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lunedì 4 febbraio 2019

Munich Brew Mafia Das Kriminelle Helle

Munich Brew Mafia: un nome che potrebbe sembrare minaccioso ma che è in realtà un filosofia produttiva. “Vogliamo fare birra al limite dell’Editto di Purezza, rompere gli standard, fare una rivoluzione dal basso: sino ad oggi “la mafia della birra di Monaco” riguardava sei grandi birrifici che erano accusati di fare cartello sui prezzi, ma ora siamo arrivati noi!” Con queste parole il venticinquenne Dario Stieren annunciava nel 2016 la nascita di una beerfirm che vuole seguire i passi di altri due outsiders della capitale della Baviera: Giesinger e Crew Republic
Dario coltiva il sogno di diventare birraio da quando aveva sedici anni ma per inseguirlo deve attendere la fine della scuola dell’obbligo quando con un lavoro part-time da barista riesce a finanziare i suoi studi all’Università di Weihenstephan. Le pentole di casa iniziano a bollire dal 2010 e nel 2014 va a lavorare alla TapHouse Munich, locale devoto al craft di proprietà del birrificio Camba Bavaria. E il tempo libero? Utile per fare un tirocinio pratico presso il birrificio Geisinger. Alla TapHouse lo raggiunge l’amico d’infanzia Niklas Zerhoch, anch’esso bisognoso di risorse economiche per i propri studi di Storia e Sociologia alla LMU di Monaco:  i due sviluppano interesse per l’analisi sensoriale delle birre e Dario ottiene il diploma alla DLG e alla Doemens. Alla TapHouse i due realizzano anche alcune cotte davanti ai propri colleghi. 
A settembre 2016 è tutto pronto per il debutto di Munich Brew Mafia che avviene con la Don Limone, una Pils con abbondante luppolatura di Citra: la produzione avviene sugli impianti del vecchio birrificio di Camba Bavaria (Old Factory) a Gundelfingen, 130 chilometri di distanza da Monaco.  Dopo qualche mese arriva l’affumicata Habemus Cervesiam seguita da una Red Ale e dalla fresh-hop (Hallertauer  Blanc) Green Business; in poco più di due anni di attività “la Mafia” ha prodotto una trentina di birre tre le quali spiccano i nomi Boppeldock, Il Capo (Porter), Gangsters Paradise Session IPA, Due Fortuna (IPA), La Dolce Vita (Bock) ed El Capitano (Imperial Stout).

La birra.
Monaco + birra = Helles. Anche Munich Brew Mafia si cimenta nello stile più bevuto nella capitale della Baviera con la propria Kriminelle, simpatico gioco di parole. La birra prevede una luppolatura di Callista, Hersbrucker, Hallertauer Tradition e Mistral. 
E' dorata e velata, la candida schiuma è cremosa, compatta e mostra ottima ritenzione. Al naso emergono profumi floreali, di crosta di pane, miele e cereali, quest'ultimi un po' troppo invadenti; c,è tuttavia un buon livello di pulizia e di fragranza. Al palato la sento una po' più pesante dal dovuto, per quel che riguarda la sensazione tattile: la scorrevolezza non è tuttavia in discussione, anche se il corpo è verso il punto medio della scala. La bevuta è semplice come da manuale: pane, cereali e un tocco di miele; pulizia e finezza non sono esemplari anche se, rispetto alle helles industriali che dominano Monaco, l'intensità dei sapori è indiscutibilmente maggiore. La chiusura amara erbacea è abbastanza  pronunciata per i parametri dello stile, a rovinare la festa arriva però una leggera ma fastidiosa astringenza che non vorresti mai trovare in una birra nata per scorrere come l'acqua.  Difficile perdonare questo peccato in una birra semplice, quasi nuda, nella quale ogni minima imprecisione finisce sotto i riflettori. Il risultato è discreto ma, se si vuole insidiare le sei sorelle di Monaco, bisogna fare di più. 
Formato 50 cl., alc. 5.0%, scad. 28/06/2019.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 4 aprile 2016

