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venerdì 7 febbraio 2020

Port Brewing Old Viscosity

Alla fine degli anni ’90 la città californiana di San Diego era in pieno fermento e si stava preparando a diventare una della capitali della Craft Beer Revolution americana.  La Swami’s IPA del brewpub Pizza Port (1992) aveva gettato le basi per quello che sarebbe poi divenuto lo stile di birra più rilevante dell’ultimo trentennio: la West Coast IPA.  Stone, AleSmith, Alpine e Ballast Point si stavano lentamente espandendo dopo aver mosso i primi passi e così faceva anche Pizza Port: i fondatori Vince e Gina Marsaglia rilevarono a San Marcos  il primo sito produttivo di Stone e vi mandarono il loro birraio Tomme Arthur a seguire i marchi/spin-off The Lost Abbey, ispirato alla tradizione belga, e Port Brewing, ovvero Pizza Port in bottiglia, per semplificare.  
Arthur era stato assunto nel 1997 e nel 2002, in occasione del quinto San Diego Strong Ale Festival organizzato da Pizza Port, aveva realizzato una birra commemorativa da imbottigliare in formato 75 centilitri: nasceva la Old Viscosity, la cui etichetta rappresentava anche l’esordio di Arthur come scrittore. Nulla in confronto alle logorroiche etichette di Lost Abbey destinate ad arrivare negli anni successivi: su quella bottiglia vi era  semplicemente scritto “sappiamo che questa birra vi piacerà. E’ stata fatta da tre nativi di San Diego che credono che San Diego sia una grande città per la birra e hanno passato gli ultimi cinque anni a dirlo a tutti coloro che ci ascoltavano. E allora te lo diciamo, questa è una grande birra.”  
Nel 2007 Arthur replicò quella birra per inaugurare la prima di una lunga serie di birre “speciali” a marchio Port Brewing realizzate sul nuovo impianto: e per l’occasione la Old Viscosity fu affiancata dalla prima birra barricata mai commercializzata da Port Brewing: quella la Older Viscosity di cui vi avevo parlato con entusiasmo un po’ di anni fa.

La birra.
Per molti anni la Old Viscosity è stata assemblata con un blend di birra fresca in percentuale variabile (70-80%) e birra invecchiata in botti di bourbon (20-30%), ovvero Older Viscosity. Attualmente il sito di Port Brewing non fa nessun riferimento al blend e quindi credo che la Old Viscosity sia divenuta una birra solamente “fresca” . In tutti questi anni Tomme Arthur si è divertito a definirla in mille modi diversi:  Black Barley Wine, Strong Dark Ale, un ibrido tra Porter, Stout, Old Ale e Barleywines.  Oggi sulle lattine è stampato in bella evidenza Imperial Stout: lo stile è abbastanza richiesto, soprattutto negli Stati Uniti, e bisogna quindi accontentare il mercato. 
La ricetta originale prevedeva malti Two Row, Carafa III, Crystal (inglese ed americano), Chocolate e frumento, luppolo tedesco Magnum,  lievito California Ale. Dalle parole passiamo ai fatti: liquido nero, schiuma cremosa e compatta, ottima persistenza. Il naso non è esplosivo ma ci avverte di quello che sta per arrivare al palato: intense tostature, caffè, tabacco, accenni resinosi e di cioccolato fondente. L’etichetta fa pensare ad una birra densa come l’olio del motore di una macchina ma al palato la sua viscosità non è particolarmente pronunciata. Probabilmente lo era se paragonata agli standard di quindici anni fa: a me sembra morbida, delicata e quasi cremosa, scommetterei su di un abbondante utilizzo di avena.
E’ questa l’unica smanceria di una American Imperial Stout Old School che picchia duro: tracce di caramello e liquirizia sono il minimo indispensabile a sorreggere una robusta impalcatura di tostato e torrefatto, caffè ed un finale molto luppolato terroso e resinoso. L’alcool la sospinge per tutto il suo percorso ma la Old Viscosity è una birra che si sorseggia senza difficoltà: lasciatela scaldare per bene se volete qualche coccola di cioccolato fondente ad ammorbidire il suo lungo retrogusto. Nella sua relativa semplicità è quasi perfetta.
Un classico senza tempo, un pezzo di storia da non dimenticare: astenersi palati deboli o inclini alle derive pastry.
Formato 56,7 cl., alc. 10%, lotto e scadenza non riportati, prezzo indicativo 12.00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa lattina e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 9 ottobre 2019

