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martedì 23 maggio 2017

Foglie d'Erba Hot Night at the Village (Breakfast Edition)

Le “notti calde” sono quelle del Villaggio della Birra 2013, classico appuntamento di inizio settembre al quale ogni appassionato di birra non dovrebbe mancare; la cornice a quel tempo era ancora lo spazio interno ed esterno del TNT Pub di Bibbiano (Buonconvento, Siena) mentre le ultime edizioni del festival si sono tenute in un ben più suggestivo antico fienile con casale annesso. Nel 2013 andava in onda l’edizione numero otto iniziata come di consueto con il Pre-Villagio del venerdì e conclusasi domenica 8 settembre; un’edizione da ricordare in quanto per la prima volta il villaggio aprì le sue porte anche a birrifici di altre nazioni, anziché restare ancorato allo storico binomio Italia-Belgio. 
La nostra nazione fu rappresentata da Birrificio del Ducato, Birrificio Olmaia, Loverbeer, Extraomnes, Foglie d’Erba, Barley e Toccalmatto; dal Belgio arrivarono Boelens, Den Hopperd, Het Sas, Cazeau, De Ranke, Janus, Dochter Van de Korenaar, Rulles, De la Senne, Glazen Toren, Hof Ten Dormaal, Kerkom, Hofbrouwerijke, De Leite,  e Den Triest;  gli ospiti dal “nord Europa” furono Emelisse (Olanda), Nøgne Ø e Haandbryggeriet (Norvegia), Magic Rock (Inghilterra). 
Il birrificio Foglie d’Erba realizzò per l’occasione una birra celebrativa chiamandola Hot Night at the Village, una brown porter  (5%) destinata a “scaldare” ulteriormente le già roventi notti del Villaggio della Birra. Da quella birra, che ottenne anche la medaglia d’oro al Brussels Beer Challenge dello stesso anno, ne derivò nel 2015 una versione più ricca ed alcolica (7.5%) chiamata Breakfast Edition. Cacao puro e bacche di vaniglia del Madagascar vennero aggiunte alla stessa ricetta composta da malti Pale, Brown, Chocolate e Crystal, luppoli Tettnanger, Mandarina Bavaria, Styrian Golding e Centennial. Nell'edizione 2015 di Birra dell'Anno ottenne la medaglia d'argento nella categoria 13 "scure, alta e bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana. Birre liberamente ispirate ai seguenti stili: Robust/Baltic Porter, Imperial Porter, Russian Imperial Stout".

La birra.
Quasi nera, forma nel bicchiere una cremosa e compatta testa di schiuma leggermente “abbronzata” e dall’ottima persistenza. Al naso la fanno da padrone caffè e torrefatto, ma l’ottimo livello di pulizia consente d’apprezzare anche i profumi di vaniglia e cioccolato al latte; il bouquet è semplice ma piuttosto elegante. Poche bollicine, corpo medio, ottima scorrevolezza se si considera il contenuto alcolico: c'è anche una morbida carezza che coccola un po' il palato. La bevuta è davvero molto bilanciata con il dolce di biscotto, caramello e vaniglia a contrastare il caffè e le tostature, la liquirizia. Il gusto non è altrettanto pulito come l'aroma ma il livello è ugualmente alto, l'alcool è molto ben nascosto: si congeda nel miglior modo possibile, con una bella scia di cioccolato, caffè e tostature. La "colazione dopo la notte di eccessi al villaggio" è una (robust) porter molto ben fatta, precisa, intensa e facile al tempo stesso: qui c'è una solida birra impreziosita dai due ingredienti aggiunti, senza nessuna deriva artificiosa tipica di molte "birre dessert". 
Formato: 33 cl., alc. 7.5%, lotto 06-17, imbottigliata 11/02/2017, scad. 11/02/2018, prezzo indicativo 4.50-5.00 Euro (beershop).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 27 febbraio 2017

