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giovedì 5 aprile 2018

Loncium Weizenbock

Il birrificio Loncium l’avevamo incontrato per la prima volta giusto un anno fa con la (poco convincente) Carinthipa. Viene fondato a Kötschach-Mauthen, comune austriaco di 2000 abitanti in Carinzia ad una decina di chilometri dal confine italiano sul passo del Monte Croce Carnico. Alla guida ci sono Alois Planner e il socio Klaus Feistritzer: un secolo fa i bisnonni di Planner gestivano un birrificio ma Alois è dovuto ripartire da zero iniziando a fare la birra nella cucina dei propri genitori utilizzando il  vecchio pentolone della nonna e dei pannolini come filtro. Nel 2007 l’hobby è diventato una professione grazie ad un impiantino da 5 ettolitri. Attualmente il birrificio (200 mq) trova spazio nei locali dell'albergo Gasthaus Edelweiß da sei generazioni nella mani della famiglia Planner: oggi rinominato Bierhotel Loncium, dispone di una cinquantina di camere e – per quel che c’interessa – di un impianto della Rolec da 20 ettolitri inaugurato nel 2013.  
Il birrificio, che prende il suo nome da quello di un vicino insediamento romano, affianca alle classiche birre della tradizione tedesca anche stili anglosassoni per una gamma composta da una dozzina di etichette.  Loncium mette anche a disposizione il proprio impianto per conto terzi e realizza attualmente la maggior parte delle birre della beerfirm viennese Next Level Brewing.

La birra.
La Carinthipa assaggiata l’anno scorso era stata abbastanza deludente, vediamo se il birrificio austriaco si trova più a suo agio con la tradizione tedesca. Parliamo di una weizenbock la cui ricetta prevede ingredienti biologici come malto Pilsner, Vienna, Carahell, frumento e Caraweizen: i luppoli sono Tradition e Spalter Select. 
Si presenta di color ambrato piuttosto carico, la schiuma biancastra è cremosa e compatta ed ha una discreta persistenza. Banana matura e caramello disegnano un aroma dolce e speziato dal chiodo di garofano; i fenoli si portano dietro però anche qualche odore meno gradevole di plastica bruciata. Non ci sono molte bollicine a movimentare una bevuta che risulta tuttavia gradevole e quasi morbida: caramello e banana guidano le danze, chiudendo gli occhi si può immaginare anche il mango, mentre le spezie fanno un passo indietro. Nel finale emerge un leggerissima nota di pane tostato, l’alcool si fa notare solamente alla fine del percorso, apportando un delicato calore. Qualche piccolo problemino al naso ma nel complesso la Weizenbock di Loncium è una bevuta bilanciata gradevole e piuttosto agevole, anche se il rapporto qualità prezzo non gioca a suo favore, soprattutto per gli standard austriaci e tedeschi.
Formato 33 cl, alc. 6.8%, IBU 18, lotto 8492 1671, scad. 15/12/2018, prezzo indicativo 3.00 euro (beershop, Austria)

NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio

giovedì 25 gennaio 2018

Next Level Brewing / Loncium Monster Juice

Next Level è una beerfirm viennese fondata nel 2015 da Johannes Grohs e  Alexander Beinhauer: si definiscono due beer sommelier che hanno alle spalle studi in campo economico (Grohs) e biotecnologie (Beinhauer).  
Si sono conosciuti frequentando la scene dell’homebrewing della capitale austriaca, dove Alexander Beinhauer ha ottenuto molti riconoscimenti in vari concorsi.  La beerfirm si reca a produrre su impianti di diversi birrifici austriaci, ma ultimamente sembra aver trovato dimora fissa presso la Privatbrauerei Loncium, che abbiamo incontrato in questa occasione: una ventina le birre prodotte nei due anni di attività.  E proprio assieme al birrificio Loncium Next Level ha realizzato una New England IPA:  Monster Juice, questo il nome per una Double IPA “leggera”  (7.1%) alla quale sono stati aggiunti 200 chili di purea di albicocca  La collaborazione è avvenuta a settembre 2017, giusto in tempo per avere la birra pronta per l’Halloween Monster Party che si è tenuto a fine ottobre al Beer Store di Vienna
L’albicocca è un frutto che viene usato con buon successo nella produzione di birre acide, funzionerà nel contesto di una (Juicy) India Pale Ale ?  Scopriamolo.