Rittmayer: Hallerndorfer Landbier Hell & Hallerndorfer Heller Bock

Ancora un doppio appuntamento con il birrificio Rittmayer di Hallendorf, venti chilometri a sud di Bamberga, Franconia, già incontrato in diverse occasioni.  Il birrificio guidato da George Rittmayer divide le sue produzioni in una linea "classica" e in una "kraft", ed eccone altri due esemplari a confronto.
Partiamo dalla Hallerndorfer Landbier Hell, una Helles perfettamente limpida e dorata, sormontata da un impeccabile cappello di schiuma bianca e cremosa, compatta e dalla trama fine, dalla lunghissima persistenza. L'aroma è pulito e presenta i classici profumi di pane e miele millefiori, cereali, affiancati da lievi accenni erbacei e di fiori di campo. Il gusto non presenta sorprese mantenendo un'ottima corrispondenza con l'aroma: leggera e discretamente fragrante la parte maltata (pane, cereali), le bollicine sono contenute e favoriscono uno scorrimento veloce senza nessun impedimento. Il livello di pulizia è molto elevato, la bevuta è dolce e bilanciatissima: nel finale c'è persino un accenno d'amaro erbaceo, la cui presenza è maggiormente avvertibile rispetto agli standard di una qualsiasi Helles che potreste bere a Monaco: la Franconia dal punto di vista amministrativo non esiste ed è solo una parte della  Baviera, ma non gridatelo se andate a Bamberga. Potrebbero non essere molto felici del confronto, sopratutto quelli del Fränkischer Bund che dal 1990 reclamano l'indipendenza amministrativa e politica di quest'area dai confini geografici non esattamente definiti. La Landbier Hell di Rittmayer è un'ottima compagna da Biergarten o per le calde serate estive, quando magari non avete voglia d'immergervi negli scenari autunnali evocati da una classica "rauchbier" di Bamberga.

Viene invece proposta nel formato 33 centilitri la Heller Bock, scelta forse dettata dal più elevato tenore alcolico (6.8%) che ne suggerisce un consumo più moderato. Per molti le Heller(s) Bock sono considerate un sinonimo delle Maibock: una birra per il periodo di transizione dall'inverno all'estate che conclude il tempo delle birre forti (Starkbierzeit) inaugurato con l'arrivo delle prime Bock ambrate di novembre. Le Maibock, ovvero le "Bock del mese di maggio", vengono invece prodotte con malti chiari e sono solitamente abbastanza luppolate, per un finale che intende quasi rinfrescare ed alleggerire una birra che ancora porta un po' di calore nelle fresche serata primaverili. La Heller Bock di Rittmayer è quindi dorata e limpida, anch'essa sormontata da una solida "testa" di schiuma bianca, compatta e cremosa, dall'ottima persistenza. L'aroma parla di fiori, miele millefiori, pane e cerali ed un accenno biscottato; al palato il corpo risulta ovviamente più sostenuto rispetto alla Helles, con una sensazione complessivamente morbida facilitata da una carbonazione moderata. Gli stessi elementi (pane, biscotto e miele) ritornano al palato a costruire un profilo maltato abbastanza fragrante e fortificato da un diffuso e soffice tepore etilico. La bevuta è pulita e dolce ma perfettamente bilanciata come vuole la scuola tedesca da un finale corto e leggermente amaricante tra l'erbaceo ed il terroso. La bevibilità è ovviamente minore della Helles, il profilo maltato è intenso e molto gradevole, mentre convince meno la parte amara, un po' in debito d'eleganza.
In entrambi i casi due birre ben fatte che, senza reclamare particolare attenzione, sono pronte ad accompagnarvi nel corso di una serata. 
Nel dettaglio:
Hallerndorfer Landbier Hel, formato 50 cl., IBU 33, alc. 4.9%, lotto 11:21 P, scad. 17/05/2016.
Hallerndorfer Heller Bock, formato 33 cl., alc. 6.8%, lotto 20:26 A, scad. 20/10/2016.


NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 18 maggio 2015

Tilmans Das Helle

Da Monaco di Baviera ecco un’altra valida alternativa (quasi) locale alle birre delle “sei sorelle” industriali (Augustiner, Hacker Pschorr, Hofbräu, Lowenbräu, Paulaner e Spaten-Franziskaner)  che hanno il monopolio non solo dell’Oktoberfest ma anche della quasi totalità dei locali della città. Già vi avevo parlato di Giesinger, microbirrificio inaugurato nel garage di un condominio e ora operativo in una più ospitale sede che lo ha trasformato in un brewpub. L’altra “novità” di Monaco è rappresentata da Crew Republic, una beerfirm che – contrariamente a Giesinger – snobba la tradizione tedesca per concentrarsi sugli stili anglosassoni. 
Una delle ultima beerfirm sorte (la data del debutto è 23 Aprile 2014) si chiama Tilmans Biere, guidata da Tilman Ludwig. Nel suo passato un po’ di homebrewing, un diploma da birraio all’università di Weihenstephan e infine un paio di anni in Svizzera lavorando alla Huus Braui, un ambiente tranquillo dove però non c’era grossa possibilità di crescita, considerando che si trovava in un paese (Roggwill) abitato da circa 3000 anime. 
Tilman decide quindi di tornare nella sua natia Monaco e di fare le cose in proprio: grazie ad alcuni sussidi destinati alle start-up, mette in piedi una beerfirm con l’aiuto di Ian Pyle, birrario americano emigrato ad  Amburgo alla Ratsherrn Brewery, e di Richard Hodges, altro americano che lavora/collabora con  Crew Republic.  
Il progetto Tilmans Biere parte con due birre: un American Brown Ale (prodotta presso la Weissbräu Schwendl am Chiemsee), ed una interpretazione “moderna” di una tipica Helles bavarese che vede l’utilizzo, oltre che del luppolo tedesco Tettnang, anche dell’americano Chinook. Una Helles non è certamente il “palcoscenico” che privilegia l’espressività dei luppoli; un birra quotidiana e bilanciatissima, dove devono la fragranza  e la discreta dolcezza dei malti a brillare, con i luppoli che devono equilibrarla e non certo caratterizzarla. 
In etichetta uno stilizzato leone, simbolo della Baviera ma anche di quel gruppo (Spaten-Löwenbräu, oggi di proprietà Anheuser-Busch InBev) che nel 1894 inventò proprio la prima Münchner Hell.
Prodotta alla Brauerei Gut Forsting di Pfaffing, una cinquantina di chilometri ad est di Monaco, si presenta di colore oro antico molto carico, quasi limpido: la schiuma biancastra è fine e cremosa, dalla discreta persistenza.  L'aroma è pulito ed offre una discreta fragranza maltata (crosta di pane, cereali, miele) ed una lieve presenza di agrumi (arancio, lievissimo pompelmo rosa) portati dalla luppolatura americana, evitando le tipiche note resinose del Chinook. Il corpo è pienamente rispettoso della tradizione tedesca: dev'essere una birra da bere (anche o soprattutto) in grande quantità, quindi corpo leggero, carbonazione medio-bassa, consistenza snella ed acquosa. L'intensità del gusto non è al massimo, personalmente penso che si poteva fare di più per meglio distinguersi dalle numerose helles industriali: c'è comunque anche in bocca una buona fragranza di pane, crackers e miele d'arancio, un accenno di biscotto e - come al naso - di agrumi. Delicata anche la chiusura finale, con un amaro erbaceo appena percepibile ma anche un'acquosità che secondo me fa un po' oltre il dovuto. Non ci metterei la mano su fuoco, ma mi è anche sembrato di avvertire una leggera punta di diacetile.
Birra che cerca di apportare una leggera variazione ad una secolare tradizione con una luppolatura americana;  un compito difficile, perennemente a rischio: troppo luppolo e lo stile viene snaturato, troppo poco luppolo americano e nessuno s'accorgerà del suo utilizzo.
Tilmans se la cava con un compromesso che si concretizza nel donare ad una helles un leggero carattere agrumato che ben si sposa con la dolcezza dei malti. Fin qui tutto bene, ma non bisogna dimenticare i due elementi principali che - in una birra così - vanno poi a fare la differenza rispetto ad un prodotto industriale: la fragranza dei malti e l'intensità del gusto. Su questo c'è ancora da lavorare, il livello è buono ma al momento mi sembrano molto più pronte e soddisfacenti le produzioni di Giesinger, per restare a Monaco. 
Formato: 50 cl., alc. 5.1%, scad. 17/09/2015.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