Port Brewing Board Meeting Brown Ale

A distanza di poche settimane torniamo a parlare di uno dei marchi di Pizza Port, storico birrificio di San Diego fondato nel 1992 a Solana Beach (San Diego County) da  Gina e Vince Marsaglia.  La loro storia ve l’avevo raccontata qui.  Mentre Pizza Port apriva altri brewpub-succursali nelle vicine Carlsbad, San Clemente, Ocean Beach e Bressi Ranch a San Marcos il birraio Tomme Arthur curava nel 2006  la nascita delle due costole/marchi Lost Abbey e Port Brewing: il primo realizzava birre ispirate principalmente dalla tradizione belga, il secondo era invece dichiaratamente californiano e procedeva soprattutto a ritmo di IPA e Double IPA.  A quel tempo le luppolate di Port Brewing era quanto di meglio si potesse desiderare non solo dalla California, ma da tutti gli Stati Uniti: ora le cose sono un po’ cambiate e i sogni dei beergeeks si sono spostati altrove. Ma per chi non ha interesse nel seguire la moda Port Brewing rimane ancora un imprescindibile punto fermo quando si parla di West Coast IPA classiche.
All’inizio del 2013 Tomme Arthur dichiarava: “con i nostri due marchi produciamo in totale una quarantina di birre che toccano diversi stile. Stranamente non avevamo mai fatto una Brown Ale, e quindi la Board Meeting era un completamento quasi naturale al nostro portfolio”. Era da due anni che Port Brewing non aggiungeva una nuova birra a quelle che venivano prodotte regolarmente tutto l’anno: Wipeout IPA, Shark Attack Imperial Red, Old Viscosity and Mongo Double IPA.

La birra.
Luppoli Challenger e Magnum, un’imprecisata varietà di malti, caffè prodotto dalla torrefazione Ryan Brothers di San Diego e fave di cacao della TCHO Chocolate di San Francisco: questi gli ingredienti di una robusta/imperial  (8%)  brown ale la cui veste grafica ha subito alcuni ritocchi nel corso del tempo. Personalmente preferivo l’etichetta originale a quella più minimalista e pulita che caratterizza le lattine e le bottiglie vendute oggi. 
Il suo colore è un ebano piuttosto scuro e prossimo al nero, la schiuma cremosa ed abbastanza compatta. Non ci sono informazioni utili per risalire all’età anagrafica di questa lattina e l’aroma non è esattamente eccitante: poco intenso e neppure tanto definito. E’ rimasto un po’ di caffè ma i protagonisti sono soprattutto le tostature di orzo e pane; in secondo piano ci sono gli esteri, soprattutto la prugna. Per intravedere un po’ di cacao bisogna attendere che la birra raggiunga quasi la temperatura ambiente. Per fortuna le cose vanno molto meglio al palato: corpo medio e mouthfeel morbido rendono questa Imperial Brown Ale abbastanza scorrevole e per nulla ingombrante. Dopo un preambolo dolce (caramello, frutta sotto spirito) la bevuta si dirige senza esitazioni nel territorio dell’amaro del luppolo e del torrefatto: il caffè e il cioccolato si fanno un po’ attendere e diventano protagonisti solo a fine corsa. E’ però una bel finale, pulito, intenso e piuttosto lungo: alcool, caffè e cioccolato sono un epilogo perfetto di una Brown Ale all’americana, “supercharged”, molto amara. Il confine con una Imperial Porter/Stout è davvero labile.  Il naso la penalizza un po’, forse a causa dell’età anagrafica, ma questa Board Meeting di Port Brewing è davvero un gran bel bere e soprattutto una birra dalla personalità forte, caratteristica che contraddistingue da sempre il marchio Port Brewing.
Formato 45,4 cl., alc. 8%, lotto e scadenza non riportati, prezzo indicativo 6,00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

