotti prodotti presso gli impianti del birrificio Grolsch in Olanda, di proprietà di SAB Miller. Non proprio il massimo per una birra chiamata "London". Un’operazione necessaria per soddisfare le richieste del mercato e svoltasi – assicurano alla Meantime  - rispettando esattamente le ricetta originale e le sue caratteristiche organolettiche nei minimi dettagli. 
10 ottobre 2016: dopo alcune settimane di trattative viene finalmente ufficializzato l’acquisto da parte di AB-InBev della maggioranza azionaria del rivale SAB Miller  per la modica cifra di 78 miliardi di sterline. Il risultato è un megagruppo dal fatturato annuo di 55 miliardi di dollari e capace di controllare il 30% del mercato della birra mondiale attraverso quattrocento marchi; per avere tuttavia l’approvazione dell’antitrust britannico la neonata società ha dovuto “sacrificare” alcuni marchi posseduti da SAB Miller: Peroni, Grolsch e Meantime sono stati ceduti alla giapponese Asahi per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 400 miliardi di yen (ovvero circa tre miliardi di euro).

La birra
Meantime London Pale Ale: la ritrovo dopo quasi sei anni in un formato ridotto a trentatrè centilitri, quello che hanno ormai adottato quasi tutti i birrifici “craft” inglesi. Meantime non è oggi più craft ma in un certo senso la promessa del “niente cambierà” è stata mantenuta: la trovavo abbastanza anonima sei anni fa, la trovo uguale - forse un po' peggiorata - oggi. I luppoli utilizzati per questa American Pale Ale sono Cascade, Centennial ed il britannico East Kent Goldings.
Il suo colore è limpido e si colloca tra l'oro carico ed il ramato e nel bicchiere forma una testa di schiuma leggermente "sporca" e abbastanza compatta ma non molto persistente. Nonostante il lotto produttivo mi faccia pensare ad una bottiglia nata lo scorso marzo, la fragranza non è la caratteristica principale di un naso che presenta profumi terrosi, biscottati e caramellati, di marmellata d'arancia e una lieve presenza metallica e di cartone bagnato. Il gusto lo ricalca quasi fedelmente riducendo ai minimi termini la componente fruttata: da biscotto e caramello si passa direttamente ad un amaro terroso ed erbaceo di discreta intensità che tuttavia pecca gravemente di eleganza. Una lieve astringenza conclude una birra piuttosto modesta che  scivola rapidamente nell'oblio: monocorde, piatta, poco profumata e poco elegante.
Formato 33 cl., alc. 4.3%, lotto 170673, scad. 08/03/2018, prezzo indicativo 2.50 euro (foodstore, Italia)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 5 maggio 2013

Meantime Coffee Porter

Le ultime bevute di Meantime (qui un approfondimento) non ci hanno onestamente entusiasmato più di tanto, ma questa Coffee Porter è stata una specie di rivelazione. Brassata per la prima volta nel 2005, non figura attualmente tra le birre elencate sul sito ufficiale del birrificio. Ha comunque raccolto negli anni scorsi diversi premi in giro per il mondo (oro allo Stockholm Beer & Whisky Festival 2008, World’s Best Stout & Porter up to 6.9% all'International Beer Challenge October 2007, World’s Best Premium Coffee Beer ai World Beer Awards September 2007, oro alla World Beer Cup 2006 – categoria birre al caffè, e argento nella edizione del 2008).  Viene brassata con caffè (Arabica Bourbon) del Ruanda (cooperativa Maraba) proveniente da commercio equo solidale che viene tostato in Inghilterra dalla Union Coffee Roasters.  Si comincia da un bellissimo color ebano scuro, su quale si forma una generosa "testa" di schiuma beige, fine e cremosa, molto persistente. L'aroma è davvero ottimo, nettissimi sentori di caffè in grani, molto elegante; in secondo piano mirtilli, orzo tostato, cenere. Grandissima pulizia, birra che si lascia "annusare" per diversi minuti. Ottimo anche l'ingresso in bocca: porter molto morbida, dal corpo medio, quasi cremosa, lievemente carbonata. Il gusto è leggermente meno pulito dell'aroma, ma siamo sempre su livelli molto soddisfacenti: il caffè continua a predominare, ma c'è una buona alternanza con note di cioccolato amaro ed orzo tostato. C'è una leggera acidità che emerge nel finale a snellire un po' la bevuta ed a ripulire la bocca, preludio ad un lungo retrogusto amaro ricco di caffè e tostature. (Robust) porter sorprendente e molto ben fatta, intensa ma facilissima da bere, morbida e molto appagante. Bottiglia in stato di grazia, con un netto dominio (o sbilanciamento) del caffè che ce la  fa sembrare adatta anche in una ipotetica colazione. Da comprare, subito. Formato: 33 cl., alc. 6%, lotto 122341 12:05, scad. 21/02/2014, pagata: 2.05 Euro (supermercato, Lussemburgo).

