Visualizzazione post con etichetta repubblica ceca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta repubblica ceca. Mostra tutti i post

martedì 29 maggio 2018

Bernard Jantarový Ležák 12°

Il birrificio ceco Bernard nasce dalle ceneri dello storico birrificio Humpolec che operava sin dal 1597 e, dopo la fine della seconda guerra mondiale, era stato incorporato prima nell’azienda statale Horácké pivovary Jihlava e poi,  negli anni ’60, nella České Budějovice. Con la caduta del regime comunista il birrificio era confluito nella società statale Pivovary České Budějovice, per nulla in grado di fare gli investimenti necessari alla sua riqualificazione: nell’ambito del vasto processo di privatizzazione delle imprese statali il birrificio fu venduto all’asta il 26 ottobre del 1991 e acquistato da Stanislav Bernard, Josef Vávra e Rudolf Šmejkal, che lo rinominano Rodinný pivovar Bernard (Birrificio Famigliare Bernard). Sono loro ad avviare quell’inderogabile processo di rinnovamento che ha lentamente salvato il birrificio dalla definitiva scomparsa: nel 2000 Bernard era già riuscito a conquistare il 15% del mercato domestico. 
Nel 2001 il colosso belga Duvel Moortgat ha rilevato il 50% delle quote azionarie e apporta il capitale necessario a finanziare un ulteriore piano di crescita: attualmente il birrificio che si trova ad Humpolec, a metà strada tra Praga e Brno, produce circa 315.000 ettolitri all’anno ed esporta in 35 paesi.  Le birre della tradizione ceca sono oggi affiancate da qualche estemporanea incursione nel mondo anglosassone (la Bernard India Pale Ale)  e belga.

La birra.
La  Jantarový Ležák 12° (5%) di Bernard è una classica lager ambrata ceca ovvero una  Polotmavé Pivo, letteralmente una “mezza scura”. Il suo limpido color ambrato è agitato da intense venature rosso rubino: la schiuma è perfettamente compatta e cremosa ed ha una lunghissima persistenza.  Al naso troviamo crosta di pane bianco, accenni di pane nero e caramello, una lieve speziatura donata dal luppolo Saaz  e una poco gradevole nota metallica: l’intensità non è granché ma quello che colpisce non in positivo è la scarsa finezza e fragranza. Il gusto prosegue nella stessa  direzione apportando al bouquet qualche estero fruttato che chiama in causa prugna e frutti di bosco, ma anche qui c’è una fastidiosissima presenza metallica che disturba la bevuta; la birra termina bilanciata da un finale amaro nel quale s’incontrano note terrose, erbacee e di frutta secca a guscio. Ottima scorrevolezza e facilità di bevuta per questa Jantarový Ležák che tuttavia non brilla per l’intensità dei sapori e che, in questa bottiglia, viene fortemente penalizzata da una presenza metallica che ne annulla buona parte della capacità rinfrescante. La dignitosa sufficienza non è raggiunta, peccato.
Formato 50 cl., alc. 5%, lotto T26, scad. 20/07/2018.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

giovedì 19 agosto 2010

Primátor Double 24°

Baltic Porter (ma viene anche classificata - erroneamente - come doppelbock) di colore marrone scuro con riflessi ramati. Schiuma nocciola, non molto fine, e poco persistente, che lascia comunque un bel pizzo nel bicchiere. Al naso, dolce, spezie, malto tostato, note di liquirizia e un aroma particolarmente dolciastro simile allo sciroppo di acero (le recensioni made in USA lo confermano, e loro se ne intendono di sciroppo di acero..). Corpo medio, con bassa carbonatazione. In bocca gusto di malto tostato, caffè, note fruttate (uva, prugne), alcool ed una decisa componente vinosa (simile ad un porto). Finale abboccato, caldo e alcolico. I gradi alcolici di questa Primator (10.5% ABV) si sentono davvero tutti e finire i 50 cl. è un po' un'impresa che lascia delle conseguenze più o meno evidenti. Birra molto dolce, in alcuni aspetti decisamente stucchevole, forse potrebbe dare il meglio di sè in una fredda sera d'inverno, abbinata ad un piatto di carne ben speziato (tipo goulash ?) che possa reggerne il confronto. Bevuta da sola, è decisamente "troppo".

