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mercoledì 12 aprile 2017

Stiegl Stieglbock 2016

Fondato a Salisburgo nel 1492 come Bräuhaus an der Gstätten, finì in seguito per assumere il nome con il quale lo chiamava abitualmente la gente: Das Haus Bey der Stiegen, ovvero “la casa vicino agli scalini”, con riferimento ad una piccola serie di gradini che si trovavano adiacenti all’edificio. Abbreviato il nome in Stiegl, nel 1863 il birrificio traslocò nel quartiere periferico di Maxglan sotto la guida del nuovo proprietario Josef Schreiner che promosse un ambizioso piano di espansione. Una decina di anni dopo (1875) il birrificio venne distrutto da un grosso incendio e ricostruito in pochi mesi: chi non si riprese dalla tragedia fu Schreiner, deceduto nel 1880. L’attuale proprietaria di Stiegl, la famiglia Huemer-Kiener, è scesa in campo nel 1887 ed ha sapientemente guidato il birrificio attraverso i momenti difficili delle due guerre mondiali.  
Nel 1912 a Salisburgo erano operativi ben 174 produttori di birra dei quali Stiegl era il maggiore, con il record di 130.000 ettolitri raggiunto nel 1914: il consumo pro-capite per ogni cittadino era stimato intorno ai 200 litri all’anno. La prima guerra mondiale bloccò di fatto una produzione che riuscì a ripartire piuttosto lentamente solamente nel 1920 a causa della scarsità delle materie prime. Le confische e i danni provocati dal secondo conflitto misero di nuovo in ginocchio un’azienda che nel 1946 fu in grado di produrre solamente 67.000 litri di una birra molto leggera (2.5%);  ci vollero oltre due anni (e l’aiuto delle materie prime importate dai militari americani) per poter spillare una birra “normale” a Salisburgo. Ma è solamente negli anni ’60 che Stiegl riesce a ritornare ai volumi prodotti prima delle due guerre. Nel 2005 viene inaugurato il nuovo birrificio a Salisburgo che oggi dà lavoro a circa 600 persone.

La birra.
Appuntamento fisso del mese di dicembre è quello con la Stieglbock, una birra dedicata ai mesi più freddi dell’anno e relative festività; la presentazione avviene solitamente a Salisburgo nel corso della Stieglbockbier-Festes, un evento benefico che ha lo scopo di raccogliere fondi e destinarli a diverse iniziative. La bock viene prodotta in agosto e poi lasciata maturare sino a dicembre. 
Nel bicchiere è perfettamente limpida e di un intenso colore dorato; la biancastra schiuma è cremosa e compatta ed ha un’ottima persistenza. Al naso biscotto e pane, qualche nota di miele e di frutta secca, un accenno burroso: fragranza e finezza non sono proprio di casa ma tutto sommato i profumi sono dignitosi nella loro sufficienza, anche se di intensità piuttosto modesta. Bene invece la sensazione palatale: è una birra che sostiene il suo contenuto alcolico (7%) con un corpo medio ed una consistenza morbida senza nessuna deriva acquosa. Il gusto segue fedelmente l’aroma mettendo però in campo una maggiore intensità: biscotto un po’ burroso, crosta di pane, accenni di caramello e miele formano un carattere dolce ben riscaldato da una delicata presenza etilica che accompagna tutta la bevuta, chiusa da un brevissimo passaggio di mandorla amara. 
Devo ammettere che quello che c’è nel bicchiere non è affatto male se contestualizzato come prodotto da un birrificio industriale: non c’è fragranza e non regala nessuna emozione, ma è una birra comunque priva di difetti, discretamente intensa e che costa poco più di 2 euro al litro. Direi che ci si può accontentare, se capita nel bicchiere. 
Formato:  50 cl., alc. 7%, lotto 16 L271A1 H, scad. 27/03/2017, pagata 1,18 Euro (supermercato, Austria).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

mercoledì 8 febbraio 2017

Stiegl: Columbus 1492 & Max Glaner's IPA

Anche in Austria sta lentamente sviluppandosi una piccola craft beer revolution e con essa sono arrivate anche le birre “crafty” prodotte da alcuni birrifici commerciali: Stiegl è uno di questi. Fondato a Salisburgo nel 1492 come Bräuhaus an der Gstätten, finì in seguito per assumere il nome con il quale lo chiamava abitualmente la gente: Das Haus Bey der Stiegen, ovvero “la casa vicino agli scalini”, con riferimento ad una piccola serie di scalini che si trovavano adiacenti all’edificio. Nel 1863, a quattrocento anni dalla nascita, Stiegl ha bisogno di espandersi e trasloca nel quartiere periferico di Maxglan, sotto la guida del nuovo proprietario Josef Schreiner. Pochi anni dopo (1875) viene però distrutto da un grosso incendio e subito ricostruito dopo pochi mesi: chi non si riprese dalla tragedia fu Schreiner, deceduto nel 1880. L’attuale proprietaria di Stiegl, la famiglia Huemer-Kiener, è scesa in campo nel 1887 ed ha sapientemente guidato il birrificio attraverso i momenti difficili delle due guerre mondiali. Le prime “crafty” di Stiegl arrivano nel 2012; si inizia con una Double IPA realizzata per i festeggiamenti di capodanno che affianca la Stiegl-Hausbier, una serie di birre stagionali in formato 75 cl. che “violano” l’editto di Purezza: una chocolate stout, una witbier con scorza d’arancia, una birra allo zenzero e  una decina di altre produzioni che vanno oltre i classici stili della tradizione tedesca e che vengono proposte a prezzi da cosiddetta birra-gourmet. E’ solo nel 2015 che Stiegl inizia ad introdurre alcune “crafty” a prezzi più popolari nel formato 33 centilitri: arrivano due Pale Ale “single Hop” e arriva la linea Max Glaner con una IPA ed una Witbier.