mercoledì 11 aprile 2012

Marks & Spencer London Porter

Come già detto in questa occasione, nel 2009 i "grandi magazzini" Marks & Spencer rinnovano la propria offerta brassicola commissionandone la produzione a diversi birrifici "artigianali" inglesi. Tra quelli coinvolti vi è anche la Meantime di Greenwich, che per questa London Porter che, secondo le note di etichetta, riporta in vita un'antica ricetta del 1750. Ottimo l'aspetto, di un bel color marrone scuro con riflessi rubini; la schiuma, molto persistente, è beige, fine e cremosa. Al naso percepiamo la tostatura dei malti, un leggero affumicato, qualche remoto sentore di cioccolato ed una nota legnosa. Se l'aroma non entusiasma, una scarsa pulizia del gusto non aiuta la situazione a migliorare: c'è buona corrispondenza con l'aroma, un ritorno di malti tostati, al posto del cioccolato c'è del cacao in polvere che ricorda un po' le bustine confezionate per la preparazione dolciaria, ma soprattutto una pronunciata mineralità che evolve verso una poco gradevole ed una fastidiosa nota metallica. Molto secca, ci lascia un retrogusto a metà strada tra tostatura e terrosità, un pelino astringente e poco pulito. Una porter bevibile ma poco entusiasmante. Dai commenti/punteggi rilevati su altri siti (Ratebeer, Beer Advocate), notiamo che molti altri la pensano come noi. Formato: 50 cl., alc. 5.5%. lotto 111587, scad. 06/2012, prezzo 2.52 Euro

mercoledì 2 novembre 2011

Meantime London Pale Ale

Dopo la poco positiva esperienza con la India Pale Ale degustata qualche settimana fa, stappiamo una bottiglia di London Pale Ale, sempre prodotta dal birrificio Meantime, del quale potete leggere un breve profilo storico nel link sopra citato. Su Ratebeer viene assurdamente classificata come premium lager.. evidentemente la dicitura in etichetta non è stata completamente recepita; tutta la gamma di Meantime è stata di recente sottoposta ad un restyling di etichetta abbastanza diversa da quella che vedete fotografata. E' prodotta con malti pale ale, luppoli Golding, Cascade e Centennial. Dorata, leggermente velata; la schiuma bianca è abbastanza fine ma poco generosa e svanisce molto rapidamente. Naso poco pronunciato ma elegante, dove convivono sentori erbacei, di cereali e fruttati (pompelmo ed arancio). Al palato è snella, prediligendo la beverinità con una consistenza decisamente watery ed una carbonatazione media. C'è una base di malto, crosta di pane, e note fruttate di agrumi che richiamano l'aroma. Secca e pulita in bocca, lascia un retrogusto amaro erbaceo. Birra semplice e corretta, sostanzialmente ben fatta; niente di trascendentale ma comunque una buona bevuta. Formato: 50 cl., alc. 4.3%, 35 IBUs, lotto 110416, scad. 10/02/2012, prezzo 4.80 Euro.

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english summary:
Brewery: Meantime Brewing Co., Greenwich, Greater London, England.
Appearance: slightly hazy golden color with a small diminishing white head. Aroma: cereal, grassy hops, citrus (grapefruit, orange). Not very intense. Mouthfeel: light body, medium carbonation, watery texture. Taste: bready malt and citrus. A clean and dry beer, with a grassy bitter aftertaste. Overall: a straight and simple pale ale. Nothing to get really excited about, yet easily drinkable. Bottle: 50 cl., 4.3% ABV, 35 IBUs, batch 110416, BB 10/Feb/2012, 4.80 Euro.

