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sabato 9 luglio 2016

Aecht Schlenkerla Rauchbier Weizen

Aecht Schlenkerla Rauchbier Weizen, ovvero la birra di frumento prodotta dal birrificio Heller di Bamberga. Da sei generazioni nelle mani della famiglia Trum, ma il proprietario più famoso rimane senza dubbio Andreas Graser (1877-1906): dobbiamo a lui il nome Schlenkerla, indicativo della sua andatura zoppicante a causa di un incidente. Schlenkern è una vecchia parola tedesca che indica una camminata non esattamente diritta, simile a quella di un ubriaco, alla quale si aggiunge il suffisso "-la" del dialetto della Franconia.
Schlenkerla si identifica per tutti (o quasi) con la Rauchbier Märzen che viene prodotta Bamberga tutto l’anno; lo stesso malto affumicato con legno di faggio viene utilizzato anche per produrre la Rauchbier Weizen, al quale si aggiunge ovviamente il frumento, visto che la legge tedesca richiede che qualsiasi birra etichettata Weissbier o Weizenbier debba essere fatta con almeno il 50% di frumento. 
La birra. 

L’aroma  conduce subito nel territorio delle Rauchbier di Bamberga, con un carattere affumicato predominante ed intenso: non solo il classico “speck.” (o Schwarzwälder Schinken, se preferite) ma anche il legno. Oltre al fumo, ci sono (molto) in secondo piano il chiodo di garofano e la banana e, più evidente, il caramello. Intensità e pulizia sono di ottimo livello: personalmente avevo qualche perplessità sull’abbinamento banana/affumicato, ma in questo caso la componente “smoked” è talmente predominante che il problema neppure si pone.
Nel bicchiere non ci sono molte bollicine, ma quella che sarebbe un po’ una “colpa”  in una classica Hefeweizen risulta in questo caso un azzeccato accompagnamento al carattere affumicato e caramellato della bevuta; il corpo è medio, la sensazione palatale è morbida, con la classica scorrevolezza della scuola tedesca. La bevuta parte dal dolce del caramello, con un accenno biscottato e di banana, che liberano per qualche istante l’orizzonte delle nubi dell’affumicatura; una pausa molto breve, poi l’affumicato (di nuovo carne e legno) prende per mano la bevuta portandola al termine. La speziatura (chiodo di garofano) rimane delicatissima in una birra dolce ma sempre bilanciata nella quale chi ama la classica Schlenkerla Marzen ritroverà parecchi elementi familiari.  Nonostante ci sia la lieve acidità del frumento, non mi pare una classica Weizen da bere in piena estate per dissetarsi e rinfrescarsi: potrebbe proprio per questo “piacere” anche a chi non le ama particolarmente. Banana e chiodo di garofano sono davvero un delicato complemento in una birra pulita e molto ben fatta dominata in lungo e in largo dall'affumicato.
Formato: 50 cl., alc. 5.2%, IBU 20, scad. 09/2016, 2.39 Euro (supermercato, Italia)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 16 marzo 2016

Rittmayer: Hallerndorfer Hefeweissbier & Hallerndorfer Summer 69

Dal birrificio Rittmayer di Hallerndorf (Franconia) dal 1422 nelle mani della omonima famiglia e guidato oggi da George, ecco due interpretazioni di birra al frumento. La prima guarda alla tradizione ed è una classica Hefeweizen, la seconda cerca invece di portare po' di modernità in Franconia abbinando il frumento ad un luppolo americano.
La  Hallerndorfer Hefeweissbier si trova nella classica bottiglia da mezzo litro con tappo meccanico; il suo colore pallido ed opaco oscilla tra il dorato e l’arancio, mentre la bianca schiuma risulta compatta, quasi pannosa, con una buona persistenza. L’aspetto è da manuale ma all’aroma non è tutto a posto; i fenoli sono abbastanza fuori controllo, con una speziatura quasi soffocante di chiodo di garofano e coriandolo che si mescola a qualche vampata di plastica bruciata. Gli esteri fruttati (banana) ed il cereale quasi faticano a farsi sentire, in un bouquet tutt’altro che piacevole da annusare. Al palato la birra scorre leggera e veloce ma la bassa carbonazione le toglie buona parte della vitalità necessaria: banana e cereali sono presenti, di tanto in tanto spunta qualche gradevole nota di albicocca e forse di mango a disegnare un interessante profilo di Hefeweizen molto fruttata; purtroppo anche in bocca c’è qualche problemino, a partire da una leggera infezione lattica inizialmente quasi inavvertibile ma che pian piano mette fuori la testa dal guscio con l’innalzarsi della temperatura. Il risultato ottenuto (involontariamente) sarebbe anche gradevole, con il lieve lattico ad accompagnare l’acidità del frumento, non fosse che ogni tanto emerge una leggera sensazione di frutta marcia a rovinare la festa. La birra si riesce comunque a bere, la sua funzione dissetante la compie, ma le perplessità rimangono.

Fa invece parte della linea "Kraft" lanciata di recente da Rittmayer la Summer 69, nel formato 33 centilitri: è anch'essa una birra che impiega una percentuale (sconosciuta) di frumento, un luppolo americano (Amarillo) e, se ho ben capito, un ceppo di lievito anglosassone anziché quello da Hefeweizen.
All'aspetto è opaca e di colore oro carico con venature arancio; piuttosto modesto il cappello di schiuma, biancastro e cremoso ma rapido nel dissiparsi. Al naso c'è solo un accenno di banana, mentre sono soprattutto i profumi tropicali (mango), d'agrumi e bubble gum a caratterizzare l'aroma, intenso ed elegante. Il gusto prosegue nella direzione indicata senza compiere nessuna deviazione: nonostante la gradazione alcolica dichiarata (5.9%) non sia proprio da session beer estiva questa Summer 69 si comporta proprio come se lo fosse. Facilissima berla e veder passare rapidamente un po' di banana, bubble gum, agrumi e mango: la pulizia c'è, l'attenuazione non è invece impeccabile e le viene in soccorso il finale leggermente amaro e zesty.  Il corpo è medio, le bollicine anche qui sono un po' sottotono ma la bevuta è complessivamente molto soddisfacente; non si tratterebbe di una Hefeweizen con luppoli americani ma il risultato non è alla fine troppo distante da quella idea e convince. 
Nel dettaglio:
Hallerndorfer Hefeweissbier, formato 50 cl., alc. 5%, IBU 11, lotto21:11 S, scad. 07/04/2016
Hallerndorfer Summer 69, format 33 cl., alc. 5.9%, lotto 00:44 S, scad. 25/08/2016

NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 22 febbraio 2016

Cinque sorelle e un’intrusa: Augustiner Weissbier, Hacker-Pschorr Hefe Weisse, Paulaner Hefe-Weissbier, Hofbräu Münchner Weisse, Franziskaner Weissbier Naturtrub, Giesinger Weissbier

Monaco di Baviera è il regno delle “sei sorelle”, unici produttori di birra ai quali è permesso partecipare all’Oktoberfest: Augustiner, Hacker Pschorr, Hofbräu, Lowenbräu, Paulaner e Spaten-Franziskaner non sono monopolizzano la  manifestazione monacense ma controllano anche la maggior parte delle spine nei bar, nei Biergarten e nei ristoranti. Uno scenario che  è rimasto immutato per oltre un secolo: dal 1889 in città non sono più stati aperti birrifici sino all’arrivo nel 2007 del micro Giesinger, inaugurato in un garage da  Steffen Marx, al quale hanno poi fatto seguito solo alcune beerfirm come Tilmans Biere e Crew Republic
Mi sono divertito a mettere a confronto le grandi produzioni industriali con quelle del minuscolo microbirrificio di Monaco: lo stile scelto è quello delle Weissbier/Hefeweizen da sempre in competizione con le Helles per lo scettro di birra più venduta in Baviera; al momento entrambe si dividono equamente il 50% del mercato.  Purtroppo non sono riuscito a reperire la Hefeweizen prodotta da Löwenbräu, e così il numero delle sorelle partecipanti alla "sfida" si è ridotto a cinque. 
Il microbirrificio Giesinger è una minuscola realtà che con i suoi 5.000 hl prodotti all’anno non può chiaramente impensierire i 300.000 hl di Hofbräuhaus  (dato del 2014), i 1.230.000 hl di  Spaten-Franziskaner-Bräu (2015, gruppo InBev), i 1.590.000 hl di Augustiner (2015) e i 2.420.000 hl di Paulaner e  Hacker-Pschorr (2015, gruppo Schörghuber); ma al di là dei freddi numeri,  in una birra “craft/artigianale” mi aspetterei di trovare una qualità ed un “carattere” che dovrebbe permetterla di riconoscerla immediatamente da quelle industriali.   E’ davvero così? Per evitare di farmi influenzare ho assaggiato queste sei birre alla cieca, senza sapere quello che c’era nel bicchiere. Premetto di non essere un gran appassionato di Hefeweizen o Weissbier, come vengono abitualmente chiamate a Monaco; non le vado volontariamente a cercare, le bevo quasi solo quando mi trovo in Germania, magari in un Biergarten all’aperto nei mesi estivi, sfruttando al massimo le loro caratteristiche di birre leggere, rinfrescanti e dissetanti. 
Una volta versate nel bicchiere cinque birre su sei appaiono abbastanza simili tra di loro per quel che riguarda il colore, con minime differenze che riguardano soprattutto la limpidezza: solo una appare completamente fuori dal coro,  spostandosi dal dorato ad un sorprendente ambrato che esce palesemente dai confini stilistici. Terminati gli assaggi e svelato il legame tra birra e bicchiere, ecco le conclusioni nella sequenza con cui sono state bevute. 

A - Augustiner Weissbier (5.4%) 
Dorata e leggermente velata, al naso presenta i classici profumi di banana matura e di chiodi di garofano, cereali; tra esteri fruttati e fenoli c’è un buon equilibrio, senza che né uno né l’altro risultino troppo invadenti. La sensazione palatale è quella classica di una Weizen: leggera, bollicine vivaci, consistenza acquosa senza risultare sfuggente. Il gusto ripropone il buon equilibrio banana/chiodi di garofano/cereali dell’aroma, aggiungendo qualche suggestione d’agrume; il dolce è ben bilanciato dall’acidità del frumento. L’intensità è discreta, non c’è traccia d’amaro e la bevuta risulta gradevolmente rinfrescante e dissetante.

B - Hacker-Pschorr Hefe Weisse (5.5%)
Il nome “Hefe” fa riferimento alla presenza in bottiglia di lievito; il colore è effettivamente opalescente, tra l’arancio ed il dorato. L’aroma offre una buona intensità, maggiore dell’Augustiner, anch’essa rispettoso del canovaccio banana, chiodi di garofano, cereale; la banana  è abbastanza in secondo piano da risultare tollerabile anche a chi non la ama. Avverto anche una leggerissima presenza d’arancia.  Leggera, ben carbonata e scorrevole, evidenzia al palato un’intensità minore della Weizen appena bevuta: stessi elementi in gioco (banana, cereali, arancia e garofano) ma questa volta la componente acidula non riesce a bilanciare del tutto il dolce. Il palato rimane un po’ troppo appiccicoso alla fine di ogni sorso, perdendo un po’ il potere rinfrescante. Amaro assente. 

C - Franziskaner  Weissbier Naturtrub (5%)
La meno alcolica delle cinque sorelle è all’aspetto identica all’Hacker-Pschorr; arancio-dorato opalescente. L’aroma è pulito ma non regala molta intensità: si dividono quasi equamente la scena banana, chiodi di garofano, cereale con l’arancia in sottofondo. In bocca risulta meno carbonata delle altre due birre, perdendo un po’ di vitalità nonostante il suo corpo leggero; al gusto la Franziskaner finirà per risultare la più “bananosa” di tutte le sei birre, portandosi dietro anche una nota acidula del frumento più marcata. L’intensità è buona, ma nonostante nel finale si percepisca anche un accenno d’amaro le manca un po’ di secchezza per risultare davvero rinfrescante. Per il mio gusto personale, troppa banana.

D - Giesinger Weissbier (5.5%)
L’assaggio numero quattro è quello che m’incuriosisce di più, con un colore ambrato fuori stile che la fa somigliare ad una Weizenbock o ad una Dunkelweizen; la schiuma fa un po’ di fatica a formarsi e, al di là del colore, l’aspetto non preannuncia quel nulla di buono che viene poi confermato al naso: l’odore è di cereali/muesli andati a male (se mi passate il descrittore), trebbie, cartone bagnato. Al palato risulta quasi piatta, con un gusto equamente diviso tra banana, acido lattico e plastica/gomma; la birra è imbevibile, e considerando la perfezione della macchina industriale tedesca non mi resta che puntare sicuro (vincendo!) sul fatto che si tratti della birra del microbirrificio Giesinger.