Foglie d’Erba Freewheelin’ IPA

Ritorna sul blog dopo un’assenza piuttosto lunga il birrificio friulano Foglie d’Erba, fondato nel 2008 dal birraio Gino Perissutti. E' il punto d’arrivo di un percorso iniziato dalla passione per la birra e continuato con il lavoro nella pizzeria-ristorante di famiglia, il Coton, una delle prime nella Carnia a dotarsi di un’ampia carta delle birre di qualità.  Ai viaggi birrari Gino fa seguire i primi esperimenti di homebrewing con le pentole che proseguono per un paio di anni: dopo alcuni corsi di formazione arriva la decisione di trasformare il locale dei genitori in un vero e proprio brewpub. 
A coronamento del buon lavoro svolto arriva a sorpresa il titolo di Birraio dell’Anno ottenuto nel 2011: con la notorietà arriva anche la  necessità di crescere e di aumentare la produzione. Dal primo impianto da 1.8 hl si passa ad uno da 20 e nel 2014 il birrificio ha trovato una nuova casa in via Nazionale 14, negli spazi ristrutturati di una vecchia falegnameria: sala di cottura con un tino di ammostamento e un tino di filtrazione tipo “Spadoni MBS 2000” con capacità di 27 hl, cinque fermentatori  per un totale di circa 140 ettolitri.  La “taproom” del birrificio è ancora la pizzeria che si trova all’interno dell’albergo di famiglia, il Coton: qui avete la possibilità di pernottare a poche centinaia di metri dal paese abbinando le birre alle oltre cinquanta pizze proposte. Per gli acquisti è invece operativo dal martedì alla domenica (15:30-18:30) lo spaccio del birrificio.

La birra.
Foglie d'erba deve il suo nome all’omonima raccolta di poesie (la prima edizione è del 1855) dello scrittore statunitense Walt Whitman e credo che anche per la birra odierna si debba tornare a guardare agli Stati Uniti. Freewheelin’ IPA, probabilmente ispirata al secondo album ufficiale (1963) di Bob Dylan; una Double IPA (8.5%) la cui ricetta prevede malti Maris Otter, Pale, Pilsner e Crystal, un ricco parterre di luppoli che include Tettnanger, Mandarina Bavaria, Citra, Chinook, Centennial, Simcoe e Amarillo. Tra i riconoscimenti ottenuti il recentissimo oro all'edizione 2017 di Birra dell'Anno nella categoria 10  "chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana". Ma c'è anche il bronzo a Birra dell’Anno 2012 nella categoria 5 (birre luppolate, alta fermentazione, di ispirazione angloamericana),  il bronzo al Brussels Beer Challenge 2013 e il primo posto al CIBA - Campionato Italiano Birre Artigianali del 2013. 
Il birrificio descrive il suo colore come “dorato scarico” e la foto come al solito lo rende più scuro del dovuto: la realtà è tuttavia più vicina alla fotografia. Ambrata, lievemente velata, con riflessi oro antico: la schiuma è biancastra, cremosa, compatta ed ha un’ottima persistenza.  Il mese e mezzo di vita in bottiglia regala un aroma ancora fresco e piuttosto zuccherino: mango, papaia, ananas e melone retato. Frutta tropicale molto matura, qualche ricordo di pompelmo in sottofondo, caramello, forse miele: pulizia ed intensità ci sono. Al palato le manca un po’ di carbonazione: la bevuta risulta morbida e scorrevole, ma le bollicine sono davvero pochissime. Il gusto non presenta sorprese, continuando un percorso che si apre con caramello e qualche accenno biscottato ad introdurre il dolce della frutta tropicale. E’ una Double IPA molto dolce nella quale l’amaro arriva  solo a fine corsa e, anziché reclamare un ruolo da protagonista, serve soprattutto a bilanciare: la resina affiora solo nel retrogusto, accompagnato da un morbido calore etilico e dal ritorno dolce di caramello e frutta tropicale. 
Intensa, abbastanza facile da bere, pulita: la freschezza valorizza bene il generoso carattere fruttato-tropicale e ruffiano di questa Freewheelin’ IPA. Per quel che riguarda il gusto personale, non è l’interpretazione di West Coast IPA che preferisco: molto poco secca, tanta frutta dolce ed amaro che non emerge, almeno in questa bottiglia. 
Formato: 33 cl., alc. 8.5%, lotto 97-2016, imbott. 10/01/2017, scad. 10/01/2018, prezzo indicativo 4.50-5.50 Euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 2 giugno 2013