martedì 26 marzo 2013

Port Brewing Older Viscosity

Della "trinità" (o del "big bang" brassicolo) della contea di San Diego Port Brewing/Lost Abbey/Pizza Port abbiamo già parlato approfonditamente in questa ed in quest'altra occasione. Andiamo quindi dritti al sodo con questa bottiglia di Older Viscosity, di Port Brewing, che rappresenta la parte più "tradizionale" della "trinità", con (muscolose) birre (spesso) molto luppolate che rispecchiano in pieno lo spirito di quella regione amichevolmente chiamata Socal (South California). Older Viscosity nasce dalla sorella minore Old Viscosity, un'american (dark) strong ale che già rappresentava un blend di birra fresca e di (20%) di birra invecchiata per almeno tre mesi in botte. La Older Viscosity raggiunge un ABV leggermente maggiore (12% vs. 10.5%) e viene lasciata ad invecchiare in botti di bourbon Heaven Hill per un periodo non inferiore a 6 mesi. L'edizione "vintage 2011" in questione, commercializzata in data 23 Aprile 2011, è stata lasciata in botte per dodici mesi, secondo le informazioni raccolte in internet. Come detto la base di partenza è la ricetta della Old Viscosity, quindi malti Two Row, Carafa III, Crystal (inglese ed americano), Chocolate e frumento, luppolo tedesco Magnum e, oltre ad un lievito proprietario del birrificio, il California Ale delle White  Labs. L'aspetto è esattamente quello che il nome e la bella etichetta evocano: immaginate di effettuare il cambio olio alla vostra macchina e di versarne un po' in un bicchiere. Un densissimo liquido quasi nero, assenza di schiuma, rimane solo un leggerissimo pizzo color beige ai lati del bicchiere. Non c'è neppure bisogno di avvicinare il bicchiere al naso per avvertire, sin da (molto) da lontano, il potentissimo aroma carico di bourbon; troviamo anche tanta frutta sotto spirito (uvetta), liquirizia, sentori di legno, vaniglia, tabacco. Aroma molto complesso, che richiede tempo (e passaggio di temperatura da cantina ad "ambiente") per essere decifrato in pieno; emergono note di cuoio/pelle, di ossidazione, ciliegia matura, a ricordare lontanamente un vino liquoroso (Porto). Nonostante l'aroma lasci presagire un ingresso in bocca devastante, la bevuta è tutto sommato meno difficoltosa del previsto; il benvenuto, a scanso di equivoci, è etilico, un morbido calore di bourbon che scalda palato, esofago e stomaco e li prepara quello che deve ancora arrivare; ripassiamo in rassegna quasi tutto quello che avevamo trovato al naso. Liquirizia, leggere note di caffè, di cuoio, frutta sotto spirito (uvetta), cioccolato; predominanza di dolce, al gusto, con qualche leggera nota acidula di caffè a bilanciare. L'alcool, che si era temporaneamente fatto da parte, rientra prepotentemente in gioco nel finale, lasciando un lunghissimo, morbido e caldo retrogusto appagante. Birra mastodontica, quasi sostitutiva di un pasto intero, dal corpo pieno, praticamente priva di carbonazione, dalla viscosità oleosa; rotonda e morbida in bocca, da bere in piccole dosi per poterla assaporare e cogliere in tutte le sue sfaccettature. Arriva in bottiglia da 375 millilitri, che non sono però pochi da affrontare in una sera; l'abbiamo anche volutamente risparmiata per riassaggiarla a distanza di 24 e 48 ore:  le note fruttate (uva passa e prugna, ciliegia) emergono con maggiore evidenza rispetto all'alcool, per una birra che si sporge maggiormente nel territorio dei vini passiti; a bilanciare il dolce della frutta, ecco caffè e cioccolato amaro. Insomma, se l'acquistate, prendetevi tutto il tempo del mondo e bevetela con molta calma, è una birra che richiede attenzion, devozione e pazienza. Formato: 37.5 cl., alc. 12%, lotto 2011, prezzo 13.33 Euro (beershop, USA).