E - Paulaner Hefe-Weissbier (5.5%)
Opalescente e dorata con riflessi arancio, la Weiss non filtrata (naturtrübe) di Paulaner sarà quella con l'aroma più interessante; la speziatura è delicata (chiodo di garofano ma anche tracce di pepe e coriandolo) e affianca le note di cereali, banana e la suggestione d'arancia in un bouquet abbastanza intenso. Gli stessi elementi ritornano in bocca con un percorso pulito e dolce ma bilanciato dalla nota acidula del frumento; non c'è amaro, la birra rimane forse un pelino troppo dolce e le bollicine non sono particolarmente vivaci. L'intensità non è al massimo ma banana, chiodi di garofano e cereali si controllano a vicenda per una bevuta d'una precisione quasi chirurgica che non presenta né imprevisti né emozioni.

F - Hofbräu Münchner Weisse (5.1%)
Il birrificio più rumoroso di Monaco e più amato/frequentato dagli italiani realizza una Hefeweissbier dal colore dorato più pallido delle concorrenti  e solo leggermente velato. La presenza di banana al naso è molto leggera, quasi si nasconde dietro ai sentori di cereali, chiodi di garofano, arancia, pepe e forse coriandolo. Al palato è predominante la frutta (banana e arancia) con fragranti note di cereali e crackers; la speziatura (chiodo di garofano) fa da collante e la chiusura è abbastanza secca e persino leggermente amara. Molto leggera, non lascia troppi residui dolci e svolge alla perfezione la sua funzione rinfrescante. L'intensità è delicata ma la birra non dà mai l'impressione di essere scarica o acquosa: banana molto ben nascosta, per la gioia di chi non la ama. Alla fine - mai avrei scommesso sulla HB - risulta essere quella che mi è piaciuta di più.

Sono un po' dispiaciuto per la pessima bottiglia di Giesinger, un microbirrificio che lavora di solito bene ma che in questo caso è risultato pessimo; il recente cambio d'impianto produttivo ha forse portato qualche problema nella costanza produttiva che va risolto subito. La costanza qualitativa è fondamentale: pensate ad un curioso che s'avvicina per la prima volta alla cosiddetta birra artigianale e si trova nel bicchiere una birra imbevibile: ritornerà subito verso il mondo industriale senza mai più voltarsi indietro. Le sorelle industriali giocano la loro partita sui dettagli: in uno stile piuttosto semplice si tratta di equilibrare esteri e fenoli cercando di realizzare una birra profumata, bilanciata e dolce che dev'essere anche facilissima da bere, rinfrescante e dissetante.  Più o meno banana, più o meno spezie, più o meno dolce: sono tutte birre pulite e sempre uguali a se stesse, al bevitore il compito di scegliere secondo il proprio gusto o di ordinare semplicemente una Weizen senza preoccuparsi di quello che gli verrà versato nel bicchiere.
Nel dettaglio, e per una volta metto anche il voto:
Augustiner Weissbier, formato 50 cl., alc. 5.4%, lotto L0614361 T, scad. 01/05/2016, 0.97 Euro (supermercato, Germania). Voto 34/50.
Hacker-Pschorr Hefe Weisse, formato 50 cl., alc. 5.5%, lotto L 35651 W, scad. 01/09/2016,  1.04 Euro (supermercato, Germania). Voto 33/50
Paulaner Hefe-Weissbier, formato 50 cl., alc. 5.5%, lotto L 34455, scad. 01/09/2016,  0.97 Euro (supermercato, Germania). Voto 35/50.
Hofbräu Münchner Weisse, formato 50 cl., alc. 5.1%, lotto 11:51, scad. 23/11/2016,  0.93 Euro (supermercato, Germania). Voto 36/50.
Franziskaner  Weissbier Naturtrub, formato 50 cl., alc. 5.0%, lotto L342526 04:45, scad. 01/12/2016,  0.97 Euro (supermercato, Germania). Voto 29/50.
Giesinger Weissbier, formato 50 cl., alc. 5.0%, lotto A, scad. 01/04/2016,  2.50 Euro (drinkstore, Germania). Voto 11/50.

domenica 7 settembre 2014

Störtebeker Roggen-Weizen

Avevo incontrato il pirata Störtebeker cinque anni fa, nel 2009, quando il birrificio si chiamava ancora Stralsund Brauerei; nel 2011 è avvenuto il cambio di nome in Störtebeker BrauManufaktur. La produzione continua comunque (dal 1827) a Straslund, in Pomerania, regione all'estremo nord della Germania. Il cambio di nome ha portato anche un rinnovamento grafico delle etichette, con delle note abbastanza inusuali da parte di un birrificio commerciale, e per lo più tedesco. Sul retro vengono infatti riportati gli ingredienti, quasi un tocco "craft": segale, frumento, malto tostato e caramello, luppolature di Perle e Magnum, ed anche alcune note gustative.
Come il nome fa intuire, questa Störtebeker Roggen-Weizen è una weizen prodotta con una percentuale indefinita di segale, proveniente - come tutti anche gli altri ingredienti - da agricoltura biologica.
Nel bicchiere è di colore ambrato, con riflessi ramati; la schiuma è pannosa e compatta, biancastra, ed ha una buona persistenza. Il naso offre i classici sentori di una weizen: banana matura e chiodi di garofano, con caramello, vaniglia ed una nota abbastanza inusuale di pancetta affumicata. 
Il corpo è medio-leggero, un po' penalizzato dalla presenza di pochissime bollicine che, unite alla consistenza acquosa, la rendono un po' sfuggente. Il gusto ripropone la banana matura, il caramello e la vaniglia, per un percorso dolce che sfocia in un finale abboccato non particolarmente intenso, dove però c'è un inattesa note di cioccolato al latte. Si beve a velocità supersonica, quasi come l'acqua, e qualche bollicine in più le avrebbe senz'altro giovato. Weizen onesta, nella quale non ho sinceramente avvertito l'apporto (rustico o speziato) della segale, dalla discreta intensità; svolge il suo compito di dissetare a basso prezzo, senza particolari pregi o difetti. Ma a volte basta ed avanza.
Formato: 50 cl., alc. 5.4%, scad. 24/01/2015, pagata 1,27 Euro (supermercato, Germania).