martedì 10 marzo 2015

Weihenstephaner Original Helles

Hell significa "leggero" in tedesco, ed Helles è il sostantivo che indica "qualcosa di leggero"; nell'esempio in questione, la birra di Monaco di Baviera, ci si riferisce sopratutto al colore: dorato. Per lungo tempo le Helles sono state le birre più popolari in Baviera ma oggi - leggo - sono state superate dalla Hefeweizen. 
Il German Beer Institute segnala come le Helles sarebbero uno dei pochi stili brassicoli con una precisa data di nascita: "il 21 marzo 1894 il birraio della Spaten di Monaco, spedì il primo fusto al porto di Amburgo. Alla Spaten non erano ancora consapevoli di aver appena realizzato quello che poi si rivelò essere il più agguerrito concorrente delle Pilsner che arrivavano dalla vicina Boemia. Le prove qualitative realizzate ad Amburgo furono superate ed il 20 giugno 1895 gli abitanti di Monaco furono in grado di assaggiare il loro primo fusto di Helles".
Della Bayerische Staatsbrauerei Weihenstephan vi ho già parlato in questa occasione e quindi passiamo senza indugi all'assaggio.
Perfettamente dorata e limpida, forma un'impeccabile cappello di schiuma bianca, compatta, fine e cremosa, dall'ottima persistenza. L'aroma offre sentori di miele millefiori, pane, fetta biscottata, croissant al burro: la pulizia c'è, anche se il miele tende a coprire un po' troppo gli altri elementi. 
Al palato arriva con una carbonatazione abbastanza contenuta, corpo leggero e una consistenza spiccatamente acquosa per garantire il massimo di facilità e velocità di bevuta. Anche in bocca è il miele a dominare, con una corrispondenza pressoché perfetta con l'aroma: pane e fetta biscottata. La bevuta è piuttosto dolce e "mielosa" eppure il palato non viene mai saturato né si ritrova appiccicoso, grazie ad un delicata e velocissima chiusura amara erbacea; rimane da registrare una leggerissima nota metallica, unico neo in una birra altrimenti pulita e gradevole ma ben lontano dall'essere "fragrante pane liquido". Il confronto con quest'altra Helles prodotta fino a poco fa in un Garage di Monaco di Baviera è davvero impietoso.
Formato: 50 cl., alc. 5.1%, IBU 21, scad. 24/11/2015, pagata 0.83 Euro (Germania)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