mercoledì 18 gennaio 2012

Port Brewing 5th Anniversary Ale

Ogni anno la Port Brewing di San Marcos (California) festeggia il proprio compleanno rilasciando, a fine Maggio, la propria Anniversary Ale. C’è un po’ di discordanza in rete sull’età del birrificio, visto che secondo Beer Advocate ci sono cinque candeline (e quindi cinque Anniversary Ales), mentre Ratebeer si ferma a quattro. Quest’ultimo inoltre considera la “quarta” come solamente un “clone” della terza, facendo confluire su questa tutte le recensioni. Effettivamente è scomparso il “numero” del compleanno che in origine era posto sulla pinta rappresentata in etichetta sino alla terza celebrazione. Ma se consideriamo che il birrificio ha aperto i battenti nel 2006 ed ha quindi festeggiato il primo compleanno nel 2007, dobbiamo dedurre che le Anniversary Alse sono cinque. L’avevamo già gustata nel 2010 e la riproviamo qualche anno dopo, ma con molta meno soddisfazione. La birra ha già 7 mesi di vita alle spalle che sono tanti, forse troppi, per un “hop monster” dal quale dovrebbe scaturire un’esplosione di luppoli. All’aroma c’è davvero rimasto poco, un po’ di frutta tropicale, dolce, e sentori di resina che hanno ormai rimpiazzato i freschi aghi di pino; nel vuoto lasciato dai luppoli si è piuttosto insinuata la componente etilica. Venendo a mancare l’apporto dei luppoli, questa bottiglia risulta completamente sbilanciata verso i malti e l’alcool. Il corpo pieno, con biscotto e caramello, si carica d’alcool (10%) rendendo la bevuta molto lenta e difficoltosa; la lingua è messa a dura prova, sollecitata da un amaro pungente che ha perso qualsiasi freschezza e che “trasuda” di resina e di vegetale. Finisce secca, lasciando un retrogusto “asfaltante” molto amaro, resinoso e carico di alcool che scalda tutto il palato. Fresca ed in forma, questa Anniversary Ale è senza dubbio una gran birra. In queste condizioni, è da evitare. Formato: 65 cl., alc 10%, lotto e scadenza sconosciuti, prezzo 11,40 Euro.

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english summary:
Brewery: Port Brewing, San Marcos, California, USA. Style: Double/Imperial India Pale Ale.
Appearance: hazy orange with a lasting creamy off-white head. Aroma: a few hop memories with tropical fruits and resin. But mostly malt and alcohol. Mouthfeel: full body, medium-high carbonation, oily texture. Taste: biscuit malt, caramel, alcohol. Old hops are adding lots of bitter resin and herbs. Dry finish, very bitter resinous aftertaste with lots of warming alcohol. Overall: bottled more than 7 months ago, this is no longer a worthy double IPA. As hops have fainted, this beer turned into a “malt and alcohol bomb” rather than a “hop monster”. To be drunk slowly and carefully. When fresh, this is a wonderful beer. Otherwise, you’d better avoid it. Bottle: 65 cl., 10% ABV, batch unknown, price 11.40 Euro

