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mercoledì 28 novembre 2018

De Halve Maan Straffe Hendrik Wild 2015

La Brouwerij Halve Maan venne fondata nella splendida città belga nel 1856 da Leon Maes,  conosciuto anche come Henri I, capostipite della famiglia che ancora oggi la guida. Il marchio Straffe Hendrik fu inventato nel 1981 da Veronica Maes per celebrare la statua eretta a Bruges di St. Arnoldus, patrono di tutti i birrai; la birra (una Tripel) divenne molto popolare e si dice che il sindaco di Bruges l'avesse fatta divenire la bevanda ufficiale di tutte le ""celebrazioni"". Il calo dei consumi e le conseguenti difficoltà economiche costrinsero la famiglia Maes a cedere il marchio, nel 1988, alla Riva NV. E mentre la Riva era impegnata a fare altri acquisti (nel 2001 comprò anche la Liefmans), a Bruges Xavier Vanneste, figlio di Veronica Maes, si occupava della ristrutturazione e dell'ammodernamento della Halve Maan, che culminò nel lancio della Brugse Zot (2005). 
Nel 2007 la Riva dichiarò fallimento, ed i suoi marchi furono rilevati dalla Duvel Moortgat; l'anno successivo, Xavier riuscì a riacquistare dalla Duvel il brand Straffe Hendrik, riportandolo a casa. Brugge riebbe così la sua tripel: ""per me fu molto importante riprendere il marchio, dopo esattamente venti anni. Straffe Hendrik (“Henri il forte”) parla della dinastia della famiglia Maes, nella quale ci sono stati ben cinque Henri che hanno prodotto birra a Bruges"". Xavier adattò la ricetta originale agli impianti più moderni e capienti, che consentirono anche la nascita di una seconda  Straffe. Nel 2010 fu infatti lanciata la Quadrupel, una sostanziosa Belgian Strong Ale dall'importante contenuto alcolico (11%), seguita nel 2014 dalla Straffe Hendrik Wild, ovvero una tripel rifermentata con brettanomiceti.

La birra.
Viene proposta al pubblico per la prima volta nell’aprile del 2014 la versione “wild” della tripel Straffe Hendrik: i brettanomiceti vengono utilizzati per la rifermentazione nelle bottiglie che maturano per tre mesi nel magazzino del birrificio prima di essere messe in vendita. La ricetta della tripel annovera un mix di sei diverse varietà di malto, luppoli Saaz e Styrian. Da allora la Straffe Hendrik Wild viene prodotta ogni anno; vediamo che effetto hanno avuto sul millesimo  2015 i tre anni passati in cantina. 
Il suo colore è un arancio piuttosto velato, mentre l’esuberante schiuma pannosa è tipica espressione dei lieviti selvaggi, assoluti protagonisti al naso: cuoio, sudore e  pelle di salame disegnano un profilo “funky”  nel quale c’è davvero poco spazio per i ricordi sbiaditi di una tripel, ovvero biscotto e frutta candita. Molte, forse troppe bollicine rendono la bevuta molto vivace ma un po’ ruvida: ai brettanomiceti il compito di renderla molto secca e di nascondere l’alcool (9%) in maniera quasi diabolica. Il gusto rispecchia completamente l’aroma e il risultato non rientra particolarmente nelle mie corde: tanto funky, cuoio e terra, qualche nota pepata, mancano quei contrappunti e quei contrasti che dovrebbero provenire dalla componente tripel, quasi completamente sparita. Solo nel finale l’alcool mette la testa fuori dal guscio riscaldando gli ultimi istanti di una birra che mi pare troppo monocorde e noiosa, priva di spunti.
Formato 33 cl., alc. 9%, lotto 2015, scad. 09/03/2020