venerdì 23 gennaio 2015

Giesinger Untergiesinger Erhellung

Del microbirrificio di Monaco di Baviera Giesinger Bräu vi avevo già parlato in questa occasione. Fondato nel 2006 da Steffen Marx e Tobias Weber nel garage di un condominio del quartiere di Giesing, il birrificio ha di recente traslocato grazie al denaro raccolto tramite crowdfunding in una più decorosa location dotata dell’irrinunciabile Biergarten nello stesso quartiere. 
Anche se può sembrare essere difficile capire che ci sia in una bottiglia semplicemente chiamata  Untergiesinger Erhellung , basta leggera le scritta  “Naturtruebes Kellerbier” per avere le idee più chiare e prepararsi all’acquisto di una Kellerbier non filtrata. La ricetta indica malti Pilsner, Vienna e CaraHell ed una delicata luppolatura a base di Hallertauer Tradition, Hallertauer Mittelfrüh e Saphir. 
Sul blog spesso ospito birre dagli ingredienti inusuali, birre viscose e muscolose dall’alta gradazione alcolica, birre passate in botte dal costo piuttosto elevato. Ma non bisogna dimenticare che c’è anche la birra semplice, che dovrebbe costare poco, quella da bere senza farsi quasi nessuna domanda, la silenziosa compagna di chiacchierate o di serate passate in compagnia di amici:  e (spesso) sono proprio queste le birre più difficili da fare. 
Si presenta del classico color oro, in questo caso velato, con una perfetta e bianchissima testa di schiuma, compatta, cremosa, molto persistente.  Il naso apre con un leggero sulfureo che fortunatamente scompare dopo pochi minuti assieme alla schiuma: emergono allora profumi di fiori bianchi e di fiori secchi, cereali e crosta di pane, con una lievissima ed appena percepibile speziatura. 
Nonostante il birrificio sul suo sito la descriva come una classica Helles di Monaco, è sufficiente un sorso per accorgersi dell’enorme differenza con una delle Helles prodotte dalle sei sorelle Augustiner, Hacker Pschorr, Hofbräu, Lowenbräu, Paulaner e Spaten-Franziskaner. Poco miele, niente burro, dolcezza molto contenuta e soprattutto una fragranza che non troverete mai in quelle grandi produzioni industriali. E’ una birra che ti (ri)concilia con gli elementi che la compongono: l’acqua, il malto, il luppolo. Pulitissima e fragrante come una pagnotta appena sfornata, delizia il palato con un bel mix di cereali (a tratti quasi di muesli), di crosta e di mollica di pane, un lievissimo accenno di miele, ed un bel finale corto e lievemente amaro (erbaceo) a bilanciare il tutto. Il corpo è leggero, la scorrevolezza – non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo – è clamorosa e le bollicine sono poche. Lascia un piacevole retrogusto di pane e di cereali, a ricordarti quanta piacevolezza e quanto gusto ci può essere nella semplicità e nella fragranza.
Il birrificio produce poche birre, in piccola quantità e a scadenza brevissima (3-4 mesi, con grande onestà) che, mi dicono, vanno esaurite abbastanza in fretta. Se capitate a Monaco di Baviera, fatevi un favore: lasciate perdere le trappole per turisti, lasciate stare i soliti nomi e fate un salto nel quartiere di Giesing, per bere una birra meritevole di essere chiamata con questo nome e capace di smentire tutti gli stereotipi (vedi questo recente caso) sulla birra tedesca, noiosa e poco emozionante. 
Formato: 50 cl., alc. 5.3%, scad. 03/2015, pagata 1,48 Euro (beershop, Germania).

lunedì 30 giugno 2014

Birrone SS46

Secondo appuntamento con il birrificio Birrone di Isola Vicentina, fondato e guidato dal 2008 da  Simone Dal Cortivo; ed anche in questo caso si tratta di una birra che proviene da quella ispirazione tedesca che influenza la maggior parte dei prodotto del Birrone. Niente di più classico di una Helles bavarese, di quelle che vengono spillate (e bevute!) in grandi quantità nelle birrerie e  negli affollati  biergarten di tutta la Baviera, non appena fa capolino un tiepido raggio di sole.
Il German Beer Institute segnala come le Helles sarebbero uno dei pochi stili brassicoli con una precisa data di nascita: "il 21 marzo 1894 il birraio della Spaten di Monaco, spedì il primo fusto al porto di Amburgo. Alla Spaten non erano ancora consapevoli di aver appena realizzato quello che poi si rivelò essere il più agguerrito concorrente delle Pilsner che arrivavano dalla vicina Boemia. Le prove qualitative realizzate ad Amburgo furono superate ed il 20 giugno 1895 gli abitanti di Monaco furono in grado di assaggiare il loro primo fusto di Helles".
La popolarità dello stile - in Baviera - è stata col tempo un po' oscurata dalle Hefeweizen, che risultano essere a tutt'oggi la tipologia di birra più bevuta, soprattutto nei mesi estivi; ma se capitate dalle parti di Monaco, non fatevi comunque mancare un buon litro di Helles, servita nel tradizionale "Maß", limpida e dorata come il sole.
La Helles del Birrone è un omaggio alla Strada Statale 46, ovvero "Del Pasubio", che da Vicenza attraversa anche Isola Vicentina per arrivare, dopo circa 75 chilometri, a Rovereto e confluire sulla SS 12 dell'Abetone e del Brennero. 
Perfettamente dorata e limpida, come vuole la tradizione, con un bel cappello di cremosa schiuma bianca, compatta, dalla buona persistenza. Il naso è semplice, pulito e fragrante, con i tipici sentori di crosta di pane, di crackers e di miele. Tutto ordinato anche in bocca con, verrebbe da dire, una precisione e rigore tipicamente tedeschi: ancora pane e crackers, miele, cereali, una lievissima nota di burro. Le note di malto sono eleganti, pulite  e fragranti, con quella moderata dolcezza - bilanciata da una lievissima nota amaricante erbacea finale - che la rende poco impegnativa e facilissima da bere in grandi quantità. Leggera, mediamente carbonata, bilanciata, scorrevolissima ma non annacquata; ottima interpretazione dello stile, tutta giocata sulla fragranza e sulla freschezza, caratteristica che non si trova molto spesso neppure nelle Helles imbottigliate che arrivano dalla Germania.
Una birra facile da bere ma non necessariamente facile da fare: con pochi elementi in gioco, gli errori sono facilmente individuabili. Qui non si tratta di dare sfogo al proprio estro o alla propria fantasia, ma di applicare la tecnica nella maniera più rigorosa ed efficace possibile. Esercizio perfettamente riuscito per il Birrone.
Formato: 50 cl., alc. 4.9%,  scad. 10/10/2014, pagata 5,00 Euro (stand birrificio)