domenica 1 maggio 2011

Port Brewing Wipeout IPA

Il birrificio definisce questa Wipeout come “la nostra interpretazione di una IPA West Coast”. Prodotta con almeno 5 varietà di luppoli, tra i quali Amarillo, Centennial, Cascade, Simcoe e Summit, malti Two Row, Carapils, English Crystal e frumento. Il colore è tra il dorato e l’arancio, velato, con una schiuma molto persistente, fine, cremosa, ocra. Dopo qualche birra USA un po’ sottotono per finalmente ne ritroviamo una dall’aroma prorompente, sin dalla stappatura. Sprigiona all’inizio forti sentori di pino seguiti poi da altri più fruttati, con mango e polpa di agrumi, soprattutto pompelmo. Il gusto inizia dove l’aroma svanisce, con un dolce imbocco reminescente di marmellata d’agrumi che per viene subito cancellato (“wipe out”) da una “marea” vegetale e resinosa di luppoli. L’ondata di luppoli continua anche nel retrogusto; molto amaro, resinoso, raschia un po’ il palato lasciando anche una leggera nota piccante. Dal corpo medio, ha una carbonatazione abbastanza elevata. Una buona IPA molto ben fatta, che parte con note fruttate ed eleganti al naso per poi deviare verso percorsi molto meno amichevoli; la generosa luppolatura la rende balsamica in bocca, ricca di gusto, ma al tempo stesso la rende meno “bevibile” di altre sue sorelle di categoria prodotta sulla costa del Pacifico. Formato 65 cl., alc. 7%, 78 IBU, lotto 30/11/2010, prezzo 9.50 €

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english summary:
Port Brewing West Coast IPA version, pours a hazy orange/golden color with a creamy off-white head. Very strong and hoppy nose with pine, tropical fruits and citrus (grapefruit). Some citrus marmalade in the mouth is followed by intense aggressive bitter hops with lots of resin and vegetable. Aftertaste has more resin and a spicy peppery hoppy note. Medium bodied with quite high carbonation. A solid and well done IPA with a nice fruity aroma and a big hoppy taste. Full of taste but less drinkable than other similar West Coast IPAs. 65 cl. bottle, 7% ABV, 78 IBUs, batch 30/No./2011, 9.50 €.

mercoledì 19 gennaio 2011

Port Brewing Hop 15

Imperial IPA tutta giocata sul numero 15. Prodotta per la prima volta nel 2002 per celebrare il 15esimo anniversario della prima location del birrificio (Pizza Port, a Solana Beach, California), contiene la bellezza di 15 luppoli diversi che vengono aggiunti ogni 15 minuti in fase di bollitura. Il risultato è una "bomba" iperlupplata da 10° ed un IBU superiore a 100. Ambrata (ramata) chiara, opalescente, forma una bella schiuma fine, ocra, compatta, non generosa ma molto persistente. L'aroma è fortissimo e - per quanto non venga riportata la data di produzione sull'etichetta - ancora abbastanza fresco. Resina, pino, pompelmo e qualche nota piccante di spezie. Sostenuta da un corpo massiccio, in bocca è davvero amarissima con (quasi) tutte le diverse sfumature dei luppoli usati che spazzano via la base di malto e caramello. Una volta superata il punto di non ritorno, si può tentare di individuare la componente resinosa, quella erbacea, il pino, il pompelmo, gli agrumi, i frutti tropicali e le spezie. Morde prima la lingua e poi il palato, pungendoli, sollecitandoli fino ad un finale molto secco, che regala qualche istante di "tregua" apparente prima che il sublime supplizio continui con un lunghissimo retrogusto amaro, resinoso, speziato, di nuovo pungente. Una DIPA imponente, croce e delizia del palato, che si lascia bere relativamente bene considerando gradazione alcolica e amaro. Un'esperienza intensa, non da ripetere ogni giorno, ma assolutamente appagante. Hop-heads of the world, unite and take over..

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english summary:
Hazy copper color with a small but nice creamy off-white head. Very strong hoppy aroma with pine, resin, grapefruit and spices. Full bodied with a very bitter taste on a caramel basis. You can have lots of fun trying to detect all the different 15 hops which have been used: resin, grass, pine, grapefruit, citrus, tropical fruits, spices. Bites tongue and palate until a dry finish; after some instants of quiet, there’s a long, biting, bitter, resinous and spicy aftertaste. A real hop bomb with 10% ABV and more than 100 IBUs. Yet manages to be quite easily drinkable. A truly intense experience not to be missed. Wonderful Imperial IPA. 66 cl. bottle

venerdì 14 gennaio 2011

Port Brewing Santas Little Helper (2009)