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 8 febbraio 2015

Straffe Hendrik Brugs Quadrupel

Dell'ultimo birrificio rimasto in vita a Bruges ne avevo accennato qualche anno fa affrontando la Brugse Zot; la Brouwerij Halve Maan venne fondata nella splendida città belga nel 1856 da Leon Maes,  conosciuto anche come Henri I, capostipite della famiglia che ancora oggi la guida.
Il marchio Straffe Hendrik fu inventato nel 1981 da Veronica Maes per celebrare la statua eretta a Bruges di St. Arnoldus, patrono di tutti i birrai; la birra (una Tripel) divenne molto popolare e si dice che il sindaco di Bruges l'avesse fatta divenire la bevanda ufficiale di tutte le "celebrazioni". Il calo dei consumi e le conseguenti difficoltà economiche costrinsero la famiglia Maes a cedere il marchio, nel 1988, alla Riva NV. E mentre la Riva era impegnata a fare altri acquisti (nel 2001 comprò anche la Liefmans), a Bruges Xavier Vanneste, figlio di Veronica Maes, si occupava della ristrutturazione e dell'ammodernamento della Halve Maan, che culminò nel lancio della Brugse Zot (2005). Nel 2007 la Riva dichiarò fallimento, ed i suoi marchi furono rilevati dalla Duvel Moortgat; l'anno successivo, Xavier riuscì a riacquistare dalla Duvel il brand Straffe Hendrik, riportandolo a casa
Brugge riebbe così la sua tripel: "per me fu molto importante riprendere il marchio, dopo esattamente venti anni. Straffe Hendrik (il "forte Henri") parla della dinastia della famiglia Maes, nella quale ci sono stati ben cinque Henri che hanno prodotto birra a Bruges". Xavier adattò la ricetta originale agli impianti più moderni e capienti, che consentirono anche la nascita di una "seconda" Straffe.
Nel 2010 fu infatti lanciata la Quadrupel, una sostanziosa Belgian Strong Ale dall'importante contenuto alcolico (11%), seguita nel 2014 dalla Straffe Hendrik Wild, ovvero una Tripel rifermentata con brettanomiceti.
Ma torniamo alla Straffe Hendrik Brugs Quadrupel, della quale nel 2011 ne viene lanciata anche una versione invecchiata dodici mesi in botti di rovere con il nome di Straffe Hendrik Heritage.
Imbottigliata nel 2012, si presenta di un bellissimo color tonaca di frate con riflessi rosso borgogna; la schiuma beige chiara è cremosa, compatta e molto persistente. L'aroma offre un bel bouquet pulito ed abbastanza complesso: ciliegia sciroppata, uvetta, pera, speculoos, zucchero candito. In sottofondo ci sono sentori di marzapane e nocciola, con qualche ricordo di amaretto. In bocca arriva un po' troppo carbonata, con corpo medio-pieno: una volta svanite le bollicine, si può sorseggiare con calma una Quadrupel oleosa ma abbastanza scorrevole. Caramello, prugna, uvetta, datteri, zucchero candito e biscotto formano un gusto molto dolce, che l'alcool riesce solo parzialmente ad asciugare; in suo soccorso c'è una chiusura amara luppolata, un po' terrosa e non molto elegante, che porta definitivamente l'asticella in equilibrio. L'alcool fa sentire la sua presenza senza nascondersi, ma in modo morbido ed avvolgente. Il risultato è una birra massiccia da bere in piccole dosi, capace di tenervi compagnia per tutta la serata per poi accompagnarvi direttamente sotto le coperte.
Non la metterei tra le migliori rappresentanti di questo stile, ma Straffe Hendrik si difende con dignità risultando alla fine un piacevole winter warmer;  l'elevata gradazione alcolica la potrebbe anche rendere una birra da invecchiare in cantina. Qualcuno di voi ha esperienze in proposito?
Formato: 33 cl., alc. 11%, IBU 35, lotto C, scad. 04/2015, pagata 2.25 Euro (beershop, Belgio).

giovedì 30 giugno 2011

Brugse Zot

De Halve Maan è l’unico birrificio rimasto ad operare nel centro di Brugge; una lunga storia alle spalle, che inizia nel 1856 e si sviluppa attraverso sei generazioni della famiglia Maes tra alti e bassi, fino al rilancio operato nel 2005 da Xavier Vanneste. Nuovi impianti e soprattutto una nuova gamma di birre, a partire dalla Brugse Zot, lanciata proprio in quell’anno. Di colore dorato, grossolane particelle di lievito in sospensione che però si depositano sul fondo del bicchiere subito. Schiuma molto ampia, bianca, cremosa, molto persistente. Aroma elegante e fresco, sentori floreali e di agrumi, soprattutto mandarino. In bocca è leggera e piuttosto carbonata; al gusto convince un po’ meno; scompare quasi completamente la componente fruttata a favore del malto, con note di biscotto ed una leggera tostatura. Finisce secca, con un retrogusto corto leggermente amaro erbaceo. Birra gradevole, pulita, senz’altro meglio all’aroma che al gusto. Formato: 33 cl., alc. 6%, lotto L7 10013 (?), scad. 01/2013, prezzo 1.85 €

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english summary: soon