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giovedì 21 dicembre 2017

Schloss Eggenberg Samichlaus 2009

Nel dicembre del 1998 Michael Jackson lamentava la morte di Santa Claus ovvero Samichlaus in Schwyzerdütsch, il tedesco parlato in Svizzera. La birra Samichlaus, che si era guadagna una citazione nel Guinness dei Primati in quanto bassa fermentazione più alcolica al mondo (14%) e che  veniva prodotta il 6 dicembre di ogni anno per essere poi messa in vendita dopo dodici mesi, non sarebbe più stata commercializzata. Il birrificio svizzero Hürlimann che la produceva era stato acquistato dal rivale Feldschlösschen che considerava la Samichlaus troppo laboriosa da realizzare e troppo poco redditizia. 
Ci vollero due anni e la mobilitazione di appassionati ed esperti (Michael Jackson a Robert Protz su tutti) per vederla riapparire: gli austriaci della Brauerei Schloss Eggenberg avevano trovato nel 1999 l’accordo per l’acquisizione della ricetta e del marchio e l’avevano prodotta in sordina per poi metterla in commercio, dopo la solita maturazione di 12 mesi, il 20 ottobre 2000, lo stesso anno in cui la Feldschlösschen venne acquistata dalla Carlsberg.  La Samichlaus andava così ad affiancare un’altra birra “potente” già prodotta da Schloss Eggenberg, la Urbock 23 (9.6%). 
La cotta di questa birra avveniva tradizionalmente la sera del 6 dicembre, vigilia del giorno in cui in Svizzera viene celebrato San Nicola; dopo le tre settimane di fermentazione la Samichlaus era trasferita a maturare per dieci mesi nei tini d’acciaio che si trovavano nelle cantine del birrificio Hürlimann; secondo Jackson la birra veniva di tanto in tanto trasferita da un tino all’altro per far ripartire la fermentazione secondaria. Il primo lotto fu prodotto nel 1980 utilizzando malti Pilsner, Monaco e Roasted, luppoli svizzeri e tedeschi (Perle, Magnum e Spalter Select); a quanto pare oggi il luppolo svizzero è stato sostituito da una varietà proveniente dalla Austria settentrionale (www.hopfenbau.at). 
Sin dall’inizio alla Hürlimann si trovarono in difficoltà nel rendere una birra così alcolica di quel colore chiaro desiderato; per molti anni ne realizzarono due versioni, chiara e scura, per poi abbandonare definitivamente la prima.  Un’idea che invece è stata ripresa dagli austriaci della Eggenberg, birrificio dal 1803 nelle mani della famiglia Forstinger / Stöhr: oggi la Samichlaus  oltre che nella versione “classic” è disponibile come “Helles”  e “Schwarzes”, anche’esse – dicono – prodotte il 6 dicembre e maturate poi per dieci mesi. Classic e Helles vengono anche commercializzate in versione barrique, ex-Chardonnay austriaco.

La birra.
Come detto la Samichlaus arriva sugli scaffali dopo aver già compiuto quasi un anno, ma è una birra che non teme lo scorrere del tempo e che potete tranquillamente dimenticarvi in cantina anche ben oltre la data di scadenza impressa sull’etichetta. La dimostrazione lo è questa bottiglia del 2009 che andiamo a stappare: ricordo che il millesimo riportato in etichetta si riferisce all’anno in cui la birra viene imbottigliata, quindi la birra in questione è stata prodotta a dicembre 2008. 
Il suo colore è uno splendido ambrato, piuttosto carico e limpido, arricchito da venature color rubino e rame: la schiuma è di dimensioni piuttosto modeste e rapida a dissiparsi. All'età di otto anni l’aroma non è di certo il suo punto di forzà: intensità piuttosto dimessa con alcool e un’evidente ossidazione (cartone bagnato) a dominare una dolcezza di fondo che si esprime soprattutto nel caramello. Fortunatamente al palato è tutta un’altra musica, a partire da un mouthfeel ancora pieno e morbido che non mostra grossi cedimenti. La Samichlaus è una birra per certi versi estrema ma non squilibrata, nella sua grande dolcezza: il gusto è ancora incredibilmente ricco di frutta sotto spirito, ciliegia e prugna, fichi e uvetta,  la bevuta è sciropposa ma non stucchevole, con l’alcool che riesce in qualche modo a contrastare la dolcezza ad ogni sorso. Prendetevela comoda, sedetevi in poltrona riscaldando il bicchiere con le mani e abbinateci del cioccolato fondente; emergeranno suggestioni di vini fortificati come porto, sherry o madeira, a voi lasciarvi guidare dal potere evocativo. Una birra calda e – a otto anni dalla mesa in bottiglia -  ancora potente, da bere in quelle piccole dosi che riescono comunque a dare soddisfazioni, a patto che il dolce non vi faccia paura e che non la vogliate bere tutti i giorni.
Formato 33 cl., alc. 14%, lotto 008908, scad. 03/2015, pagata 1,99 (supermercato, Austria).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