_____________
english summary:
Baltic Porter from Czech brewery Nachod. Pours a dark brown color with tan fluffy head soon collapsing but leaving a nice lace in the glass. On the nose, spices, roasted malt, coffee, some licorice notes and maple syrup (!?). Medium body with low carbonation. On the palate, roasted malt, coffee, fruits (grapes, dried plums) and alcohol show the "winey" character of this beew (hints of porto wine). Slightly sweet aftertaste with warm alcoholic notes. This Primator has a 10.5% ABV which you can really feel it, and finishing this 50 cl. bottle is not the easiest task. It leaves "marks" on you. It's a very, perhaps too much, sweet brew - perhaps it could be best enjoyed together with some eastern european strong spicey meat dish (goulash?).

lunedì 3 maggio 2010

Kocour Saurus 19°

Terza ed ultima – per il momento – degustazione dalla Pivovar Kocour. Una strong lager speciale ed abbastanza aggressiva, 7.2% di gradazione alcolica che si sentono tutti e non fanno sconti, prodotta con luppoli americani ed inglesi e con lievito scozzese utilizzato normalmente per la produzione di whiskey. Di colore arancio scuro velato, forma cappello di schiuma color ocra, pannosa e molto persistente. Al naso malto, molto pronunciato, con note erbacee in secondo piano. Al gusto si presenta dolce all’imbocco, con malti e lieviti in evidenza. Corpo medio, carbonatazione abbastanza alta. Il finale vira invece deciso verso l’amaro, molto lungo ed alcolico, avvolgendo di caldo il palato. L’aggressivo T-Rex raffigurato sull’etichetta è un po’ l’essenza di questa birra: un prodotto un po’ primitivo e grezzo (e questo sembra essere un po’ il marchio di fabbrica del birrificio) che aggredisce il palato e non lascia via di scampo. La bevibilità è molto limitata dall’elevata sensazione alcolica e dalla carbonatazione che la rende quasi frizzante al palato; il gusto monocorde poi non agevola l’impresa di finire la bottiglia da 33 cl. che abbiamo degustato.


_______________
English summary:
Special brew from Czech brewery Kocour. This is a strong lager with ABV = 7.,2% produced with American and English hopes and Scottish yeast. Cloudy dark orange color, with a large creamy head very lasting. Strong smell of malt and yeast, with some herbal notes in the background. The taste is sweet malt and yeast. Medium body, high carbonation. It ends bitter, with a long alcoholic and warm feeling all around the palate. The aggressive T-Rex on the label is somehow representative of this beer: a rough and primitive product (similar to other Kocour beers) which attacks the drinker’s palate with no way out. Drinking this Saurus is not an easy task; you can feel all the 7.2% alcohol and the high carbonation makes it almost fizzy to the palate. Monotonous taste (malts and yeast) is also not helping very much, For strong lager fans only.

giovedì 29 aprile 2010

U Medvídků X33-Beer

Del microbirrificio praghense U Medvídků avevamo già parlato qui:
http://unabirralgiorno.blogspot.com/2010/04/u-medvidku-oldgott-barique-lezak-13.html
Il nostro interesse verso questa X-33 davvero alto, non tanto per essere nominata dal birrificio, all'interno del locale stesso, come la birra più forte del mondo (quando la ricetta fu elaborata), ma soprattutto per le buone recensioni lette. Una gradazione alcolica di 12.6 gradi fa oggi abbastanza sorridere, se pensiamo anche solo al "pinguino nucleare" della BrewDog che di gradi ne ha 32. Purtroppo già l'assenza di rumore all'apertura del tappo meccanico ci ha insospettito di avere tra le mani un esemplare difettoso; assoluta mancanza di schiuma, odore di aceto di mele ed un gusto acido veramente poco piacevole hanno definitivamente affossato le nostre aspettative. . Birra infetta e, da quanto leggiamo in internet, gli esempi non sono pochi. Niente complessi sentori di mandorla, di quercia e miele come descritto da Evan Rail nella sua Good Beer Guide Prague che ci avevano fatto mettere la X-33 sulla nostra wishlist. Peccato.