giovedì 26 aprile 2012

Alpirsbacher Klosterbräu Kleiner Mönch

Ha ovviamente sede nella località (Alpirsbach) che le dà il nome, la Alpirsbacher Klosterbräu, ai confini nord orientali della Foresta Nera, in Germania. Viene fondata nel 1877 da Johann Gottfried Glauner, che acquista il vecchio birrificio in disuso adiacente al monastero di Alpirsbach; mentre procedono le operazioni di ristrutturazione, il figlio Karl Albert si reca in Baviera, alla nota "università" di Weihenstephan, per imparare l'arte della birrificazione. Nel 1880 apre quindi le porte il nuovo birrificio Alpirsbacher Klosterbräu che, ancora oggi, è di proprietà della famglia Glauner (quarta generazione).  "Kleiner Mönch", ovvero "il piccolo monaco" è una classica helles/dortmunder tedesca dal colore dorato, limpido; impeccabile la schiuma, bianchissima, cremosa, dalla persistenza buona. Aroma dominato dai malti, con cereali, crosta di pane, miele, ma anche leggeri sentori di mais cotto (DMS). Nessuna variazione in bocca, dove la bevuta è sostanzialmente dolce, maltata, con un po' di burro/diacetile e, un po' troppa acqua. Leggera amaricatura finale, con qualche nota erbacea piuttosto timida. Birra che rispetta la "regola" tedesca della facilità di bevuta, con un corpo leggero ed una carbonazione corretta, ma che non brilla nè per freschezza nè per intensità di sapori. Aggiungiamoci qualche leggero difetto, e la sufficienza è a malapena raggiunta, almeno nella versione in bottiglia. Formato: 33 cl., alc. 5.4%, scadd. 24/06/2012, prezzo 0.83 Euro.

mercoledì 24 novembre 2010

Landi Farmer Hell

Di colore oro, limpido, ampia schiuma pannosa, bianca, buona persistenza. Naso dolce con malto, note di pane e sentori erbacei. Corpo molto leggero, carbonatazione bassa, palato acquoso. In bocca malto con note erbacee. Finisce molto rapidamente, con una nota erbacea., Prodotta dalla Ramseier Suisse (uno dei più grossi distributori di bevande nazionali) una helles che – d’accordo - dev’essere beverina per definizione, ma qui si è andati un po’ oltre. Prodotto mediocre che scivola via innocuo molto velocemente. Bottiglia da 50 cl.

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english summary:
Clear golden color with a big fluffy and long lasting white head. Sweet aroma of malt with some bread and grass. Light body, low carbonation. Watery mouth feel; flavor is malty with a slight hoppy bitter note in the finish. Mediocre helles. Yes they are supposed to be very drinkable beers but this goes far beyond that and gets closer to water. 50 cl. bottle.

giovedì 29 luglio 2010

Hofbräuhaus Traunstein Export-Hell

Colore dorato, limpido, con discreto cappello di schiuma a bolle grosse, bianca e poco persistente. L'aroma è dolce di malto, con note di burro e miele. Corpo decisamente watery, bassa carbonatazione. Dolce in bocca, malto, crosta di pane e qualche note erbacea. Il finale vira, con una luppolatura discreta ed un gradevole retrogusto erbaceo, abbastanza corto. Una tipica helles bavarese, fresca, beverina, semplice e sostanzialmente corretta.

