Visualizzazione post con etichetta Brussels Beer Project. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brussels Beer Project. Mostra tutti i post

venerdì 18 settembre 2015

Brussels Beer Project Dark Sister

Ricordate il Brussels Beer Project del quale vi avevo parlato all’incirca un anno fa ? Due giovani intraprendenti homebrewers, Olivier da Brauwere e Sébastien Morvan , che hanno lanciato una beerfirm attraverso il crowfunding e che lasciano decidere ai social network quale birra mettere in produzione facendo assaggiare loro, nel corso di alcune degustazioni a Brussels, la migliore di quattro prototipi realizzati con le pentole in garage. La birra vincitrice (la IPA chiamata Delta) è stata poi commercializzata e prodotta presso gli impianti del birrificio Anders di Halen. A questa si sono poi aggiunte Grosse Bertha (una belgian hefeweizen), Dark Sister (Black IPA), Babylone (bitter), Cheeky Kamille (una Pale Ale aromatizzata alla camomilla),  Babeleir de Bretagne (Oyster Stout) e Babeleir de Saint-Jean (imperial porter al cioccolato). 
A fine 2014 è stata lanciata un’altra campagna di crowfunding che si è chiusa il 14 febbraio 2015: milleducento persone hanno versato 160 Euro a testa garantendosi in cambio 12 birre l’anno per il resto della loro vita. Le autorità della capitale belga hanno inoltre concesso le autorizzazioni necessarie alla costruzione del birrificio nei locali (500m²) in Rue Antoine Dansaert 188; siamo a circa 1,5 km distanza da Cantillon, tanto per darvi un’idea. Entro fine 2015 il centro di Brussels avrà dunque il suo terzo birrificio, dopo Cantillon e De la Senne. L’impianto sarà un Braukon dalla capacità di 10 ettolitri, con un l’obiettivo dichiarato di produrre 600.000 bottiglie l’anno effettuando circa duecento cotte. Per l’occasione Olivier da Brauwere e Sébastien Morvan hanno invitato a bordo del progetto anche  Antoine Dubois, birraio e biologo laureato all’Università di Lovanio. 
Parliamo ora di Dark Sister, la “sorella nera” della IPA Delta, la birra del debutto di Brussels Beer Project: le due condividono la stessa luppolatura  (Challenge, Smaragd e Citra) mentre per la versione scura vengono utilizzati malti Pale, Cara e Chocolate ed un lievito di tipo saison. Debutta ufficialmente il 6 febbraio 2014 al Via Via Cafè di Brussels; è anch'essa prodotta presso la Brouwerij Anders. 
All’aspetto è di color marrone scuro  con intensi riflessi bordeaux e una compatta testa di schiuma beige, fine e cremosa, molto persistente. Nonostante l’etichetta indichi che è stato utilizzato un lievito di tipo saison sono i luppoli a dominare in lungo ed in largo: il naso è pulito ed ancora fresco e regala la classica macedonia di frutta che si compone di lychee, ananas, melone retato, pompelmo e qualche sentore di fragola ed aghi di pino; per avvertire qualche cenno di “black” bisogna attendere che la birra si scaldi ed ecco in sottofondo la leggerissima presenza di tostature e di caffè.  Il gusto ricalca in fotocopia quanto anticipato all’aroma: la bevuta è ricca di frutta tropicale ed inizia dolce per poi virare progressivamente in un amaro che si sviluppa tra note resinose e terrose, presenti anche nell’intenso retrogusto. Pulizia ed equilibrio non mancano, e la bevuta è agile ed agevole, grazie ad un mouthfeel morbido e scorrevole al tempo stesso; il corpo è medio.  Anche al palato  le tostature sono (correttamente) molto in secondo piano,  avvertendosi solamente con un po’ di concentrazione e quando la birra si scalda. 
Non c’è ovviamente traccia di tradizione belga in questa “Dark Sister” che rimane comunque una degnissima rappresentante della categoria Black IPA, ovvero una IPA colorata di nero, senza sconfinare nel tostato e nel territorio delle stout/porter molto luppolate. Personalmente non è certamente quello che andrei a cercare da bere in territorio belga, ma se te la trovi al supermercato a due euro che fai..  non la provi ?
Formato: 33 cl., alc. 6.66%, IBU 45, scad. 23/06/2017, pagata 2.08 Euro (supermercato, Belgio).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 13 aprile 2014