La birra.
Il suo aspetto non è esattamente quello di una New England IPA: il colore dorato è appena velato e in superficie si forma una cremosa e compatta testa di schiuma, dalla buona persistenza. Il segreto dell'hazy è custodito nella purea d'albicocca che è finita sul fondo della bottiglia: versandola nel bicchiere otterrete una sorta di NEIPA ma anche una birra piuttosto sgradevole alla vista.
Al naso c'è ovviamente l'albicocca, affiancata da qualche lieve profumo di frutta tropicale, ananas e passion fruit, biscotto. C'è pulizia ma l'intensità è piuttosto modesta e lo spettro del bouquet aromatico è alquanto ristretto. La sensazione palatale non cerca di emulare il mouthfeel di una "juicy IPA" ma è comunque gradevole e morbido: corpo medio, poche bollicine, alcool ben nascosto e un gusto che rivela però una convivenza non troppo ben riuscita tra il dolce del tropicale e l'asprezza e acidità dell'albicocca. Gli elementi sembrano respingersi anziché legarsi. Biscotto e caramello fanno una breve  comparsa nelle retrovie e nel finale c'è una timida note americane erbacea. 
Nel complesso è una IPA pulita e dotata di una buona secchezza, facile da bere e abbastanza intensa: non ha molto a che fare col New England e per il mio gusto personale non trovo particolarmente azzeccato l'uso dell'albicocca in una birra di questo tipo. 
Formato 33 cl., alc. 7.1%, lotto 945600815, scad. 22/05/2018, prezzo indicativo 3.50-4.00 Euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 5 marzo 2017

Loncium Carinthipa IPA

A Kötschach-Mauthen, comune austriaco di 2000 abitanti in Carinzia, viene aperto nel 2007 il birrificio Loncium; siamo ad una decina di chilometri dal confine italiano sul passo del Monte Croce Carnico, a cinquanta chilometri da Tolmezzo. A fondarlo è Alois Planner assieme al socio Klaus Feistritzer: un secolo fa i bisnonni di Planner gestivano un birrificio ma Alois è dovuto ripartire da zero, iniziando a farsi la birra in casa per poi trasformare l'hobby in una professione.
Il birrificio (200 mq) trova spazio nei locali dell'albergo Gasthaus Edelweiß da sei generazioni nella mani della famiglia Planner: oggi rinominato Bierhotel Loncium, dispone di una cinquantina di camere e di una moderna sala cottura da 5 hl che viene messa in funzione tre volte la settimana. Offre quindi un'interessante opportunità di assaggiare le birre in abbinamenti gastronimici e pernottare per smaltire eventuali eccessi in tutta tranquillità.
Il birrificio, che prende il suo nome da quello di un vicino insediamento romano, affianca alle classiche birre della tradizione tedesca anche stili anglosassoni, come Stout ed IPA.

La birra.
Carinthi(p)a, nome ben azzeccato che unisce la regione geografica in cui si trova il birrificio con lo stile prodotto. Stranamente Loncium la definisce una Session IPA, nonostante l'ABV (5.7%) sia ben oltre la soglia di sessionabilità e di poco inferiore a quello della IPA della casa (6.2%).  La ricetta prevede malti Pilsner (biologico), Crystal e Carahell;  Perle e Cascade i luppoli utilizzati in bollitura, con un dry-hopping a base di  Vic Secret, Galaxy e Cascade.
Nel bicchiere è limpida e di colore ambrato: cremosa e compatta, la sua schiuma biancastra ha un'ottima persistenza. L'aroma è piuttosto dolce e mette in evidenza frutta tropicale matura (mango e papaia), marmellata d'arancia, frutti di bosco rossi, caramello. Non ci sono difetti quel che c'è non è di certo  un elogia alla freschezza. Tanta dolcezza anche al palato: la generosa base maltata (caramello e biscotto) introduce la frutta tropicale matura che s'accompagna alla marmellata. Una nota di cereale rimane ben presente in sottofondo mentre la chiusura amara non ha nessuna velleità di protagonismo: si limita a bilanciare la bevuta con note vegetali e leggermente tostate. Morbida, scorre bene in bocca grazie ad una carbonazione piuttosto bassa che tuttavia non aiuta a darle vitalità ed a stemperarne un po' la dolcezza. Pulizia ed intensità ci sono, ma non è certamente l'interpretazione stilistica che preferisco, anzi: molto dolce, a tratti quasi stucchevole, pochissimo amaro. Senza indicazioni sulla freschezza della bottiglia mi limito a descrivere quanto trovo nel bicchiere: si beve, ma alla domanda fondamentale "la ricompreresti?" la risposta sarebbe indubbiamente un no.
Formato: 33 cl., alc. 5.7%, IBU 45, lotto 8 2716 L, scad. 27/07/2017, 1.99 Euro (supermercato, Austria).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.