lunedì 16 giugno 2014

Camba Bavaria Nelson Weisse

Nuovo appuntamento con Camba Bavaria di Truchtlaching, Baviera meridionale, un'ottantina di chilometri a sud-est di Monaco; se arrivate dal Brennero in direzione Monaco, si tratta di una deviazione ad est di una mezz'oretta da fare una volta arrivati all'altezza di Rosenheim.
Dopo la Imperial Black IPA bevuta qualche settimana fa, parte della linea "moderna" di Camba, è il momento di un "quasi" classico. Si tratta della Nelson Weisse che, come il nome suggerisce, è una Hefeweizen con l'aggiunta in luppolatura di Nelson Sauvin. L'idea è tutt'altro che nuova, se vogliamo dirla tutta: basta restare in Baviera, e spostarsi in direzione Monaco, per trovare quella che credo sia la prima in assoluto: la Tap X Mein Nelson Sauvin di Schneider & Sohn. Bisogna però anche sottolineare qualche differenza: quella di Schneider è una Weizenbock ed utilizza un ceppo di lievito belga. La Nelson di Camba è invece una classica Hefeweizen che, secondo la ricetta elaborata dai birrai Markus Lohner e Christian Kull, aggiunge al Saphir anche il luppolo neozelandese. Discorso completamente diverso per quel che riguarda il prezzo; se Schneider Weisse mira al "gourmet", con una birra nel formato da 75 cl. e dal prezzo molto più italiano che tedesco, Camba mantiene il classico "mezzo litro" da Weizen ad un prezzo più elevato di una normale weizen tedesca (circa il doppio) ma ancora da "sogno" per noi italiani. 
Si presenta di color dorato ed opaco, con una discreta testa di schiuma pannosa, abbastanza compatta e dalla buona persistenza. Il naso mescola i classici profumi di una Hefeweizen (banana, cereali, chiodi di garofano) con delicate sfumature floreali, di agrumi, di uva spina e di kiwi. La pulizia c'è, manca piuttosto l'intensità e neppure la freschezza è memorabile; trattasi di una bottiglia prodotta nel 2013 quindi con almeno un semestre di magazzino alle spalle. Il bouquet olfattivo è comunque gradevole ed interessante, sarebbe bello avere l'occasione di berne una bottiglia più fresca per poterlo assaporare meglio. Il percorso gustativo è coerente con l'aroma: è una classica weizen con banana e cereali, una delicata speziatura e qualche nota di agrumi, piacevolmente rinfrescante ed acidula, con delle lieve ma percepibili sfumature di uva bianca. L'apporto del Nelson Sauvin non è caratterizzante, ma indubbiamente dà quel "tocco in più" che  ci si aspetta; la struttura rimane comunque assolutamente tedesca: grande equilibrio, estrema bevibilità, corpo leggero e una carbonatazione media. Chiude secca ed abboccata, con un retrogusto agrumato abbastanza corto. Il risultato è interessante - una classica weizen con delle timide sfumature di uva - anche se forse si poteva osare un po' di più; benissimo invece l'intensità, una caratteristica assolutamente non scontata quando di parla di Hefeweizen.
Formato: 50 cl., alc. 5.2%, lotto 042 13, scad. 01/11/2014, pagata 2.35 Euro (beershop, Germania).

martedì 27 maggio 2014

Weißfux Frauenauer Weißbier

Storia di una beerfirm, ovvero di Matthias Fuchs, medico cinquantenne, dichiaratamente non un birraio ma solamente "uno che ama bere la birra", residente a Wiesbaden, in Assia. Un soggiorno in Inghilterra per motivi di lavoro lo fa innamorare delle birre inglesi (soprattutto Pale Ales, dichiara) che si trasforma poi in passione, complice un viaggio negli Stati Uniti, per la IPA Americane. Rientrato in Germania, l’evidentemente facoltoso Fuchs si rende conto della difficoltà di bere birre americane nella sua nativa Germania. Che fa, allora? Sfrutta la sua casa di vacanza in Baviera, a Zwiesel (praticamente ai confini con la Repubblica Ceca), e la vicinanza alla  Dampfbierbrauerei Zwiesel; chiede loro di produrre una birra “secondo i suoi gusti”, da poter bere innanzitutto in prima persona, e poi, magari da distribuire.  Ecco che a fine 2011 nasce la Rotfux Pale Ale. Nel 2013 il medico lancia una nuova birra: si tratta della Weißfux, una tradizionale hefeweizen luppolata con (o con solo?) Cascade e Citra. L’etichetta, che ovviamente rappresenta una volpe bianca (Weißfux) dovrebbe essere un disegno della figlia del dottore. Ad ogni modo, l’idea di una Hefeweizen con Cascade e Citra mi ha incuriosito abbastanza per passare all’acquisto, ignaro che si trattasse di (un’altra) beerfirm. 
Si presenta di colore oro pallido, opalescente, con un’abbondante testa di schiuma bianca, abbastanza fine e della discreta persistenza. Il naso è piuttosto scarso: c’è soprattutto banana,  con un remotissimo ricordo di agrumi e di speziatura da lievito. Anche in bocca il percorso è quello di una classica hefeweizen, che però non brilla né per fragranza che per pulizia; con banana e qualche note d’agrumi, note di cereali, questa Weißfux ha una gradevole acidità rinfrescante ed una vivace carbonatazione che, abbinate ad un corpo snello a ad una spiccata consistenza watery, la fa risultare molto dissetante e facilissima da bere. Il finale è abbastanza secco, e la chiusura è appena leggermente più luppolata/amara (erbacea, scorza d’agrumi) rispetto agli standard di una hefeweizen. Davvero impercettibile (o irrilevante) la presenza di Cascade e Citra; e se li metti in etichetta per invogliare il potenziale bevitore, dico io, almeno faglieli sentire! Resta da verificare la freschezza di questa  weizen, che non è certo una birra da tenere in cantina, ma la mancanza della data d’imbottigliamento rende impossibile stabilire l’età di questa bottiglia, dall’intensità e dalla freschezza tutt’altro che degna di nota. La data di scadenza abbastanza prossima (agosto 2014) non sarebbe un buon presagio, ma non è raro trovare in Germania birre con una shelf-life abbastanza corta. Resto con la curiosità insoddisfatta di provare una hefeweizen con Cascade e Citra; l’idea c’è, e se qualche homebrewer vuole metterla in pratica e mandarmi un paio di bottiglie per l’assaggio, sarà ricompensato con un post dedicato sulle pagine di questo blog. 
Formato. 33 cl., alc. 5.3%, scad. 16/08/2014, pagata 2,03 Euro (beershop, Germania).