Brussels Beer Project Delta

Sono due giovani intraprendenti (ed homebrewers) belgi a dare vita, nel giugno del 2013, al Brussels Beer Project: Olivier da Brauwere e Sébastien Morvan si rivolgono ad appassionati ed entusiasti birrofili o beergeeks per un progetto che si fonda sulla condivisione, sui social network e sulla partecipazione. La base di partenza è stata il finanziarsi attraverso un crowfunding chiamato #beerforlife e lanciato attraverso i social network: versando 140 Euro vi vengono garantite dodici birre all'anno, per il resto della vostra vita (o almeno finché il progetto resta in vita, suppongo).  In soli sei mesi viene racimolato un budget di più di 50.000 Euro; le ricette di quattro birre vengono messe a punto in un garage, e vengono organizzati diversi incontri, in vari bar di Brussels, ai quali partecipano quasi un migliaio di persone. Lo scopo è di far scegliere al "popolo" quale dei quattro prototipi verrà poi messo in produzione appoggiandosi ad un birrificio vero e proprio. Nessun segreto, ricetta "open" e totale trasparenza sulle birre prodotte è quanto si propongono di fare i due ragazzi, come spiegato in questo bel video.
Tutte le birre vengono prodotte dalla Brouwerij Anders di Halen ed il voto avviene ovviamente tramite Facebook: al "referendum" partecipano Alpha (una belgian ale speziata con coriandolo e scorza d'arancia e Brettanomyces bruxellensis), Beta (una saison con bacche di ginepro e semi di papavero), Gamma (belgian ale con cardamomo, zucchero candito e Brettanomyces bruxellensis) e Delta (una IPA con challenger,  citra e smaragd). A vincere (sorpresi?) è la IPA, che entra in produzione regolare mentre le altre tre, da quanto ho capito, non vengono più prodotte ma sono ancora reperibili sino ad esaurimento. Qualche mese dopo si aggiunge una Black IPA chiamata Dark Sister (ovvero la sorella "scura" della Delta) e a gennaio 2014 arriva una chocolate porter chiamata Babeleir de Saint-Jean, in collaborazione con la Microbrasserie du Lac Saint-Jean, in Canada. Al momento ci sono in fermentazione quattro nuovi prototipi di birra per un nuovo referendum popolare da tenersi nei prossimi mesi. 
Il crowdfunding in ambito birrario non è una novità, ma forse lo è per il Belgio; il prossimo progetto annunciato dai due imprenditori belgi è quello di aprire un vero e proprio birrificio a Brussels. Le loro intenzioni sono quelle di mettere in piedi una "open brewery", ossia sempre aperta al pubblico, dove la gente possa venire a visitare gli impianti ed a bere le birre senza appuntamento e senza vincoli. Sono attualmente alla ricerca di uno spazio di almeno 500 metri quadri in zona centrale. Tutto bene o quasi; Brussels Beer Project  dichiara esplicitamente sul proprio sito di produrre al momento le birre presso il birrificio Anders, ma l'informazione non è presente sull'etichetta della birra, dove  compare invece solo un generico "produced for"; se si grida ai quattro venti la trasparenza, perché non metterla anche in pratica? Niente da dire invece sulla visual identity scelta dal birrificio; video promozionali molto ben assemblati, logo efficace, etichette minimali, forse un po' fredde, ma molto ordinate e di ottimo impatto visivo; il bicchiere "ufficiale" è il teku.
Ecco Delta, allora, una Belgian IPA biologica, 100% malto Pale e luppolatura affidata come già detto a challenger, smaragd e citra. E' a metà strada tra il dorato e l'arancio, opaco;  si forma una testa di schiuma biancastra, cremosa, molto persistente. Il naso è intenso ed ancora fresco, con pungenti sentori di agrumi, lime, limone e pompelmo; c'è solo qualche accenno dolce di frutta tropicale, per una aroma molto pulito e dominato dagli agrumi. L'imbocco al palato (crosta di pane) è l'unica "tregua" che questa Delta concede: si vira subito verso l'aspro, la scorza d'agrumi che attacca i lati della lingua e che viene bilanciata da una parte più dolce (ma è sempre arancio) un po' sciropposa. L'effetto è quello di una spremuta d'agrumi, ma la birra è comunque pulita ed intensa, e riesce ad essere convincente. Il finale è secco ed amaro, ovviamente zesty con qualche richiamo erbaceo, mentre nel retrogusto ritorna a far capolino un po' della (sciropposa) polpa d'arancio. Belgian IPA solo di provenienza (brassata in Belgio), perché la massiccia luppolatura copre qualsiasi altra caratteristica belga che il bevitore si sforza di  trovare; il risultato è una IPA "moderna", di quelle ruffiane e fruttatissime, come "vanno" adesso. L'aroma ammalia, i primi due sorsi stupiscono, ma non è una di quelle birre che berresti per tutta la serata e che risulta alla fine molto simile a tante altre. Abbastanza ben fatta, rinfrescante e dissetante: il popolo l'ha votata ed il popolo se la beve.
Formato: 33 cl.,  alc. 6%, IBU 45, scad. 10/2015, pagata 4,78 Euro (beershop, Belgio)