Foglie d'Erba Joyce

Dopo le numerose birre d'ispirazione anglosassone assaggiate in precedenza, ecco una produzione "belga" per il birrificio "furlan" Foglie d'Erba. Come noto, il nome del birrificio s'ispira alla omonima raccolta di poesie di Walt Whitman (che contiene anche la "Capitano, mio capitano" resa famosa dal film L'attimo fuggente) e, sempre per restare nel campo della letteratura, ecco una blanche/wit dedicata allo scrittore/poeta irlandese James Joyce. Le note di etichetta riportano i malti e cereali (Pilsner, Torrefied Wheat, Malto di Frumento, Flacked Wheat) ed i luppoli usati (Spalter, Saphir e Tettnanger). Tipico colore giallo paglierino, opalescente; si forma una generosa quantità di schiuma bianca, che svanisce però molto rapidamente. Il naso non regala grosse emozioni; sentori di banana, cereali, leggera presenza di coriandolo e zolfo. In bocca ci arriva con meno bollicine di quante ce ne aspettassimo; corpo ovviamente leggero, con un attacco di banana e cereali seguito da un fruttato dolce di arancia, coriandolo. Gradevolmente acidula e piacevolmente secca, ha un finale timidamente amaro (scorza d'arancio) con coriandolo e soprattutto banana in evidenza. Molto beverina ma un po' troppo scarica in bocca, con una carbonazione un po' timida che le toglie vitalità; rinfresca e disseta senza però lasciare in noi un gran ricordo di sé. Comunque distante dalle altre ottime produzioni Foglie d'Erba assaggiare in precedenza. Formato: 75 cl., alc. 4.5%, IBU 20, lotto 12/12, imbott. 28/12/2012, scad. 28/12/2013, pagata 8.50 Euro (gastronomia, Italia).

lunedì 29 aprile 2013

Foglie d’Erba Babél

L'avevamo assaggiata per la prima volta due anni fa, ma purtroppo si trattò di un'occasione poco piacevole in quanto la bottiglia era palesemente infetta e la nostra curiosità di provare questa (quasi american) pale ale del birrificio friulano Foglie d'Erba, era rimasta insoddisfatta. Bottiglie non molto facili da reperire (almeno da queste parti) e così solo adesso ci è capitata finalmente l'opportunità di riassaggiarla e chiudere un "conto in sospeso" da lungo tempo. Occasione ghiottissima, una bottiglia "nata" a metà Febbraio e quindi ancora molto fresca, con solo due mesi di "scaffale" sulle spalle; l'etichetta annuncia la batteria di luppoli impiegati, quasi equamente suddivisi tra Europa e Stati Uniti: tettnanger, northern brewer, spalter, cascade e citra. E da subito questa Babél ci delizia con i suoi eleganti e raffinati profumi di pesca e mango, arancio e pompelmo. Freschezza e pulizia, ovvero quello che vorresti sempre trovare in una (interpretazione di) american pale ale. Lo scenario rimane sugli stessi alti livelli anche al palato: leggerissimo imbocco di biscotto, poi è di nuovo una piccola festa della frutta, con predominanza di pompelmo con note di frutta tropicale a portare un po' di movimento. Anche qui esemplare livello di pulizia, buona intensità, per una bevuta (purtroppo e per fortuna) che procede velocissima verso il finale amaro, ricco di note erbacee e (in quantità minore) di scorza di pompelmo. Leggera e dalla carbonazione contenuta, è una (quasi) session beer  (4.8%) da bere direttamente dal fusto perché una bottiglia, soprattutto nei mesi più caldi, vi sembrerà troppo poco. Fragrante e profumata, bel colore che ricorda la West Coast (dorato con riflessi arancio), canonico "cappello" di schiuma bianca, cremosa, persistente. Le danze sono aperte, impossibile non ballare. Formato: 75 cl., alc. 4.8%, IBU 42, lotto 05/13, imbott. 10/02/2013, scad. 10/03/2014, prezzo 8.50 Euro (gastronomia, Italia).

