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lunedì 30 giugno 2014

Birrone SS46

Secondo appuntamento con il birrificio Birrone di Isola Vicentina, fondato e guidato dal 2008 da  Simone Dal Cortivo; ed anche in questo caso si tratta di una birra che proviene da quella ispirazione tedesca che influenza la maggior parte dei prodotto del Birrone. Niente di più classico di una Helles bavarese, di quelle che vengono spillate (e bevute!) in grandi quantità nelle birrerie e  negli affollati  biergarten di tutta la Baviera, non appena fa capolino un tiepido raggio di sole.
Il German Beer Institute segnala come le Helles sarebbero uno dei pochi stili brassicoli con una precisa data di nascita: "il 21 marzo 1894 il birraio della Spaten di Monaco, spedì il primo fusto al porto di Amburgo. Alla Spaten non erano ancora consapevoli di aver appena realizzato quello che poi si rivelò essere il più agguerrito concorrente delle Pilsner che arrivavano dalla vicina Boemia. Le prove qualitative realizzate ad Amburgo furono superate ed il 20 giugno 1895 gli abitanti di Monaco furono in grado di assaggiare il loro primo fusto di Helles".
La popolarità dello stile - in Baviera - è stata col tempo un po' oscurata dalle Hefeweizen, che risultano essere a tutt'oggi la tipologia di birra più bevuta, soprattutto nei mesi estivi; ma se capitate dalle parti di Monaco, non fatevi comunque mancare un buon litro di Helles, servita nel tradizionale "Maß", limpida e dorata come il sole.
La Helles del Birrone è un omaggio alla Strada Statale 46, ovvero "Del Pasubio", che da Vicenza attraversa anche Isola Vicentina per arrivare, dopo circa 75 chilometri, a Rovereto e confluire sulla SS 12 dell'Abetone e del Brennero. 
Perfettamente dorata e limpida, come vuole la tradizione, con un bel cappello di cremosa schiuma bianca, compatta, dalla buona persistenza. Il naso è semplice, pulito e fragrante, con i tipici sentori di crosta di pane, di crackers e di miele. Tutto ordinato anche in bocca con, verrebbe da dire, una precisione e rigore tipicamente tedeschi: ancora pane e crackers, miele, cereali, una lievissima nota di burro. Le note di malto sono eleganti, pulite  e fragranti, con quella moderata dolcezza - bilanciata da una lievissima nota amaricante erbacea finale - che la rende poco impegnativa e facilissima da bere in grandi quantità. Leggera, mediamente carbonata, bilanciata, scorrevolissima ma non annacquata; ottima interpretazione dello stile, tutta giocata sulla fragranza e sulla freschezza, caratteristica che non si trova molto spesso neppure nelle Helles imbottigliate che arrivano dalla Germania.
Una birra facile da bere ma non necessariamente facile da fare: con pochi elementi in gioco, gli errori sono facilmente individuabili. Qui non si tratta di dare sfogo al proprio estro o alla propria fantasia, ma di applicare la tecnica nella maniera più rigorosa ed efficace possibile. Esercizio perfettamente riuscito per il Birrone.
Formato: 50 cl., alc. 4.9%,  scad. 10/10/2014, pagata 5,00 Euro (stand birrificio)

sabato 10 maggio 2014

Birrone Scubi

Finalmente arriva sulle pagine del blog anche il birrificio vicentino Birrone, del quale sino ad ora non ero mai riuscito a reperire nessuna bottiglia. Finalmente l'occasione è arrivata, ed ecco una breve ma doverosa presentazione del birrificio guidato da Simone Dal Cortivo, che lo apre nell'aprile del 2008 ad Isola Vicentina. Anche per Simone, proveniente da una famiglia di panettieri, l'apertura del birrificio è stato il grande passo compiuto dopo una decina d'anni di homebrewing e di viaggi in Germania, caratterizzati da formative esperienze con birrai tedeschi poi diventati amici. E proprio la Germania è la nazione che maggiormente influenza le produzione del Birrone: molte basse fermentazioni, molte ricette classiche (helles e bock, weizenbock e weizen) ma anche qualche concessione al di fuori dei confini tedeschi, come una lager brassata con il luppolo americano Cascade (Gerica), una porter genialmente chiamata "fuckín" (con l'accento sulla "i", ovvero "facchino" in veneto) e produzioni one shot come IPA e oud bruin.
Nel 2013 il birrificio si è trasferito poco lontano in locali più capienti, nei quali è stato anche possibile allestire due sale con circa un centinaio di coperti dove le persone possono mangiare e bere. Dal 2011 il Birrone ha anche iniziato a raccogliere medaglie a Birra dell'Anno: regina indiscussa è stata la Scubi (ovvero la SCUra del BIrrone), una schwarzbier che dopo la medaglia d'argento del 2012 (Cat. 2: birre scure di ispirazione tedesca) ha conquistato l'oro nel 2013 facendo il bis nel 2014 (Cat. 4: ambrate e scure, alta e bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca).
All'aspetto è di colore marrone scurissimo, quasi nero, con qualche riflesso tonaca di frate; perfetta "la testa" di schiuma che si forma, compatta e fine, cremosisssima e molto persistente. Difficile non pensare al fatto che il birraio Simone proviene da una famiglia di panettiere quando si avvicina il naso al bicchiere: ci sono fragranti sentori di crosta di pane nero, cereali, orzo tostato e qualche richiamo di mirtillo. In secondo piano troviamo caramello e caffè, cioccolato, qualche sfumatura di cenere; l'aroma è molto pulito ed elegante. Le sensazioni nasali vengono riprodotte quasi in fotocopia in bocca: Scubi ha un corpo leggero ma riesce ad essere ugualmente morbida, con una carbonazione molto contenuta, senza nessun rischio di "annacquatura". Ecco che ritrovo il pane nero, l'orzo tostato, il caramello, il caffè e la cenere, con ottima intensità e pulizia quasi esemplare. Il finale è corto, con un retrogusto di cioccolato, tostature e caffè  meno intenso della bevuta, come a calmare le acque e mettere la parola "fine" su un percorso gustativo davvero molto bello ed interessante. Birra che abbina alla perfezione semplicità e maestria, la scorrevolezza e la facilità di bevuta tipica delle birre tedesche con un'intensità ed un ventaglio di aromi e sapori che, a mio modesto parere, molti birrifici tedeschi si sognano di ottenere. Impietoso invece il confronto prezzi Italia-Germania, con un rapporto (per noi sfavorevole), di circa uno a cinque; ovvero, con il prezzo dell'italiana comprate, in Germania, circa cinque schwarzbier tedesche. Non è presente (male!) la data d'imbottigliamento sull'etichetta, ma per il resto Alles sehr gut!
Formato: 50 cl., alc. 5.4%, scad. 12/08/2014, pagata 5.00 Euro (beershop, Italia).