venerdì 12 novembre 2010

Schloss Eggenberg Samichlaus Bier

Piacevolissima scoperta da un panorama brassicolo (quello Austriaco) che solitamente regala poche sorprese, con prodotti fedeli all’edito di purezza tedesco, semplici e molto beverini. La ricetta della Samichlaus fu inventata negli anni 80 dal birrificio Hurlimann; il marchio è poi passato sotto il controllo della Schloss Eggenberg. Samichlaus è, in tedesco, San Nicola, e questa birra viene prodotta il 6 Dicembre (giorno di San Nicola, appunto) di ogni anno e lasciata maturare almeno 10 mesi prima di essere messa in commercio nel periodi di Natale dell’anno successivo. La bottiglia da noi degustata era datata 2007. Splendido color rubino, limpido. Schiuma poco generosa, di colore ocra scuro, cremosa, che sparisce nel bicchiere molto rapidamente. Naso molto pronunciato e complesso, liquoroso, con una presenza marcata di frutta sotto spirito (prugne, ciliegie), frutta secca (datteri), malto e caramello. Il corpo è pieno, la carbonatazione quasi inesistente; al palato mantiene comunque una buona bevibilità, nonostante un ABV del 14%. Gusto molto dolce, ai limiti dello stucchevole, che ripropone la frutta sotto spirito dell’aroma ed una solida base di malto e caramello; calda ed alcolica, rimane a lungo in bocca con un retrogusto dolce e liquoroso leggermente speziato. Interessante e buona birra da meditazione (o da accompagnamento dessert), quasi un brandy, da bere con molta calma, a temperatura quasi ambientale, in una fredda serata d’inverno. Bottiglia da 33 cl.

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english summary:
Gorgeous clear rubin red color with a small off-white head quickly collapsing into the glass. On the nose, strong sweet aroma of fruits (plums, cherries), alcohol, dried fruits (dates), malt and caramel. Full bodied, with very low carbonation; taste is sweet and pretty much like aroma. Leaves a very sweet, warm and alcoholic taste in the mouth. Liquor-like and spicy finish. A very interesting beer – almost like a brandy – which can be best enjoyed on a cold winter night. This good
doppelbock comes in a 33 cl. bottle, ABV 14%. Drink slowly at room temperature.

giovedì 30 settembre 2010

Schloss Eggenberg MacQueens Nessie

Curiosamente si auto-definisce in etichetta come “the whiskey amongst the beers”, visto che viene utilizzato del malto scozzese. Di un bel colore ambrato con riflessi oro, con cappello di schiuma bianca, media persistenza. Aroma poco pronunciato di malto, leggere note floreali. Corpo leggero, bassa carbonatazione. Palato watery, Gusto di malto, qualche nota erbacea e metallica. Termina leggermente luppolata ed amara. Birra davvero deludente, onestamente pur impegnandoci non riusciamo a trovare traccia né delle leggere note affumicate del retrogusto né del malto torbato che dovrebbe farla assomigliare ad un whiskey. Bevibile, molto acquosa e priva di carattere. Bottiglia da 33 cl., ABV 5%; 1.45 €.
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english summary:
Quite oddly the beer label states this is “the whiskey amongst the beers”. Beautiful amber-golden color with a white head. Light aroma of malt, with some flowery notes. Light body, low carbonation. Watery palate. Flavor is malty with some grass and metallic notes. Shy hoppy bitter aftertaste. A truly disappointing brew; we found no evidence either of the “smoky aftertaste” or the “whisky character” declared on the label. A very watery brew, completely lacking in character. 33 cl. bottle, 5% ABV