martedì 16 aprile 2013

Foglie d’Erba Haraban

Era da un paio d'anni che non incontravamo le birre del birrificio friulano Foglie d'Erba; era il 2011, proprio l'anno in cui il birraio Gino Perissutti ricevette il premio di "birraio dell'anno", meritato riconoscimento a coronamento di un anno in cui (quasi) tutta la nostra penisola appassionata di birra "artigianale" scopre finalmente questo interessante birrificio. Torniamo dunque a Foglie d'Erba, che oggi produce su di un impianto più grande da 2.000 litri (prima erano 180). Haraban è una golden ale brassata con malti Maris Otter, Carapils, Pilsner, frumento; i luppoli sono tutti europei: Tettnanger, Northern Brewer, Saphir e Styrian Goldings. Nella pinta è di colore dorato, opaco, con una generosa testa di schiuma bianca, molto persistente. La nostra bottiglia ha all'incirca solo un mese di vita, e l'aroma è una piccola festa: freschissimo, pungente, netti profumi di agrumi appena sbucciati come pompelmo, arancio e mandarino. In secondo piano qualche sentore floreale. Dispiace dover distogliere le narici dal bicchiere per portarci la bocca, ma è un dispiacere che si tramuta subito in piacere: anche in bocca grande pulizia e freschezza, nella stessa direzione dell'aroma. Velocissimo attacco di malto, e poi arancio e pompelmo, prima polpa dolce e poi scorza amara; grande equilibrio, bel taglio finale secco a ripulire ed assetare il palato che nel frattempo si gode il retrogusto erbaceo e zesty, moderatamente amaro e non molto lungo. Profumatissima session beer da bere ad oltranza, snella e mediamente carbonata, pulita, profumata e fruttata; pochi elementi, ognuno al posto giusto, prenotatene qualche cartone per l'estate. Formato: 75 cl., alc. 4.5%, lotto 07/13, imbottigliata il 15/03/2013, scad. 15/04/2014, prezzo 8.50 Euro (gastronomia, Italia).

lunedì 8 aprile 2013

Le '22 Foglie del Conte

Per comprendere l'insolito nome di questa birra bisogna "risolvere" l'enigma del suo stesso nome, se non volete leggere o guardare subito l'etichetta. Per le prime due parole il riferimento è quasi immediato per chiunque sia appassionato di birra "artigianale" italiana. "'22" ci porta immediatamente a Juri Ferri ed al birrificio abruzzese Almond '22; ci trasferiamo in Friuli ed ecco le "Foglie d'Erba" di Gino Perissutti. Più difficile invece indovinare chi è il "conte", visto che non c'è un riferimento diretto a nessun birrificio; ci arrendiamo e leggiamo l'etichetta: si tratta di Severino Garlatti Costa, del birrificio Garlatti Costa, operativo dal 2012 e ancora a noi sconosciuto. Una collaborazione a tre mani per una keller pils brassata esclusivamente con malto pilsner, luppoli Northern Brewer, Saphir, Saaz e lievito liquido Munich Lager e prodotta sugli impianti di Foglie d'Erba. Nel bicchiere è di colore oro pallido, quasi paglierino, opaco; la schiuma è bianchissima, cremosa, a trama fine e dalla buona persistenza. Al naso sentori erbacei, una leggera pepatura, cereali, fiori (camomilla), leggeri agrumi (lime) ma anche un lieve sentore di zolfo. Nessuna sorpresa invece in bocca; birra dal corpo leggero, con una carbonazione contenuta, che "evapora" molto rapidamente. L'imbocco è di cereali, seguito da note di agrumi (arancio e lime); c'è qualche traccia di miele, un bel taglio secco ed un finale amaricante erbaceo ma soprattutto ricco di agrumi (lime e limone). Una birra molto beverina, dissetante e rinfrescante, da bere in grande quantità, con un buon livello di pulizia.  Sorprende (in positivo) la scelta di collaborare in tre per realizzare una birra "semplice" (da bere, non da fare) e tradizionale, invece delle solite collaborazioni mirate a stupire con effetti speciali, ingredienti strani e fuochi d'artificio. Formato: 75 cl., alc. 4.8%, lotto 10/2012, scad. 30/11/2013, prezzo 8.50 Euro (gastronomia, Italia).