Sontuosa Imperial Stout, natalizia, per la californiana Port Brewing. Nera, forma una schiuma cremosa color marrone, compatta e molto persistente. Ricco naso con caffè, cacao, malto tostato, note di vaniglia e di frutta tostata. Sostenuta da un corpo pieno, è molto cremosa al palato anche se presenta una carbonatazione media che un disturba leggermente, volendo essere pignoli. In bocca ritroviamo tutte le componenti dell’aroma, per un gusto caldo, alcolico che presenta delle tostature (malti e frutta) davvero godibili e raffinate. Finisce sorprendentemente secca, per poi deliziare con un lungo retrogusto avvolgente e caldo, alcolico. Una superba winter warmer, ben fatta, raffinata ed estremamente equilibrata. La gradazione alcolica (10%) non la può ovviamente rendere un mostro di bevibilità ma non è poi così difficile ritrovarsi con la bottiglia da 66 cl. vuota. Il prezzo che esce dall’importazione e dai vari “passaggi” di mano non è decisamente economico, ma non può esserci rimpianto nello spendere 13 € per birre di questo livello.

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english summary:
Somptuous Imperial Stout brewed by Port Brewing; black color with a creamy and rocky brown head. Rich aroma of coffee, cocoa, roasted malt, some vanilla and dried fruits. Medium body and with a creamy texture, has a beautiful warm taste resembling its aroma. Smooth alcoholic feeling with a super mixture of roasted malts and fruits. Surprisingly dry finish followed by a very long and warm alcoholic aftertaste. A perfect winter warmer, well brewed and balanced. 10% ABV, 66 cl. bottle, 13 €.

lunedì 8 novembre 2010

Port Brewing 3rd Anniversary

San Diego (California) e dintorni sono recentemente diventati una specie di “mecca” per tutti gli appassionati di birra artigianale. Una scena che vive un eccezionale fermento grazie alle ottime produzioni di birrifici come Stone, Ballast Point, Pizza Port, AleSmith e Lost Abbey/Port Brewing, solamente per citare i più noti. Territorio praticamente privo di storia brassicola sul quale i nuovi birrifici, liberi da ogni legame col passato, hanno dato da subito prova di una grande capacità di sperimentare producendo birre di qualità elevata ed anche estreme come i cosiddetti “hop monsters”, vere e proprie “bombe” ultra luppolate (spesso oltre i 100 IBU). Il birrificio Port Brewing produce ogni anno questa Imperial India Pale Ale con ABV 10% per celebrare il proprio anniversario, utilizzando luppoli Columbus, Amarillo e Simcoe. Questa “terzo anniversario” è di un bel colore ambra chiaro / ramato, schiuma ocra, cremosa, compatta, di buona persistenza. Il naso è una vera e propria esplosione di luppolo (il dry-hopping avviene utilizzando Columbus e Amarillo) con fortissimi sentori di agrumi (pompelmo, scorza d’arancio) e pino fresco. Il corpo è massiccio, con una carbonatazione abbastanza elevata. In bocca arriva pungente, con un debole ingresso maltato che ovviamente non riesce a contenere l’assalto dei luppoli e ha solamente una funzione di pallido sostenimento. Resinosa, amarissima e decisamente alcolica (10% ABV) con un finale abbastanza secco seguito da un retrogusto molto amaro, caldo ed alcolico. Una bomba di luppolo dalla bevibilità ovviamente molto limitata che impegna il bevitore per diverso tempo. Estrema, monotona, ma comunque ben fatta; ma questi “hop monsters” si amano o si odiano. Bottiglia da 75 cl., 11,80 €.
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english summary:
“Hop Monster” brew from Port Brewing celebrating each year their anniversary. Copper color with a solid, creamy and good lasting off-white head. On the nose a real explosion of hops (dry-hopped with Columbus and Amarillo) with very strong notes of citrus (grapefruit and also orange peel) and fresh pine. Full bodied, carbonation is quite high. Punching hoppy flavor with a bare presence of malt which can not resist the hoppy assault. You’ll need to drink carefully and slowly this hop-bomb filled with resin, bitterness and alcohol (10% ABV). Long bitter and warm alcoholic aftertaste. Extreme, perhaps monotonous, yet well done. You got to either love or hate these hop monsters. 75 cl. bottle, 11.80 €.