____________________
English summary:
We had a bad premonition just opening the nice swing top bottle: no sound at all. Complete lack of head, smell of apple vinegar and sour taste. We had in our hands an infected bottle, and from what we can read in the internet there are several examples. A pity, as we were highly interested in tasting this X-33 and put it on our wishlist..

lunedì 26 aprile 2010

Herold Cerny Lezák (Bohemian Black Lager) 13°

Oggi presentiamo una schwarzbier del birrificio ceco Pivovar Herold, la Bohemian Black Lager che viene prodotta usando quattro diversi tipi di malto, luppolo Saaz e viene lasciata maturare nelle cantine del birrificio almeno per 70 giorni prima dell’imbottigliamento. Splendido color marrone scurissimo ed impenetrabile, praticamente nero, forma ampia schiuma beige molto fine molto persistente. Al naso troviamo malto tostato, caffè ed alcune note dolci di liquerizia, sentori di vaniglia e d’affumicato. Il corpo è oleoso e sostenuto, carbonatazione bassa e ideale. Al gusto di nuovo malto tostato, con note di caffè e cioccolato. Perfettamente bilanciato il “lato” dolce che evolve in un finale amaricante , secco e non molto lungo abbastanza insolito per una schwarzbier. Degustata in bottiglia da 50 cl., potabilità pericolosa a bassa temperatura, molto dissetante pur mantenendo un certo livello di “calore”. Ottima birra, davvero molto complessa ed assolutamente interessante per la gradazione alcolica contenuta. Gradazione alcolica 5.3%.

Sito: http://www.heroldbeer.com/

lunedì 19 aprile 2010

Kocour Svatecni AM Lager

Del birrificio Kocour abbiamo già parlato qualche giorno fa; in questo post ospitiamo la AM Lager, una pale lager dal colore giallo oro, schiuma bianca, ampia con media persistenza. L’aroma è principalmente di malto, con note erbacee. Carbonatazione medio alta, al palato è quasi frizzante, mentre il gusto si mantiene dominato dal malto; tuttavia si tratta di una lager più americana che europea (luppoli Saaz ed Amarillo). Al malto e al biscotto troviamo di nuovo dei sentori erbacei che evolvono in un finale secco e molto amaricante. Una lager sostenuta da un profilo molto luppolato e molto generoso; non potabilissima ma interessante in un panorama, quello delle lager, che non sembra interessare molto le produzioni artigianali.
Degustata in bottiglia da 33 cl., gradazione alcolica 4.6%

mercoledì 14 aprile 2010

Kocour Haka NZ Lager

Aperto nel 2008, il microbirrificio Kocour (letteralmente: “micio”) di Varnsdorf, cittadina 120 km. a nord di Praga e praticamente al confine con la Germania si è già messo in evidenza come una delle realtà più eccitanti del panorama brassicolo ceco. La loro gamma si espande ben oltre quella di pils/ lager chiare/ scure prodotta dal 90% dei birrifici cechi ed è caratterizzata da ales, IPAs, stouts ad alta fermentazione di ispirazione estera. Un birrificio atipico, quindi, che ha anche sviluppato una interessante identità visiva (logo stilizzato, note informative sull’etichetta, merchandising…) decisamente innovativo rispetto al panorama della repubblica ceca. Un’interessante articolo su questo punto, in inglese, lo trovate qui: www.beerculture.org/2008/10/28/some-thoughts-on-kocour
Abbiamo degustato la loro Haka NZ Lager in bottiglia da 33 cl; si tratta di una lager (strong o premium che sia…) con gradazione alcolica 5.6% prodotta senza lesinare luppolo. Di colore giallo oro, leggermente torbido, forma ampia schiuma bianca di media persistenza che esplode subito in fortissimi aromi di luppolo, pino e resina su tutto, con sentori erbacei e floreali. Al gusto un buon equilibrio di malto e luppolo, ed anche il palato viene avvolto da note resinose e di pino. Corpo leggero, carbonatazione bassa, la Haka NZ Lager rimane senz’altro amara evolvendosi in un finale molto luppolato ed erbaceo con un lungo retrogusto. Una lager quasi “estrema” dove il luppolo trionfa e quindi completamente astrusa al luogo di produzione (confine tra Germania e Repubblica Ceca, è decisamente un versante dolce e “maltato”); molto buona ed interessante, comunque equilibrata che consigliamo a chi preferisce birre amare. Ospiteremo presto altre produzioni di questo micro birrificio.