sabato 16 giugno 2012

Overdose

Overdose nasce da una collaborazione "a tre mani" dei birrifici Opperbacco (Abruzzo), Foglie d'Erba (Friuli Venezia-Giulia) e Dada (Emilia Romagna). L'ispirazione della Overdose è la nota (agli appassionati di birra "artigianale") Pliny the Elder prodotta dal birrificio californiano Russian River, una Imperial India Pale Ale che secondo l'europeo Ratebeer è la seconda miglior birra al mondo nella categoria di riferimento (ed in generale la sedicesima miglior birra al mondo); il sito "cugino" americano Beer Advocate la posiziona invece al quarto posto tra le migliori Imperial IPA ed al quinto posto tra le  migliori birre al mondo. Luigi Recchiuti mastro birraio di Opperbacco ha abbozzato la prima ricetta, poi sviluppata assieme a Gino Perissutti di Foglie d'Erba ed Enrico Bartoli del Dada. Dalla Pliny the Elder la nostrana Overdose riprende in particolare il dry-hopping di un mese, effettuato con quattro diverse gettate di luppoli; molto lunga la lista di quelli utilizzati: chinook, simcoe, centennial, columbus, hercules, perle, tettnanger e sorachi ace. Il risultato è una massiccia IPA dal rispettabilissimo contenuto alcolico (9.2%) e, se la memoria non ci inganna, la birra italiana con il più alto numero di IBU: 409. Per i meno "esperti" ricordiamo brevemente che l'acronimo IBU sta per International Bittering Units, ovvero la misura della concentrazione di alfa acidi isomerizzati persenti nella birra finita. L'IBU è comunque una misura relativa e "teoretica", non direttamente correlata con la percezione dell'amaro che si ha durante la bevuta, per la quale entrano in gioco molti altri fattori che non stiamo a spiegare in questo sede. Possiamo comunque testimoniare che di amaro, in questa "spremuta di luppolo" che è la Overdose ne troverete parecchio.  Ramata, colma completamente il bicchiere di schiuma leggermente "sporca", fine e cremosa, che però ci costringe ad un'estenuante attesa prima di riuscire ad ottenere un quantitativo decente di birra nel bicchiere. L'aroma non è esplosivo come ci si potrebbe aspettare, ma è comunque ancora molto fresco, pulito ed elegante; c'è netta predominanza di agrumi, con sentori che ricordano dall'arancia al lime, passando per il pompelmo. C'è anche frutta tropicale dolce, soprattutto ananas e mango. Il difetto principale di questa bottiglia/lotto di Overdose è però l'esagerata carbonazione che disturba la percezione gustativa; l'imbocco è di malto biscotto, ma si tratta solamente di un attimo di "calma" apparente prima di una serie di ondate amare, resinose e vegetali, che scorrazzano per il palato, prendendone possesso e pungolandolo con una discreta pepatura enfatizzata dalla carbonazione vivace. Un altro istante di tregua, con un timido richiamo fruttato all'aroma, e poi via verso un finale lunghissimo ed amarissimo, resinoso e vegetale, che riesce ad essere molto intenso senza mai raschiare la gola. L'alcool è nascosto in modo superbo, e sarebbe una birra "relativamente" facile da bere non fosse per l'elevatissima gasatura che obbliga a piccoli sorsi. Volutamente sbilanciata sul versante dell'amaro, si rivela solida, ben fatta e molto pulita. Non è senz'altro una birra da bere tutti i giorni, ma se la trovate vi consigliamo senza dubbio di provare l'esperienza. Non possiamo esprimerci riguardo al confronto con la Pliny the Elder, che speriamo di assaggiare nel corso delle prossime vacanze estive. Molto bella l'etichetta, indiscutibilmente a firma "Dada" e menzione anche per la bottiglia da 33 cl. di Unionbirrai. E' la prima volta che l'incontriamo, e ci è piaciuta molto di più della sua sorella maggiore da 75. Formato: 33 cl., alc. 9.2% , 409 IBU, lotto 5311, scad. 02/2013, prezzo 5.50 Euro.