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english summary:
Clear golden color with a frothy white head quickly collapsing. Aroma is of sweet malt with butter and honey notes. Has a watery body and low carbonation. Taste is again sweetie, malt, bread e some grassy notes. Quite a small change in the finish, which has a light hoppy character with a short grassy aftertaste. A quite typical bavarian helles, fresh, simple and drinkable.

lunedì 26 luglio 2010

Eine Bayern Halbe Urhell

Birra prodotta per la Hubauer Gmbh & Co da un birrificio ancora non noto. Di colore dorato, limpido; schiuma bianca e pannosa. Al naso malto, sentori di crosta di pane e leggere note floreali. Corpo leggero ma ben presente in bocca, bassa carbonatazione. Il gusto è principalmente di malto, qualche nota di miele ed erbacee. Finale corto, leggermente luppolato. Birra leggera e rinfrescante, bevibile, ma poco altro. Bottiglia da 50 cl., ABV 4.7%.

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english summary:
Clear golden color with a white frothy head. Aroma is of sweet malt, bread and some flowery notes. Has a light body (but good presence to the palate) and low carbonation. Taste is malty, some honey and grass hoppy notes. Short and slightly hoppy aftertaste. This beer is produced by some unknown brewery for distributor Hubauer Gmbh & Co. A fresh and drinkable helles, nothing more. 50 cl. bottle, 4.7% ABV.

Reischenau Gold Helles Export

La foto non rende particolare giustizia. Colore oro, limpido con un bel "perlage". Schiuma bianca, pannosa di discreta persistenza. Al naso, dolce, soprattutto malto con note di paglia. Corpo leggero, carbonatazione bassa. Al palato è ancora dolce, risultando un po' troppo "appiccicosa": malto e qualche nota erbacea. Retrogusto corto e non molto pronunciato con una leggere luppolatura. Una helles decente, ma un po' troppo dolce al punto da non risultare rinfrescante come invece potrebbe essere. Bottiglia da 50 cl., ABV 5.5.%

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english summary:
Clear golden colour with a nice "perlage". Frothy white head. Aroma is of malt with some notes of hay. Light body and low carbonation. Flavor is of sweet malts with some grass. Short grassy aftertaste. This is a decent helles, but we found it slightly too sweet and sticky to the palate, which makes this brew less refreshing than it was supposed to be. 50 cl. bottle, 5.5% ABV.

giovedì 18 febbraio 2010

Schlossbrauerei Au-Hallertau Auer Hell

Altra birra che trova nella semplicità il suo punto di forza, questa Auer Hell del birrificio Au di Au in der Hallertau, piccola località bavarese situata a metà strada tra Monaco ed Ingolstadt, in una regione famosissima per i suoi luppoli. Di colore giallo pallido, limpido, con un soffice cappello di bianca schiuma. Gradazione alcolica 4.7%. Al naso ha un ottimo bouquet con sentori floreali ed erbacei. Corpo snello, come una helles deve essere, con ottima bevibilità. In bocca troviamo cereali, pane, una leggera nota di miele ed un taglio finale erbaceo a chiudere, con un amaro un po' più intenso della classica Helles bavarese. Semplice, pulita e ben bilanciata, si presta ad abbondanti bevute seriali.

venerdì 5 febbraio 2010

Corte Pilone Helles


Piacevolissima scoperta questa Helles prodotta da Corte Pilone a Castellucchio di Mantova. Si tratta di un’azienda agricola che produce in loco i cereali ed anche il luppolo, oltre ad ospitare un agriturismo con ristorante ed alloggi. Al momento nella gamma ci sono poche birre, tutte d’ispirazione tedesca, non filtrate e non pastorizzate. Un bel colore giallo dorato, aroma di malto con freschi sentori floreali ed erbacei; una birra molto beverina – come una helles deve essere – ma con un palato ricco di crosta di pane e di cereali.. Finisce con una nota erbacea amaricante, mostrando un ottimo equilibrio complessivo; bottiglia molto fresca, dall'ottima aromaticità e  con una bel profilo "fragrante" di malto.