Sito (ancora in fase di costruzione): www.pivovar-kocour.cz

martedì 13 aprile 2010

U Medvídků Oldgott Barique Ležak 13°

U Medvídků (letteralmente “dagli orsacchiotti”) è un ristorante/pub/micro birrificio/piccolo hotel che ci sentiamo senz’altro di consigliare a chiunque si trovi a Praga. Situato nella zona centrale della città vecchia (Praga 1, Na Perštýně 7) è comodamente raggiungibile sia a piedi dalla maggior parte dei monumenti che in metropolitana. Da un’unica entrata si accede sia al bancone del bar/pub “monomarca” come la maggior parte dei locali cechi (servono solo Budweiser – quella originale – alla spina) che del ristorante con piatti tradizionali ed ampia disponibilità di posti in diverse sale connesse da intricati corridoi. Ma per arrivare alla “tana” degli orsacchiotti è necessario spingersi più all’interno, attraversare un lungo salone, al lato del quale è possibile vedere gli impianti di produzione del micro birrificio (anche se, mi dicono, la produzione vera e propria è stata spostata altrove) e poi salire un paio di rampe di scale per arrivare al piano superiore. Qui troverete alcune salette dove degustare le loro produzioni, sostanzialmente due: la Oldgott Barique, della quale parliamo in questo post e disponibile anche alla spina, e la X33-Beer, una strong lager solo in bottiglia con ABV 12.6% curiosamente definita come “la birra più forte del mondo (ai tempi della ricetta originale)" della quale parleremo più avanti. Per completare il tutto, un piccolo beershop dove acquistare le due produzioni di U Medvídků, altre birre ceche ed anche un po’ di merchandising (bicchieri, magliette…) e, per finire, un piccolo museo della birra.
La Oldgott Barique è una vienna con gradazione alcolica 5.2%, che viene lasciata maturare per qualche mese in botte di legno rovere dal colore rame leggermente torbido (non è filtrata né pastorizzata) e non forma praticamente schiuma nel bicchiere. L’aroma è molto complesso ed interessante, per una birra tutto sommato dalla gradazione alcolica contenuta: malto, sentori di caramello, odore abbastanza pronunciato di legno umido (a volte rasenta quasi l’effetto “sottobosco”) e leggere note affumicate. Al gusto è un po’ meno ricca, decisamente amaricante, e dominata dal malto con note tostate ed erbacee (luppolo Saaz); man mano che la temperatura s’innalza, anche il palato è pervaso da un gusto leggermente legnoso. Molto secca, ha comunque un corpo che si mantiene leggero. Finale lunghissimo e amaro. Degustata in bottiglia da 33 cl., è una vienna davvero interessante, da provare.

Sito: www.umedvidku.cz

giovedì 8 aprile 2010

Svijanská Kněžna 13°

Dunkel ceca dall’atipico – per lo stile - colore ebano scuro, quasi nero impenetrabile, molto bello. Forma una schiuma beige fine e cremosa molto persistente. Il naso è scarso, appena pronunciato con sentori di malto tostato e caramello, dolce. Il corpo è leggero, bassa carbonatazione. Al gusto si rivela davvero molto interessante: malto tostato, sentori di cioccolato e spezie, mantenendosi sempre dolce. Finale tostato che vira invece sull’amaro, per equilibrare il tutto, con leggere note pepate che avvolgono calde il palato e sorprendono positivamente. Con gradazione alcolica 5.2%, è una dunkel che “scalda” la bocca ma che si beve molto bene, quindi perfetta per i mesi meno caldi dell’anno. L’etichetta inneggia al “Beer of Czech Republic 2009” e anche il nostro pollice è verso l’alto. Ottima variazione allo stile tedesco, che fa riflettere su come potrebbe evolversi il panorama produttivo di questi paesi (ufficialmente, come la Germania, e non) ancora ligi al Reinheitsgebot (editto di purezza). Degustata in bottiglia da 50 cl.

Sito: www.pivovarsvijany.cz

martedì 6 aprile 2010

Pardál Echt Světlý Ležák 11°

Ammettiamo di esserci fatti conquistare soprattutto dall'etichetta di questa bohemian pils della Budweiser Budvar, probabilmente il birrificio più famoso di tutta la Repubblica Ceca, con un contenzioso sull'utilizzo del nome budweiser quasi secolare aperto con l'omonimo birrificio americano. Non si tratta quindi di una birra artigianale e nemmeno della famosa "bud" ceca, ma piuttosto di un nuovo brand per gudagnare quote di mercato. L'etichetta fumettistica che rimanda alla grafica del passato è comunque un bonus in un panorama - quello ceco - dove la grafica brassicola lascia senz'altro a desiderare. Colore dorato, schiuma bianca poco persistente; aroma di malto, un po' metallico, con sentori di pane. Corpo leggero e carbonatazione media, al gusto ci sono dei sentori di malto ed erbacei, con un buon finale amarognolo. Una pils discreta, considerando il costo (inferiore ai 50 centesimi di euro per 50 cl.) si può senz'altro dire che il rapporto qualità-prezzo è molto buono. Molto rinfrescante ed ottima bevibilità. ABV 4.5%.

Sito: www.budvar.cz