_____________________English summary:
Overdose is born out of a collaboration between Italian craft breweries Opperbacco, Foglie d’Erba and Birrificio Dada. Deliberately inspired by Russian River’s Pliny the Elder, this is possibly the first attempt in Italy to brew a massively hopped Imperial IPA. The result is 409 IBUs and a 9.2% ABV beer brewed with chinook, simcoe, centennial, columbus, hercules, perle, tettnanger and sorachi ace, dry-hoppped for one month. It pours a copper color with a huge off-white head which never dissipates. Fresh and clean hoppy aroma filled with citrus and zest (lime, grapefruit, orange) and some hints of tropical sweet fruits such as mango and pineapple. Taste is very bitter, herbal and resinous biting the palate with a peppery note. After a dry finish with a citrusy touch, there’s a long intense bitter aftertaste. Deliberately unbalanced, this Imperial IPA has a drinkability which is limited by the excessive carbonation rather than by its bitterness. However it is, indeed, very bitter. Solid and clean, we would not drink it regularly but overall it’s a pleasant and tasty experience.
In Details:
Bottle: 33 cl., 9.2% ABV, 409 IBUs, batch 5311, BBE 02/2013, price 5.50 Euro.

giovedì 26 maggio 2011

Foglie d'Erba Babel

All'aspetto è di colore oro pallido, con un enorme cappello di schima bianca, cremosa, abbastanza fine e molto persistente. Bel naso pieno di frutta tropicale, mango/pesca in evidenza, agrumi, sentori floreali ma purtroppo la nostra bevuta si ferma qui. In bocca è una birra infetta e completamente acida. Man mano che la temperatura si alza, al naso arrivano forti sentori di cerotto. Finisce tutta nel lavandino, che ringrazia.
Formato 75 cl., alc. 4.8%, lotto 02/2011, scad. 01/2012, prezzo 8.50 €,

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english summary:
An infected bottle of which we can only judge appearance and aroma, as long as it is chilled. Hazy pale golden color, huge frothy white head. Fruity nose with tropical fruits and flowers. Taste is completly acid with a nice
Band-Aid profile. Straight into the drain. 75 cl. bottle. 4-8% ABV, batch 02/2011, scad. 01/2012, 8.50 €.

sabato 16 aprile 2011

Foglie d'Erba Ulysses

Stranamente si autodefinisce in etichetta “birra in stile dubbel”, di chiara ispirazione belga, caratterizzata dal massiccio impiego di spezie. Sicuramente la ricetta è stata completamente modificata ed uno stock di vecchie etichette ancora compare sulle nuove bottiglie. Ma questo punto, non sarebbe semplicemente stato meglio cambiare nome alla birra ? Ad ogni modo, la Ulysses attuale viene definita dal birrificio stesso una Black Ipa / Cascadian ale. A noi è piuttosto sembrata una singolare interpretazione di una porter per la quale è stato utilizzato un mix di luppoli americani e tedeschi (cascade, amarillo, centennial, simcoe, citra, herkules, tettnanger). Di colore marrone scurissimo, impenetrabile, generosa schiuma beige, cremosa e persistente che emana sentori di pino. Al naso, troviamo anche malto tostato, caffè e sentori di affumicatura. In bocca troviamo malto tostato, caffè e di nuovo una leggera affumicatura. Si lascia bere bene, grazie ad un corpo abbastanza leggero e ad una carbonatazione media. Il finale è scandito da un bel retrogusto di caffè che si mescola a note resinose amaricanti. Ci era piaciuta moltissimo alla spina direttamente allo stand del birrificio allo scorso Salone del Gusto. La versione in bottiglia ci è sembra un pelino meno convincente, ma nel complesso rimane comunque una buona birra ben fatta. Formato 75 cl., alc. 6%, IBU = 50, lotto 15/02/2011, scad. 02/2012, 10 €.

