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martedì 27 ottobre 2020

Ca' del Brado Nessun Dorma

Della “Cantina brassicola Ca’ del Brado” vi avevo parlato un paio di anni fa, a pochi mesi dall’inaugurazione avvenuta alla fine del 2016 a Pianoro (Bologna). In questi due anni i fondatori Mario Di Bacco, Luca Sartorelli, Andrea Marzocchi e Matteo d’Ulisse hanno fatto un bel percorso che ha portato visibilità e riconoscimenti da molti appassionati, non solo italiani. Tralasciando per un attimo la birra, le novità 2020 di Ca’ del Brado riguardano l’avvio di un programma di membership chiamato Al Zirqual, ovvero “il circolo”; a memoria  - ma potrei errare- credo sia il primo caso in Italia di una pratica commerciale abbastanza comune tra i birrifici artigianali statunitensi. 
Questo programma d’affiliazione, limitato a 180 membri, poteva essere sottoscritto sino al 30 giugno al costo di 80 euro. La tessera (annuale) vi dava il diritto di accedere ad una serie di benefici come uno sconto del 10% su acquisti online e presso la cantina, una bottiglia magnum di Carteria N.2, prodotta solo per i membri, una t-shirt, possibilità di partecipare con extra costo ad un evento-cena dedicato in cantina, accesso prioritario all’acquisto di bottiglie vintage e speciali sull’e-shop. La prima opportunità per i membri è scattata qualche settimana fa con la possibilità di acquistare Vintage 2017 di Pié Veloce Brux, Pié Veloce Lambicus e Anniversario.

La birra.
Nessun Dorma debutta nella primavera del 2017 ed è la prima Veille Saison di Cà del Brado: una saison “come quelle di una volta” o quasi, come quelle birre che venivano prodotte in Vallonia dai contadini fin verso l’inizio della primavera per essere poi consumate in estate – quando non era più possibile fare birra a causa delle alte temperature -  per dissetarsi nel corso delle lunghe giornate di lavoro. Parliamo del diciannovesimo secolo, quando l’acqua in estate l’acqua (non bollita) non era esattamente la fonte idrica più salubre a disposizione di un contadino.  Erano birre fatte in ambienti rurali con metodi produttivi che le esponevano inevitabilmente a contaminazioni batteriche e di lieviti selvaggi. 

Cà del Brado opta per un mosto realizzato con buona percentuale di frumento non maltato e avena, fermentazione in acciaio con Saccharomyces e successivo affinamento da sei ad otto mesi in in tonneaux e barriques che precedentemente contenevano vino, con contaminazione di brettanomiceti e batteri lattici. Al termine dell’affinamento il contenuto dei vari tini viene mescolato con una piccola percentuale della stessa birra giovane, “da poco entrata in cantina, per aggiungere freschezza, eleganza e corpo al carattere”. Nessun Dorma ha debuttato al Festival bolognese Birrai Eretici del maggio 2017. 
Come sempre sul sito della cantina è possibile sapere ulteriori dettagli produttivi partendo dal numero del lotto di produzione. Nello specifico parliamo del lotto 18013, imbottigliato nell’ottobre del 2018; per l’affinamento sono stati utilizzati cinque diversi tonneaux da 500 litri che avevano in precedenza ospitato vino Nebbiolo e Barbaresco. 
Il suo colore oro pallido è velato, la schiuma è generosa ed esuberante, un po’ scomposta, poco persistente. L’aroma è un mix bel riuscito di note funky e rustiche, richiami vinosi, di cantina  e di legno, limone, lime, ananas, spezie. Con un po’ più di bollicine sarebbe secondo me perfetta, ma non vorrei trovare per forza il pelo nell’uovo ad una birra che scorre con grande facilità e nasconde benissimo il suo tenore alcolico (6.4%). Il dolce della frutta a pasta gialla e dell’ananas è il delicato meccanismo che sostiene una birra  aspra di agrumi e piacevolmente acidula; l’uva bianca anticipa un finale vinoso e molto secco, a tratti legnoso. Rispetto all’aroma viene un po’ a mancare l’aspetto funky/rustico: in evidenza c’è piuttosto un bel frutto a colorare il bicchiere con le tonalità dell’estate, proprio quella che era la stagione delle (Veille) Saison. Birra rinfrescante, corroborante e dissetante ma anche versatile per abbinamenti gastronomici: non aspettate i mesi più caldi dell’anno per berla. Due anni in cantina, invecchiata benissimo, un altro ottimo prodotto marchiato Cà del Brado.
Formato 37,5cl., alc. 6.4%, IBU 10, lotto 18013, scad. 10/2023, prezzo indicativo 8,00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questo esemplare e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio

martedì 27 agosto 2019

Ca' del Brado Piè Veloce Lambicus 2016

Della “Cantina brassicola Ca’ del Brado” vi avevo parlato un paio di anni fa, a pochi mesi dall’inaugurazione avvenuta alla fine del 2016 a Pianoro (Bologna). In questi due anni i fondatori Mario Di Bacco, Luca Sartorelli, Andrea Marzocchi e Matteo d’Ulisse hanno fatto un bel percorso che ha portato visibilità e riconoscimenti da molti appassionati, non solo italiani. Le loro birre sono distribuite anche all’estero e chi segue i gruppi di scambio avrà notato qualche timido interesse da parte degli appassionati stranieri: evento più unico che raro quando si parla di birra italiana.   Dal concorso Birra dell’Anno sono arrivate le prime medaglie, ovviamente nella categoria delle Sour Ales: argento nel 2018 per Piè Veloce Brux Cascade, argento nel 2019 per Anniversario 2018 e bronzo per Nessun Dorma.
Ricordo brevemente che Ca’ del Brado non dispone d’impianto produttivo ma si occupa della trasformazione del mosto di malto a birra: il primo viene prodotto su impianti terzi e viene poi fermentato e affinato/invecchiato all’interno delle varie botti posizionate nella cantina il cui numero è andato via via aumentando: ad oggi vi sono due foeders da 1000 litri, 23 tonneaux da 500 litri e 18 barriques da circa 225 litri.  Alle birre acide prodotte con lieviti tradizionali, selvaggi e batteri si sono poi aggiunte le birre stagionali alla frutta Cuvée de Mugnega (albicocche), Cuvée de Zrisa (ciliegie), Cuvée de Pesga (pesche) e due interpretazioni di Italian Grape Ale, Û baccarossa e Û baccabianca.
Cà del Brado ha poi festeggiato il proprio primo compleanno con la Pu’er, Sour Ale prodotta con aggiunta di tè cinese Pu’er e ha spento la seconda candelina con la Anniversario 2018 Dal Bosco, birra acida con infusione di strobili di cipresso e foglie di noce. 
 
La birra.
Facciamo un passo indietro e vediamo com’è invecchiata una delle due birre con le quali Cà del Brado ha debuttato alla fine del 2016. Parliamo della Piè Veloce Lambicus lotto 16004, imbottigliata il 10 dicembre di quell’anno. Si tratta di una Sour Ale il cui mosto è “realizzato con un’importante percentuale di cereali succedanei (frumento e segale) e mediante una luppolatura oculata di stampo inglese sia in amaro che in aroma. La fermentazione (effettuata fin dalla primaria con brettanomiceti Lambicus) e la maturazione (circa due mesi) avvengono direttamente in legno: prevalentemente all’interno di grandi botti che in passato ospitavano vino”.
Dorata, leggermente velata, forma un’esuberante testa di schiuma che sembra quasi indissolubile. L’aroma è un’intrigante mix di profumi floreali e spezie, note funky e selvagge di cuoio e pellame, sudore e cantina, terrose. C’è qualche accenno fenolico e un bel carattere fruttato che richiama pompelmo, ananas, frutta a pasta gialla ma anche pesca bianca: per un attimo avverto anche qualche suggestione di fragolina. Un biglietto da visita stupefacente. Le vivaci bollicine la rendono ruspante e rustica senza tuttavia farla risultare ruvida al palato. La bevuta è però meno interessante rispetto all’aroma: per aprirsi questa Piè Veloce Lambicus ha bisogna di scaldarsi un po’ ma così facendo perde gran parte del suo potere rinfrescante. I brettanomiceti apportano un carattere terroso dominante che viene parzialmente mitigato dall’acidità lattica e dall’asprezza degli agrumi. In sottofondo resta una patina dolce che richiama la frutta a pasta gialla e il miele. Il percorso si chiude con un finale legnoso e abbastanza secco nel quale tuttavia rimane sempre presente una patina dolce ed emerge un discreto tepore etilico a mettere in guardia chi ha il bicchiere in mano: dopotutto il contenuto alcolico in percentuale tocca quota 7.4.
In tre anni ha avuto una bella evoluzione questa bottiglia di Piè Veloce Lambicus: il naso è un piccolo capolavoro che non trova purtroppo esatta corrispondenza al palato, ma il livello complessivo rimane indiscutibilmente elevato. I ragazzi di Cà del Brado dimostrano di meritare il successo che stanno riscuotendo.
Formato 37,5 cl., alc. 7.4%, lotto 16004, scad. 10/12/2021, prezzo indicativo 7,00 euro (beershop)
 
NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia/lattina e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

lunedì 20 marzo 2017

Ca' del Brado Piè Veloce Brux

“Cantina brassicola”, questo il modo in cui ha scelto di autodefinirsi Ca' del Brado, nuova realtà che ha aperto le porte nel dicembre 2016 a Pianoro (Bologna); non si tratta di un birrificio in quanto non ha impianti di produzione propri ma non si tratta neppure di una semplice beerfirm. Quello che Ca’ Del Brado fa è occuparsi della trasformazione del mosto di malto a birra: il primo viene prodotto su impianti terzi e viene poi fermentato e affinato/invecchiato all’interno delle varie botti posizionate nella cantina.  La Ca’ (Casa) è il luogo dove questi lieviti (tradizionali e selvaggi) e batteri operano trasformando la materia grezza (mosto) in birra: quello che viene iniziato dall’uomo è poi portato a termine dal tempo, ed ecco spiegato l’utilizzo del termine “brado”. Brado come “lento”, in quanto gli affinamenti possono durare da alcuni mesi ad anni; brado come “libero nel suo ambiente naturale”, in quanto l’operato dei batteri naturalmente presenti nel legno non è completamente controllabile dall’uomo. 
Va da sé che dietro a questo progetto ci dev’essere la passione per le birre acide, a fermentazione selvaggia e spontanea: è questo il tratto che accomuna i quattro fondatori (Mario Di Bacco, Luca Sartorelli, Andrea Marzocchi e Matteo d’Ulisse), tutti membri dell’associazione BrewLab di Bologna che ha al suo attivo l’organizzazione di festival, degustazioni ed incontri tra homebrewers. 
Sul sito internet di Ca' del Brado, davvero molto curato, trovate tutte le informazioni non solo sulle birre ma su di ogni singolo lotto prodotto e sulle botti che sono state utilizzate: al momento la cantina dispone di due botti da circa 3000 litri, dieci tonneaux da circa 500 litri ciascuno e sette barriques da 250 litri. 
Ca' del Brado ha debuttato con due birre fermentate esclusivamente con brettanomiceti: Veloce Brux (dicembre 2016) e Piè Veloce Lambicus (gennaio 2017), seguite da altre due versioni che hanno ricevuto dry-hopping (Cascade e Styrian Golding, rispettivamente) al termine della maturazione in botte al fine di accentuare la componente aromatica. A febbraio è arrivata la farmhouse ale Invernomuto affinata sei mesi in botte.

La birra.
Debutta il 14 dicembre 2016 in alcuni locali selezionati la Piè Veloce Brux di Ca’ del Brado: il contrasto tra il nome della birra (ossia il soprannome dato ad Achille, eroe della mitologia greca celebre per la sua velocità della corsa) e quello di una “cantina brassicola” che ha scelto di utilizzare lo scorrere del tempo come elemento fondamentale del processo produttivo è solo apparente. Sotto alla gamma “Piè Veloce” vengono infatti incluse quelle birre che maturano "solo" più rapidamente delle altre; nello specifico, la Piè Veloce Brux viene fermentata con Brettanomyces Bruxellensis e affinata per circa due mesi in una grande botte di rovere da 3150 litri costruita negli anni ’60 e rigenerata internamente, che conteneva vino nebbiolo. 
Grazie all’utilissima sezione “cerca lotto” sul sito di Ca’ Del Brado è possibile conoscere tutta la storia di quello che avete nel bicchiere: il mosto è stato prodotto dal birrificio Brewfist il 16/09/2016: malto pilsner 72%, frumento in fiocchi  15%,  malto segale 8%, Carapils 8%, luppolo Amarillo, lievito White Labs Brettanomyces Bruxellensis. La fermentazione è avvenuta direttamente in botte, la maturazione in legno è durata circa due mesi: l’imbottigliamento è avvenuto il 19/11/2016 e, dopo un mese circa d’affinamento, la birra è stata messa in vendita. 
Il suo colore è un bel dorato pallido velato: si forma una testa di schiuma bianca non molto generosa e un po’ grossolana, abbastanza veloce a collassare nel bicchiere. Al naso c’è un bouquet pulito nel quale trovano posto le note lattiche, di legno e di “cantina”, gli agrumi, l’uva acerba e il ribes, l’ananas. Il percorso continua in linea retta al palato, dove scorre facilmente ma ha un unico difetto: bollicine quasi assenti, con il risultato di una birra non particolarmente vivace. Il suo profilo è “gentilmente” acido senza particolari asperità: il lattico attraversa tutta la bevuta affiancato dal legno, dall’asprezza della frutta acerba e degli agrumi, mentre in sottofondo c’è un velo dolce di pesca gialla ed ananas. La chiusura è delicatamente amara (lattico, scorza d’agrumi) e piuttosto secca, con un elevatissimo potere rinfrescante e dissetante: l’alcool (7.4%) è davvero impercettibile. 
Una sour ale precisa e piuttosto pulita, non priva di una certa eleganza: le mancano un po’ di bollicine e – secondo me – quelle imprecisioni/imperfezioni che spesso poi riescono a regalare le più belle emozioni in una birra. Nonostante la sua personalità ancora giovane e in divenire, mi sembra un debutto piuttosto positivo per una “cantina brassicola” che mostra d'avere idee chiare e un ottimo potenziale a disposizione. Le birre acide sono una piccola nicchia all’interno della nicchia della cosiddetta birra artigianale, soprattutto se guardiamo al mercato italiano: un grosso in bocca al lupo al coraggio di Cà del Brado.
Formato: 37.5 cl., alc. 7.4%, lotto 16001, imbott. 19/11/2016, scad. 17/11/2021, prezzo indicativo 7.00 Euro (beershop,)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.