mercoledì 11 settembre 2013

Bürgerbräu Bamberg Weissbier

Facciamo un piccolo break dalle produzioni norvegesi per spostarci in Germania, precisamente a Bamberga; nessuna rauchbier però (lo stile che più ha reso celebra la piccola città tedesca) ma una Hefeweizen prodotta dalla Kaiserdom Privatbrauerei, che ha sede nel sobborgo di Gaustadt. E' il birrificio più grande di Bamberga, con produzione annua di circa 250.000 ettolitri, situato nei vecchi edifici della Burgerbrau, attivo dal 1718 ma completamente rinnovato e rinominato Kaiserdom nel 1986. Dal 1910 è di proprietà della famiglia Woerner. A memoria ricordiamo una discreta Alt-Bamberg Dunkel bevuta proprio a Bamberga qualche anno fa; questa Bamberg Weissbier è invece distribuita in alcuni supermercati italiani, e sebbene le Weizen siano uno stile che la bottiglia non tende particolarmente a valorizzare (provarne una alla spina, magari proprio in Germania, per credere), l'abbiamo messa nel carrello della spesa. Aspetto canonico, colore oro leggermente pallido, velato, e generosa testa di schiuma bianca, compatta, dalla buona persistenza. Aroma abbastanza scarso, banana, cereali, speziatura del lievito appena avvertibile; poca roba. Il panorama non migliora di molto in bocca; leggera ed acquosa, con una carbonazione bassa che uccide in partenza qualsiasi intenzione di riscatto. Scarsino anche il gusto, che si mantiene su binari dolci (banana matura e cereali) con un'acidità molto scarsa che non la rende neppure dissetante quanto potrebbe essere. Finisce scivolando ulteriormente nell'acquosità, lasciando il palato insoddisfatto e privo di qualsiasi retrogusto. Se non altro, costa poco. Formato: 50 cl., alc. 5%, lotto 1 4 16, scad. 09/2014, prezzo 0,79 Euro (supermercato, Italia)




sabato 11 maggio 2013

Laboratorio Piccolo Birrificio Barn

Continuiamo l'assaggio delle birre del nuovo progetto di Lorenzo Bottoni, il Laboratorio Piccolo Birrificio. Dopo la Steamer, è la volta di una birra di frumento/weizen, chiamata Barn, ovvero il "fienile". Particolarità di questa birra è l'utilizzo del lievito da prosecco per la seconda fermentazione, dettaglio ben specificato in etichetta e che influenza un po' il bevitore spingendolo alla ricerca della presenza di qualche analogia con il noto vino bianco. Colore leggermente più carico di una classica hefeweizen, dorato con riflessi arancio; ovviamente generosa la quantità di schiuma che si forma, bianca, abbastanza fine e dalla buona persistenza. Al naso netta la banana, chiodi di garofano, qualche sentore di pepe e di agrumi. Fin qui tutto abbastanza nella norma, con un buon livello di pulizia. Anche la prima parte della bevuta, che ripropone quasi in toto gli elementi dell'aroma, rimane nei parametri dello stile. Di maggior interesse è la parte finale, con una bella secchezza ripulente che non sempre troviamo nelle weizen spesso un po' troppo "bananose". Il palato, dapprima solleticato dalla vivace carbonazione, rimane ben pulito e può assaporare il retrogusto, corto, leggermente amaro di erbaceo e scorza di agrumi. Leggera, attraversata da una bella acidità sempre rinfrescante, caratterizzata da maggiore intensità al naso che in bocca, è comunque un'interessante interpretazione dello stile. Anche senza volerla cercare a tutti i costi, la presenza dei lieviti da prosecco è evidente nll finale, soprattutto per quella bella secchezza che invoglia subito ad un altro sorso. Formato: 33 cl., alc. 5.2%, IBU 19.4, scad. 01/02/2014.

sabato 6 aprile 2013

Schneider Weisse Tap 4 Mein Grünes

Stappiamo sempre con piacere una bottiglia di quello che abbiamo dichiarato il nostro birrificio bavarese preferito, ovvero la Weissbierbrauerei G. Schneider und Sohn.  Questa è la volta della Tap 4 Mein Grünes, che secondo Ratebeer è un alias della Schneider  Wiesen Edel-Weisse, che ora effettivamente non compare più sul sito ufficiale del birrificio. Fatto questo breve preambolo, passiamo alla sostanza. Impeccabile l'aspetto: oro leggermente velato, con una generosissima testa di schiuma bianca, molto compatta, pannosa e molto persistente,  che affonda nel bicchiere lasciando una "palla" bianca al centro. Aroma pulito e ancora fresco: classici sentori di banana e chiodi di garofano, in secondo piano agrumi (arancio e lime), sentori erbacei. C'è anche un sottile ma diffuso bouquet speziato, dal quale ci sembra quasi di percepire una nota di cannella. Più che soddisfatti, passiamo all'assaggio: la prima parte della bevuta è caratterizzata cereali e banana, dolce; la seconda parte è lì a bilanciare, con una leggera acidità rinfrescante ed un bell'amaro equamente suddiviso tra note erbacee e di scorza di lime/agrumi. Il palato è sempre fresco, e la generosa (per lo stile) luppolatura lo mantiene sempre pulito e desideroso di un altro sorso. Il finale, non molto lungo, prosegue in linea retta senza ulteriori deviazioni. Eccellente Birra profumata e pulita, che coniuga quasi alla perfezione facilità di bevuta ed intensità di gusto; decisamente la hefeweizen più luppolata (ed amara) che abbiamo mai bevuto nella nostra vita. Chiariamoci subito, a scanso di equivoci: siamo pur sempre nella tradizionale Baviera; nonostante i fiori di luppoli in bella mostra sull'etichetta, non stiamo parlando di una "Wheat IPA".  Formato: 50 cl., alc. 6.2%, lotto 1666 3, scad. 10/10/2013, prezzo 3.79 Euro (supermercato, Italia).