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english summary:

Birrificio Foglie d'Erba, Italy.
An old label is still on the new bottles defining this beer an “abbey dubbel” style. The recipe has much changed and now
Ulysses has become a Black IPA brewed with American and german hops (cascade, amarillo, centennial, simcoe, citra, herkules, tettnanger). Very deep black color with a big frothy tanned head. Pine, roasted malts, coffee and smoke in the nose. Light bodied with medium carbonation. High drinkability thanks to a watery mouthfeel. Taste is of roasted malt, coffee and smoke. Nice aftertaste with coffee and bitter resinous notes. A well done brew, tasting like a hoppy porter and showing a good balance between rosted malts and piney hops. 75 cl. bottle, 6% ABV, 50 IBUs, batch 15/02/2011, bb. 02/2012, 10 €

lunedì 28 febbraio 2011

Foglie d’Erba Hopfelia

Il birrificio Foglie d’Erba ha sede a Forni di Sopra (Udine), ed è attivo dal 2008 anche se solo nella seconda metà del 2010 il nome si è diffuso a macchia d’olio tra i vari forum e blog. Non sappiamo se “galeotta” fu la presenza al Salone del Gusto di Torino lo scorso Ottobre (dove assaggiammo una interessante black Ipa) o se solo di recente la qualità delle birre prodotte abbia raggiunto un livello davvero alto (in questo senso la Guida alle birre d'Italia di Slow Food 2011 ne dà una valutazione abbastanza anonima). Gino Perissutti è il birraio ed ama caratterizzare le proprie birre con elementi tipici del territorio raccolti in boschi certificati per la corretta gestione forestale. Per chi volesse approfondire, segnaliamo questa intervista. Ad esempio, questa Hopfelia viene prodotta aggiungendo aghi di pino silvestre nel mosto. Di colore ambrato scarico / arancio, schiuma generosa, ocra, fine, cremosa e molto persistente. Al naso un forte aroma di frutta, pino e resina, dovuta all’azione di luppoli (sono utilizzati Simcoe, Columbus, Centennial, Citra, Amarillo, Cascade, Herkules, Tettnanger) e lieviti belgi. L’aroma non è forse molto elegante, ma ha una connotazione molto particolare, rustica, “terrosa” che lo rende ugualmente gradevole. Corpo medio. In bocca è piuttosto carbonata, l’amaro è deciso ed a dominare sono resina e pino; i malti sono quasi assenti. Acquosa al palato, con una beverinità davvero ottima grazie anche ad una gradazione alcolica molto ben nascosta. Il finale è secco, seguito da un lungo retrogusto amaro, resinoso ed erbaceo, con una nota pepata. Ratebeer la classifica tra le herb beers (per l’utilizzo degli aghi di pino) ma il risultato è una (Imperial?) India Pale Ale, ben fatta, gustosa, luppolatissima e balsamica. Quasi un pezzo di West Coast in Friuli. Formato: 75 cl., ABV: 7.5%, IBU: 70, lotto: 10/10, scad.: 10/2011, prezzo: 6 €.
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english summary:
A quite interesting
IPA from italian craft brewery Foglie d’Erba. Hopfelia is brewed adding pine needles in the mash. Light amber/orange color with a big creamy off-white head. Fruits, pine and resin in the nose; the aroma is not too elegant but has a nice rough “earthy” feeling. Medium bodied with watery texture. Taste is quite bitter with pine and resin, the malt backbone is barely present. The finish is dry, with a bitter grassy and peppery aftertaste. Perhaps a “herb beer”, but the result is a tasty and nice IPA. 75 cl. bottle. 7.5% ABV, 70 IBU, 6 €.