Le birre.
Novità di giugno 2016 in casa Stiegl è la Pale Ale Columbus 1492: il nome è volutamente ambiguo e fa riferimento sia alla data di fondazione del birrificio che alla scoperta dell’America. Non ho trovato notizie specifiche ma immagino che il birraio Christian Pöpperl abbia utilizzato luppoli statunitensi. Dorata e leggermente velata, forma un cremoso e compatto cappello di schiuma biancastra che collassa abbastanza rapidamente. La data di scadenza (giugno 2017) mi fa pensare che si tratti ancora di una delle prime bottiglie prodotte nell’estate 2016: l’aroma infatti non brilla certo di freschezza e mostra i segni dell’ossidazione dei luppoli che affiancano le note di cereali e una lieve patina d’agrumi in sottofondo.  Va un po’ meglio al palato, ma non si fanno salti di gioia: pane e cereali, accenno di miele, un leggerissimo fruttato (agrumi) che anticipa un tocco amaricante erbaceo finale, davvero leggerissimo. Davvero poca roba in una bottiglia sicuramente penalizzata dall’età che mostra pochi profumi, nessuna fragranza e un’intensità ben poco memorabile. Si beve e disseta, nulla di più. 

Maxglan è il quartiere di Salisburgo in cui dal 1863 si trova Steigl e la linea Max Glaner lo omaggia: al momento ci sono una IPA ed una Witbier. Entrambe nate, secondo quanto dichiara il birrificio, su di un piccolo impianto pilota che si trova nei meandri delle cantine: è qui dove Stiegl sperimenta nuove ricette che vengono poi eventualmente prodotte su larga scala. 
E’ dorata e leggermente velata: bianca e cremosa, la schiuma forma una bella testa che rivela un’ottima persistenza nel bicchiere. L’aroma affianca profumi floreali a quelli della scorza d’arancia e di erbe officinali. Rispetto alla Columbus l’intensità è indubbiamente maggiore, mentre la piacevolezza lascia ugualmente a desiderare. Anche qui non c’è fragranza e la birra scorre su una base maltata di pane e miele, qualche accenno biscottato: il dolce dell’arancia e qualche ricordo di frutta tropicale precedono un finale amaro abbastanza corto che ricorda alla lontana un mix non ben decifrato di erbe officinali. Non chiamerei in causa il disastroso rosmarino della Ceres IPA, ma il risultato è comunque poco gradevole. Nel complesso un po’ meglio della sua sorella Columbus e – probabilmente –  anche di qualche vera “artigianale” austriaca. Il movimento craft è giovane, i risultati sono ancora incerti e altalenanti e la crafty non fanno molto per emergere con poca personalità ed un prezzo che alla fine non è molto più basso delle birre dei microbirrifici. Nel frattempo, convivono tutti assieme nella sezione “craft beer” degli scaffali di alcuni supermercati.
Nel dettaglio:
Columbus 1492, 33 cl., alc. 4.7%, lotto 15 L270A2K, scad. 26/06/2017, 1.99 Euro (supermercato)
Max Glaner's IPA, 33 cl., alc. 5.8%, lotto 12 L308A2, scad. 03/05/2017, 1.99 Euro (supermercato)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

martedì 17 agosto 2010

Stiegl Paracelsus Zwickl

Di colore dorato pallido, torbido, ampia schiuma bianca e fine, di buona persistenza. Aroma poco pronunciato, dolce, malto, qualche nota erbacea e burrosa. Corpo da leggero a medio, media carbonatazione. Gusto abbastanza scarno: malto, qualche note erbacea di luppolo. Retrogusto leggero, con nota amaricante di luppolo. Una zwickl un po' anonima in quanto aroma e gusto sono poco evidenti; rimane comunque fresca, beverina, dissetante e corretta. In Austria, questo basta (e avanza). Bottiglia da 50 cl., ABV 5%.

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english summary:
Pours a pale and cloudy golden color with a big long lasting white fluffy head. Aroma is thin, with sweet malt, some buttery and grassy notes. Body from light to medium with medium carbonation. Taste is thin as well, malt and some grassy hops. It ends on a slightly bitter and hoppy note. Quite an average zwickl, yet has no defects, it's fresh, highly drinkable and thirst quenching. And this is enough for Austria. 50 cl. bottle, 5% ABV.