martedì 18 ottobre 2011

Meantime India Pale Ale

Ieri abbiamo brevemente parlato di una rinascita brassicola di Londra, e di come uno dei pionieri sia stata, una decina di anni fa circa la Meantime Brewing Company, fondata sulle rive del Tamigi, a Greenwich. Il birrificio nasce a fine 1999 dall'idea di Alastair Hook, londinese che ha studiato alla Heriot-Watt di Edimburgo ed ha poi svolto un tirocinio all’università birraia di Weihenstephan, a Monaco di Baviera. La sua formazione si completa con una viaggio negli Stati Uniti e con le letture dei libri di Michael Jackson. Dopo qualche anni in cui la Meantime opera principalmente a livello locale, nel 202 arriva la svolta: Alastair stringe un accordo con la catena di supermercati Sainsbury's, creando un’apposita gamma di birre (“Taste the difference”) che immediatamente godono di una enorme distribuzione nazionale. Nel 2003 viene inaugurata un’innovativa linea d’imbottigliamento (dal costo di 600.000 sterline) che consente alla Meantime non solo di abbattere alcuni costi, ma anche per imbottigliare per conto della Greene King (la IPA e la Beer to Dine For) e sfruttare al massimo la capacità del nuovo impianto. Nel 2004 la Meantime è l’unico birrificio inglese a portarsi a casa una medaglia dalla World Beer Cup di San Diego. L’anno successivo avviene la completa rivisitazione di logo, brand e packaging di tutte le birre; nascono - primo birrificio in Inghilterra a produrle - le bottiglie da 75 cl. con tappo di sughero. Nel 2006 arriva dalla World Beer Cup un’altra medaglia (oro, per la Coffee Porter) e nel 2007 vengono definiti nuovi accordi commerciali con i supermercati Waitrose. Gli spazi produttivi iniziano però ad essere stretti e nel 2009 partono i progetti di ricerca di una seconda nuova location. L’occasione – irripetibile – si presenta sotto forma del Old Royal Naval College di Greenwich. Una sezione dell’edificio aveva già ospitato un birrificio dal 1450 al 1860 e la Meantime – leggiamo – diventa il secondo birrificio al mondo ad avere una sede all’interno di un edificio tutelato dall’Unesco. Il risultato – birrificio, bar e ristorante annessi - lo potete vedere qui: http://www.oldbrewerygreenwich.com/ .
La gamma della Meantime è oggi reperibile abbastanza facilmente in Italia, anche se dobbiamo riscontrare che la distribuzione italiana non è molto premurosa con queste birre; le abbiamo spesso trovate in condizioni poco dignitose ed anche questa India Pale Ale, acquistata presso Eataly a Bologna non è stata un’eccezione. Il colore è rame/arancio, opalescente; la schiuma, ocra, è fine e cremosa ed abbastanza persistente. Naso praticamente morto, con quasi totale assenza di luppoli; rimane qualche sentore di lievito ed erbaceo. In bocca le cose migliorano appena un po’: solida base di malto e caramello, luppolatura stanca che apporta un amaro erbaceo un po’ pepato. Secca, dal corpo medio e mediamente carbonata. Lascia un retrogusto amaro vegetale con una nota alcolica che riscalda. Difficile giudicare una birra che sembra aver passato quasi un’estate al caldo. Peccato. Formato: 75 cl., alc. 7.5%, lotto 100627. scad. 03/09/2012, prezzo 8,40 Eur.


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english summary:
Brewery: Meantime Brewing Co., Greenwich, Greater London, England.
Appearance: cloudy copper/orange color with a creamy off-white head. Aroma: dead hops. Yeast on the nose, very light hints of grass. Mouthfeel: medium body, medium carbonation. Taste: a solid malty caramel backbone. The only hop flavor left is some herbal spices. Dry on the palate, leaves a hoppy bitter herbal aftertaste with a warm alcoholic touch. Overall: not really the best bottle in the world. Looks like a beer that has suffered of some high temperature. Difficult to judge this one properly. Bottle: 75 cl., 7.5% ABV, batch 100627, bb. 03/09/2012, price 8,40 Eur.

giovedì 12 agosto 2010

Meantime Pale Ale

American Pale Ale made in Inghilterra, colore dorato pallido, schiuma bianca, fine, non molto persistente. Aroma luppolato (Cascade e Willamette) erbaceo, leggermente agrumato, molto fresco e gradevole. Corpo leggero, bassa carbonatazione. Al gusto un buon equilibrio tra luppoli e malto, caramello; marcato amaro. Finale secco e lungo retrogusto amaro, erbaceo. Una buona APA, beverina, profumata, ottima session beer. Degustata in bottiglia da 33 cl., ABV 4.7%

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english summary:
American Pale Ale brewed in England by Meantime. Pours a pale golden colour with a quickly collapsing white head. On the nose, hops (cascade and willamette), grass, light citrus. Very fresh and nice. Body and carbonation are light. On the palate a good balance between hops and malts (caramel); good bitterness. Dry finish and long grassy bitter aftertaste. A very good APA, perfumed, refreshing and almost perfect session beer. 33 cl. bottle, 4.7% ABV.