domenica 29 luglio 2012

Scheyern Kloster-Weisse Hell

Risalgono al 1119 le prime notizie di un birrificio nel paese di Scheyern, in Baviera, una cinquantina di chilometri a nord di Monaco; la produzione era quella dei monaci della abbazia benedettina, ancora proprietari del marchio Klosterbrauerei Scheyern. Il birrificio nel paese ha avuto una vita un po' travagliata, ma ha definitivamente riaperto nel 2005; la produzione locale è affiancata da quella "in licenza" della Hansen Brau di Augusta, che ha prodotto la birre a marchio Klosterbrauerei dal 1995. Quella che gustiamo oggi è una Weisse Hell di colore dorato, praticamente limpido; c'è il classico generoso cappello di schiuma pannosa. Ottime impressioni al naso: forte, pulito, rivela netti sentori di banana acerba, mela verde, una diffusa speziatura donata dai lieviti con una nota pepata. Purtroppo in bocca si perde per strada; il gusto è molto dolce, e dopo un leggerissimo imbocco di cereali la strada è "a tutta banana", senza nessuna variazione. L'intensità latita, non ci sono spezie a movimentare un po' la bevuta che scivola via molto rapidamente in un finale corto e sfuggente, "bananoso", abboccato. Weizen che ci aveva davvero sorpreso con un bell'aroma intenso e gradevole, per poi drammaticamente calare alla distanza. E' leggera, non molto carbonata, disseta e si beve con grande facilità, raggiungendo la sufficienza e nulla più. Formato: 50 cl., alc. 5.2%, lotto 299, scad. 20/10/2012, prezzo 0.77 Euro.

mercoledì 27 giugno 2012

Gleißenthaler Diamant

Della Stadlbräu Oberhaching, situata nella prima periferia di Monaco, avevamo già brevemente parlato in questa occasione. Oggi stappiamo la  hefeweizen della casa, questa Gleißenthaler Diamant che però, come riporta una nota in etichetta, è solamente imbottigliata per conto della Stadlbräu Oberhaching; Ratebeer ci segnala che la birra è brassata presso gli impianti della Schlossbrauerei Grünbach che si trova ad Erding, a poca distanza dall'aeroporto internazionale di Monaco di Baviera. Classica birra di "quantità" bavarese, da bere con grande facilità e senza grosse pretese; all'aspetto è dorata, quasi limpida, con il classico generoso cappello di schiuma pannosa, bianca e molto persistente. L'aroma è nettamente lattico, con predominanza di banana (molto) acerba e sentori più leggeri di agrumi. In bocca non ci perviene granché; predomina sempre la banana, ma questa volta è matura e quindi dolce; in mezzo a tanta acqua c'è comunque un'acidità abbastanza netta che la rende molto rinfrescante. I lieviti le donano una speziatura quasi impercettibile, ed il percorso continua dritto senza deviazioni sino al finale, molto corto e veloce, che rimane abboccato senza nessuna traccia di amaro. Leggera e correttamente carbonata, è una weizen canonica ma un po' troppo monocorde che si lascia tracannare in pochi minuti senza lasciare però particolari emozioni. Raggiunge la sufficienza; a sua parziale discolpa la permanenza per qualche mese in cantina. Formato: 50 cl., al. 5.3%, lotto A, scad. 08/2012, prezzo 1.76 €.

giovedì 21 giugno 2012

Vecchia Orsa Weisse

E’ una Weizen che rispetta la tradizione bavarese, quella prodotta dal birrificio Vecchia Orsa di Crevalcore. A partire dall’aspetto, un arancio pallido, opalescente che però regala un “cappello” di schiuma poco generoso, anche se fine e cremoso. L’aroma è leggermente acidulo, con sentori di banana a dominare e fenoli (chiodi di garofano) a contorno. Massima leggerezza al palato, dove però c’è una carbonazione molto modesta che secondo noi toglie parecchia vitalità a questa birra che riesce tuttavia ad essere ugualmente rinfrescante grazie ad una leggera acidità presente anche nel gusto. C’è ancora banana e qualche nota di cereali, ed il gusto si mantiene sempre leggermente dolce sino al finale, abbastanza corto e, come nella tradizione bavarese, dall’amaro quasi impercettibile. Il gusto è abbastanza intenso, anche se non molto vario. C’è ottima pulizia e grande facilità di bevuta anche se, come detto, questa bottiglia paga il dazio della bassa carbonazione. Formato: 50 cl., alc. 5%, IBU 14, lotto 1 3, scad. 11/2012, prezzo 4.00 Euro.

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english summary: 
"Vecchia Orsa" ("Old Bear") is a microbrewery located in a small farmhouse in the province of Bologna, established in year 2008. The two headbrewers are Enrico Govoni and Roberto Poppi, producing a range of six top fermented beers. Today we’re tasting a classical Bavarian Hefeweizen which pours a cloudy pale orange color with a small frothy white head. There’s a light acidity on the nose, which delivers banana and cloves. In the sweet taste there are cereals and banana, with a short and refreshing sweet finish. A very light, refreshing and clean hefeweizen with a good taste intensity. Our only complaint is about carbonation: too low.  
In details: 
Vecchia Orsa, Crevalcore, Bologna, Italy ( www.fattoriabilita.it/microbirrificio.html ).
Bottle: 50 cl., 5% ABV, 14 IBUs, batch 1 3, BBE 11/2012, price 4.00 Euro

martedì 12 giugno 2012

Statale Nove Zenit

Seconda degustazione del Birrificio Statale Nove, dopo la positiva Hemi 426. Questa è la volta della Zenit, una classica hefeweizen tedesca nell’insolito formato italico da 75 cl. Si presenta di colore oro velato, con un “cappello” bianco di schiuma abbastanza piccolo, se rapportato alla categoria stilistica, ma di buona persistenza. L’aroma è semplice ma pulito: netta la predominanza di banana con una leggera speziatura a contorno, dalla quale emergono sentori di chiodi di garofano. Il percorso continua in linea retta al palato, dove si ripresenta la banana, dolce, con qualche nota di frutta secca; c’è una leggera acidità che rinfresca tutta la bevuta. Per il resto c’è completa aderenza ai parametri di stile: corpo leggero, carbonazione abbastanza vivace, consistenza watery; il finale ha una virata amara molto più decisa rispetto ad una classiza weizen bavarese. Pulita e discretamente intensa la nota erbacea che emerge e che va a caratterizzare il retrogusto. Un’interessante interpretazione di stile; birra fragrante, rinfrescante e dissetante. Bene così.
Fomato: 75 cl., alc. 4.5%, 18 IBU, lotto 192, scad. 01/08/2012, prezzo 6.00 Euro. 
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english summary:
"Statale Nove" is a microbrewery opened in 2008 by ex-homebrewer Filippo Bitelli and named after the "State Road 9" (Statale Nove) also known as Via Aemilia, an old roman trunk, completed in 187 BC and crossing all the Emila Romagna region from the town of Piacenza (north west) to Rimini (south east). The brewery is located in the outskirts of the small village of Anzola Emilia (Bolonia). Zenit is a cloudy pale golden colour german-style hefeweizen. Banana and yeast spices (mostly clove) in the nose. There’s more banana in the taste, with a pleasant refreshing light acidity. The finish is surprisingly grassy with an amount of bitterness well above a standard german hefeweizen standard. Very nice beer, crisp and thirst-quenching.
In details:
Birrificio Statale Nove, Crespellano, Bologna (Emilia Romagna), Italy ( www.statalenove.it )
Bottle: 75 cl., 4.5% ABV, 18 IBUs, batch 192, BB 01/Aug/2012, price 6.00 Euro.

sabato 9 giugno 2012

Zimella Girasole

Ultima bottiglia "Zimella" rimasta in cantina, dopo le altre degustate in queste occasioni.  Approfittiamo dell'arrivo del caldo per stappare la weizen "Girasole", una delle tipologie più rinfrescanti ed adatte ai mesi più caldi dell'anno. Ci è piaciuta molto anche l'etichetta, che riporta il classico logo del birrificio di Bagno (Reggio Emilia) con un bel contorno di colori che inneggiano al sole ed ai colori della bella stagione. Nel bicchiere è di un nebuloso color oro pallido; schiuma generosa e pannosa, bianchissima, molto persistente. Il lotto di produzione (391011) ci fa intuire che questa birra ha almeno 6-7 mesi di vita in bottiglia, non proprio l'ideale per una tipologia di birra che non trae assolutamente nessun beneficio dall'invecchiamento. Comunque, al naso questa Girasole si difende ancora bene: c'è l'attesa banana, un profilo fenolico di chiodi di garofano e pepe, leggeri sentori di agrumi a contorno. Aroma pulito e gradevole. Corretta anche la sensazione al palato: è una weizen leggera e beverina, vivacemente carbonata. Il gusto si rivela meno incisivo dell'aroma; secondo e manca un po' di intensità: c'è una leggera acidità rinfrescante, la banana è scomparsa lasciando il posto a note di agrumi (polpa e scorza). Il finale è un'inaspettata risalita; ti aspetteresti un retrogusto corto e leggermente abboccato, come molte sorelle di stile bavaresi, ed invece c'è una bella nota amara che emerge, con note erbacee e di scorza d'agrumi. Il risultato - a noi gradito - è una weizen che risulta decisamente più amara di una classica tedesca. Un'interessante interpretazione di stile, pulita e senza sostanziali difetti, che parte con un bel naso, accusa qualche colpo per strada ma si risolleva con un bel finale. Promossa. Formato: 50 cl., alc. 4.3%, lotto 391011, scad. 30/11/2012.

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english summary:
"Zimella" is a microbrewery located within the Farm Zimella near the rural city of Bagno (Reggio Emilia).  "Girasole" ("Sunflower") is a german-style hefeweizen which pours a cloudy pale golden color with a big lasting frothy white head. The nose has banana, spices (cloves, pepper) and a nice citrusy touch. There's more citrus in the taste, which lacks a bit in intensity. The final is very pleasant, with a nice and unexpected (for the style) grassy and zesty bittering note. An interesting interpretation of the style, a beer which is surely worth trying. 
In details:
Birra Zimella, Bagno, Reggio Emilia  ( www.birrazimella.com )
Bottle: 50 cl., 4,3% ABV,  batch 391011, BB 30/nov/2012.

venerdì 4 maggio 2012

Erdinger Schneeweisse Winterbier

Così come in Italia dire "Montalcino" quasi equivale a dire "Brunello", in Germania, con le dovute proporzioni, dire "Erding" è come dire "birra di frumento", o hefeweizen.  In questo comune tedesco di circa 30.000 abitanti, situato alla periferia Nord-Est di Monaco di Baviera, a pochi chilometri dall'aeroporto internazionale, ha infatti sede il più grande birrificio di frumento del mondo (1.500.000 hl l'anno e 400 dipendenti) nonchè uno dei più grandi birrifici tedeschi ancora indipendenti. Fondato nel 1886 con il nome di Weisses Brauhaus, è stato poi acquistato nel 1935 da Franz Brombach che nel 1949 lo rinominò in Privatbrauerei Erdinger Weißbräu. Dal 1975 è guidato da Werner, il figlio di Franz. Tutta l'offerta brassicola si compone di birre al frumento; due le proposte per la fredda stagione invernale: una classica weizenbock (chiamata Pikantus) e questa Erdinger Schneeweisse Winterbier che ha debuttato nel 1977 ed è disponibile ogni anno da Novembre a Febbraio. Viene prodotta alla fine dell'estate e poi lasciata a maturare sino alla fine di ottobre. Noi la apriamo con un po' di ritardo. Il colore è leggermente più scuro di una classica hefeweizen; un bell'oro antico, velato. La schiuma, come da manuale, è bianca, pannosa, molto persistente e "croccante". Al naso - sorpresa" - non c'è l'atteso dominio di banana, ma una bella speziatura, a tratti pepata, donata dai lieviti; troviamo miele, arancia e, in secondo piano, banana. L'ingresso in bocca è invece pienamente in stile, con un corpo leggero ed una consistenza "watery" per garantire il massimo della facilità di bevuta. Vivacemente carbonata, ci sorprende di nuovo per la predominanza di note maltate, crosta di pane, leggero burro, con la banana ancora nelle retrovie. La bevuta è abbastanza secca, e c'è un'insolita - per lo stile -  nota amaricante erbacea a contraddistinguere il finale, dove però la secchezza viene un po' a mancare ed il palato rimane un po' impastato. Hefeweizen atipica, quindi, dove è il malto - e non il frumento - ad "irrobustire" il gusto della birra per meglio soddisfare le bevute invernali. Il risultato tutto sommato è abbastanza convincente, e tra le molte anonime festbier che affollano gli scaffali dei supermercati tedeschi nel periodo invernale diremmo che questa Erdinger Schneeweisse vale senz'altro la pena di essere (ri)assaggiata. Formato: 50 cl., alc. 5.6%, lotto 071309, scad. 06/2012, prezzo 0.93 Euro.

martedì 27 marzo 2012

Kuchlbauer Turmweisse

Specialista in birre di frumento, il birrificio zum Kuchlbauer ha sede ad Abensberg, in Baviera, a metà strada tra Ingolstadt e Ratisbona. L’offerta prevede una “weizen” filtrata (Helles Weisse), una “scura” (dunkelweizen), una “bock” di frumento (Hefeweissbier-Bock) e questa classica Hefeweizen non filtrata, chiamata Turmweisse. Di colore arancio pallido, opaco, forma un discreto “cappello” abbastanza persistente di schiuma bianca e pannosa. Aroma classico, leggermente acido, con predominanza di banana matura e qualche sentore di cereali; leggero coriandolo. Predominanza di banana anche i bocca, dove manca un po’ di pulizia e, soprattutto, di fragranza; qualche note di crosta di pane, cereali, in una bevuta che prosegue senza nessun cambiamento dall’inizio alla fine. Una hefeweizen canonica, leggera, vivacemente carbonata e molto rinfrescante. Svolge il suo compito senza grossi difetti, se non quello di essere poco “fragrante” in bocca, a dispetto di un aroma abbastanza invitante, colpa anche di una bottiglia che avevamo da qualche mese in cantina. Ottiene un punteggio più che dignitoso su Ratebeer e quindi diremmo che valga la pena di ritentarne l’assaggio, soprattutto se la trovate in loco, alla spina. Bottiglia: 50 cl., alc. 5.9%, scad. 05/2012, prezzo 0,83 Euro.

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english summary:
Brewery: Brauerei zum Kuchlbauer, Abensberg, Bavaria, Germany.
Style: Hefeweizen
Appearance: cloudy pale orange with a frothy white head. Aroma: banana, wheat, light coriander, light wheat acidity. Mouthfeel: light body, medium-high carbonation, watery texture. Taste: bready malt, cereals, but mostly banana. Overall: a very good smelling and refreshing German hefeweizen which lacks of crispness. We had this bottle for some months in our cellar; it should be worthy to try it fresh from tap. Bottle: 50 cl., 5.9% ABV, BBE 05/2012, price 0.83. Euro.

lunedì 27 giugno 2011

Schneider Weisse Tap 7 Unser Original

Il torbido color arancio/marroncino chiaro non è certo il migliore biglietto da visita. La schiuma è grossolana, ocra, e svanisce molto rapidamente senza lasciare nessun pizzo nel bicchiere. Naso caratterizzato da sentori di banana e chiodi di garofano, dolce. In bocca è leggera ed una decisa carbonatazione la rende molto vivace. Al gusto ritroviamo banana molto matura e chiodi di garofano, qualche remota nota di malto e di alcool. Praticamente nessuna traccia di acidità. Finisce molto in fretta, lasciando un breve retrogusto abboccato con nuove note fruttate di banana. Ci è sembrata una bottiglia in pessima forma, quasi “svenuta”, che ha probabilmente subito diversi maltrattamenti; l’avevamo bevuta molto tempo fa, anche qui alla spina, ed il nostro ricordo era migliore. Amen. Formato 50 cl., lotto 1621 2, scad. 15/12/2011, prezzo 1.89 €.

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english summary: soon

mercoledì 3 novembre 2010

Zillertal Weißbier Hell

Di colore dorato, velata, forma ampio cappello di schiuma bianca, pannosa, di buona persistenza. Naso “pungente” con limone, cereali, banana in sottofondo e qualche sentore acetoso. Corpo leggero, carbonatazione medio-alta. Al palato si presente molto snella, gusto dolce dominato da note di banana e cereali; leggera astringenza al palato che pervade anche il breve finale, abboccato, leggermente acetoso. Una weizen mediocre, bevibile ma non esente da difetti. Bottiglia da 50 cl. ABV 5%, 1,08 €

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english summary:
Pours an hazy golden color with a big white lasting fluffy head. Aroma is mainly citrus (lemon) with cereals, banana in the background and some notes of vinegar. Light bodied with medium-high carbonation. Watery palate, flavor is sweet with banana and cereals. Slight astringency which also remains in the bitter-sweet background. Some more light vinegar. A mediocre weizen from Austria. 50 cl. bottle, 5% ABV, 1,08 €.

sabato 11 settembre 2010

Weihenstephaner Hefe Weissbier

Dorata, velata, ampio cappello di schiuma persistente, bianca, pannosa. Al naso un buon mix dolce di grano, cereali, banana e altre note fruttate (albicocca), leggera speziatura. Corpo medio, carbonatazione perfetta. Il gusto è dolce ma mai eccessivo, cereali, lieviti, note fruttate e di banana. Finisce secca, con un bel retrogusto fruttato ed una leggera nota luppolata che pulisce bene il palato. Molto beverina, rinfrescante, equilibratissima. Splendida weizen. Bottiglia da 50 cl., ABV 5.4%

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english summary:
Hazy golden color with a big fluffy white good lasting head. On the nose, a nice mix of grain, cereals, banana and other fruity notes (apricot), spices. Medium bodied with perfect carbonation. Taste is sweetie but extremely balanced with cereals, yeast, fruits and banana. Dry finish with a very nice fruity aftertaste and a slightly hoppy note. Thirst-quenching, refshing, wonderful weizen. ABV 5.4%, 50 cl.

mercoledì 11 agosto 2010

Schwarzen Adler Hefe-Weizen

Nebuloso color arancio pallido, ampio cappello di schiuma cremosa, bianca e molto persistente. Al naso grano, sentori floreali, note fruttate, banana. Molto bene. Corpo leggero, carbonatazione bassa. Al palato cereali, grano, leggere note di chiodi di garofano, banana, note acidule. Peccato per il finale, dove questa weizen scivola via acquosa, quasi senza retrogusto, lasciando una povera sensazione abboccata in bocca. Discreta. Bottiglia da 50 cl., ABV 4.9%.

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english summary:
Cloudy pale orange color with a big long lasting creamy white head. On the nose, grain, flowers, notes of fruits and banana. Nice. Light bodied with low carbonation. Taste is grainy with some cloves and banana, slightly acid. The finish is disappointing: very watery with almost no aftertaste. Average weizen. 50 cl. bottle, 4.9% ABV.